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L’Assessore alla Sanità del Comune di Agrigento Dott. Gerlando Riolo comunica che è in corso un programma  di derattizzazione e di disinfestazione che nelle ultime settimane ha già coinvolto diverse zone cittadine ed è già stato predisposto, per i prossimi giorni, un intervento di derattizzazione nelle periferie della Città che interesserà i quartieri di Villaseta, Monserrato, Fontanelle, Cannatello, le frazioni di Montaperto e Giardina Gallotti e proseguirà successivamente in tutto il territorio cittadino. Accanto a questo sarà eseguito, laddove necessario, un intervento di disinfestazione per zecche e blatte, compatibilmente con la disponibilità economica.

Parallelamente prosegue il programma di disinfestazione delle zanzare con interventi larvicidi e adulticidi secondo un calendario già stilato e che interessa tutta la Città.

Inoltre sono stati rifunzionalizzati i bagni pubblici della via Manzoni, zona Stadio lato curva Nord, della piazzetta Taglialavoro (alla fine della scalinata che collega piazza Marconi con via Empedocle) e della via Mendola. E’ in via di definizione il Bando pubblico per l’affidamento e la gestione di tali bagni che verrà pubblicato in tempi brevi.  E’ una iniziale risposta ad una problematica reale e che interessa l’Utenza locale e i molti visitatori e Turisti; pur tra le pressanti difficoltà economiche dell’Amministrazione comunale si sta facendo in modo di eliminare i disagi per tutti i possibili fruitori di questo servizio.

E’ in via di pubblicazione il Bando per le postazioni fisse dei bagnini sulle spiagge libere del litorale di Agrigento; saranno previste 3 postazioni che si aggiungeranno a quelle che dovranno prevedere gli stabilimenti balneari. Il servizio avrà durata di un mese, sarà erogato dal 20 Luglio al 20 Agosto e il costo sarà a totale carico del Comune, sebbene la Legge prevede che debba esserci una compartecipazione della Regione e del Libero Consorzio Comunale di Agrigento (ex Provincia regionale) che però già da anni non fanno arrivare la spettante quota di finanziamento.

L’approvazione del “collegato” alla Finanziaria ha determinato delle modifiche nell’ambito della liquidazione dei Consorzi Asi. E’ stato infatti approvato un emendamento dell’assessore regionale per le Attività produttive, Mimmo Turano, che revoca gli incarichi degli 11 commissari liquidatori nei Consorzi Asi, con la successiva nomina soltanto di 2 commissari liquidatori. Inoltre, è stata cancellata la norma che finora ha imposto la scelta dei commissari tra dirigenti e personale dell’Irsap e delle stesse Asi. L’assessore Turano commenta: “Avevo promesso un intervento in questo settore perché la vecchia legge ci costringeva ad una anomala sovrapposizione tra controllori e controllati e a dover scegliere addirittura tra chi ha procedimenti giudiziari in corso anche per reati legati alle funzioni. Adesso si cambia: l’emendamento ci consente di nominare soltanto due commissari, uno per la Sicilia occidentale ed uno per la Sicilia orientale, che potremo scegliere fra soggetti di comprovata professionalità. I nuovi commissari liquidatori dovranno trasmettere ogni 6 mesi una relazione dettagliata sull’attività svolta all’assessore per le Attività produttive e all’assessore all’Economia per i controlli contabili. E avranno 120 giorni di tempo per rilevare i beni immobili della Regione affidati in gestione a ciascuno consorzio, trasferire ai Comuni le strade ad uso pubblico e le relative pertinenze e consegnare all’Irsap gli immobili dove hanno sede gli uffici dei consorzi Asi”.

Nell’ottobre del 2013, a Menfi, nei locali di una cooperativa di assistenza, è morto un paziente affetto da potomania, un disturbo psichiatrico che induce ad assumere continuamente liquidi, soprattutto acqua. L’uomo ha bevuto del detersivo per pavimenti, contenuto in un bidone lasciato nottetempo in bagno anziché chiuso in un armadietto come avrebbe dovuto essere. Adesso il Tribunale di Sciacca, tramite il giudice monocratico Antonio Cucinella, ha condannato la responsabile e una dipendente della cooperativa ad un anno di reclusione ciascuna, con pena sospesa, per omicidio colposo

Accogliendo le istanze dei difensori, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha dissequestrato i beni, già sequestrati dalla Guardia di Finanza lo scorso 6 marzo, di Paola Vizzini e Salvatore Geraci, gestori del porto turistico “Marina di Cala del Sole” a Licata. I beni adesso restituiti sono stati sequestrati perché, a seguito della scadenza delle concessioni, la struttura portuale è stata ritenuta abusiva. E perché, inoltre, non sarebbero stati pagati gli oneri concessori sulla costruzione.

Il presidente della Camera Roberto Fico
Tocca all’Europa farsi carico di quest’emergenza

“Io i porti non li chiuderei”. Lo ha detto il presidente della Camera Roberto Fico parlando con i giornalisti a Pozzallo al termine della sua visita al locale hot spot. “Come terza carica dello Stato – aggiunge Fico – dico che bisogna essere solidale con chi emigra, che sono storie drammatiche che toccano il cuore. Tocca all’Europa farsi carico di quest’emergenza, non solo all’Italia, e bisogna tirare fuori gli estremismi perchè la solidarietà si fa insieme. Se questo è un approdo, deve essere un approdo europeo”.

Sanità, Agrigento 
“Voglio intervenire sul tema della sanità nell’agrigentino – dichiara l’on. Savarino – per smorzare il clima di allarmismo che artatamente qualcuno sta alimentando in merito alla possibilità che vengano effettuati innumerevoli tagli ai posti letto in provincia di Agrigento.
L’Assessore Razza sta predisponendo la nuova rete ospedaliera, dopo avere ascoltato le parti sociali e i rappresentanti delle categorie. Questo permetterà, dopo le stabilizzazioni e le mobilità che l’assessore ha attivato anche nella nostra Asp, di riaprire concorsi e dare finalmente serenità e prospettiva a tutto il comparto. Il decreto Balduzzi ci obbliga a determinate scelte, che subiamo e per le quali abbiamo chiesto di intervenire con una proroga dell’entrata in vigore della rete per consentire al nuovo governo di compiere valutazioni anche sulla modifica della normativa nazionale.
Se poi si considera che ad ogni intervento proprio l’Assessore Razza ha detto che la “bozza” in discussione è in via di definizione e terrà conto di tutte le indicazioni provenienti dai territori e dalle parti sociali, davvero tutte queste polemiche appaiono del tutto pretestuose.
La verità è che il nuovo documento prevede più unità, più posti letto e reparti anche e soprattutto in quegli ospedali periferici da Sciacca, Licata a Canicattì, trascurati ed abbandonati dalla politica degli ultimi dieci anni. E io immagino che ai cittadini interessi di più avere a disposizione oltre cento nuovi posti letto rispetto a quelli esistenti, nuovi reparti, piuttosto che vedere qualche responsabile di servizio guadagnare di più facendo il primario.
Monitoreremo che la qualità del servizio sanitario per i pazienti vada migliorando fino a diventare una eccellenza. 
Avevamo promesso con il Presidente Musumeci maggiore attenzione a tutti i territori e così sarà.
Giusi Savarino

 

Nella giornata di ieri, il Sindaco Giuseppe Galanti, unitamente alla giunta al completo ed all’esperto per le problematiche idriche Salvatore Licata, al Palazzo di Città ha ricevuto una delegazione di Girgenti Acque, che aveva chiesto l’incontro per un saluto istituzionale.
La delegazione ospite capeggiata dal Presidente della società Marco Campione, era composta anche dal consigliere delegato ing. Barrovecchio, dall’ing,. Ferrara e dal rappresentante della stessa a Licata, geom. Butera.
L’incontro, durato circa due ore, è stato utile all’Amministrazione comunale per esporre la non più tollerabile condizione legata alle eccessive pause in materia di erogazione idrica, e per chiedere una relazione esplicativa anche sugli assetti fognari della zona Fondachello – Playa.
Una relazione per sapere se vi sono, ed, eventualmente quali sono, zone della città ove si registrerebbero carenze o disfunzioni legate alla rete fognaria.
Analoga richiesta è stata avanzata per ciò che concerne ogni singola stazione di pompaggio.
I rappresentanti di Girgenti Acque hanno assicurato la massima collaborazione per la stesura delle relazioni e per individuare e risolvere eventuali problemi che dovessero emergere.

L’Associazione Onlus “Volontari di Strada” di Agrigento prende posizione sulle ricorrenti voci di chiusura o di declassamento di alcuni Reparti dell’Ospedale San Giovanni di Dio, tra cui Oncologia, Chirurgia vascolare e Oculistica. E’ l’ennesima dimostrazione di come i cittadini – pazienti di questo territorio e, più in generale, dell’intera provincia, vengano considerati come semplici numeri nella voce costi del bilancio della Regione Siciliana. Il governo taglia sulla Sanità, operando la spending review sui malati, ad Agrigento, dove il reparto di Oncologia, ad esempio, è considerato un’eccellenza e rischia di chiudere per essere trasformato in Poliambulatorio. Eppure, nel 2017, ha erogato prestazioni a favore di circa 600 pazienti, 450 dei quali per terapie chemioradioterapiche endovenose e 150 per la chemioterapia orale. Lo stesso dicasi per i Reparti di Chirurgia Vascolare ed Oculistica, che tornano da unità operative complesse a unità operative semplici. A questo punto si profila il ritorno ai cosiddetti “viaggi della speranza” di pazienti che, per essere curati, sono costretti a recarsi in strutture distanti dal capoluogo, anche fuori provincia se non addirittura fuori Regione. In tal modo la Regione Sicilia sta facendo venire meno uno dei sacrosanti diritti sanciti anche dalla nostra Carta Costituzionale: il diritto alle cure e alla salute.
“L’eventuale “tagli” dei Reparti all’interno del San Giovanni di Dio – dichiara la presidente dei Volontari di Strada, Anna Marino – penalizzerebbe, ovviamente, le famiglie più disagiate e bisognose del nostro territorio, sempre più numerose, come certificato da recenti indagini statistiche, ma soprattutto come testimoniato dal nostro quotidiano lavoro sul “campo” da oltre un lustro. Non vorremmo che dietro all’ipotesi di chiusura dei Reparti possano nascondersi giochi politici, il tutto sulla pelle di cittadini – pazienti che, invece, meriterebbero maggiori attenzioni, cure e dignità. La gente ha diritto di vivere, non di essere trattata come bestie. Abbiamo toccato il fondo. Chiediamo un deciso scatto di orgoglio da parte dei nostri politici” – conclude la presidente Anna Marino.

 

 

“È possibile già adesso ridurre del 20% il conferimento in discarica dei comuni siciliani con il trattamento dell’indifferenziato residuale”. Lo ha detto il presidente di Assopirec, Gaetano Rubino, l’Associazione che raggruppa numerose piattaforme di recupero presenti in Sicilia, che ieri ha incontrato il dirigente dell’Ufficio speciale riduzione dei consumi ed efficientamento energia della Regione Siciliana, Salvatore Cocina.

“Si tratta di una parte consistente di scarti – spiega – contenente plastiche e metalli nobili, che oggi finiscono dritti in discarica e che invece potrebbero essere recuperati dalle piattaforme, mentre la parte restante verrebbe trattata come rifiuto speciale”.

“In questo modo – aggiunge – si ridurrebbero sia i volumi e quindi i costi di smaltimento, sia quelli del trasporto. I comuni, infatti, potrebbero conferire l’indifferenziato residuale non più nelle quattro discariche dell’Isola, spesso distanti centinaia di chilometri, ma in una delle 40 piattaforme presenti sul territorio regionale a loro più vicine”.

“Per rendere ancora più efficiente il sistema – aggiunge Rubino – abbiamo chiesto al dottore Cocina di velocizzare l’iter delle istanze di autorizzazione per l’apertura di nuovi impianti e l’ampliamento di quelli esistenti. Sono decine le pratiche presentate che una volta evase potrebbero incrementare la capacità di trattamento dei rifiuti e la produttività delle piattaforme”.

“Macron parla parla.. pensa di comandare lui in Ue quando in Francia non lo può vedere più nessuno. Nei fatti si sta rivelando un Renzi ancora più bullo. E intanto si rende complice delle navi ong, consentendo scalo tecnico e rifornimento all’Aquarius per fare poi servizio taxi di clandestini, si riempie la bocca di solidarietà e cooperazione mentre ancora siamo in attesa che accolga altri 8mila 400 migranti come da accordi. Nel frattempo pensa di poter continuare a fare shopping con le imprese italiane e si sente il Napoleone d’Africa. Purtroppo per lui al governo italiano non ci sono più zerbini, non c’è più il Pd, ma Salvini e tutta la squadra di Conte: con loro l’Italia ha rialzato la testa e per la prima volta è l’Europa a inseguire gli interessi degli italiani”.

Così il deputato della Lega Alessandro Pagano.