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Un’auto ha travolto un motociclista di 48 anni. Cambiato il percorso della quinta tappa

Gli organizzatori della corsa sono stati costretti a cambiare il percorso iniziale della tappa. L’incidente si è verificato in prossimità del chilometro 0 della quinta tappa del Giro, ad Agrigento. 

Il 48enne di Sambuca di Sicilia (Ag) è stato travolto mentre era in sella alla motocicletta Bmw Gls lungo la statale 115. L’uomo, di un servizio d’ordine privato, è caduto per l’impatto con la Fiat Stilo guidata da un agrigentino di 60 anni. La Fiat Stilo avrebbe forzato la chiusura di strada imposta, con tanto di transenne dall’Anas, lungo la statale. All’altezza del bivio per contrada Maddalusa, in territorio di Agrigento, così come in tutte le altre complanari, strade urbane e provinciali che si affacciano sulla statale Agrigento-Sciacca l’Anas – su disposizione della polizia Stradale – ha collocato, sbarrando di fatto l’accesso, le transenne.

La gara il giro d’Italia si apre quindi con una spiacevole notizia, l’ incidente sulla S. S. 640 in direzione Porto Empedocle in prossimità del bivio per contrada Maddalusa.  Accorto sul posto il pm Paola Vetro e Salvatore Vella e la procura hanno aperto un’inchiesta

Ore 16:40 attualmente l’uomo con 12 costole rotte,  trauma cranico ed emorragia si trova all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta dove lo stanno operando, prognosi riservata. 

Contratto di impiego 660 dipendenti trasferito all’acquirenteNuovo proprietario per la raffineria Esso di Augusta, nel polo petrolchimico di Priolo Gargallo, nel Siracusano. L’Assemblea dei Soci della Esso Italiana ha approvato la sottoscrizione di un accordo con la compagnia petrolifera di Stato algerina Sonatrach per la cessione del ramo d’azienda costituito dalla raffineria di Augusta, dai depositi carburante di Augusta, Palermo e Napoli e relativi oleodotti. Il contratto di impiego di circa 660 dipendenti della Esso Italiana sarà trasferito all’acquirente.
    “La decisione è frutto di un’approfondita e attenta valutazione” ha dichiarato Gianni Murano, Presidente e Amministratore Delegato della Esso Italiana. “Il nostro impegno in Italia, dove operiamo da oltre 125 anni, non viene affatto meno”. La cessione è prevista entro la fine del 2018. Advisor della società algerina era Societe’ Generale

Le prossime comunali siciliane del 10 giugno (ballottaggio il successivo 24 per le 19 città sopra i 15 mila abitanti) che riguardano 138 comuni su 390 tra cui i capoluoghi Catania, Messina, Ragusa, Siracusa, e Trapani sono un test importante per partiti, movimenti e soprattutto le coalizioni che risultano divise in molti centri. Al voto sono chiamati 1.657.147 elettori (692.224 solo nei capoluoghi) che voteranno in 1938 sezioni per eleggere sindaci e un esercito di circa 1800 consiglieri comunali. Le liste coi candidati vanno presentate dal 30simo al 26simo giorno antecedente le votazioni quindi il deposito dovrebbe cominciare l’11 maggio. Nei 5 capoluoghi per ora i presunti candidati a sindaco sono 31. Il comune con più abitanti al voto è Catania (266.598) dove i candidati a sindaco che hanno annunciato la corsa sono 5. Oltre all’uscente Enzo Bianco (Pd), vi sono, per il M5S Giovanni Grasso, maestro d’orchestra, per il centrodestra l’ europarlamentare e coordinatore provinciale di Fi, Salvo Pogliese.

Oltre 1,6 mln alle urne. Coalizioni divise in molti centri

Lettera a 25 anni dall’appello di San Giovanni Paolo II

La mafia continua a esistere e a ordire le sue trame mortali, estendendole anzi – ormai da tempo – oltre la Sicilia, nel resto d’Italia e all’estero, procacciandosi ovunque connivenze e alleanze, dissimulando la sua presenza in tanti ambienti e contagiandosi a molti soggetti – sociali e individuali – che apparentemente ne sembrano immuni, trapiantandosi ovunque nel solco di una pervasiva corruzione”.
    Lo affermano i vescovi siciliani nella Lettera a 25 anni dall’appello di San Giovanni Paolo II ai mafiosi nella Valle dei Templi, ad Agrigento. I vescovi ribadiscono che “la mafia è peccato”, “la mafia è incompatibile con il Vangelo” e ricordano che quando Giovanni Paolo II chiese loro di convertirsi la mafia rispose con gli attentati del luglio 1993, a San Giovanni in Laterano e a San Giorgio al Velabro, poi il 15 settembre 1993 uccisero padre Pino Puglisi, parroco nel quartiere Brancaccio, a Palermo, ora beato.

Stop a ordinanze cautelari per gli altri due indagati

GENNUSO 

Il parlamentare regionale Giuseppe Gennuso, arrestato il 17 aprile scorso dai carabinieri per voto di scambio aggravata dal metodo mafioso, è stato rimesso in libertà dal Tribunale del Riesame. L’imprenditore di Rosolini, 65 anni, eletto nella lista di centrodestra Popolari ed Autonomisti, era stato posto ai domiciliari. Ha sempre respinto le accuse sostenendo di non avere mai avuto un accordo con il clan e di non aver mai pagato per ottenere le preferenze.
    Nell’operazione coordinata dalla Dda di Catania, i carabinieri avevano arrestato anche Francesco Giamblanco, 31 anni, cognato del boss di Avola Michele Crapula, e posto ai domiciliari Massimo Rubino, 45 anni, presunto l’intermediario tra la cosca e Gennuso. Entrambi sono stati pure rimessi in libertà dal tribunale. 

Reato ipotizzato abuso in atti d’ufficio

‘ex presidente della Regione Rosario Crocetta è indagato insieme a una ventina di persone, tra cui funzionari regionali e il dirigente Maurizio Pirillo, per la gestione dell’emergenza rifiuti che, nell’estate del 2016 interessò l’Isola. Il reato ipotizzato dalla Procura di Palermo è di abuso in atti d’ufficio.
    I pm contestano a Crocetta l’avere autorizzato con ordinanze urgenti il conferimento in alcune discariche catanesi di oltre 6900 tonnellate di rifiuti. Procedura che per il governatore sarebbe stata giustificata dall’emergenza sanitaria in corso. Ma per i magistrati Crocetta avrebbe agito senza i pareri previsti dalla legge. Inoltre autorizzando in deroga il conferimento di quantità di rifiuti superiori a quelle previste dalle norme avrebbe consentito ai gestori delle discariche di aumentare i guadagni. All’ex governatore è stato notificato un avviso di garanzia.

 

Il Soroptimist Club Agrigento in ottemperanza alle linee guida nazionali , organizza per la giornata di domani 10 maggio , dalle ore 8:15 alle ore 10:15 presso il Liceo Classico “ Empedocle “ e dalle ore 11:30 alle ore 13:00 presso l’Aula Verde dell’Istituto tecnico “Foderà”, un doppio incontro per valorizzare il talento femminile e far crescere il numero delle ragazze in ambito STEM ( Science, Technology, Engineering, Mathematics), aiutandole ad operare scelte consapevoli in ambito universitario, libere da preconcetti o stereotipi di genere che incidono ancora fortemente nei momenti di importanti decisioni che, influiranno sull’intero percorso formativo e sulla futura carriera professionale.
Al doppio incontro parteciperà la Dott.ssa Adriana Santonocito, CEO e socio fondatore dell’Orange Fiber, il brand che ha brevettato e produce tessuti sostenibili dai sottoprodotti agrumicoli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Dal 10 al 14 di maggio a Torino ci sarà il Salone del Libro, il Movimento 5 stelle si mobilita all’interno di tutte le città: per far diventare piazze e strade, attraverso i banchetti degli attivisti del MoVimento, un piccolo Salone del Libro. L’iniziativa si chiama “Libri in MoVimento”: dal 10 al 14 maggio in tutta Italia, faremo dei banchetti dove le persone che vorranno portare due libri potranno prenderne in cambio uno, in maniera tale da lasciare agli altri i libri che hanno particolarmente amato.
Ad Agrigento Domenica 13 Maggio dalle 17.30 alle 21 “Libri in MoVimento” si svolgerà in piazzale Giglia a San Leone. Sarà anche possibile firmare per la sensibilizzazione alla sfiducia del sindaco Firetto.

Prende il via a Montevago il progetto integrato di sostegno sociale denominato “Servizio civile degli anziani ultrasessantenni”. Gli interessati possono presentare domanda entro il 28 maggio negli appositi modelli disponibili presso l’ufficio Servizi sociali del comune. Il progetto, rivolto agli over 60, è finalizzato ad offrire ai componenti dei nuclei familiari in stato di bisogno o disagio economico la possibilità di godere di un contributo economico da 350 euro  mettendo a disposizione della comunità che li sostiene la loro prestazione personale per una durata massima di 70 ore.

Saranno svolte attività di custodia del cimitero comunale e di aiuto nell’attraversamento della strada degli studenti nel regolare il flusso di traffico in prossimità della scuola. Il programma personalizzato per i soggetti ammessi non potrà superare la durata di tre mesi. L’istanza deve essere corredata da attestazione Isee in corso di validità, attestazione dello stato di famiglia, fotocopia della carta d’identità. “Si tratta di un progetto che stiamo portando avanti sul fronte delle politiche sociali – dice il sindaco Margherita La Rocca Ruvolo – per dare un sostengo agli anziani che vivono situazioni di disagio economico e che non riescono ad arrivare alla fine del mese”.

Intanto, ieri sera, il consiglio comunale di Montevago ha approvato il regolamento per la rateizzazione della riscossione delle entrate comunali per coloro che sono morosi con l’ente.

In data odierna, I Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza – Nucleo Investigativo, coadiuvati da Personale della Sezione Tributaria della Guardia di Finanza di Cosenza, ha dato esecuzione a provvedimenti di sequestro beni a carico di Nella Serpa – capo dell’omonimo clan del cosentino, condannata all’ergastolo nel 2016 (leggi qui la notizia) –  e suoi congiunti, per un valore di oltre 2 milioni di euro, beni consistenti in 11 immobili, alcuni veicoli, 3 società e 40 rapporti finanziari.

Il decreto è stato emesso dalla Corte D’assise d’Appello di Catanzaro, nell’ambito della sentenza di condanna della stessa Serpa Nella, a seguito dell’indagine “Tela del ragno”. Si tratta nello specifico di un sequestro preventivo art. 321 cpp, che in sostanza, prevede il blocco di tutti i beni comunque riconducibili alla sfera personale della condannata, preservandoli da possibili alienazioni sino alla eventuale sentenza definitiva.

L’art. 321 cpp combinato con quanto disposto dell’art. 240 bis cp che, appunto, prevede in caso di condanna definitiva, la consequenziale confisca degli stessi beni.

Sì pensi che tuttavia l’accusa a Nella Serpa, ha sinora retto sino in Corte D’Appello dove ha subìto un’ulteriore condanna, la più grave della quale si ricorda, per i due omicidi di Martello Luciano e Siciliano Rolando.

Nella Serpa per tali reati, si trova ancora ristretta a regime 41 bis O.P.

Tra le motivazioni del provvedimento nei confronti di Nella Serpa, oltre alle sentenze già subite, anche le approfondire indagini patrimoniali effettuate dal personale del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Cosenza, che hanno dimostrato una notevole sproporzione tra i redditi dichiarati e i beni posseduti.

Tra gli altri elementi evidenziati dalle indagini patrimoniali, soprattutto la sopraggiunta e sospetta interposizione fittizia di detto patrimonio, a favore di prossimi congiunti.

Ma se esisteva già un provvedimento di confisca sugli stessi beni come misura di prevenzione, come mai la Procura è dovuto intervenire nuovamente sullo stesso patrimonio?

 

Simona Stammelluti