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Dopo 2 sedute praticamente a vuoto finalmente il Consiglio comunale ha deliberato le misure correttive.
Da quasi un mese ne discutiamo con dirigenti e revisori, oltre che fra gli attivisti del Movimento 5 stelle, approfondendo gli argomenti e creando degli emendamenti per impegnare l’amministrazione al controllo delle finanze comunali garantendo i servizi ai cittadini.
Questa amministrazione, infatti, continua ad interessarsi più ad essere “chic” che ad affrontare concretamente i problemi cittadini, che spesso si cerca di far passare come fake news.
Aiutateci ad aiutare Agrigento: domani pomeriggio dalle 17.30 alle 21 saremo a San Leone, Piazzale Giglia per la raccolta firme per sensibilizzare i consiglieri comunali a presentare la sfiducia per il sindaco.
Oltre a confrontarsi sui temi cittadini vi invitiamo al nostro banchetto per un momento di socializzazione con l’iniziativa nazionale “Libri in MoVimento”. Domani si potranno infatti portare dei e prenderne in cambio, in maniera tale da lasciare agli altri i libri che hanno particolarmente amato.

 

“Il sequestro preventivo dell’impianto di compostaggio di Joppolo Giancaxio impone al Governo regionale di chiarire una volta per tutte quali sono le regole per fare correttamente impresa nel delicato settore della gestione del ciclo integrato dei rifiuti, senza arrecare danno all’ambiente ed alla salute dei cittadini”. Dichiarazione di Claudia Casa, direttore di Legambiente Sicilia

“A distanza di oltre 3 anni dal primo esposto-denuncia di Legambiente Sicilia relativo a questa vicenda e dopo innumerevoli interventi pubblici si è finalmente arrivati al dunque.
Pronunciamo questo “finalmente” con più amarezza che soddisfazione, fieri certamente di averci messo la faccia e di avere sostenuto la battaglia condotta dai cittadini joppolesi residenti nelle contrade Manicalunga e Realturco, ma al contempo amareggiati e preoccupati perché, oltre al grave danno ambientale, prospettato dalle indagini poste a base del sequestro, non ci sfuggono le ricadute negative che questa vicenda produrrà nell’immaginario collettivo, avvalorando paure e portando all’errata conclusione che il trattamento dei rifiuti, in special modo di quelli organici, generi inevitabilmente inquinamento ambientale e conseguenze nefaste per la salute.
Ribadiamo con forza che gli impianti di compostaggio sono essenziali per una corretta gestione integrata dei rifiuti solidi urbani, tenuto conto che ad essi va conferita la frazione umida che nelle nostre case produciamo in maniera molto consistente. La Sicilia, ad oggi, sconta un pauroso deficit impiantistico al quale occorre porre rimedio nei tempi più rapidi, dotandosi innanzitutto proprio di impianti di compostaggio. Siamo consapevoli che leggere notizie di sequestri operati dalla magistratura inquirente motivati dal “deposito incontrollato di rifiuti e dalla immissione degli stessi nelle acque superficiali… con deterioramento significativo e misurabile delle acque, dei terreni e di tutto l’ecosistema” non potrà che accrescere la paura e produrre il cosiddetto effetto Nimby (ovunque ma non nel mio giardino), provocando perplessità e rallentamenti sulla strada del progresso necessario a far uscire la Sicilia dall’emergenza rifiuti.
Ed è in ragione di ciò che chiederemo al Governo regionale di fissare regole ben precise che favoriscano decisamente l’implementazione del numero degli impianti per il trattamento dei rifiuti organici imponendo regole severe e controlli affinché gli imprenditori. di questo delicatissimo settore, operino nel rispetto assoluto dei presìdi ambientali in cui insistono gli stabilimenti come pure delle regole riguardanti le lavorazioni, in particolare per ciò che riguarda i tempi di maturazione del prodotto su cui andranno imposti severi controlli anche a valle, che dovranno cioè interessare anche i luoghi di utilizzo del compost – cioè i terreni fatti oggetto di spandimento – come pure la qualità in termini di salubrità delle produzioni agricole”.

La Ditta Oliveri Antonina & c. presentava all’Ufficio tecnico del Comune di Sciacca un progetto di ristrutturazione edilizia con parziale demolizione e ricostruzione di un fabbricato ubicato tra la via C.Colombo ed il vicolo 1° Stretto caricatore ; il suddetto progetto otteneva il rilascio della concessione edilizia nel 2009. La ditta Oliveri conseguiva due proroghe del termine di validità della concessione edilizia; nelle more, la ditta Malofra con sede in Sciacca, in persona del legale rappresentante Sig. Marco Maglienti , acquistava la proprietà degli immobili oggetto della concessione edilizia già rilasciata  e subentrava in tutti i rapporti facenti capo alla ditta Oliveri Antonina & c. Nel 2017 i lavori venivano sospesi nelle more di un sopralluogo tecnico condizionando la ripresa allo svolgimento di dettagliate operazioni peritali al fine di verificare le refluenze della realizzazione di una paratia sulle proprietà private adiacenti l’intervento. Permanendo la sospensione dei lavori nel mese di ottobre del 2017 la ditta Malofra richiedeva al Comune di Sciacca un differimento del termine di ultimazione dei lavori, che avrebbe dovuto corrispondere a tutta la durata della sospensione dei lavori. Senonchè la citata richiesta di differimento del termine di ultimazione dei lavori veniva ritenuta non ammissibile dal Comune di Sciacca, con invito alla presentazione di un nuovo titolo abilitativo nel rispetto della normativa in vigore al momento della presentazione. Avverso tale provvedimento la ditta Malofra proponeva un ricorso giurisdizionale, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Antonino Turturici, lamentando la mancata considerazione del periodo di sospensione dei lavori disposta per iniziativa dell’Amministrazione, per la durata complessiva di ben 179 giorni. Si è costituito in giudizio il Comune di Sciacca, in persona del Sindaco pro tempore, per chiedere il rigetto del ricorso, previa reiezione della richiesta cautelare di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato. Il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana in sede giurisdizionale, condividendo le tesi difensive degli avvocati Rubino e Turturici, ha accolto la richiesta cautelare di sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti impugnati, condannando anche il comune di sciacca al pagamento delle spese giudiziali inerenti la fase cautelare. Pertanto, per effetto dell’ordinanza cautelare resa dal CGA, potranno riprendere i lavori di ristrutturazione edilizia del fabbricato esistente in Sciacca, ubicato tra la Via C. Colombo ed il vicolo 1° Stretto scaricatore, mentre il Comune di Sciacca pagherà le spese giudiziali. 

Ieri riunione del Comitato di Programmazione Sportiva per la disciplina della erogazione dei contributi destinati alle attività sportive isolane. Pappalardo: “Piena sinergia con tutti gli attori istituzionali, puntiamo insieme alla valorizzazione dello sport”

Si è tenuta ieri mattina, nella sede dell’Assessorato allo Sport della Regione Sicilia, una riunione del Comitato di Programmazione Sportiva per fare il punto sulla disciplina per la richiesta e la erogazione dei contributi destinati al potenziamento delle attività sportive isolane per la stagione sportiva 2018, così come previsto dalla legge regionale 16 maggio 1978, n.8, artt. 13 e 14.

Hanno preso parte ai lavori l’assessore allo Sport Sandro Pappalardo, gli esponenti del Coni, di diverse sigle sportive e associazioni di categoria, dei sindacati e altri esponenti istituzionali del settore. Le richieste di contribuzione saranno presentate al Comitato regionale del Coni della Sicilia che – a seguito di una istruttoria – provvederà a redigere le proposte di riparto trasmettendole all’assessorato allo Sport. Quest’ultimo, poi, provvederà a redigere un piano di suddivisione dei contributi che sarà approvato con decreto e pubblicato in Gazzetta Ufficiale.“Il nostro governo – spiega l’assessore Pappalardo – punta moltissimo sullo sport che ha una rilevante funzione sociale, aggregativa e di crescita morale e culturale per tanti giovani atleti. Per questa ragione, giudico proficuo il confronto che si è tenuto con il Comitato di Programmazione Sportiva per pianificare l’iter da intraprendere a sostegno di tantissime realtà sportive. In perfetta sinergia con il Coni abbiamo stabilito paletti e modalità per le richieste di contribuzione. Intendiamo così dare un input concreto allo sport siciliano dando fondo a tutte le possibilità dell’assessorato. Prosegue incessante il percorso di sostegno alle eccellenze e alle tante realtà virtuose della Sicilia”

 

    Domenica 13 maggio sarà possibile acquistarla

 

L’Associazione ltaliana per la Ricerca sul Cancro, in occasione della Festa della Mamma, rinnova il suo impegno per la salute delle donne colorando migliaia di città e piccoli centri con l’Azalea della Ricerca, pianta che da più di trent’anni contribuisce a migliorare lo prevenzione e la cura dei tumori femminili. L’appuntamento è per domenica 13 maggio in 3.700 piazze di tutta Italia dove sarà possibile acquistare l’Azalea della Ricerca. Questo fiore, simbolo della salute femminile, ha permesso ad AIRC, solo negli ultimi 5 anni, di investire oltre 64 milioni di euro per sostenere 498 progetti di ricerca e 126 borse di studio per studi sulla prevenzione, diagnosi e cura dei tumori femminili.
    Più di 20 mila volontari AIRC saranno nelle piazze delle città anche quest’anno per distribuire 580.000 coloratissime azalee. A fronte di una donazione di 15 euro, insieme alla piantina verrà consegnata una speciale Guida interamente dedicata alla salute con indicazioni pratiche degli esperti sui percorsi di prevenzione e diagnosi precoce.

Una celebre statua di Antonio Ugo, scultore del liberty, diventa un caso di arte ritrovata. L’opera era stata rubata, spezzata in tre parti, quindi recuperata dalla polizia. Ora sarà restaurata con un’operazione che apre simbolicamente la settimana delle culture in programma a Palermo dal 12 al 20 maggio. Il restauro è stato promosso da Gabriella Renier Filippone, presidente dell’associazione che gestisce la “Settimana”, da Bernardo Tortorici (“Amici dei musei siciliani”) e dalla sovrintendenza ai beni culturali. Il restauro, che sarà curato da Mauro Sebastianelli, è stato in parte finanziato con la vendita degli scatti di Francesco Sersale, viaggiatore e fotografo di un Oriente che non c’è più. La Vittoria alata era stata commissionata a Ugo negli anni Venti dal Banco di Sicilia per onorare i dipendenti caduti durante la Grande Guerra. La statua in puro stile liberty, alta quasi due metri, raffigura la Vittoria che rinfodera la spada.
    Nel 1922 l’opera in bronzo era stata collocata su un piedistallo di marmo nel palazzo delle Finanze, allora sede del Banco di Sicilia, da dove nel febbraio 2013 venne trafugata. Alcuni mesi dopo venne ritrovata a pezzi in un deposito. Probabilmente i ladri l’avevano segata per fonderla. I tre segmenti dell’opera sono stati portati a palazzo Ajutamicristo dove è stata presentata l’operazione di recupero. Fra tre mesi, a restauro concluso, la sovrintendenza deciderà una nuova esposizione in una struttura museale. “Il recupero della statua – ha detto Gabriella Renier Filippone – giunge al culmine di un’operazione che dura da cinque anni. E finalmente ora si può considerare una storia a lieto fine”

L’opera di Antonio Ugo era stata divisa in tre pezzi

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha firmato il provvedimento che impone il regime carcerario del 41 bis a carico di Giuseppe Nugara, 53 anni, di San Biagio Platani, impiegato alla Diga Castello, presunto capomafia di San Biagio Platani, arrestato dai Carabinieri lo scorso 22 gennaio nell’ambito della maxi inchiesta antimafia cosiddetta “Montagna”. Nel provvedimento, frutto delle indagini della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, tra l’altro si legge: “Giuseppe Nugara ha un ruolo apicale in Cosa Nostra e la semplice detenzione non può aver fatto venire meno la capacità di comunicare con persone organiche al sodalizio che si trovano fuori dal carcere. Nugara è una persona di elevata pericolosità sociale che ha mostrato capacità nel tenersi in contatto con esponenti politici”. 

Ad Agrigento un albergatore di cinquant’anni è stato denunciato in stato di libertà, dalla Procura della Repubblica, per non aver effettuato comunicazione dei nominativi degli ospiti presso la propria struttura recettiva . I dipendenti dell’hotel costretti a rivolgersi al 113 per evitare che un alterco tra gli ospiti degenerasse chiamarono gli agenti della sezione volanti della questura della città dei templi per sedare la situazione della stanza di un hotel. L’uomo dovrà rispondere dell’ipotesi del reato di omissione di comunicazione all’autorità di pubblica sicurezza. L’albergatore ha dichiarato di aver avuto dei problemi telematici che avrebbero reso impossibile l’adempimento all’obbligo.