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L’unica lista certa, in regola su tutto, è quella della candidata sindaco Giovanna Bubello.

Non perfettamente in regola, invece, quella del presidente del Consiglio uscente Salvatore Tallo ed è per questo che si è in attesa questa mattina dal responso della Commissione elettorale della vicina Ribera; anche una lista cosiddetta civetta che dovrebbe appoggiare Giovanna Bubello è in bilico.

Ma cosa è successo che ha quasi fatto saltare tutto proprio nelle ultime ore? I due vecchi compagni di merende, il sindaco uscente Alfonso Frisco e il presidente del Consiglio comunale Salvatore Tallo hanno di fatto giocato a “spunnapedi”.

Di Frisco si ha una sola certezza: non vuole le elezioni ad Alessandria. Ha cazzeggiato prima un paese intero, o almeno quel che è rimasto dei suoi sostenitori, dicendo loro che la propria lista era pronta da un pezzo. Poi qualcuno cominciato a sentire “puzza” e la lista Frisco ha cominciato a perdere quota.

Nel frattempo, il Tallo, forte di una lista di 9 candidati, non aveva messo in conto una furibonda lite tra lui e il sindaco uscente Frisco; quest’ultimo, in un certo qual modo, ha preparato una trappola bella e buona al suo “vecchio amore”. Ieri uno dei nove candidati nella lista Tallo ha rinunciato mettendo in subbuglio tutto l’apparato “talliano” e la sua lista che per la cronaca si chiama “Alessandria Futura 2018-2023”.

Di fatto, il Tallo, è rimasto intrappolato dai suoi stessi candidati e da Alfonso Frisco il quale ha fatto credere a tutti fino all’ultimo che la sua lista era pronta (quando invece lo stesso Frisco aveva la consapevolezza da molto tempo di incorrere in una desolante sconfitta).

I sostenitori di Bubello pur avendo una lista civetta pronta hanno creduto fino all’ultimo che non servisse. Ed invece non è stato così. Dopo la tragedia delle ultime ore sia la Bubello che lo stesso Tallo hanno dovuto fare i salti mortali per presentare le relative liste le quali, inevitabilmente, chi per gli orari chi per la mancanza di qualche documento, adesso sono al vaglio della Commissione elettorale di Ribera.

Unico dato certo: il sindaco Alfonso Frisco, uscente in tutti i sensi, ha creduto bene di concludere il suo mandato elettorale per Alessandria della Rocca.

Finalmente, dopo 4 anni, con i fatti di ieri qualcuno si è accorto che c’era anche lui…

L’Istituto Comprensivo “Leonardo Sciascia” ha organizzato per venerdì 18 maggio 2018 alle ore 9,30, nell’aula magna del plesso “D’Asaro” un incontro formativo con il prof. Francesco Pira,Sociologo, Docente di Comunicazione all’Università di Messina, per affrontare il tema “Emozioni in rete”, l’attività è rivolta agli alunni che frequentano le classi II e III della scuola secondaria di 1° grado “Pietro D’Asaro”. La dirigente scolastica Rosa Pia Raimondi e l’arciprete Don Diego Martorana introdurranno l’argomento legato al mondo di internet e ai suoi molteplici aspetti.  Durante l’incontro verrà presentato il progetto di cittadinanza digitale “In rete senza reti”.

“Ringrazio per questo invito la Dirigente Scolastica professoressa Rosa Pia Raimondi – ha commentato il sociologo Prof. Pira- che mi permette di visitare per la prima volta la scuola dove ha insegnato il grande scrittore Leonardo Sciascia. Ho avuto l’onore di conoscerlo e di parlare con lui il 13 gennaio del 1985 e conservo gelosamente la foto del nostro incontro. Avevo 16 anni e già avevo letto alcuni dei suoi libri. E’ stato molto emozionante poter parlare con lui e ascoltare le tante verità che era capace di narrare con uno stile unico. Parlare di emozioni in rete a Racalmuto nel paese di Leonardo Sciascia, dove ho avuto il privilegio di incontrarlo, nell’istituto dove impartiva le sue lezioni è per me un grande onore”.

– Lista Andiamoavanti,  candidato Sindaco Carmelo D’Angelo:

1  Alaimo Lisa 
2  Carmina Gaetano 
Cerasa Angelo
4  Ciotta Vito 
5  Di Natali Maria Rita 
6  Di Salvo Andrea 
7  Gambino Antonino
8  Giordano Daniela
9  Lombardo Gianfilippo 
10 Miceli Giuliana
11 Montana Maria Stella 
12 Nobile Antonino
13 Pennica Salvatore 
14.Rago Angelo
15 Rago Maria Teresa 
16. Sciandrone Marisabel

Designati Assessori: Guido Muratore e Antonino Nobile

– Lista Ravanusa #ValoreComune Candidato Sindaco Giuseppe Sortino:

Giovanni Di Caro 
Chiara Toccacelli 
3 Salvatore Puccio
4 Liliana Mancuso
Rocco Carlisi 
6 Tanina Carlisi
Pompeo Savarino 
Carmelo Giarrana 
9 Lina Iacona
10 Salvatore Russo
11 Sandro Ficarra
12 Angela Bellini
13 Giancarlo Galifi
14 Luigi La Marca
15 Giuseppe Comparato 
16 Taglialegami Carmela

Designati Assessori: Ezio Lauricella e Giuseppe Comparato

– Lista Movimento 5 Stelle Candidato Sindaco Renato Speciale:

1  Abbruscato Giuseppe
2  Argento Francesco 

Bella Carmela Rita
4  Carlino Maria
Coniglio Giusy
6  Di Pasuali Luigi
7  Erba Francesca
8  Farruggio Marisa
Miceli Lorenzo
10 Minacori Antonella
11 Seggio Giuseppe
12 Tricoli Andrea

Designati Assessori: Bilello Cristiano (di Sciacca) e Alongi Annalisa (di Campobello di Licata)

Insieme ad ex assessori Vancheri, Lo Bello e leader Sicindustria

L’inchiesta su Antonello Montante travolge la Sicilia come un vero e proprio tsunami. Indagato l’ex Presidente delle Regione Siciliana Rosario Crocetta per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e al finanziamento illecito dei partiti, due ex assessori regionali alle Attività produttive, Linda Vancheri e Mariella Lo Bello (vicine all’ex presidente degli industriali siciliani), l’ex presidente dell’Irsap (l’ente regionale per lo sviluppo delle attività produttive) Mariagrazia Brandara, che prese il posto di Alfonso Cicero, uno dei principali testimoni dell’inchiesta.
Un vero e proprio terremoto giudiziario quello che sta emergendo dalle indagini in corso, che vede coinvolte più di trenta persone, a cui la polizia sta notificando, in queste ore, gli avvisi di garanzia. L’inchiesta della procura di Caltanissetta poggia sull’accusa di associazione a delinquere fondata su un patto di scambio. Crocetta avrebbe nominato gli assessori Vancheri e Lo Bello, vicine a Montante e intercettate più volte con lui, che avrebbero assicurato finanziamenti alle iniziative dell’attuale Presidente di Sicindustria, Giuseppe Catanzaro. Quest’ultimo avrebbe ricambiato finanziando la campagna elettorale 2012 del Megafono, il movimento politico fondato da Crocetta. Montante avrebbe ricambiato finanziando la campagna elettorale 2012 del Megafono con 200 mila euro, e poi “impedendo”, si legge nell’atto d’accusa della procura, che venisse reso pubblico, da parte di giornalisti, un video dal contenuto scabroso attinente la vita privata di Crocetta”.
Indagati per il reato di associazione a delinquere anche quattro imprenditori, che per l’intercessione di Montante avrebbero beneficiato di lavori nel settore dei rifiuti, delle pulizie e allo stabilimento dell’Eni. Sono Giuseppe Catanzaro, Rosario Amarù, Totò Navarra e Carmelo Turco. Un altro indagato è il dirigente regionale Alessandro Ferrara.
Catanzaro, successore di Montante ed imprenditore ben conosciuto nel settore dello smaltimento rifiuti, ha invece confermato lui stesso l’indagine a suo carico. Lo stesso ha diffuso una nota: “ho ricevuto un avviso a comparire quale persona sottoposta a indagini per reati che attengono ai rapporti con la politica, di cui solo oggi vengo a conoscenza. Andrò e fornirò ogni elemento utile al fine di agevolare la ricostruzione della verità storica”.
Nell’ordinanza del gip nisseno, che ordina l’arresto di Montante e degli altri 5 indagati, il nome di Catanzaro compare oltre 100 volte. Il presidente di Sicindustria è citato negli appunti di Montante, nelle telefonate fatte o ricevute da indagati o testimoni, e sono trascritti suoi dialoghi con Montante, suo predecessore sulla poltrona più alta dell’associazione degli imprenditori dell’isola arrestato ieri con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione di esponenti delle forze dell’ordine.
L’inchiesta della procura nissena ipotizza due associazioni a delinquere attorno a Montante: quella finalizzata alla corruzione di esponenti delle forze dell’ordine, per carpire notizie riservate sulle indagini, e quella per corrompere esponenti della politica, con l’obiettivo di razzolare fondi pubblici.
Il magistrato Marino: “Montante e Catanzaro, scrivono gli inquirenti nella richiesta di misura cautelare, erano estremamente attivi nel raccogliere informazioni sul magistrato Nicolò Marino, ex assessore regionale all’Energia e rifiuti non riconfermato, nel 2014, dopo uno dei tanti rimpasti di giunta del governatore Crocetta. Marino si dimise e poi lanciò pesanti accuse sulle “istituzioni che hanno coperto il sistema Montante”. Nell’ordinanza è citata anche la testimonianza di Alfonso Cicero, commissario dell’Irsap che raccontò come Catanzaro verso la fine del 2013, inizi del 2014, gli avesse confidato che Montante deteneva un dossier ed un video contenente immagini relative alla vita privata del dottor Marino e si stava adoperando per diffonderli mediaticamente al fine di delegittimare costui, che, nella sua funzione di assessore al Territorio e Ambiente, aveva assunto, come detto, posizioni di contrasto con Confindustria Sicilia e con il Catanzaro stesso nella vicenda della gestione dei rifiuti”.
E proprio mentre l’inchiesta su Montante si allarga, uno dei “principali accusatori” del presunto sistema creato dall’ex presidente di Confindustria viene eletto presidente della commissione Antimafia regionale: si tratta di Claudio Fava. “Sono preoccupato, lo sono da parlamentare, da Presidente della commissione Antimafia e da cittadino. Sono preoccupato davanti l’idea di una sorta di governo parallelo che si è costruito nel corso degli anni, anche dinanzi a una colpevole distrazione di tanti. Molte di queste cose erano conosciute, erano state intuite ed erano intuibili, Sono rimasto stupito, continua Fava, dal livello di disponibilità che erano state offerte a questo sistema parallelo di potere. Pensare che i servizi di intelligence fossero a disposizione per garantire informazioni, per violare riservatezze, mi porta a chiedermi quale capacità di persuasione aveva Montante per ottenere la disponibilità e la collaborazione di persone ai massimi livelli istituzionali. Siamo di fronte a qualcosa che merita una riflessione anche sul modo in cui in Sicilia è stato tollerato un governo parallelo dei processi politici, economici, finanziari, dove molte scelte venivano assunte nei luoghi che non erano quelli propri delle istituzioni”.

 

Un gommone con 14 a bordo era stato soccorso l’8 maggio scorso

La Polizia di Stato di Trapani, in collaborazione con la Guardia di Finanza, ha arrestato un cittadino tunisino di 26 anni, ritenuto responsabile di aver trasportato in Italia, a bordo di un gommone, 14 suoi connazionali.
    Secondo gli elementi raccolti dagli uomini della Squadra Mobile e della Guardia di Finanza, il tunisino risulta essere lo scafista che avrebbe condotto il gommone dalle coste della Tunisia sino al limite delle acque territoriali italiane.
    Il gommone era giunto nel porto di Trapani l’ 8 maggio scorso, dopo essere stato soccorso da una motovedetta della Dogana francese e da una della Capitaneria di Porto italiana, dell’Operazione internazionale Frontex.
    Gli investigatori della Squadra Mobile di Trapani hanno individuato il presunto organizzatore della spedizione grazie alle testimonianze di alcuni migranti. Il provvedimento di fermo è stato convalidato oggi dal gip di Trapani, che ha disposto la custodia cautelare in carcere del tunisino.

Nelle campagne di Canicattì: un imprenditore di Naro e due rumeni sono le persone arrestate dalla polizia a seguito di un maxi controllo nelle campagne limitrofe al fine di contrastare il reato di caporalato ed il lavoro nero. Al termine dell’operazione, che ha visto dispiegati sul campo molti agenti, sono state identificate 40 persone tutte  trasportate negli uffici del locale commissariato.  L’imprenditore è un uomo di 44 anni. I lavoratori erano impegnati in un vigneto e nessuno di loro risultava in regola con le disposizioni riguardanti il lavoro. Tra loro sembra vi fossero due ragazzini di 14 anni.

Alle 12:19 segretario comunale Luigi Lazzano a comunicato alla commissione elettorale della Prefettura di Agrigento e nel comune di San Biagio Platani non è stata presentata alcuna lista. Una situazione di stallo politico che nasce dopo l’arresto dell’ormai ex sindaco tabella a fine gennaio scorso e l’accesso ispettivo antimafia ancora in corso San Biagio Platani, contrario di Camastra, quest’ultimo comune sotto per ingerenza della criminalità organizzata lo scorso mese di aprile, era stato inserito nell’elenco dei comuni che sarebbero potuti tornare alle urne il prossimo 10 giugno. Oggi si chiude definitivamente la possibilità di avere un nuovo esecutivo.

Michele  Trobio è stato il presidente del circolo del tennis di Caltanissetta. Luogo di grande incontro e grandi amicizie. Ed anche di tragedia!

Amicizie tutte taroccate, almeno così sembra, se si legge l’ordinanza di custodia cautelare che ha portato gli arresti Antonello Montante e mezza dozzina di carabinieri poliziotti, finanzieri, Alti ufficiali..  importanti imprenditori. Una intercettazione ambientale é stata fondamentale per scoprire tale clamoroso episodio. 

Visita al Pantheon di Palermo accompagnati da priore Chiesa

La cultura della legalità vive nelle parole delle poesie scritte dai detenuti del carcere Pagliarelli dedicate alla memoria di Giovanni Falcone. Un momento di estrema commozione questo pomeriggio nella chiesa di San Domenico, il Pantheon degli eroi. Proprio davanti la tomba del magistrato ucciso dalla mafia un gruppo di detenuti della Casa Circondariale Pagliarelli, in permesso premio insieme alle loro famiglie, hanno pregato e letto alcune lettere e poesie scritte da loro. L’incontro è avvenuto alla presenza del Priore della Chiesa di San Domenico, Padre Sergio Catalano, del Presidente dell’Asvope, Franco Chinnici, del professore Alfio Briguglia e del Direttore Generale della Fondazione Federico II, Patrizia Monterosso. Uno dei nove detenuti ha letto una lettera a Giovanni Falcone molto toccante e recitato la poesia del carcerato. In ricordo della giornata è stato donato al Priore Catalano una tavola dipinta da uno dei detenuti raffigurante la Sicilia e al centro l’immagine di Giovanni Falcone

Anche l’ex Governatore Rosario Crocetta è indagato dalla procura di Caltanissetta per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e al finanziamento illecito, nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’arresto dell’ex presidente di Sicindustria Antonello Montante. Con lui sono indagati anche gli ex assessori alle Attività produttive Linda Vancheri e Mariella Lo Bello e l’ex presidente dell’Irsap (l’ente regionale per lo sviluppo delle attività produttive) Mariagrazia Brandara e l’attuale presidente di Sicindustria Giuseppe Catanzaro.
    Gli indagati sono complessivamente una trentina.
   

Rosario Crocetta arriva alla sede del Pd per la riunione della Direzione nazionale, Roma, 13 novembre 2017. ANSA/ALESSANDRO DI MEO