Home / 2018 / Maggio (Pagina 25)

Ad Agrigento, al piazzale Kaos, nei pressi della casa natale di Luigi Pirandello, si è svolto sabato 19 maggio e domani domenica 20, dalle ore 9 alle 20, la manifestazione “Emporio, arte e natura”. Tra l’altro, c’erano  in vendita prodotti biologici e locali direttamente dai produttori agricoli come pane, vino, olio, pomodori, prodotti di stagione, frutta e verdura, e oggetti di artigianato creativo realizzati nel rispetto dell’ambiente. Il cosiddetto “commercio equo solidale”. Di Teleacras l’intervista al coordinatore del Parco letterario Luigi Pirandello, Bernardo Barone.

La Polizia Municipale, guidata dal comandante Gaetano Di Giovanni, ha filmato e incastrato due “maialini” seriali mentre svolgono il loro compito di assoluta inciviltà.

Luogo dell’ennesimo atto di infimo ordine la via Demetra di Agrigento. Dalle foto si evince come un soggetto (eufemismo…) scende da una Punto bianca (guidata da altra persona), apre il cofano e getta sotto alcuni portici diversi sacchi di spazzatura.

Un altro soggetto (eufemismo) è stato beccato sempre dalle telecamere mentre tranquillamente gettava sacchetti di rifiuti.

Entrambi hanno dovuto pagare una multa di 600 euro a testa.

Troppo poco…

Tutti in fila, la notte scorsa, per visitare i siti museali della città, aperti fino a tardi, in occasione della “Notte europea dei musei” cui anche Agrigento, come le maggiori città d’arte, ha aderito all’iniziativa del Ministero dei Beni Culturali. Centinaia di persone infatti hanno visitato la Pinacoteca di Palazzo dei Filippini e l’altro sito d’interesse artistico, aperto anche quello fino a mezzanotte, ossia il Complesso Monumentale di Santo Spirito. Il personale in servizio ha registrato dalle 20 alle 24 di sabato 19, l’accesso di oltre 300 persone, in particolare visitatori agrigentini o provenienti da alcuni comuni limitrofi ma anche molti turisti italiani ed esteri che hanno potuto visitare i luoghi della Cultura acquistando il biglietto d’ingresso al prezzo simbolico di 1 euro. “Visto il successo – fa sapere il sindaco Lillo Firetto –  l’iniziativa verrà certamente ripetuta anche il prossimo anno”. 

Era da poco passata la mezzanotte e giovedì un commerciante di trent’anni gestore di una sala giochi del quartiere fontanelle si stava preparando alla chiusura il locale, momento in cui sta per abbassare la saracinesca due malviventi che nel frattempo si erano spostati nelle vicinanze lo hanno sorpreso di spalle e iniziato a colpire con una spranga. 

Il trentenne lo hanno portato all’ospedale  Giovanni di Dio e dati 4punti di suture. 

Gli agenti della Volante recati sul luogo hanno iniziato le indagini e recuperato i filmati che insistevano su via Mazzini. 

In casa oggetti periodo che va da VI secolo a.C. a alto medioevo

Un dirigente della Regione siciliana aveva a in casa reperti archeologici risalenti a un periodo che va dal VI secolo a. C. all’alto medioevo. Coppe, lucerne, unguentari, crateri, askos (antica forma vascolare greca in ceramica), 9 pezzi di monili in metallo e 33 monete gli sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza di Noto, coordinata dal capo della Procura di Siracusa Francesco Paolo Giordano, e dal pm Salvatore Grillo. L’uomo, 56 anni, non aveva dichiarato alla Soprintendenza il ritrovamento e la detenzione dei reperti. Tutto il materiale sequestrato è stato messo a disposizione della Soprintendenza ai beni culturali di Siracusa, che ne ha certificato l’autenticità.

Avanzata un paio di mesi fa. “Silenzio è la cosa peggiore

 “Hanno ignorato la mia richiesta di un altro incontro e questa è la cosa peggiore che si possa fare”. Lo dice Fiammetta Borsellino, che ha appreso “in maniera ufficiosa” del no delle procure antimafia a rivedere i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano, boss già incontrati dalla figlia di paolo Borsellino lo scorso 12 dicembre nelle carceri di Terni e L’Aquila. “Ho avanzato la nuova richiesta al Dap un paio di mesi fa – dice, per quanto il tempo in sia ormai una dimensione aleatoria, ritengo che il silenzio stia durando tanto”.

Pullara: “Salvini e Di Maio ci mettono la pezza- il SUD vale sette righe di programma”

Sette sono le righe dedicate alla “pezza che rattoppa” un programma che quasi neanche cita il SUD.
Una vergogna scandalosa della quale i due leader Salvini e Di Maio si sono accorti e hanno cercato, sforzandosi, di rimediare.
Per primo ho segnalato che nessuna menzione veniva fatta nel programma di Lega e Cinquestelle di un piano di investimenti strutturali per il Sud. Nessuna menzione della necessità di un ravvicinamento in termini di aggiornamento tecnologico, ammodernamento dei trasporti, infrastrutture “chiave”, strumenti di sostegno per la gestione sul territorio della crisi migratoria, potenziamento del sistema scolastico e sanitario.
Solo accenni su un reddito di cittadinanza che non si realizzerà mai e che tra l’altro il SUD non ha mai chiesto!

L’incontro definitivo tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio sul contratto di governo, che poi definitivo non è stato, si è concluso con l’insistenza dei pentastellati sulla necessità di mettere almeno un capitolo che riguardasse il Meridione. Ecco cosa ci meritiamo per Salvini e Di Maio Noi del Sud: un capitolo risicato di sette righe. Così al 25esimo punto (l’ordine è alfabetico) del programma definitivo, quello già messo ai voti della piattaforma Rousseau, compare la dicitura Sud.
È vergognoso.
Ci avete messo la Toppa ma il SUD non ci sta.
Vi dimenticate che il Meridione ha il valore più grande che possa esistere: l’ORGOGLIO.
E la pezza, a questo punto, la potrete utilizzare per altro…. diciamo cosi!

È un dato desolante quello che viene fuori dalla serie di controlli effettuati negli ultimi giorni dagli agenti del commissariato di polizia Frontiera di Porto Empedocle e dei colleghi della sezione Volante della questura di Agrigento. Durante l’attività compiuta tra Agrigento, Porto Empedocle, Realmonte, una decina di giovani di età compresa fra i 15 e i 18 anni, sono stati segnalati alla prefettura, quali assuntori di sostanze stupefacenti. E sono stati sequestrati 3 grammi di hashish. Allarmante il consumo di droghe leggere da parte di ragazzini giovanissimi, il vice questore Castelli qualche giorno fa, in occasione del sequestro di altri chili di hashish parlava appunto del fenomeno dilagante,  mettendo in evidenza come si sia abbassata notevolmente l’età dei consumatori.

Ha vinto il ballo, il garbo, lo stile, la bravura e la riservatezza.

Nella edizione 2018 della fortunatissima trasmissione figlia di mamma Rai, vince Cesare Bocci, dato per favorito insieme a Gessica Notaro, arrivata poi terza. Vince Bocci – attore famoso per essere lo “sciupafemmine” ne “il commissario Montalbano” – insieme alla sua talentuosa e affascinante insegnante di ballo, Alessandra Tripoli, 31 anni, palermitana, che di carattere e di carisma ne ha da vendere, e che non aveva mai vinto, nelle precedenti edizioni.

Difficile dire quale sia stato il ballo migliore della coppia vincitrice, che ha lasciato dietro di se Francisco Porcella, arrivato secondo nell’ultimo step. Certo è che a 61 anni suonati, Bocci ha dimostrato impegno, dedizione, volontà e quella attitudine che da oggi in poi andrà ad impreziosire il talento che già lo contraddistingue nel ruolo di attore. Tango, paso doble e free style, i balli che ieri sera hanno convinto giuria e pubblico, consegnargli la coppa del vincitore.

E’ stata un’edizione ricca di momenti toccanti, di commozione, di colpi di scena. Un’edizione nella quale l’aspetto sociale, ha seduto a fianco allo spettacolo. Un’edizione impreziosita dalle storie di alcuni dei personaggi in gara, ma anche dalle storie di giudici ed ospiti, che si sono avvicendati tra i “ballerini per una notte”.

La presenza in gara di Gessica Notaro – la giovane addestratrice di delfini, sfregiata  con l’acido dal suo ex compagno – è stata una delle storie che ha tenuto il pubblico incollato alla Tv il sabato sera. La sua storia, protagonista, ma anche il suo coraggio, la tempra di colei che ha mostrato voglia di riscatto, e poi il desiderio di far giungere un preciso messaggio a tutte le altre donne, ossia che malgrado le paure, le incertezze circa il futuro e i cambiamenti che alcuni eventi provocano nell’esistenza, si può resistere, rinascere, riscattare un morso di vita e di speranza, contro il male ricevuto; e poi ancora che ci può e ci si deve ribellare, fin quando si è in tempo, ai soprusi fisici e psicologici che talvolta vengono inflitti. La storia di Gessica ha inevitabilmente avuto uno spazio particolare, una ridondanza mediatica, anche a seguito delle lettere che gli avvocati del suo aggressore hanno fatto recapitare a lei e alla redazione, intimando di tacere sulle vicende processuali ancora in itinere. Tutta la squadra di Rai 1 si è schierata con Gessica e puntata dopo puntata ha sostenuto la ragazza che mai, tra l’altro, ha usato le telecamere, se non per raccontare il suo percorso, le sue paure mai sopite e la sua voglia di non darla vinta mai, a chi l’ha ridotta in quello stato.

Ma anche la storia di coraggio di Carolyn Smith, la grande e amatissima giudice di “Ballando con le Stelle“, ha emozionato e non poco. Lei, che quest’anno, proprio durante la trasmissione ha dovuto riprendere la lotta contro il cancro. Lei donna di grande tempra e di coraggio, che è stata un vero esempio di come si possa affrontare un male senza mollare mai, mostrando le proprie fragilità ma anche la propria voglia di vivere. Lei, che il giorno prima affrontava la chemioterapia e il giorno dopo interveniva in trasmissione senza capelli, ma con quel sorriso così prorompente che è stato capace di innescare in tutti commozione e speranza. Lo si ricorderà a lungo, l’abbraccio tra Caroline e Anastacia, la cantante americana, anch’essa costretta ancora a combattere contro lo stesso male, che durante questa edizione si è lanciata in un ballo, senza inibizioni.

E poi ancora storie d’amore nate durante questa stagione televisiva (come quella tra Francisco Porcella e Anastasia Kuzmina) e la storia personale del vincitore, Cesare Bocci; storia che lui ha provato a tenere per se, poi però tornata alle cronache, dopo che la giuria lo ha quasi costretto a mostrare quella parte di se, custodita dietro quell’aplomb, come se ogni piega dei suoi giorni gli cadesse senza mai fare una piega.

L’attore infatti ha dato sempre l’idea di essere in un perenne stato di grazia, concentratissimo sul suo ruolo di ballerino novello, mentre puntava all’obiettivo, poi centrato. E così alla fine la storia di Cesare e di sua moglie Daniela Spada, colpita da un ictus post partum 18 anni fa, quando la stessa aveva 36 anni, è diventata di dominio pubblico. Eppure la delicatezza con la quale gli stessi protagonisti l’hanno raccontata, è divenuta in un ennesimo incoraggiamento a non mollare mai, anche quando ti dicono a bruciapelo che “non c’è nessuna speranza”. Daniela, che ieri sera, è riuscita – seppur a fatica – a fare una sorpresa a Cesare, diventando la sua “specialissima” ballerina, nella serata finale. L’emozione era visibile, pulsante, coinvolgente. Quell’emozione che le telecamere non possono correggere né modificare e che sono arrivate agli spettatori forti e prorompenti, senza nessuna forma di pietismo.

E se come si dice “squadra vincente non si cambia”, Milly Carlucci – che ha dedicato la serata di ieri sera a Bibi Ballandi, scomparso a febbraio – ha dimostrato di sapere bene come sfruttare le risorse e tutte le potenzialità della sua squadra. La giuria – perfida ma non troppo – ha dato un ottimo contributo alla riuscita della fortunata edizione, con un Mariotto che si è spesso intenerito, con la Lucarelli che nel suo ruolo di opinionista fa la parte dell’antipatica tout court, con Canino che con disinvoltura si schiera a difesa delle diversità, Zazzaroni che da ex ballerino della trasmissione, spesso giudica l’aspetto tecnico e lei, la grande Carolyn Smith che non smette mai di essere l’emblema di come si possa “giudicare” senza mai perdere il garbo e lo stile.

Edizione che è stata notata anche per i due uomini in gara – Giovanni Ciacci che ha fatto coppia con Raimondo Todaro, divenuto tra l’altro attore in scena a teatro in questi giorni – per la prima volta da quando la trasmissione è nata e sembrerebbe che nel resto d’Europa, dove lo stesso format ha il medesimo successo, prenderà esempio da questa edizione.

La trasmissione che si è chiusa ieri sera, vanta maestri di ballo di grande caratura, capaci di trasformare dal nulla  – come facciano davvero resta un mistero – personaggi del mondo dello spettacolo e della moda in ballerini che a volte mostrano talento e attitudini che mai avrebbero pensato di avere. E poi la validissima orchestra che sera dopo sera, stagione dopo stagione, realizza  e riarrangia decine e decine di pezzi, adattandoli ai tempi dal ballo, mostrando la grande versatilità e bravura dei musicisti e coristi che ormai da anni, fanno parte della “Paolo Belli Big Band”.

Quest’anno Ballando con le Stelle ha stracciato letteralmente la trasmissione concorrente “Amici” di Maria De Filippi sulle reti Mediaset. Le motivazioni potrebbero essere molteplici ma forse la pecca, dall’altra parte, è stata quella di aver attuato troppi cambiamenti nella gestione della finale, che il pubblico probabilmente non ha gradito o forse quelle diatribe, che a volte sono sembrate eccessive, per un sabato sera in prima serata. Alla fine il pubblico si stanca anche di quelle.

Questa edizione si ricorderà per le emozioni e la commozione, come quella che ieri sera è appartenuta anche a Simone Di Pasquale, veterano maestro di Ballando con le Stelle, che durante questa edizione ha insegnato a ballare alla piccola e deliziosa attrice francese Natalie Guetta, ma che in cambio ha avuto l’opportunità di scoprire quel suo essere Simone e basta, a prescindere dai passi di danza, che per contratto deve insegnare.

A corredo di un grande successo, anche il ruolo dei social, che hanno permesso al pubblico di dire la propria circa le coppie in gara, di sostenere i propri beniamini e di seguire le vicende degli stessi, settimana dopo settimana.

Un percorso netto, per la trasmissione, una sana competizione tra i concorrenti, un vincitore bravo che ha messo d’accordo tutti, e poi un arrivederci alla prossima stagione, perché alla fine il popolo italiano ha voglia di sognare, a modo proprio, chi guardando i reali andare all’altare e chi sognando un giorno di essere ballerino per una notte.

 

Simona Stammelluti