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Il Sig. B.A. di 26 anni, di Porto Empedocle, aveva partecipato al concorso bandito per il reclutamento nella Marina Militare di n.1980 volontari in ferma prefissata ; in particolare il giovane empedoclino presentava istanza di partecipazione per il peculiare settore d’impiego “Aereomobili” per il Corpo delle Capitanerie di Porto. Il giovane empedoclino si sottoponeva alle varie visite psico-attitudinali e mediche, ivi comprese quelle afferenti ai molteplici esami di laboratorio; successivamente il candidato si sottoponeva agli ulteriori accertamenti sanitari, e veniva giudicato non idoneo quale volontario in ferma prefissata componente “Aereomobili” . Ritenendo di avere subito una lesione dei propri diritti e/o interessi legittimi il candidato avanzava un’istanza di acceso agli atti al Ministero della Difesa, chiedendo il rilascio di copia degli esiti degli accertamenti sanitari, fisici e psichici espletati durante le visite presso le competenti commissioni; ma l’istanza non veniva riscontrata. A questo punto il giovane empedoclino ha proposto un ricorso giurisdizionale davanti al TAR Sicilia, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Daniele Piazza, contro il Ministero della Difesa, per la declaratoria di illegittimità del silenzio-rifiuto formatosi sull’istanza di accesso agli atti avanzata, nonchè per l’emanazione di un ordine di esibizione degli atti richiesti. In particolare gli avvocati Rubino e Piazza hanno citato giurisprudenza del Consiglio di Stato secondo cui il diritto di accesso consiste nel diritto ad essere informati degli atti e dei procedimenti che possono incidere sulla sfera giuridica del destinatario; citando, altresì, ulteriori precedenti giurisprudenziali del Tar del Lazio secondo cui in materia di accesso  va attribuito al comportamento omissivo della Pubblica Amministrazione il valore tipico del silenzio-rifiuto, onde consentire all’interessato il rapido accesso alla tutela giurisdizionale. Il Tar Sicilia,Palermo, Sezione Prima, Presidente il Dr. Calogero Ferlisi, Relatore il Cons. Giovanni Tulumello, ritenendo fondate le censure formulate dagli avvocati Rubino e Piazza, ha accolto il ricorso, dichiarando l’illegittimità del silenzio formatosi sulla richiesta di accesso avanzata dal ricorrente,  ordinando al Ministero della Difesa l’esibizione degli atti richiesti dal ricorrente, e condannando il ministero della Difesa anche al pagamento delle spese giudiziali, liquidate in euro 2.500, oltre accessori. pertanto, per effetto della sentenza resa dal TAR , il giovane empedoclino potrà valutare la correttezza degli accertamenti sanitari e psichici espletati dalle competenti commissioni mentre il Ministero della difesa pagherà le spese giudiziali. 

Sala convegni Marconi di Alcamo, 28 maggio

Lunedì 28 maggio, nella sala convegni Marconi di Alcamo alle ore 17.30, si terrà il convegno dal titolo «Donne e potere: Ieri ed Oggi», organizzato dal Lions Club di Alcamo.

Il convegno nasce per parlare delle donne siciliane che si sono distinte e continuano a distinguersi, per i traguardi raggiunti, nei diversi campi della politica, dell’imprenditoria, della cultura e nei quali, ciascuna di loro, ha raggiunto posizioni di potere, dimostrando carattere e personalità.

Saranno presenti come relatori l’On.le Enza Bono Parrino, la dott.ssa Silvia Bongiorno, la dott.ssa Franceca Spatafora e la scrittrice Simonetta Agnello Hornby. Modera il giornalista Vito Campo.

Ad Agrigento domenica prossima, 27 maggio, su iniziativa del Fai, il Fondo ambiente italiano, sezioni Giovani di Agrigento, si svolgerà, dalle ore 18:30 in poi, una passeggiata culturale tra le vie del centro storico, al fine di sensibilizzare e ricondurre la cittadinanza in luoghi antichi e poetici. Non mancheranno momenti di rinfresco e approfondimenti istruttivi. Al termine della passeggiata sarà la volta di una serata conviviale e gratuita nei locali della spazio Funduk, a Santa Maria dei Greci. Per altre informazioni visitate la pagina Facebook del FAI Giovani Agrigento.

Lunedi 28 maggio, alle ore 10.00 nei saloni della Banca d’Italia e alla presenza di varie Autorità, si terrà la cerimonia di premiazione degli studenti delle scuole della provincia di Agrigento che hanno partecipato al Premio Nazionale per la Scuola “Inventiamo una banconota”, indetto dalla Banca in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione.

Per l’edizione 2018, gli studenti sono stati chiamati a realizzare i bozzetti di una banconota immaginaria sul tema “Il risparmio avvicina il futuro: progettiamo la nostra vita” e ad illustrarne l’ideazione con una breve relazione descrittiva, redatta con la guida dei loro docenti.

Dal 29 maggio al 1 giugno i bozzetti creati dai ragazzi saranno esposti al pubblico nella Filiale di Agrigento della Banca d’Italia, in via Crispi.

Accogliendo il reclamo presentato dal Sig.Sciarratta Gaetano Nicolò, difeso dall’Avvocato Tanja Castronovo, il magistrato di sorveglianza, W. Carlisi, ha ridotto la pena da scontare di 106 giorni.

Sciarratta dal 2012 ad oggi è stato detenuto nei penitenziari “Pagliarelli” e “Petrusa” di Agrigento, ove è attualmente ristretto. Il magistrato di sorveglianza ha ritenuto che per  1068 giorni lo Sciarratta è stato detenuto in una cella ove lo spazio medio a sua disposizione, considerati gli altri reclusi era di appena 2,73 mq. A ciòsi aggiungono i problemi strutturali degli istituti penitenziari ove è stato ristretto. Evidente pertanto il trattamento disumano e degradante per tale periodo.

Lo Sciarratta è detenuto in esecuzione di una sentenza di condanna a 8 anni e 6 mesi per 416 bis c.p.

Il fine pena è previsto per il 14 marzo 2020, a cui ora vanno detratti 106 giorni. Il reclamo era stato proposto nel febbraio 2018.

Dalla relazione della Squadra Mobile, e dal provvedimento di carcerazione del Gip, emerge il giallo delle pen drive e dell’iPad di Montante. I dettagli

Ancora la notte verso l’alba di lunedì 14 maggio scorso, Antonello Montante avrebbe distrutto 24 pen drive. E la segretaria, insieme a Montante nell’appartamento a Milano, avrebbe cancellato i dati del suo iPhone.

E nel frattempo la Polizia, con l’ordine di arresto tra le mani, ha bussato alla porta, e ciò quasi un’ora. Ecco perché poi, nella relazione di servizio, gli investigatori della Squadra Mobile hanno scritto: “L’atteggiamento delle due collaboratrici che erano con Montante, Carmela Giardina e Rosetta Cangialosi, non è stato per nulla collaborativo. Addirittura, la Cangelosi ha consegnato il proprio iPhone re-inizializzato, ovvero ha proceduto, furtivamente e comunque nell’immediatezza dell’ingresso degli operatori all’interno dell’appartamento, a ripristinare l’apparecchio cancellandone pertanto il contenuto”.

E non solo: durante la detenzione domiciliare nella sua villa a Serradifalco, Antonello Montante avrebbe ricevuto un iPad. I poliziotti si sono insospettiti perché si sono accorti di due persone non autorizzate che sono entrate nella villa. E si tratta di un giardiniere e di un metronotte. Tale ingresso abusivo è stato la prima causa scatenante il provvedimento di reclusione dai domiciliari in carcere a carico di Montante. Il 18 maggio, quattro giorni dopo l’arresto, i poliziotti hanno bloccato il Fiat Ducato del giardiniere. A bordo hanno scoperto un sacco di spazzatura, e da dentro il sacco è saltata fuori la scatola bianca di un iPad nuovo. Dove è l’iPad? Al momento non si trova.

E la dottoressa Giannazzo, la giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Caltanissetta che ha trasferito d’urgenza in carcere Montante, nell’ordinanza d’arresto scrive: “Si può ritenere che l’iPad sia stato introdotto all’interno dell’abitazione in data successiva al 14 maggio e quindi mentre era in corso l’esecuzione della misura degli arresti domiciliari. L’indagato ha ancora la disponibilità di un apparecchio iPad che può impiegare per comunicare con l’esterno con il sistema Whatsapp o altri sistemi di messaggistica non intercettabili”. Poi, ovviamente, è stato interrogato il giardiniere, che ha risposto: “Nessuno mi ha dato disposizioni particolari, il sacco dell’immondizia l’ho trovato al solito posto, fuori, vicino al gruppo elettrogeno”.

A.R. (Teleacras)

. Un incidente stradale si è verificato, ieri, nei pressi del distributore di benzina, in via Petrarca, poco prima del museo archeologico San Nicola di Agrigento . Coinvolto un’automobile e un motorino. Il bilancio di una donna ferita, la conducente del mezzo a due ruote, che é stata trasportata in ambulanza all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. Per la centaura traumi in varie parti del corpo e lievi ferite, insomma niente di preoccupante. Sul luogo del sinistro sono giunti gli uomini della Polizia municipale per i rilievi di rito utili all’accertamento di eventuali responsabilità

Approfondimento storico e politico credo sia indispensabile

Il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Franco Roberti

 “Condivido la riflessione dell’ attuale procuratore nazionale antimafia su un livello occulto di responsabilità dietro le stragi di mafia e terrorismo: c’è ancora molto da capire, ad esempio, sul ruolo dei soggetti esterni nel caso Moro. Forse gli strumenti a disposizione della giustizia oggi, dopo 40 anni, saranno insufficienti, ma un approfondimento storico e politico credo sia indispensabile”. Lo ha detto Franco Roberti, ex procuratore nazionale antimafia intervenendo a margine del convegno “Strategie di contrasto, terrorismo mafia, un dialogo tra giuristi e storici”, organizzato dall’Università di Palermo. Sul livello occulto, dietro le stragi di mafia in Sicilia, Roberti ha aggiunto: “Cosa nostra aveva deciso da molto tempo la condanna a morte di Falcone e Borsellino, ma l’attualizzazione di quella condanna si rese necessaria tra il maggio e luglio del 1992 poiché prima Falcone e poi Borsellino rischiavano di diventare procuratore nazionale antimafia”.