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Papa Francesco.  Nel 25/o anniversario della morte del parroco di Brancaccio

Sabato 15 settembre 2018 papa Francesco si recherà in visita pastorale alle Diocesi di Piazza Armerina e di Palermo, in occasione del 25/o anniversario della morte del beato Pino Puglisi. Lo comunica una nota della Prefettura della Casa Pontificia. Papa Francesco si recherà dunque a rendere omaggio a don Giuseppe Puglisi, meglio conosciuto come padre Pino Puglisi (Palermo, 15 settembre 1937 – Palermo, 15 settembre 1993), ucciso da Cosa nostra il giorno del suo 56/o compleanno a motivo del suo costante impegno evangelico e sociale, in particolare nel quartiere Brancaccio di Palermo, dove lui era nato. Nel quartiere controllato dalla criminalità organizzata attraverso i fratelli Graviano, capi-mafia legati alla famiglia del boss Leoluca Bagarella, iniziò la lotta antimafia di padre Giuseppe Puglisi. Egli non tentava di portare sulla giusta via coloro che erano già entrati nel vortice della mafia, ma cercava di non farvi entrare i bambini che considerano i mafiosi degli idoli

In 5 mesi 4.200 km da Genova a Palermo, toccando 20 capoluoghi

Un viaggio a piedi di 4.250 chilometri, suddiviso in 146 tappe, da Genova a Palermo, passando per 20 capoluoghi. Il traguardo finale è previsto il giorno del suo 85esimo compleanno. Il podista bolognese Alessandro Bellière, dopo avere percorso 6mila chilometri nel 2016, lunedì da Genova riparte per una nuova sfida sportiva, la quinta, che lo porterà ad avere percorso, in questi anni, oltre 20mila chilometri. In alcuni tratti del cammino, come accaduto in passato, verrà accompagnato da appassionati di trekking. L’arrivo a Palermo è previsto il 24 ottobre. “Spero di incontrare – ha detto – giovani, scolaresche e anziani per dire a tutti quanto è importante una sana attività sportiva”.
   

Il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, con propria ordinanza, ha disposto la chiusura domenicale, fino a domenica 24 giugno compresa, dei panifici. Firetto ha così recepito e attuato un decreto della Regione emesso su istanze delle associazioni di categoria dei panettieri come Assipan. Il decreto, si legge testualmente, “disciplina la vendita, inerente l’attività di panificazione, prevedendo altresì, dei limiti alla stessa attività al fine di garantire il riposo, la salute e i diritti dei lavoratori, per quanto sia comunque prerogativa del sindaco prevedere in base alle esigenze e alle peculiarità del territorio, eventuali variazioni concordate con l’associazione di categoria, sempre entro i limiti stabiliti dal decreto assessoriale”. E’ dunque probabile che in estate, tra luglio e agosto, una seconda ordinanza sindacale consentirà l’apertura domenicale ai panifici delle zone turistiche e balneari.

Furnari: «Le strutture provinciali penalizzate e con poco personale»

Ho potuto constatare che negli ospedali di Caltanissetta e Gela ci sono “luci ed ombre”, specialmente al “Sant’Elia” dove è stato aperto il nuovo pronto soccorso che è un gioiello ma che non funziona come dovrebbe e potrebbe»: così il commissario regionale Maria Grazia Furnari in occasione di un primo bilancio della sua attività nel Nisseno dopo la nomina regionale.

«E’ vero che ci sono problemi difficili da risolvere, ma, in occasione dei sopralluoghi effettuati mi sono resa conto che ci sono delle stanze che molto spesso rimangono chiuse e che non sempre tutti i medici in servizio si trovano dove dovrebbero stare: e questo non va bene e l’ho anche detto – continua la dott. Furnari – E per meglio chiarire questi aspetti ho nominato un gruppo di lavoro di cui fanno parte i direttori e i primari dei due ospedali di Caltanissetta e Gela, che si occuperà di questi problemi e che stabilirà anche delle “linee guida” che riguardano la privacy dei pazienti e il miglioramento dell’organizzazione e le presenze del personale, il triage, la sicurezza dei posti di lavoro. I pronto soccorso sono il “biglietto da visita” degli ospedali e dell’Azienda sanitaria, perché lì arrivano persone che stanno male, e non si può assolutamente essere superficiali: l’impegno deve essere massimo da parte di tutti, nessuno escluso, anche perché lì, più che altrove, si ha a che fare con la vita dei nostri assistiti. Tra le idee che stiamo valutando anche quella di trasferire i reparti di Lungodegenza e di Riabilitazione da San Cataldo a Caltanissetta».

 

«L’impostazione che al mio incarico di Commissario regionale dell’Asp? Sto lavorando come se questo impegno dovesse durare per sempre, anche se so perfettamente che può durare poco tempo. E questo perché da quando sono arrivata (il 26 marzo scorso, ndr) ho sentito una sorta di senso di appartenenza a questa provincia, per cui mi sto dando da fare per risolvere i problemi quotidiani del settore sanitario nisseno, ma anche quelli a più lunga scadenza…», continua la dott. Grazia Furnari alla guida della più complessa “macchina” della provincia, non solo per il numero di dipendenti, oltre 2.900.

«Devo dire comunque – aggiunge il nuovo commissario, che è sposata a Palermo con un medico ed è madre di due figli – che qui ho trovato tante persone disponibili e attive che hanno voglia di andare avanti, e che con loro ho messo mano ad alcuni degli aspetti fondamentali che riguardano l’Azienda sanitaria nissena. Mi riferisco al personale, ai pronto soccorso ed in particolare a quello del “Sant’Elia”, alla pulizia degli ambienti dove lavorano tante persone e dove trovano assistenza sanitaria migliaia di persone, e, non ultimo, anche del parco del “Dubini” dove sta per essere completata la pulizia, la decespugliazione e la disinfestazione di quello che ritengo uno dei posti più belli della città».

Parlando di personale, «l’Asp di Caltanissetta è stata tra le più penalizzate della Sicilia – spiega la dott.ssa Furnari, che ha lavorato dapprima come medico al Civico ed al policlinico universitario di Palermo e che, negli ultimi sei anni, si è occupata all’assessorato alla Sanità (anche con gli assessori Massimo Russo e Rita Borsellino) di programmazione, ed in particolare delle reti assistenziali regionali riguardanti l’emergenza-urgenza (traumi, infarti, etc.) e di quelle della celichia, gastroenterologia e della radiologia interventistica – perché si è ritrovata con la pianta organica approvata solamente poche settimane fa, e questo ha reso e rende tutto più complicato. Assieme a Marcella Santino e a Danilo Palazzolo, rispettivamente direttore sanitario ed amministrativo, stiamo comunque cercando di recuperare il tempo perduto, occupandoci prioritariamente della stabilizzazione dei precari (che sono ancora 400 in tutto) e, subito dopo, dell’acquisizione di altro personale valutando le domande di mobilità che sono già pervenute. In questa situazione tutti i concorsi sono bloccati, ad accezione di quelli di primari che sono al momento sospesi ma per i quali è richiesta una nuova autorizzazione da parte dell’assessorato regionale».

«Altro aspetto che stiamo approfondendo è quello della pulizia dei locali – dice ancora la dott. Furnari – infatti dai sopralluoghi effettuati, mi sono resa conto che ci sono degli ambienti e delle situazioni intollerabili che si perpetuano da tempo e che non sono accettabili in un ambiente sanitario dove l’abbandono e la mancanza di igiene non possono essere minimamente tollerati. Per migliorare questi aspetti ho dato delle disposizioni e farò in modo che vengano rispettati da tutti. In ciò ed anche per altre problematiche comunque chiedo l’ausilio dei Comitati consultivi dell’Azienda, di cui fanno parte circa 150 associazioni di volontariato, i cui componenti hanno anche la possibilità di vigilare e segnalare situazioni incresciose che mettono in reale disagio fisico i pazienti ed i loro familiari».

Poi il Commissario ricorda che, in queste settimane – si è occupata anche della nuova Piastra Chirurgica (che, superati alcuni piccoli ostacoli) dovrebbe essere messa in funzione. «Ed è mia intenzione dare la giusta dignità al reparto di Ortopedia del capoluogo che si distingue per gli esiti degli interventi al femore dei soggetti anziani».

 

A finire nei guai, nella prima serata di giovedì, sono state due casalinghe di Porto Empedocle. Donne di 36 e 54 anni, non legate da vincolo di parentela.

Avevano nascosto all’interno delle proprie borse diversi oggetti e dei generi alimentari. Quasi certamente pensavano di passare inosservate e di riuscire a portare a casa la refurtiva di un pomeriggio trascorso all’ipermercato del centro commerciale di Villaseta. Non gli è però andata bene perché non soltanto sono state notate, ma sono state anche bloccate e arrestate dai carabinieri.

“La storia di questo giornalista, conoscendo il tipo, e sapendo che tipo di lavoro fa, e perchè lo fa e come lo fa, ho glissato… E non si capisce quale è l’interesse di questo giornalista…”

Con queste straordinarie parole, l’ex sindaco di Alessandria della Rocca Alfonso Frisco senza alcun merito per salire su un palco per intavolare comizi che lasciano il tempo che trovano, riesce anche ad inserire alcune “carinerie” per un bel quarto d’ora contro il sottoscritto, senza rendersi nemmeno conto della marea di insulti (gratuiti, a me ed alla candidata a sindaco) che ha lanciato da un palco improvvisato e a nostro modo di vedere assolutamente inopportuno.

Inopportuno perché avrebbe fatto meglio a parlare dei suoi insuccessi politico-amministrativi agli alessandrini invece di parlare di questo giornalista non tanto misterioso (visto che “mi conosce bene”).

Lui, Frisco, “conosce il tipo, sa che lavoro faccio e soprattutto perché lo faccio! Però “non riesce a capacitarsi che tipo di interesse possa avere il sottoscritto ad Alessandria della Rocca”.

Mistero! Un vero e proprio mistero che presto spero di chiarire solo nella piazza principale di Alessandria della Rocca, magari prendendo un microfono per qualche minuto.  Ho tante, tantissime cose da dire agli alessandrini, quegli abitanti di un paese della montagna che amo, rispetto e soprattutto nutro enorme apprezzamento per i contadini che si alzano la mattina alle quattro per tornare la sera alle venti, distrutti, per portare, con grande fatica, un pezzo di pane a casa.

Sto parlando di quella gente che sa cosa vuol dire fare i fianchi dalla mattina alla sera, senza giacca, senza cravatta, con grande umiltà e grande sacrificio per il lavoro.

Fofò Frisco (lui dice di conoscermi, ma io lo conosco poco o nulla), dal pulpito lancia strali, accuse e, ahimè, anche invenzioni belle e buone.

Continua a prendere in giro il popolo alessandrino quando sostiene che lui ama il confronto, con la gente, con tutti. Con me, invece, non vuole il confronto, ama la querela.

No Fofò, questa cose io le lascio fare agli altri. Se davvero ami il confronto io sono qui, pronto, a sedermi su un palco accanto a te, anche sotto casa tua. Non parlerò di politica, nè di fatti e misfatti. Parlerò insieme a te, se ne hai il coraggio, di contadini, di come si conquista un pezzo di pane giornaliero, di come ci si alza la mattina alle 4 e portare davvero gli scarponi incritati. I contadini veri non querelano. 

Fofò, non continuare ad offendere ancora una volta l’intelligenza degli alessandrini; avete avuto 5 anni di tempo per presentare una lista e ad altri (tu non ne hai avuto il coraggio) hai fatto dire da quello stesso palco “che non siete arrivati in tempo a presentare la lista!!!!

Io al tuo posto mi vergognerei. Forse non ti vergogni, ma di questo non mi sorprendo affatto.

Io sono qui, prestissimo verrò nel tuo paese che hai amministrato in malo modo (dimmi una sola iniziativa che ha cambiato il volto di Alessandria della Rocca da quando amministri) e verrò a rispondere parola per parola a tutte le tue richieste avanzate due sere addietro. Ma spero di farlo in un faccia a faccia, con te, visto che mi conosci bene e non con la minaccia di una querela.

Spiega, semmai, ai cittadini alessandrini, come mai (fatto assolutamente insolito) un sindaco uscente non si ricandida? Dillo a loro, invece di parlare di tempo scaduto, dillo a me, in faccia.

Parlavi del Santuario. Vero, verissimo. Nei miei articoli ti spronavo a fare il sindaco, il primo cittadino che si incatena dinnanzi a qualsiasi Autorità per difendere la propria comunità, per far capire al proprio popolo cosa sta succedendo all’interno di quel Santuario. Tu facevi lo gnorri, non hai mai replicato mentre c’era un popolo totalmente in ansia e trepidazione.

Sindaco Frisco, invece di querelare invitami ad un confronto dinnanzi a tutta la cittadinanza, a quegli alessandrini che oggi non possono (e non devono) sentirsi offendere la propria intelligenza quando al tuo posto, fai sostenere ad altri di non aver trovato il tempo per presentare la lista!

Gli uomini veri non querelano, discutono, affrontano, si confrontano. E’ quello che ti chiedo di fare quando, dove e come dici tu.

Meno male che mi hai insegnato che il mandato di un sindaco dura 5 anni e non 4. Non considerarlo un refuso tipografico (lo sa anche un bambino di tre anni), ma fai di tutto per far esaltare (senza riuscirci, ovviamente) cose di cui non sono a conoscenza.

Fofò. Io ti aspetto.

Ma sappi che anche se non mi inviti, verrò lo stesso.

Dovrai pur spiegarmi alcune cosette che mi riguardano. O in piazza o in sedi più opportune (che vorrei felicemente evitare).

Le condizioni della depurazione ad Agrigento, nella sua provincia ed in tutta la Sicilia sono un disastro.

 

Scene realizzate da Mare Amico che registra la situazione odierna del depuratore del villaggio Mosè (noto perché  le acque che vi entrano sono MENO inquinate delle acque in uscita).

La mancata depurazione inquina il nostro mare e fa scappare i turisti, mentre si rischia di perdere i finanziamenti già concessi per la costruzione di nuovi depuratori.

Ecco il video:https://www.facebook.com/835808973122116/videos/1668273666542305/

I consiglieri comunali di Agrigento, Giorgia Iacolino e Salvatore Falzone, ritengono che sia necessario un intervento legislativo dell’Assemblea Regionale per risollevare le sorti del Consorzio universitario di Agrigento. Iacolino e Falzone affermano: “Non sono serviti fin qui gli accorati interventi del Consiglio comunale di Agrigento per rilanciare un nuovo futuro del Consorzio Universitario di Agrigento che continua a perdere pezzi ed aree di formazione che hanno fatto la sua storia ventennale.
E nemmeno confortano ipotesi di nuovi corsi di formazione con poco conosciute università della Romania. Manca un indirizzo politico chiaro ed una legislazione che assicuri la dovuta copertura finanziaria a percorsi universitari che garantiscano il diritto allo studio agli studenti specialmente della nostra provincia. Serve un intervento legislativo del Parlamento siciliano che salvaguardi il presidio di cultura e formazione che nel passato ha rappresentato il Consorzio, altrimenti ridotto ad un ruolo marginale, che penalizza le famiglie e gli studenti specialmente quelli meno abbienti”.

Dopo la proclamazione dello stato di agitazione, e a seguito del mancato riscontro ai tentativi di conciliazione, l’Usb, l’Unione sindacale di base, ha proclamato lo sciopero per venerdì primo giugno dei lavoratori ecologici del raggruppamento di imprese Iseda, Seap e Sea, in servizio a Lampedusa e Linosa. Il sindacato afferma: “Le imprese, ad oggi, non hanno corrisposto le spettanze retributive per le mensilità di febbraio, marzo e aprile. Sentita la Commissione di garanzia dello sciopero nei servizi pubblici essenziali, l’Usb si riserva di proclamare altri giorni di sciopero degli operatori ecologici”.

A Palermo, nell’ambito dell’operazione battezzata “Cimitero degli orrori”, i Carabinieri hanno arrestato Giovanni Messina, 70 anni, Salvatore Messina, 38 anni, Salvatore Messina, 24 anni, e Antonino Campanella, 33 anni, tutti palermitani. E hanno imposto il divieto di dimora a Monreale e l’obbligo di firma nei confronti di Erminia Morbini, 74 anni, di Monreale. I cinque sono indagati per essere stati parte di una presunta associazione per delinquere finalizzata alla truffa, falsità in atti pubblici commesse da privati, falsità in certificazioni, violazione di sepolcro, vilipendio delle tombe, vilipendio di cadavere, occultamento di cadavere, distruzione, soppressione e sottrazione di cadavere. Tali ipotesi di reato sarebbero state compiute nel cimitero di San Martino delle Scale a Palermo. In particolare, i loculi sarebbero stati svuotati abusivamente e rivenduti ad altri.