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Morto per calcoli renali, diversi gli indagati tra Licata e Agrigento, medici e infermieri

Un uomo di 52 anni, Salvatore Mugnos, sarebbe stato dimesso per due volte dall’ospedale prima dell’aggravamento.

L’uomo era stato dimesso per due volte dall’ospedale di Licata e la terza volta sarebbe tornato in gravissime condizioni dopo essere stato prima anche all’ospedale di Gela. I medici avevano disposto il trasferimento al San Giovanni di Dio, struttura ritenuta più attrezzata a gestire l’emergenza ma non c’era stato più tempo necessario per strapparlo alla morte. Mugnos è morto prima che si potesse tentare un intervento.

 

A ucciderlo, secondo quanto denunciato dai familiari, sarebbero stati due calcoli renali. L’uomo, secondo la versione riferita dai parenti che hanno presentato un esposto, sarebbe andato per due volte in ospedale a Licata, restando in attesa e non venendo in nessun modo curato. Dopo le dimissioni, sarebbe tornato al pronto soccorso ma le sue condizioni si erano aggravate in maniera decisiva. Il cinquantenne è morto all’ospedale di Agrigento, dove era stato trasportato di urgenza. I carabinieri hanno acquisito la documentazione e la Procura ha disposto l’autopsia iscrivendo sul registro degli indagati i medici dei vari reparti che hanno trattato il caso.

31 maggio 2018

Salgono a diciannove gli indagati per la morte di Salvatore Mugnos, avvenuta l’8 maggio dopo una serie di ricoveri. Il pubblico ministero Paola Vetro ha messo sotto inchiesta anche due sanitari in servizio all’ospedale di Gela che si aggiungono ai colleghi del San Giacomo di Altopasso di Licata e del San Giovanni di Dio di Agrigento. L’autopsia sul corpo del cinquantunenne verrà eseguita lunedì. Nel pomeriggio è stato conferito l’incarico al medico legale Angelo Montana.

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