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Gli agricoltori di Naro e dell’hinterland respirano: anche quest’anno sarà possibile irrigare

 

 

Dopo aver temuto danni gravi e irreparabili per le loro produzioni (a causa della sospensione dell’ irrigazione con le acque della diga San Giovanni), gli agricoltori di Naro e dell’hinterland possono finalmente tirare un sospiro di sollievo.
Grazie alla diminuzione degli indici di inquinamento chimico e micro-biologico e soprattutto grazie all’assenza di salmonella, il Sindaco di Naro ha emesso una nuova ordinanza sull’uso delle acque invasate, consentendo al Consorzio di Bonifica della Sicilia occidentale di poter avviare gli interventi irrigui.
Una precedente ordinanza sindacale infatti vietava l’uso dell’acqua della diga per l’irrigazione. Infatti, su pedissequa proposta dell’ASP di Agrigento ed in seguito ad apposite analisi di laboratorio effettuate dall’ARPA, in data 15/12/2017 il Sindaco aveva ordinato la temporanea sospensione dell’uso dell’acqua della diga San Giovanni per fini irrigui.
Successivamente, erano state fatte ulteriori analisi di laboratorio e in data 15 marzo era stato riunito un tavolo tecnico a Palermo, nella sede del Dipartimento Regionale delle Acque. Nel corso di questa riunione era emerso come non esista un’apposita normativa nazionale sui parametri d’inquinamento inibenti l’irrigazione; ed era emerso inoltre che, in Sicilia, l’ultima normativa cui è riconducibile la materia è una circolare del 1997 dell’Assessorato Regionale alla Sanità che, ove applicata alla concreta fattispecie, consente l’irrigazione.
Il Sindaco, tuttavia, oltre a fare affidamento sulle parametrazioni indicate dalla circolare regionale predetta, ha voluto ulteriormente cautelare l’interesse alla salute pubblica. Ha così commissionato a un agronomo, esperto in materia, uno studio sulla compatibilità tra i parametri d’inquinamento rilevati dall’ARPA e la possibilità di irrigazione delle varie colture agricole.
Sulla scorta dello studio dell’esperto, il Sindaco ha adesso emesso la nuova ordinanza che vieta l’irrigazione mediante l’impiego di sistemi per aspersione a pioggia o con grossi irrigatori, mentre la consente con sistemi irrigui di distribuzione localizzata.
La nuova ordinanza inoltre impone il divieto assoluto di utilizzare le acque della diga San Giovanni per i trattamenti fitosanitari di qualsiasi coltura agricola ed il divieto assoluto di irrigazione sugli ortaggi da radice (patata, carota, cipolla, aglio, etc).

DICHIARAZIONE DEL SINDACO:

“Ho lavorato costantemente e in modo organico e compiuto per riuscire a risolvere la situazione, garantendo con la nuova ordinanza sia la salvaguardia della salute pubblica sia le legittime aspettative degli agricoltori in genere e dei viticoltori in specie.

Si prospettava infatti una stagione produttiva che, in assenza della consueta irrigazione tramite le acque della diga e per mezzo del Consorzio di Bonifica, avrebbe arrecato danni irreparabili ai produttori agricoli, con ripercussioni negative a livello socio-economico.

Adesso la situazione è salva sia per le aspettative reddituali dei produttori agricoli locali sia per la corretta alimentazione e la salute dei consumatori”.

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