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Concluso convegno ANCRI al Foderà sul tema: “Per non dimenticare le vittime del dovere e della criminalità organizzata”

 

Ieri, nel’Auditorium dell’Istituto Tecnico Commerciale “M. Foderà” di Agrigento, si è tenuto il Convegno, organizzato dalla sezione agrigentina dell’ANCRI, dal tema

“PER NON DIMENTICARE LE VITTIME DEL DOVERE E DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA”.

Gli studenti hanno seguito attentamente i vari interventi, che mettevano in evidenza  il valore e l’esempio delle vittime del dovere, prezioso patrimonio etico della nostra Nazione.

La manifestazione è iniziata cantando in coro l’Inno Nazionale, seguito dai rituali saluti dei padroni di casa. Il Prof. Tonino Burgio, in sostituzione della DS Pilato, impegnata in altra sede, ha dato  il benvenuto alle molte  autorità presenti, ai rappresentanti dell’ANCRI e ai relatori.

Giuseppe Felice Peritore, Vice Questore di Agrigento, ha preso per primo la parola, sottolineando come l’ascolto e la partecipazione degli adolescenti è fondamentale per il contrasto alla criminalità, ha anche ricordato i fulgidi esempi di vittime del dovere, incitando gli alunni a coglierne il valore e a conservarne la memoria.

Il Cav. Pietro Sicurelli, Presidente della sezione di Agrigento dell’ANCRI (Associazione Nazionale Cavalieri al Merito della Repubblica Italiana), ha introdotto i lavori ricordando che uno degli obiettivi primari dell’ANCRI è proprio l’intervento presso le scuole e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica con dei messaggi diretti ed incisivi che si rivolgono principalmente ai giovani. <<E’ stata un’occasione – ha detto Sicurelli – per fare conoscere ai ragazzi le storie di grandi servitori della Patria e per dare la meritata visibilità a questi eroi dei nostri giorni>>.

È stata poi la volta del nostro Editor, il Prof. Michele Rondelli, che nelle vesti di moderatore ha presentato la tematica e i protagonisti della giornata. Rondelli è partito dal concetto di dovere espresso da Cicerone nel De Officis per arrivare alla necessità di ammirare e non di trascurare quelle persone che, per la loro condotta di vita virtuosa e morale, rifuggono la paura, e sono degni di ammirazione per il rispetto che mostrano verso la Patria, i loro simili,  e l’osservanza dei doveri.

Il primo dei relatori è stato Giuseppe Principato, che ha tracciato un toccante ricordo del fratello Alfonso, Medaglia d’Oro al valor militare, morto nel gennaio del 1986 nell’adempimento del proprio dovere.

Particolarmente toccante l’intervento di Angelo Cellura, insignito della Medaglia d’Oro al merito per gli appartenenti alla Polizia di stato “Vittima Del Dovere”, rimasto gravemente ferito durante un violentissimo conflitto a fuoco, che lo ha visto fronteggiare, insieme ai suoi colleghi, sei pericolosi malviventi.

Dal 2001, l’Ispettore Capo in congedo Angelo Cellura è impegnato nel sociale quale Vice Presidente dell’Associazione onlus FERVICREDO  acronimo di Feriti e vittime della criminalità e del dovere”, Cellura si spende in prima persona nel sostegno di tutte le Vittime della Criminalità e del Dovere, dando aiuto sia morale sia nell’espletamento delle pratiche burocratiche alle vittime, le vedove,  orfani e familiari sopravvissuti.

Le parole e le domande di Don Giuseppe Livatino, postulatore della causa di beatificazione di Rosario Livatino, hanno chiuso la serie degli interventi dando una scossa ai ragazzi del “Foderà”. Don Giuseppe ha spiegato come il cugino Magistrato, posto davanti alle delle scelte, ha sempre fatto la cosa giusta, non sfuggendo mai al suo dovere, non volendo nessuna scorta, per non mettere in pericolo le vite di padri di famiglia, infine con la sua Ford Fiesta “scassata” è andato incontro alla morte, da uomo di Stato e da Cristiano.

“… e noi ci siamo mai chiesti se stiamo dalla parte giusta?”

Con questo interrogativo si è concluso il carismatico intervento di Don Giuseppe, che ha anche chiuso i lavori.

 

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