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“La Polizia lascia San Cristoforo ?” “L’organico del Commissariato è ridotto all’osso”

 

Negli ultimi anni il personale del Commissariato “San Cristoforo” è stato più che dimezzato ed i pochi dipendenti rimasti fanno i salti mortali per assicurare i servizi indispensabili. Sono molte le voci che si rincorrono sulla sua chiusura.

La Segreteria Provinciale di Catania del sindacato FSP-Polizia di Stato denuncia una grave criticità che riguarda il Commissariato Sezionale “San Cristoforo”, ubicato nell’omonimo quartiere di Catania. Quando fu inaugurato il Commissariato “San Cristoforo” poteva contare sul supporto di 35 poliziotti, oggi ne conta appena 14 che con molta difficoltà riescono a produrre qualche volante.

Il Commissariato “San Cristoforo”, inaugurato nel 2001, fu fortemente voluto dall’allora Ministro dell’Interno Enzo Bianco, che con un’idea ovvia quanto geniale pensò di istituire un presidio di polizia proprio laddove la mafia affermava più forte la sua presenza, nel cuore della città etnea, nei luoghi che hanno dato i natali ai più potenti boss mafiosi di “Cosa Nostra”. Il sito dove far sorgere il Commissariato non fu scelto a caso, anzi tutt’altro, giacché fu collocato a due passi da Piazza
Campo Trincerato, spesso teatro di agguati mafiosi, nel famigerato “Passareddu”, roccaforte di un potente clan mafioso catanese, lanciando così lo Stato una sfida forte alla mafia, proprio dove questa aveva affondato le sue radici.

«Nel corso degli anni l’organico è andato sempre più ad assottigliarsi, poiché ad ogni movimentazione del personale chi andava via non veniva rimpiazzato, finché l’organico si è ridotto all’osso – riferisce Giuseppe Sottile, Segretario Generale Provinciale di Catania della FSP Polizia di Stato -. Su questa situazione ha influito il blocco delle assunzioni conseguenza diretta della crisi economica che ormai da un decennio grava sul nostro Paese, ma c’è stata presumibilmente anche una disattenzione sulla gestione delle risorse umane da parte dei Questori precedenti».

«Sin dal momento dell’insediamento dell’attuale Questore di Catania gli è stata segnalata la criticità – riferisce Giuseppe Sottile -, rappresentandogli tra l’altro come questo Commissariato è stato capace di ottenere degli eccellenti risultati quando è stato messo in condizioni di lavorare, come nel 2010, quando furono effettuati 130 arresti e sequestrati 372 kg di marijuana. Il nostro allarme, però, ancora non è stato recepito, ci sono state diverse movimentazioni del personale dall’arrivo del Questore Alberto Francini e solo con l’ultima è giunto un “rinforzo” – un dipendente del ruolo degli agenti/assistenti laddove fortemente serviva un ufficiale di p.g.-, ma contestualmente un altro dipendente è stato trasferito. Siamo sicuri che si è trattato di un disguido a cui speriamo presto sarà posto rimedio. Anche perché chi ci perde in tutto questo in primis è la cittadinanza di San Cristoforo, zona ad al tasso di criminalità, che non può fare affidamento su un ufficio di polizia a pieno regime ed i colleghi costretti a lavorare sotto stress, con la frustrazione di non poter offrire un servizio degno di questo nome»

«Di recente si rincorrono molte voci, non ufficiali, ma provenienti da fonti molto affidabili, sulla possibile chiusura del Commissariato “San Cristoforo” – dichiara Giuseppe Sottile -, forse nessuno ha messo a conoscenza il Dipartimento di Pubblica Sicurezza che lo shock numerico dei risultati conseguiti tra il 2010 ed il 2016 è conseguenza diretta dello shock numerico subito dall’organico. La perdita di un presidio di Polizia in una zona ad alto tasso di criminalità sarebbe una grave perdita per la città tutta ed un messaggio di ambigua interpretazione per la criminalità, ma anche lasciare il Commissariato agonizzante ha poco significato».

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