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Anche l’Istituto “Foderà” alla marcia della legalità

L’iniziativa, promossa dal comune di Joppolo Giancaxio e dal comune di Raffadali, è giunta ormai alla sua quarta edizione.

In marcia in tanti, da Raffadali a Joppolo, per dire a gran voce NO alla mafia. Tantissimi gli studenti provenienti da tutta la provincia, che con convinzione hanno marciato verso un unico obiettivo.

 Sul palco allestito su Corso Umberto c’è stato poi il considerevole intervento del sindaco di Joppolo Giuseppe Portella e del Prefetto Dario Caputo che hanno ricordato a tutti l’importanza di giornate come questa. Significativa anche la presenza e la preziosa testimonianza del Parroco di Caivano Maurizio Patriciello, simbolo della battaglia condotta nella cosiddetta “terra dei fuochi”.

Erano ben 18 le associazioni e i gruppi di volontariato presenti alla manifestazione: Legambiente, Caritas diocesana Agrigento, Protezione civile Provincia di Agrigento, Agende Rosse, Centro Pio La Torre di Palermo e tante altre ancora.

La manifestazione è stata un gran successo, ha coinvolto anche l’Asp di Agrigento. Infatti l’ambulatorio mobile è stato presente all’evento, invogliando giovani e meno giovani ad una maggiore prevenzione sulla salute.

Il nostro Istituto ha partecipato con le classi 2C-2A-1A-3D accompagnati dai docenti Erika Danile, Lucia Spagnolo e Antonino Manno. Emozionati i giovani studenti hanno partecipato con dedizione ed entusiasmo a tutte le attività proposte dalle varie associazioni.

” Siamo entusiasti di essere qui a rappresentare il nostro istituto data la motivazione – sostiene Giorgio Bongiorno della classe 3D – la Sicilia è una terra maledettamente bella ma disgraziata… Siamo stanchi di dover vivere con la nostalgia di un’Italia che non abbiamo neanche conosciuto. Vogliamo ancora credere nel cambiamento.”

 “E’ stata un’occasione importante e significativa – dichiara le prof.ssa Lucia Spagnolo – per promuovere nel campo i diritti di cittadinanza sostenuti nelle aule scolastiche , i progetti e la cultura della legalità contro il dominio mafioso del territorio. Perché i ragazzi non dimentichino mai che tacere è obbedire, partecipare è vivere”.

 Gli studenti hanno marciato per la legalità per ben 4 Km.

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