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Cisl Porto Empedocle, rischio chiusura Torre di Carlo V

 

Nel Giugno 2012, la Torre Carlo V di Porto Empedocle, riapriva le porte al pubblico dopo circa trent’anni, tornando ad essere il centro delle iniziative culturali del paese.

Oggi a distanza di 6 anni la Torre comincia a vivere il processo inverso, gli intonaci cominciano a gonfiarsi e cadendo diventano un pericolo per i visitatori, che vorrebbero conoscere i luoghi della Strage Dimenticata raccontata da Andrea Camilleri. 

Anche le condizioni esterne non sono certo migliori. 

Le grondaie otturate dall’intonaco in disfacimento, provocano infiltrazioni e conseguenti danni alle murature e alle lampade ad incasso.

Tutto ciò ha reso impossibile l’accesso al primo e secondo piano e dichiarate inagibili le sale.

Non cerchiamo responsabili, ma vorremmo che la Soprintendenza che ha eseguito il restauro, l’amministrazione comunale e la Capitaneria di Porto che hanno il compito di manutenere la Torre di Carlo V intervenissero con sollecitudine, per scongiurare il pericolo di una chiusura definitiva e renderla fruibile non solo ai visitatori ma anche alla diverse associazioni culturali nate a Porto Empedocle negli ultimi anni e che hanno prodotto diverse iniziative interessanti.

Se è vero che Porto Empedocle punta a sviluppare una economia prevalentemente turistica, non si può abbandonare l’unico edificio storico che insiste nel comune, non si può far finta di niente, non si può dire che non ci sono le risorse economiche necessarie, non si possono uccidere la storia e il futuro della città marinara.

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