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Concorso truccato al Policlinico di Messina, dirigenti e giornalisti condannati

Finisce con una condanna la querelle giudiziaria nata attorno al concorso per ricoprire il ruolo di addetto stampa del Policlinico di Messina. A far calare il sipario sull’annosa questione, arriva la sentenza della prima sezione penale del Tribunale di Messina, presieduta da Silvana Miranda Grasso, che dopo 6 ore di camera di consiglio ha riconosciuto la colpevolezza degli imputati che erano stati accusati di aver truccato la selezione pubblica. Alla fine i giudici messinesi, a dispetto della richiesta di assoluzione avanzata dal pm nel corso del dibattimento di ieri, hanno riconosciuto giudizialmente la colpevolezza della giornalista vincitrice e dei membri della Commissione aggiudicatrice,  per i reati di abuso d’ufficio e falso, condannando la giornalista Valeria Arena ad un anno e 4 mesi e le giornaliste  Alessandra Ziniti e Laura Oddo e la dirigente del Policlinico Giuseppa Sturniolo ad un anno, pena sospesa. L’unico soggetto ad essere uscito indenne dalla sentenza della sezione penale è stato l’ex direttore generale del Policlinico di Messina, Giuseppe Pecoraro, anche lui accusato nel 2014 per aver prorogato mesi prima della scadenza l’incarico all’Arena.

L’indagine era nata dopo le denunce del giornalista Gianluca Rossellini, arrivato secondo alla selezione pubblica del 2011, che aveva rilevato delle irregolarità negli atti della commissione che secondo lui avevano avvantaggiato Valeria Arena. Tra l’altro, Rossellini aveva evidenziato il fatto che la commissione non avesse escluso la giornalista dal concorso, nonostante quest’ultima avesse firmato con nome e cognome un comunicato nella prova scritta della selezione pubblica. Inoltre, a Valeria Arena erano stati contestati dei titoli come l’attestazione fittizia di collaborazioni giornalistiche mai avvenute e una valutazione troppo alta di ulteriori titoli rispetto agli altri candidati. Rossellini era stato riconosciuto parte civile durante il processo dove era difeso dall’avvocato Lillo Massimiliano Musso.

A rimediare la condanna più alta è stata proprio la giornalista risultata vincitrice del concorso, che in questa fase presta servizio presso l’Azienda sanitaria provinciale di Biella che ha avuto come pena accessoria anche l’interdizione dai pubblici uffici per 16 mesi, mentre 12 mesi di interdizione dai pubblici uffici sono stati decisi per le giornaliste Alessandra Ziniti della redazione de La Repubblica di Palermo, Laura Oddo ex addetta stampa dell’Ismett di Palermo e per la dirigente del Policlinico Giuseppa Sturniolo. Riconosciuta inoltre a Rossellini il pagamento di una provvisionale di 6000 euro, mentre gli altri danni potrebbero essere liquidati successivamente in un separato giudizio civile. L’indagine dei pm è durata oltre sei anni e per questo già tra pochi mesi sarebbero potuti scattare le prescrizioni per gran parte dei reati. Rossellini sempre per gli stessi fatti e per un’altra selezione ha presentato negli anni scorsi diversi ricorsi al Tar, al Cga, Tribunale del lavoro e in Cassazione, ma c’era stato un rimpallo di competenze tra giudice amministrativo e del lavoro, senza ancora nessuna sentenza nel merito dopo 7 anni e oggi c’è un ricorso pendente al Tar ed uno che sta per essere presentato al tribunale del lavoro.

“Il mio assistito – ha spiegato l’avvocato Lillo Massimiliano Musso – oltre ad essere stato vittima di un concorso che è stato accertato come pilotato, ha subito per anni il cattivo funzionamento del sistema giustizia che, con continui rimpalli, non ha permesso fosse accertata la verità, finalmente ieri un giudice è voluto entrate nel merito della vicenda facendo emergere la verità dei fatti. Siamo fiduciosi anche per i prossimi processi dove tra l’altro, se tutto venisse confermato chiederemo un risarcimento adeguato a quanto patito in questi anni dal mio assistito che ha dovuto combattere contro poteri forti della città di Messina”.

Fonte Eco del Sud

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