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Usb presenta “Progetto di Lavoro per Lampedusa”

 

In data odierna presso i locali dell’Area Marina Protetta, Via dei Cameroni Lampedusa, dalle ore 18:00 alle 20:00 la USB terrà un’assemblea aperta a tutti i cittadini e lavoratori, per presentare il “Progetto di Lavoro per Lampedusa” frutto della collaborazione tra, cittadini, associazioni, lavoratori e USB. Saranno presenti in aula il Coordinatore Nazionale USB Costantino Saporito e i Coordinatori Provinciali USB VVF Giovanni Loria e Giacomo Matina. Com’è noto la USB da sempre si interessa delle problematiche sociali della gente, prescindendo dalle specifiche tematiche lavorative. Nel periodo di crisi che colpisce soprattutto gli strati sociali più deboli, il nostro impegno dunque non può che continuare dalla soglia! La porta dell’Italia e per molti la porta d’Europa: Lampedusa!
Il progetto ambisce a risolvere le principali criticità sull’isola di Lampedusa attraverso la creazione di strumenti e strutture, quali: Il diritto alla salute e medicina del lavoro, con la costruzione di un ospedale adeguato alle esigenze del territorio. La sanità e l’edilizia sanitaria non sono solo un costo, ma generano un indotto, un valore aggiunto, benessere sociale: sviluppando una piattaforma tecnologica tra settore sanitario, università e industria che tende proprio a valorizzare e favorire questo aspetto, così facendo Lampedusa può diventare il primo “ospedale del mare” proiettandosi verso una eccellenza unica in Europa. Un Piano del lavoro, la risposta alla crisi dell’isola con la creazione di un contratto standard per il settore turistico e della ristorazione, strumento con il quale la USB vuole far ripartire gli investimenti pubblici e privati, creare nuovi posti di lavoro, in particolare per i giovani attraverso l’innovazione in tutti i campi. Un percorso di confronto con i governi locali per rilanciare gli investimenti a partire dai bisogni prioritari dei territori. In questo modo il sindacato si fa carico non solo di rappresentare i bisogni del lavoro, ma più in generale quelli dei cittadini e delle comunità, cambiati a causa delle dinamiche economiche, demografiche e migratorie di questi anni. La messa in sicurezza del territorio, la bonifica di suoli e siti inquinanti, rappresenta attualmente una delle più rilevanti problematiche per gli interventi di recupero e di risanamento ambientale, in particolare “l’inquinamento elettromagnetico”. Vogliamo proiettare Lampedusa verso una crescita da parte dell’interesse culturale e turistico, facendo diventare questa “oasi”, un patrimonio storico culturale, paesaggistico ed enogastronomico. Uno sviluppo bloccato in particolar modo da un territorio martoriato dall’emergenza immigrazione e militare che non ne permette a pieno lo sviluppo, con gravi ricadute sulla salute dei cittadini. Chiusura dell’Hot-Spot Lampedusa per una questione geografica è sottoposta ad un flusso migratorio di arrivo che non deve vedere l’isola come luogo di “detenzione”, ma di accoglienza sostenibile. Occorre comprendere fino in fondo che la spinta migratoria in atto è la diretta conseguenza di un sistema mondiale caratterizzato da profondi squilibri di ricchezza che, nell’area del Mediterraneo, appaiono in tutta la loro drammatica evidenza. Risoluzione Fiano, nasce da l’idea di un sindacato maturo che dalla protesta arriva alla proposta. Oggi quella risoluzione, che ha preso il nome del politico che ha spostato il progetto USB, “Risoluzione Fiano” è il risultato più grande raggiunto per mettere la parola fine al precariato nei VVF, il secondo più grande precariato di stato, dopo quello della scuola.

 

 

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