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Giornalismo e deontologia, evento stamattina a Porto Empedocle sul tema: “Dalla parte dei bambini”

Si è tenuto questa mattina alla Torre di Carlo V di Porto Empedocle il convegno Dalla parte dei bambini, contro ogni forma di violenza. Le regole deontologiche del giornalista, evento rivolto alla stampa e promosso dall’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, ANPE, ANCRI, Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana e SIF di Agrigento alla presenza della sindaca di Porto Empedocle Ida Carmina e dell’assessore alle Politiche Sociali Stefania La Porta.

L’evento,moderato dalla giurista e Delegata Relazione estere ANCRI Ivana Sicurelli, ha messo al centro della discussione il racconto della violenza sui bambini, un tema sempre più frequente che pone in essere la questione deontologica circa le regole di narrazione giornalistica riguardanti i minori.

Ad intervenire sull’argomento Francesco Pira, sociologo e docente di comunicazione all’Università di Messina, Pietro Sicurelli,presidente ANCRI, Maria Volpe, Responsabile Ufficio Minori Questura di Agrigento Lorena Galesi, Pedagogista Coordinatore provinciale Ragusa (ANP) e Arianna Tornambè Psicologa e Psicoterapeuta Istituto SIF Agrigento .

Si parte dalla Convenzione ONU del 1989 sui diritti dei bambini fino alla Carta di Treviso per dibattere infine sull’attuale condizione del bambino nell’odierno storytelling giornalistico, sino alla trattazione del tema minori nei casi di nera.

“Gli effetti della vetrinizzazione e digitalizzazione hanno cambiato il nostro universo relazionale. Siamo nella totale assenza di modelli culturali- denuncia Francesco Pira- i quali diventano sempre più subalterni alle logiche sovversive e anarchiche del web. Un’egemonia che vede sempre più giovani o minori, votati agli sterili valori veicolati del web dagli influencer e dai demoni dell’infotainment. Dal caso Ferragni-Fedez e il figlio come prodotto marketing, fino ai salotti tv della D’Urso, dove la cronaca nera da occasione per dare voce alla massa disinformata e spettacolarizzata degli opinionisti.

Nel tritacarne mediatico il bambino è sia protagonista che vittima. Alla denuncia sulla loro spettacolarizzazione, si alternano testimonianze positive come quella dell’Ispettore di Agrigento Maria Volpe, insignita del titolo Cavaliere della Repubblica per aver salvato la vita di una bambina partorita nelle acque di Lampedusa lungo le tratte migratorie.

A seguire l’intervento della Dott.ssa Lorena Galesi e Arianna Tornambé, che in qualità di pedagogista e psicoterapeuta hanno fornito dati e suggerito le nuove strade intraprese per correggere il linguaggio della violenza e intervenire per proteggere i bambini dalla violenza grafica, visiva e televisiva cui sono soggetti.

A conclusione dell’evento si è ringraziato il pubblico di giornalisti intervenuto e conferita una pergamena di onorificenza al professor Francesco Pira.


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