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Ingroia indagato, Pagano (Lega): “Stop ai magistrati politicizzati. Hanno fatto troppo danno”

 

“La notizia del sequestro di beni per 150 mila euro con l’accusa di peculato all’ex pm Ingroia, diventato nel frattempo anche capo politico di una piccola compagine di sinistra radicale, pone degli inevitabili interrogativi e apre serie riflessioni. Siamo di fronte a un nuovo caso di un magistrato politicizzato che ha fatto dell’antimafia e di una presunta opposizione al sistema il proprio trampolino di lancio, anche se poi tutto gli è finito addosso rovinosamente soprattutto sul piano etico e morale. A questo punto, dunque, non ci si può non interrogare su certe sentenze passate, su quanto le ideologie politiche abbiano condizionato decisioni di certi magistrati o certi pm come Ingroia, le cui imparzialità e terzietà dovrebbero essere indiscusse”.

Così il deputato della Lega Alessandro Pagano che continua:

“Con tutto il garantismo del caso, notizie come queste odierne o quelle ad esempio relative al processo contro il giudice Saguto gettano un forte discredito sulla categoria e su tanti magistrati onesti. Il problema ora – prosegue Pagano – non è soltanto impedire che un pubblico ministero possa tornare o meno a esercitare la professione dopo una parentesi politica. La questione è che la magistratura non può essere condizionata da una certa politica. Così come è chiaro che la riforma della separazione delle carriere non possa essere più procrastinata. Giudice e pubblico ministero non possono appartenere a uno stesso ordine se vogliamo restituire a tutto il sistema giustizia la legittimità perduta. E che dire della riforma costituzionale del Csm, circa il sistema di elezioni dei suoi componenti? I tempi sono ormai maturi per vedere sorteggiati quanti abbiano i requisiti, onde evitare il perpetuarsi della degenerazione correntizia dell’organo di autogoverno della magistratura”.

 

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