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Favara, pestaggio e morte di Bernardo Chiapparo, in quattro chiedono il rito abbreviato

 

Udienza in Tribunale, ad Agrigento, relativa alla vicenda della morte di   Bernardo Chiapparo il 69enne di Favara morto nel febbraio del 2016, secondo i magistrati che si occuparono del  fatto, a seguito di una caduta scaturita da un pugno che colpì l’uomo a seguito di una presunta spedizione punitivia. L’accusa ipotizza il reato di omicidio preterintenzionale per  Antonino Pirrera, 41 anni, Michele Sorce, 35 anni, Carmelo Pullara, 27 anni e Giovanni Ruggeri, 43 anni

I fatti risalgono al 2 febbraio 2016 quando – secondo la ricostruzione dei carabinieri della tenenza di Favara – Bernardo Chiapparo fu vittima di una “spedizione punitiva” che gli costò – 8 giorni dopo l’aggressione – la vita. Alla base del raid punitivo ci sarebbe stato un rimprovero da parte del Chiapparo nei confronti del figlio di uno degli imputati.

 Chiapparo fu colpito con un violento pugno al torace che lo fece cadere per terra sbattendo la testa sul selciato. La caduta provocò un trauma cranico compativo con emorragia  e una frattura a livello dell’osso occipitale. In difesa di Bernardo Chiapparo intervennero altre due persone come il fratello Carlo che quella notte riportò la frattura del braccio sinistro.

I familiari della vittima hanno preferito non denunciare quanto accaduto per paura di una ritorsione ma il certosino lavoro dei carabinieri ha fatto luce su questa storia sfociata poi nell’operazione “Giustizia Privata”. Ora i figli di Chiapparo si sono costituiti parte civile.

In aula si è presentato il medico legale per chiarire alcuni aspetti tecnici. Successivamente vi è stata la richiesta dei difensori dei quattro indagati del rito abbreviato.

Prossima udienza fissata per il 7 maggio prossimo

 

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