Home / In evidenza  / Elezioni regionali: Il Tar di Catania accoglie il ricorso di Nicky Paci (Udc) contro 5stelle e invia gli atti al Tar di Palermo

Elezioni regionali: Il Tar di Catania accoglie il ricorso di Nicky Paci (Udc) contro 5stelle e invia gli atti al Tar di Palermo

All’indomani delle elezioni regionale, il candidato Nicky Paci, primo dei non eletti nella lista dell’Udc, presentò ricorso al Tar di Catania per mancata autocertificazione dei candidati eletti all’Ars.

Qualora il Tar dovesse accogliere il ricorso presentato dall’avvocato Giuffrè, legale di Paci, per il primo dei non eletti si aprirebbero le porte dell’Ars modificando così la geografia politica della stessa.

Era fissata per oggi la prima udienza al Tar di Catania  presentata nei mesi scorsi da Nicky Paci, primo dei non eletti alle Regionali di novembre nel collegio di Siracusa e nella lista dell’Udc, che dai conteggi del primo momento sembrava essere stato eletto con quasi 3000 voti, oltre il 5% dei consensi, per poi rimanere fuori. Il candidato eletto nel collegio di Siracusa fu Giorgio Pasqua, candidato del Movimento Cinque stelle, al quale era già scattato un primo seggio con la riconferma dell’uscente Stefano Zito.

Nella sostanza il ricorso è proprio rivolto contro i 5 candidati pentastellati nel collegio di Siracusa: Stefano Zito, Fabio Fortuna, Giorgio Pasqua, Paola Cassese, Teresa Lauria, ricorso nel quale si chiede l’annullamento dei voti degli stessi per non avere presentato l’autocertificazione obbligatoria, per chiunque voglia partecipare alle elezioni, prevista dalla legge “Severino” del 2012 con cui il candidato dichiara di non  avere tutta cause ostative, tra cui la condanna per corruzione e concussione.

I giudici del Tar, quindi, dovranno decidere se questo vizio o presunta irregolarità possa comportare la decadenza degli eletti e annullare anche i voti di tutti i candidati della stessa lista, lasciando dunque spazio ai non eletti di altre liste.

“Nella presentazione delle liste, in particolare in Sicilia, i Cinque stelle ma anche altri partiti, sostiene Nicky Paci,  hanno presentato erroneamente un’autocerficazione, che richiama la norma antecedente del ’90 e non la legge Severino. Quest’ultima sancisce che, in caso di  mancata autocertificazione, è prevista o la non proclamazione degli eletti, ma già sono stati proclamati, o la loro immediata decadenza. È pacifico che la Severino entra  a pieno titolo anche in ragioni a statuto speciale come la Sicilia, perchè è già stata applicata come nel caso dei parlamentari Pippo Sorbello e   Salvino Caputo. Sono comunque soddisfatto dell’ultima campagna in cui ho ottenuto 2964. La città ancora una volta mi ha dato un importante tributo, ringrazio gli elettori e spero di poterli rappresentare all’assemblea regionale qualora il ricorso dovesse essere accolto”.

La stessa  situazione si verificò in Basilicata nel 2014 con il Consiglio di Stato che  ha estromise  i candidati che non avevano presentato le autocertificazioni, ridisegnando il consiglio regionale. Alla fine però il Tar di Catania ha inviato gli atti al presidente del Tar di Palermo che dovrà decidere la competenza territoriale.

 

NON CI SONO COMMENTI

POSTA UN COMMENTO