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Marcella Carlisi: “Differenziata, pagheremo cara la mancata programmazione”

Secondo quanto prescritto la distribuzione dei mastelli sarebbe dovuta cominciare il 4 settembre.

Nella proroga tecnica con variante migliorativa il servizio detto di “star up” non comprende solo la consegna dei mastelli ma avrebbe dovuto rendicontare le attività operative connesse ai sopralluoghi presso condomini ed attività commerciali comprese le criticità riscontrate.

Le assurdità che vediamo ai piedi dei grandi palazzi non si sarebbero dovute verificare perché nel servizio “start up” era previsto di contattare gli amministratori di ogni condominio per degli incontri  in cui illustrare le modalità operative del nuovo servizio.

Ad una settimana dalla partenze della differenziata in città, si vede il disservizio causato da un non controllo delle utenze sul territorio: cumuli di spazzatura si formano dappertutto e non basterà toglierli perché si riformeranno se non si scova la causa della loro formazione.

Invece che inseguire soltanto le discariche bisognerebbe capire perché alla base di grandi palazzi i mastelli sono pochi: case abbandonate o utenti che non hanno mai pagato la spazzatura?

Bisogna sorvegliare le discariche nel loro divenire per vedere chi le alimenta coi sacchetti giornalieri e, così facendo,  espone  la cittadinanza a rischio sanitario.

Chi non ha i mastelli, se volesse fare la differenziata, potrebbe esporre i sacchetti ai piedi della propria abitazione come fanno in tanti, seguendo le indicazioni dei comunicati del Comune.

Su questo aspetto vorrei, però, chiedere all’assessore di far modificare quella ordinanza sindacale tardiva, spuntata improvvisamente, mentre l’assessore mi diceva in question time che non era necessaria:

si rifà all’ordinanza del 23/11/2017 che ordina che i rifiuti ” dovranno essere esposti, previa riduzione volumetrica negli appositi mastelli forniti dal Comune” e ciò esporrebbe al rischio multa tutti quelli che i mastelli non li hanno ricevuti perché finiti, quindi è necessaria una deroga temporale.

Altra brutta criticità è data dal fatto che l’amministrazione ha richiesto la diminuzione del numero dei netturbini e ciò ha causato praticamente l’eliminazione dello spazzamento sulla maggior parte delle strade.

Capita però che, nel fare di fretta il loro lavoro, cada ai netturbini qualcosa dai sacchetti o che la spazzatura voli dai mezzi non coperti o, ancora, che l’umido venga sparpagliato, nottetempo, dai randagi: chi deve pulire?

Nonostante la buona volontà sarà difficile far fronte ad un sistema male organizzato e spinto fino alla realizzazione con grossolane approssimazioni: la scusa per tutto era addebitare ciò che non avrebbe funzionato alla malacreanza degli agrigentini?

La “malacrianza” si scova e si punisce, anche quella degli amministratori però!

1COMMENTO
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    Pietro 27 Febbraio 2018

    Corre l’obbligo segnalare che anche la raccolta differenziata fa parte della più ampia materia che va sotto il nome di Gestione dei rifiuti regolata dalla Parte III dek Codice dell’ambiente (D. Lgs. n. 152/2006) e per essa è necessario adottare un Regolamento comunale approvato a cura del Consiglio comunale di cui la consigliera fa parte.
    A dire il vero esiste già un regolamento in tal senso approvato con deliberazione consiliare N. 6 del 24/1/2002 adottato però in ragione del famoso decreto Ronchi (D. Lgs n. 22/1997) che però oltre ad essere vecchiotto e non più adeguato, tuttavia comprende anche la Sezione E dedicata appunto alla raccolta differenziata. Inviterei pertanto la consigliera ma anche il resto del Consiglio comunale a farsi parte diligente e a riprendere tale regolamento ad aggiornarlo e ad introdurre le precisazioni che la consigliera ha esposto nell’articolo dopo tutto è questo il compito dei consiglieri comunali.

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