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L’avvocato Roberto Gambino sulla vicenda ‘nzolia

L’avvocato. Roberto Gambino dichiara

Devo mio malgrado intervenire sulle dichiarazioni

attribuite in queste ore ai Consiglieri Comunali

Pietro Vitellaro e Nuccia Palermo.

Lungi da me l’idea di suggerire 

strategie difensive altrui tanto meno quelle

della PA.

Devo però osservare che, a mio avviso, insuperabili ragioni giuridche

processuali e di merito impedirebbero al Comune, quand’anche lo volesse, di interloquire,

in eventuali gradi successivi di giudizio, da qualunque parte priomossi, sulla questione degli 

orari fissati d’imperio dal Giudice.

Tale questione infatti era oggetto del contendere (e, ripeto, non poteva essere

altrimenti per la natura civile del giudizio cautelare) esclusivamente tra i soggetti privati della causa (residenti e locale).

Il Comune è stato chiamato in giudizio, dai ricorrenti sol perché, pur da tempo ufficilamente informato 

– perfino dagli stessi organi

della Polizia Municipale e dell’ARPA – della molestia

attuata su suolo pubblico in danno di privati cittadini, 

pur potendo e dovendo intervenire per legge con provvedimento

inibitorio del Sindaco, non lo ha fatto, restando addirittuara contumance in giudizio.

Il Comune, ove lo ritenesse, potrebbe dunque interloquire nelle eventuali successive fasi solo su questo specifico tema,

e non certo sui rapporti di vicinato tra le Parti.

Non so dunque quale decisione vorrà adottare il Sindaco a riguardo, me temo che, ove 

decidesse di assecondare gli improvvidi suggerimenti dei citati Consiglieri, la brutta figura

che secondo taluni ha già fatto, da locale si estrenderebbe a livello nazionale.

Parodossale infatti che proprio gli organi pubblici che dovrebbero contrastare per Legge l’inquinamento acustico,

adottassero provvedimenti in direzione esattamente opposta, per come già accertato dalla magistratura.

Con, tra l’altro, possibile ed ulteriore danno erariale, che pagherebbe ovviamente la collettività intera e non solo una sua parte.

Per il resto, mi permetto ricordare a Vitellaro e Palermo, che sono consiglieri di tutta

la città, e dunque anche dei molti privati residenti tutt’ora afflitti da questa problematica, 

e non solo degli esercenti interessati, direttamente o indirettamente, alla vicenda.”

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