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Allarme idrico in Sicilia: mancano oltre 60 milioni di metri cubi d’acqua. Non piove e troppi sprechi. Oggi la nomina di Musumeci a Commissario Straordinario

Il 2017, secondo i dati dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima, ha registrato un’anomalia pluviometrica e verrà ricordato per il record di siccità che lo ha caratterizzato. A partire dal mese di dicembre del 2016, si sono susseguiti mesi caratterizzati da scarse precipitazioni di oltre il 50% della media registrata negli stessi periodi degli anni passati. 

Nel 2017, quindi, si è registrato un record di siccità ed è stato l’anno meno piovoso dal 1800.

Fiumi, torrenti, sorgenti, invasi, dighe, bacini quasi a secco  per l’assenza di piogge. La Sicilia è sempre più stretta nella morsa della siccità. All’inizio di Febbraio 2018, l’Osservatorio delle acque della Regione Siciliana ha diramato il bollettino sul livello degli invasi dell’isola: al 31 gennaio sono presenti in tutto 177,8 milioni di metri cubi d’acqua, contro una capacità d’invaso da 830,1 milioni di metri cubi.

I 23 laghi artificiali ad uso irriguo, presentano un deficit di 6,36 milioni di metri cubi d’acqua in meno. La situazione dei bacini idrici della Sicilia è tanto più grave se raffrontata ad un anno fa: il 31 gennaio 2017 nei 23 laghi siciliani vi erano ben 237,73 milioni di metri cubi d’acqua, ben il 25% in più rispetto a quella registrata appena ieri dall’Osservatorio acque della Regione Siciliana.

Ma non è tutta colpa della scarsità di piogge! Dissalatori guasti, dighe semi abbandonate, manutenzione dei condotti idrici mai fatte, reti colabrodo fanno da sfondo a questo scenario in Sicilia. E se Palermo si prepara al piano di emergenza predisposto dall’Amap, l’azienda pubblica per la gestione dell’acqua, che prevede  la distribuzione dell’acqua in turni di erogazione, i cittadini di Agrigento e Caltanissetta, da più di un decennio, ricorrono a cisterne e bidoni per l’approvvigionamento idrico.

Situazione idrica disastrosa: un’isola circondata dal mare che soffre la sete!

E’ prevista oggi, la convocazione del Consiglio dei Ministri, richiesta da contatti ed incontri avvenuti nei giorni scorsi,  che nominerà il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci  commissario straordinario per l’emergenza idrica. Il Presidente sarebbe affiancato, nella gestione delle due gravi emergenze, da due coordinatori che dovrebbero essere l’attuale prefetto di Palermo, Antonella De Miro e l’ex prefetto di Catania, Alberto Di Napoli, che è stato anche più volte commissario straordinario per diversi tipi di emergenze ambientali.

Musumeci da commissario avrebbe poteri speciali per affrontare le emergenze. Avrebbe la  possibilità di derogare ai  tempi lunghi degli iter amministrativi per realizzare alcuni appalti che permetteranno di aumentare le scorte ed evitare il razionamento dell’acqua.

“Bisogna attivare le sorgenti disponibili e non ancora canalizzate in rete, aveva spiegato  Nello Musumeci qualche giorno fa.  Penso alla fonte di Scillato, capace di 1000 litri al secondo ma che oggi è limitata a 400 al secondo per via di una frana che ha danneggiato le condotte. Stiamo avviando una ricognizione di tutti i pozzi privati . Sappiamo che ci sono anche pozzi di privati vicini ad ambienti mafiosi. Ho chiesto un elenco di tutti i pozzi all’Amap. Poi inizieremo a requisirli. Nel lungo periodo la soluzione è però legata alla realizzazione di impianti: servono i dissalatori”.

Nonostante, il meteo ha annunciato precipitazioni copiose in questi giorni in Sicilia, queste non potranno  sopperire alla grave emergenza idrica dell’isola!

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