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Sanremo 2018: Fiorello salva la conduzione della prima serata

 

Puntuale come ogni festività che si rispetti, è arrivato Sanremo e come tutti gli anni ha portato con se le polemiche che alla fine, sono solo della prima serata; poi tutto sembra viaggiare su binari che si riscaldano e portano in circolo la musica che – piaccia o no – accompagna per un bel po’ di tempo, riempie le radio, e quando è possibile diventa il tormentone dell’estate.
È inutile dire che non è più il Festival di Luigi Tenco, di Claudio Villa, di Bindi e di Lauzi, come non é più quel Sanremo che aveva il ritmo e la leggiadria di chi quel palco sapeva come calcarlo, di chi di mestiere faceva il presentatore e che ha per molto tempo sostenuto il binomio “Sanremo-Pippo Baudo”.
Perché lui, con a fianco mannequin o soubrette, ha sempre saputo come portare avanti per sere e sere uno degli spettacoli più antichi della televisione italiana ed anche tra i più conosciuti fuori dai confini. Canzoni, ospiti stranieri, qualche gag e poi la musica protagonista.
Che però piaccia o meno, ieri sera la prima puntata del festival ha tenuto incollati oltre 11 milioni di telespettatori, che nell’era del digitale ha poi utilizzato i social network per dire la propria con il famoso hashtag.

Nel tempo le cose sono cambiate e alla conduzione oggi c’è un Claudio Baglioni rimesso a nuovo per l’occasione, impacciato e “fuori tempo”, che sembrava più in crisi per il papillon che non stava al suo posto, che per l’impaccio che ha mostrato. La Hunziker, che qualcuno pensa adatta a tutto, è sembrata forzata nelle battute, oltre che stonata ed improponibile come cantante. La triade alla conduzione si chiude con Pierfrancesco Favino, che impeccabile nel suo smoking e da bravo attore che piace a tutti, ha provato a fare del suo meglio, ma forse ci vuole ancora un po’ per padroneggiare sul famoso palco dell’Ariston che per quanto facile, resta una istituzione con tutto quello che si consuma su di esso.

La gaffe della Hunziker che sottolinea come “i pezzi a Sanremo siano tutti inediti”, non passa inosservato tanto quando i suoi begli abiti.
Per riempire un tempo morto le scappa anche un “ti amo, amore” diretto al marito in platea (ma a noi poco importa).

Sul palco, imprevista anche l’irruzione di un disturbatore ma a quello, gli spettatori di Sanremo sono abituati, considerato che ai tempi di Baudo, anche quel momento faceva audience.

Mattatore della serata Fiorello, show man a tutto tondo, versatile e simpatico come sempre, ironico al punto giusto, oltre che capace di ridare un ritmo alla trasmissione che alla fine è fatta di tante cose oltre alla musica, come ogni show che si rispetti.
La musica a Sanremo ha un grande privilegio, quello di essere suonata dai grandi maestri dell’Orchestra, che probabilmente non riceveranno in compenso cifre astronomiche come quelle di presentatori ed ospiti vari, ma sono l’emblema di come l’arte sia un dato oggettivo e al contempo appagante.
Ottima orchestra – sempre protagonista – ed anche ottimi direttori, come Antonio Fresa che quest’anno ha diretto l’orchestra sul pezzo cantato dalla Vanoni insieme a Bungaro e Pacifico, entrambi autori del pezzo “imparare ad amarsi”.
Molti cantautori sul palco di Sanremo quest’anno; Gazzè (discreto), Ron con “almeno pensami”, un pezzo delicato e appagante scritto da Lucio Dalla, e poi ancora Barbarossa, Avitabile con Servillo.
Mi è sembrato già tutto sentito nel pezzo di Elio e le Storie Tese, non mi sembra riuscito il duetto Meta-Moro e boccio Noemi e la Zilli che a parte il look improponibile, abbandona il suo stile, il suo sound e si dà alla canzone melodica che le toglie ogni caratteristica costruita nel tempo.
Le canzoni – tranne qualche raro caso – come sempre meritano un ascolto più approfondito, ed abbiamo ancora diverse serate per allenare l’orecchio e farci un’idea sui probabili vincitori.
Non mi sembra particolarmente azzeccata la giuria di qualità che influenzerà il verdetto finale, ma ormai ci hanno abituati ad accontentarci, e allora lasceremo che Scanzi, Allevi e Muccino dicano la loro.
Mi stringo nelle spalle e penso che forse a questo giro farà meglio il televoto.

Simona Stammelluti

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