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Cgil Sicilia su anniversario terremoto Belice

 

50 anni fa il terribile terremoto del Belìce, tanti i paesi che rimasero completamente distrutti o fortemente danneggiati, 370 vittime, un migliaio i feriti e circa 70 000 i senzatetto: un dramma.

Oggi insieme al ricordo commosso per le tante vittime di allora, è necessario fare alcune riflessioni e trarre utili indicazioni per l’oggi:

• malgrado l’enorme tempo trascorso ed al netto delle tante parate governative fatte in questi anni, quella del Belìce, resta una ferita aperta, non rimarginata, segnata ancora dalla mancata ricostruzione di tante infrastrutture e da problemi irrisolti come quelli della presenza dell’amianto: anno dopo anno, abbiamo sostenuto le iniziative dei Sindaci che hanno chiesto a tutti i governi succedutisi da quel triste giorno, ma ancora tanto resta da fare.
Per tanti anni, troppi, al Belice è stato negato quello che, in casi analoghi, in altre parti del Paese, hanno chiesto ed ottenuto: da Noi né ricostruzione al completo né l’agognato sviluppo economico; da Noi né FIAT né altro, solo la disperazione e l’emarginazione che costringe, ora come allora, all’emigrazione.

Siamo all’assurdo che lo Stato ha incassato dalle accise qualcosa come 8.6 miliardi e ne ha spesi 2 miliardi e 213 milioni!

La CGIL continua a ritenere che per il Belice, lo Stato avrebbe potuto e dovuto fare di più e che da una condizione di estremo disagio avrebbero dovuto aprirsi condizioni in grado di far ripartire la vita economica e sociale di una delle aree più deboli del Paese.

• La seconda considerazione riguarda la “lezione” che da questi tragici fatti avremmo dovuto imparare, ovvero che occorre “mettere in sicurezza” i nostri paesi; mettere in campo ogni iniziativa utile per essere pronti di fronte ad altre evenienze: i nostri “centri storici” cadono a pezzi già da soli, figurarsi di fronte anche al ripetersi di eventi calamitosi.
Occorre convincersi che è assai più utile e meno costosa una cultura della prevenzione e della messa in sicurezza.

Pensavamo che il Cinquantenario potesse essere l’occasione per una utile che su queste considerazioni, per capire concretamente cosa ancora manca per chiudere definitivamente questa pagina amara della completa ricostruzione e come sostenere la pagina dello sviluppo.

La visita e la presenza del Capo dello Stato sono un fatto significativo e che salutiamo con favore, così come utili e opportune sono tutte le iniziative messe in campo in questi giorni.

E’ grave che il Movimento Sindacale che sempre è stato presente e parte attiva, dai giorni immediati della tragedia fino alle tante iniziative di lotta che nel Belìce hanno avuto vita, non venga nemmeno invitato alle cerimonie ufficiali.
Ci sembra davvero una dimenticanza grave.

Tuttavia, a nessuno serve la polemica e per questo che le nostre strutture congiuntamente stanno lavorando per costruire momenti di confronto e di iniziativa per mettere attorno ad un tavolo Amministratori e Rappresentanti dei Lavoratori e del Sistema delle Imprese per lavorare su questi temi e su questo pretendere che lo Stato, i Governi Nazionale e Regionale facciano fino in fondo la loro parte.

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