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“Approfittare delle norme di civilta’ pensate per fornire assistenza a chi ne ha bisogno per ottenere vantaggi personali e’ una cosa indegna, un atteggiamento che in piu’ di una occasione ho definito e continuo a definire criminale perche’, oltre a perpetrare una truffa, si danneggia proprio chi ha bisogno di una assistenza 24 ore su 24″. Lo dice il sottosegretario alla Salute Davide Faraone, intervenendo sulla notizia di un anomalo proliferare dei disabili gravissimi in Sicilia negli ultimi anni. “Il fenomeno e’ gia’ in parte noto soprattutto nell’agrigentino, dove sono state tante le revoche dei privilegi derivanti dalla 104 dovute proprio alla scoperta di questi atteggiamenti – aggiunge – Chi rilascia attestazioni con leggerezza, chi si inserisce nelle maglie del sistema per piegarlo a proprio uso, va individuato a colpito. La nostra politica deve essere di tolleranza zero verso questi fenomeni”. “Allo stesso tempo – continua Faraone – dobbiamo pero’ garantire senza ritardo l’assistenza a chi ne ha necessita’ e impedire che questi atteggiamenti criminali diano una immagine distorta della realta’. Chi si finge disabile di fatto ‘ruba’ il diritto a chi invece lo e’ davvero”.

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E’ di un’anziana donna deceduta, di quattro feriti, di cui due gravi, il bilancio della tragedia. La donna morta aveva 85 anni. Mentre i feriti gravi sono una bambina di 10 mesi, in coma farmacologico all’ospedale Garibaldi Nesima di Catania, e un uomo ustionato (probabile che si trovasse vicino alla bombola esplosa) ricoverato all’ospedale civico di Palermo. Secondo alcuni vicini, dalla sua abitazione, al primo piano, provenivano dei rumori tipici di lavori domestici e c’era odore di gas. Gli altri due feriti, non gravi, sono nell’ospedale di Lentini, nel Siracusano.
La bambina ferita, figlia di un cittadino marocchino (non era a casa al momento dell’incidente) e di un’italiana, rimasta gravemente ferita, ha riportato una frattura e traumi cranici; ma ad un controllo neurologico risponde con movimenti spontanei agli arti e presenta riflessi. Il crollo della palazzina – dove vivono sei famiglie – è avvenuto intorno alle 2,30 della notte.
Sul posto sono subito intervenute diverse squadre di Vigili del Fuoco, oltre a Polizia, carabinieri e 118. Al momento, non ci sono dispersi ma i soccorritori sono ancora al lavoro per escludere eventuali altre persone coinvolte non normalmente presenti nella palazzina.

“Una banale influenza”, così il medico del 118 Giacomo Catania aveva giudicato i malesseri della 68enne Maria Franca Nuccio. La donna morì un’ora dopo la visita del medico, adesso indagato per omicidio colposo dalla Procura di Palermo.
Il racconto dei parenti a la Repubblica è straziante. La vittima della presunta diagnosi inesatta è morta tra le braccia dei figli dopo l’intervento di un’ambulanza.
I figli della donna non riescono a rassegnarsi. “Mia madre aveva dolori addominali atroci – ricostruisce l’avvocato Cristina Pompejano, figlia dell’anziana e che difende la sua famiglia – e quando abbiamo chiamato la prima volta l’ambulanza lei era svenuta”.
“Mia madre non soffriva di alcuna patologia, era una nonna e una mamma sprint. Non riusciamo ad accettare che sia morta così “, aggiunge la figlia. Nei giorni scorsi è stata eseguita l’autopsia, le prime risultanze arriveranno non prima di due mesi.

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La Polstrada del distaccamento di Cefalù è in procinto di lasciare il luogo. Questo è quello che è stato deciso dal Ministero dell’interno dopo il riordino del piano di razionalizzare le strutture e rivedere i distaccamenti a livello nazionale dove sono già stati chiuse circa 270 uffici di Polizia in tutta Italia. Il distaccamento conta sul posto 14 unità e ha la sua sede in contrada Santa Lucia, e dalle direttive dettate dal ministero questa dovrebbe accorparsi alla sottostazione autostradale di Buonfornello. I sindacati Coisp hanno gia fatto sentire il loro dissenso, ma gli ordini impartiti dall’alto, vedono principalmente il fattore come un risparmio economico accorpando le due sezioni. «La soppressione del Distaccamento di Polizia Stradale di Cefalù con trasferimento di competenze per accorpamento presso la Sottosezione di Buonfornello – continua il comunicato del sindacato di Polizia – se da un lato non apporterebbe per le casse dello Stato nessun concreto e tangibile risparmio, dall’altro priverebbe il territorio di Cefalù di un avamposto di vigilanza stradale di primaria importanza in considerazione dell’afflusso turistico del comprensorio in questione e dell’ampiezza della zona vigilata da tale Ufficio».
Certamente è un problema per la sicurezza stradale per l’intero territorio che abbraccia anche le vie interne statali e provinciali, e questo porterebbe preoccupazione per i passeggeri in transito e non avendo un miglior controllo nel territorio. I sindacati propongono di ospitare gli Uffici del Distaccamento Autostradale di Cefalù presso i locali del Commissariato di P.S. Cefalù con l’evidente vantaggio di non privare il territorio di un presidio di sicurezza stradale, di creare una sinergia tra reparti a competenze specifiche il tutto senza aggravi di spesa per l’Amministrazione. Situazioni da valutare e capire, e problema per l’intera città che potrebbe avere ripercussioni si sfiducia verso vari settori che pian piano vengono a mancare e il tutto in un silenzio che rende protagonisti un popolo che dovrebbe reagire a situazioni del genere per cercare di costruire e non smantellare.
Antonio David

Oggi
domenica 26 febbraio, la formazione Giovanissimi dell’Akragas di mister Giuseppe Vigneri affronterà in trasferta, i pari età del Siracusa per la sesta giornata di ritorno del campionato nazionale “Under 15”. La partita è in programma alle ore 13, allo stadio “De Simone” e i giocatori convocati sono i seguenti:
Costantino, Curaba, Antinoro, Buonocore, Cardella, Corio, Cuffaro, Pontini, Contino, Giorgio, Giunta, Greco, Meta, Urso, Vella, Catania, Como, Presti.

Domenica 5 marzo si corre, organizzata dal G.S. Valle dei Templi di Agrigento in collaborazione con il Lions Club Agrigento Host e con il patrocinio del Comune di Agrigento e dell’Ente Parco della Valle dei templi, la 14^ edizione della Mezza Maratona della Concordia Città di Agrigento e, come ogni anno, il percorso includerà il passaggio lungo la suggestiva Via Sacra della Valle dei templi, così da celebrare, come è stato da tutti i maratoneti apprezzato, la simbiosi perfetta tra sport, arte e storia. Questa edizione sarà ancora più particolare; poiché proprio quest’anno si celebrano i 150 anni dalla nascita di Luigi Pirandello, letterato agrigentino di fama internazionale, gli organizzatori della mezza maratona hanno voluto ricordare,il nostro illustre conterraneo dedicandogli l’effige della medaglia,l’amato pino che per Pirandello rappresentava la terra di Agrigento tanto amata. Le medaglie verranno consegnate a tutti gli atleti che taglieranno il traguardo. La stessa effige sarà raffigurata anche nei piatti e nei vasi in ceramica realizzati dal maestro ceramista Gaspare Ragusa per la premiazione delle categorie. Si prevede che alla nostra gara, la più partecipata della Sicilia, si conteranno almeno 1.300 iscritti provenienti non solo dalla nostra isola ma anche da altre regioni e da paesi europei, in particolare da Liegi arriverà un’intera squadra con 22 atleti. Per ulteriori informazioni collegarsi al sito: http://www.lionsclubagrigentohost.it/MezzaMaratona_AG.htm

Sen. Giuseppe Marinello E’ stato effettuato questa mattina un sopralluogo lungo il tratto di arenile in prossimità della Scala dei Turchi nel comune di Realmonte, per verificare il rinvenimento, avvenuto nei giorni scorsi, di materiale composito di natura ferrosa. Oltre al Presidente della Commissione Ambiente e Territorio del Senato, Sen. Giuseppe Marinello erano presenti sua Eccellenza il Prefetto di Agrigento Nicola Diomede, il comandante del RAM, il comandante e gli uomini della Guardia Costiera, capitaneria di Porto Empedocle, il comandante provinciale dei Carabinieri e tecnici dell’ARPA. Esclusa la presenza di alghe rosse che possano aver rilasciato sostanze sulla spiaggia interessate; Escluso anche che il materiale ferroso possa derivare da attività illecite.   Il fenomeno invece è da attribuire alla ferritina proveniente dal dilavamento dei terreni circostanti, quindi di un fenomeno naturale dovuto alle forti precipitazioni atmosferiche, come già accaduto nel 2013. A riprova di ciò, oggi l’arenile interessato non presentava alcun segno di inquinamento. “Si potrebbe affermare che è stato fatto molto rumore per nulla. La nota positiva è che la risonanza mediatica di un possibile inquinamento di quel tratto di costa agrigentina ed in particolare della Scala dei Turchi dimostra che c’è un interesse verso il sito che va oltre i confini regionali. Possiamo assicurare che la nostra attenzione, mia, di tutte le istituzioni e degli uomini della Guardia Costiera di Porto Empedocle rimane alta e con la collaborazione di tutti mira alla salvaguardia di un patrimonio naturalistico unico nel suo genere”

Le indagini della Procura di Trani, con l’arresto di sei persone, tra le quali il direttore di un’agenzia di intermediazione, in seguito alla morte di Paola Clemente nei campi di Andria oltre un anno fa, riportano in evidenza il tema dello sfruttamento dei braccianti agricoli.  Il nostro intento è di far emergere ancora una volta ciò che di drammatico stiamo riscontrando girando per l’Italia sulle forme di caporalato e di sfruttamento lavorativo e sociale nella filiera della Grande Distribuzione Organizzata e non solo. Eppure, nonostante l’intervento della magistratura, rimangono ancora senza giustizia e verità Mohamed, Zaccaria e tanti altri, tutti braccianti che sono morti perché sottoposti a ritmi di lavoro disumani.
Pubblichiamo di seguito uno stralcio del nostro intervento alla Commissione Lavoro il 5 ottobre 2016, durante l’audizione parlamentare sulla cosiddetta legge anticaporalato, detta “Disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e riallineamento retributivo nel settore agricolo”.  Legge che venne approvata successivamente dal Senato e dalla Camera con voto trasversale tra gli schieramenti politici, mentre i braccianti continuano ad essere sfruttati nella filiera agricola e dell’agroindustria.Onorevoli deputate/deputati,    i prodotti (pomodori, arance, ecc…) che arrivano sulle nostre tavole dai campi di raccolta, passando per i banchi dei supermercati o mercati rionali, nascondono una filiera organizzata a partire dalla fatica di uomini e donne sottoposti a ritmi e livelli di lavoro spesso basato su sfruttamento e nuove forme di schiavitù. Secondo il rapporto ISTAT pubblicato il 6 giugno 2016 in relazione all’anno 2015, la produzione agricola in Italia cresce in tutte le aree ad eccezione del Nord-Ovest (-1,1%), e gli aumenti maggiori si registrano nelle aree del Sud Italia (+5,9%) e del Centro Italia (+3,5%): l’agricoltura si conferma settore economico “in salute”. Ciò che non raccontano questi numeri è la condizione di vita in cui avviene questa crescita economica, ovvero le condizioni lavorative, abitative, pensionistiche della massa di uomini e donne che lavorano nelle campagne e nelle serre agricole in giro per l’Italia. Questa filiera nasconde infatti uno spaccato di contraddizioni sul piano dei diritti e della dignità dei lavoratori e delle lavoratrici. Perché ciò che colora e arricchisce i vostri e i nostri piatti di pasta è il prodotto della fatica e del sudore di chi risulta persona non gradita quando rivendica, in modo organizzato e collettivo, i propri diritti e la propria dignità. I lavoratori e le lavoratrici agricoli braccianti rappresentano strutturalmente la categoria più colpita dalla vulnerabilità sociale che caratterizza la grande filiera dello sfruttamento organizzato. Nei casi più gravi i lavoratori e le lavoratrici, spesso immigrati/e, sono costretti a vivere in veri e propri ghetti, ma anche in condizioni di vita meno emergenziali troppo spesso i braccianti agricoli lavorano senza diritti sindacali e sociali a partire dal salario. È partendo da questo processo di sottrazione di diritti verificata sul campo – che accomuna tutta Italia da nord a sud, da est ad ovest (per citare alcuni luoghi emblematici, Boreano in località Venosa, Rosarno, Nardò, San Ferdinando, Foggia, Castelnuovo Scrivia, Vittoria, Latina, ecc…)- che l’Unione Sindacale di Base USB ha avviato un processo di organizzazione dei lavoratori agricoli.Perché siamo convinti che la lotta organizzata dei braccianti per i diritti sindacali e sociali rappresenti un elemento che mette in evidenza le contraddizioni nella grande filiera dello sfruttamento del lavoro. Tra le proposte nostre  a) Lotta al caporalato: A nostro avviso, deve coinvolgere anche le strutture d’intermediazione definite “legali”. Perché rappresentano una diversa e latente forma di caporalato […]b) Responsabilità del committente o utilizzatore: la responsabilità ricade esclusivamente sul somministratore, credo che se si vuole veramente stroncare il fenomeno occorre colpire anche il committente o utilizzatore.Questi sono tutti elementi che non vengono presi in considerazione con l’attuale disegno di legge C. 400
Aldo Mucci

Si aggira sui 2 milioni di euro i debiti del Comune di Cerda nel palermitano e le casse vuote della piccola cittadina posta sulle Madonie, ha dovuto dichiarare il dissesto finanziario votando a maggioranza  già in consiglio comunale. Unica misura da adottare dall’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giuseppe Ognibene, che  è stato votato a maggioranza dal consiglio comunale. a causa non solo di crediti ritenuti inesigibili ma anche della riduzione dei trasferimenti statali e regionali. La Prefettura di Palermo nominerà ora una commissione che gestirà i conti del Comune e modulerà, come prevede la legge, gli oneri e le tariffe dei servizi. Problemi e carte da valutare e chiarire sulle varie forme, e capire il perchè si è arrivati ad una somma così esosa, oltre al fatto che gli aiuti regionali e statali sono arrivati col contagocce o addirittura inesistenti. Situazione che porterà la cittadinanza a periodi di sofferenza e di gestione difficile, visto che nei piccoli paesi dell’entroterra le entrati comunali sono limitate ai pagamenti di acqua e tributi vari, preventivando  anche le difficoltà delle persone ad attingere ai pagamenti visto le situazioni di contesto generale nel territorio.
Antonio David

2 milioni di euro il dissesto finanziario del comune di Cerda !Si aggira sui 2 milioni di euro i debiti del Comune di Cerda nel palermitano e le casse vuote della piccola cittadina posta sulle Madonie, ha dovuto dichiarare il dissesto finanziario votando a maggioranza  già in consiglio comunale. Unica misura da adottare dall’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giuseppe Ognibene, che  è stato votato a maggioranza dal consiglio comunale. a causa non solo di crediti ritenuti inesigibili ma anche della riduzione dei trasferimenti statali e regionali. La Prefettura di Palermo nominerà ora una commissione che gestirà i conti del Comune e modulerà, come prevede la legge, gli oneri e le tariffe dei servizi. Problemi e carte da valutare e chiarire sulle varie forme, e capire il perchè si è arrivati ad una somma così esosa, oltre al fatto che gli aiuti regionali e statali sono arrivati col contagocce o addirittura inesistenti. Situazione che porterà la cittadinanza a periodi di sofferenza e di gestione difficile, visto che nei piccoli paesi dell’entroterra le entrati comunali sono limitate ai pagamenti di acqua e tributi vari, preventivando  anche le difficoltà delle persone ad attingere ai pagamenti visto le situazioni di contesto generale nel territorio.
Antonio David


Federconsumatori Nebrodi invita i cittadini del messinese a discutere della possibilità di aderire a una class action contro i Comuni che non garantiscono la potabilità dell’acqua distribuita dagli acquedotti comunali. Una eventuale class action permetterebbe ai cittadini che ricevono acqua non potabile di abbattere del 50% il canone idrico attualmente pagato.
Tutto nasce da una recente sentenza del Giudice di Pace di Patti, datata 3 febbraio 2017, che ribadisce l’abbattimento del 50% del canone per alcuni cittadini di San Giorgio di Gioiosa Marea. In questa frazione di Gioiosa Marea, infatti, da moltissimi anni l’acqua della rete comunale entra nelle case salata e sporca. Quindi non potabile. Alcuni cittadini hanno fatto ricorso al giudice di pace e, finalmente, hanno avuto ragione.
Il Giudice di Pace di Patti, infatti, non solo ha imposto il pagamento ridotto del canone idrico, ma ha anche imposto al Comune di Gioiosa Marea di restituire le somme versate dai cittadini nel decennio 2005-2015.
La sentenza, però, interessa solo i cittadini che hanno chiesto l’intervento del Giudice di Pace. Cioè i cittadini che hanno anche affrontato le spese legali del caso.
Federconsumatori Nebrodi, adesso, pensa a una class action che raccolga tutti i cittadini interessati dallo stesso problema. Il suo responsabile territoriale, Teodoro Lamonica, e l’avvocato dell’associazione, Elisa Lembo Luscari, pensano di indire un’assemblea in tempi brevissimi con i cittadini interessati per discutere ed avviare tutte le iniziative del caso.
Questo al fine di tutelare gli utenti ed i relativi diritti dei consumatori e di avviare col Comune di Gioiosa Marea una trattativa per un accordo col Comune stesso (che è l’ente gestore del Servizio Idrico). Questo ridurrebbe i costi legali e i tempi necessari ad ottenere l’abbattimento del canone idrico anche per tutti gli altri cittadini interessati.
Il caso di Gioiosa Marea – commenta il presidente regionale di Federconsumatori, Alfio La Rosa – purtroppo potrebbe essere allargato a molte altre zone della Sicilia. I Comuni dove l’acqua non è potabile, o arriva razionata o irregolarmente, sono veramente molti. La class action – conclude La Rosa – è un modo abbastanza efficace per difendere l’interesse collettivo dei cittadini“.