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La Fortitudo Moncada Agrigento domina la sfida con la Viola Reggio Calabria (90-58), torna al successo e al sorriso giocando una partita molto consistente. Lo scarto finale dice tutto riguardo alle dimensioni del successo biancazzurro.
L’equilibrio dura per i primi 5′ di partita, fino alla tripla di Baldassarre per l’unico vantaggio reggino della gara (10-11), ma la grande energia espressa in difesa e l’ottima circolazione di palla di capitan Albano Chiarastella e compagni hanno permesso alla Fortitudo di prendere immediatamente il controllo delle operazioni.
Reggio prova a resistere con Baldassarre, Radic e Voskuil (fino al 32-26), ma l’allungo nel finale di secondo quarto, ispirato da due poderose schiacciate di Perrin Buford, hanno innescato lo show agrigentino, che ha deliziato il pubblico del PalaMoncada.
Agrigento aveva bisogno di tornare a vincere e lo ha fatto nel modo migliore, regalando anche minuti nel finale di gara ai giovani Giuseppe Cuffaro e ai gemelli Andrea e Mario Tartaglia.
Ora, per la Fortitudo Moncada, arrivano due trasferte consecutive: a Siena, domenica, e a Casale Monferrato il 19 febbraio.

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Torniamo indietro nel tempo; 31 agosto 2016, inizio campionato.
La Juventus, grazie anche all’affare Pogba, venduto almeno tre volte in più rispetto a quello che realmente vale, punta i piedi e stavolta, molto seriamente, decide di puntare tutto sulla coppa dei campioni. Spende alcune centinaia di milioni di euro e riesce a costruire una squadra stellare. Sono passati oltre venti anni dalla coppa dei campioni vinta ai rigori contro l’Ajax e il ricordo è talmente lontano che la memoria riesce difficilmente a ricordare il tutto.
Inutile fare i nomi, ma ad inizio campionato allenatori e giocatori della altre 17 squadre preparavano il campionato solo ed esclusivamente per cercare di limitare al massimo il distacco con la squadra allenata da Allegri.
Provate ad immaginare un fatto: se ad agosto qualcuno avesse solo osato pensare che il 5 febbraio 2017, cioè a campionato abbastanza inoltrato, una squadretta come l’Inter avesse giocato uno scontro diretto per lo scudetto (e per di più in quarta posizione) gli avrebbero tagliato la gola.
Tutti, operatori del settore e soprattutto l’Italia che non tifa Juve, avevano la consapevolezza che il campionato sarebbe stato soltanto una proforma e che già di questi tempi almeno tre quarti di scudetto sarebbe stato già cucito nelle maglie bianconere.
Le ultime vittorie dell’Inter, sette di fila, hanno fatto non proprio far salti di gioia ad Allegri e compagni; immaginiamo come hanno vissuto la settimana che ha preceduto l’incontro di ieri sera. Del resto, anche il popolo jiventino dei social ne è stato un chiaro ed evidente segnale. La settimana è stata accompagnata da un pericoloso silenzio che ha rispecchiato esattamente l’opposto di quanto, invece, lo stesso popolo juventino gridava ad agosto.
La gara di ieri sera è stata il classico spaccato che conferma che il pallone è sempre rotondo. Da un facilmente prevedibile cappotto contro i rivali dell’Inter (questo era scontato ad agosto) a momenti di vera e propria paura vissuta ieri sera allo Stadium.
Tra l’altro, smentendo tutte le cabale e tutti i pronostici della vigilia di campionato, c’era da vendicare e ribaltare il risultato dell’andata quando i ragazzi di un penoso De Boer hanno schiacciato la Juve in quel di San Siro.
Fu la prima di quattro sconfitte che ridimensionò non poco l’eccellente campagna acquisti della Juventus, tanto che fino a qualche settimana addietro, il buon Gian Maria Gazzaniga ebbe a dire nel corso di una trasmissione che la Juve non poteva essere considerata una squadra eccezionale se ogni quattro partite ne perdeva una.
Andiamo a ieri sera. L’unica squadra che ha qualcosa da perdere è sicuramente la Juve; l’Inter con la sua squadretta miracoli non può farne. Dopo pochi minuti Ieri sera il solito Dibala ha incantato e impaurito la squadra nerazzurra. Con una rovesciata è riuscito a far tremare tutto lo Stadium colpendo una traversa clamorosa.
E poi? Chi ha visto la partita, specie nel primo tempo, dopo quel lampo di Dibala, la vera Juve è apparsa l’Inter, imbavagliando i bianconeri, rischiando più di una volta di andare in vantaggio, mostrando nello stesso tempo che la differenza di tutti i valori espressi in campo non è poi così evidente. Chi lo doveva dire ad inizio campionato?
Se poi alla netta superiorità mostrata dall’Inter (nel primo tempo) si aggiunge la cattivissima serata del signor Rizzoli, in molti hanno capito che la serata non era sicuramente di quelle azzeccate.
Agli uomini di Pioli sono stati negati due rigori sacrosanti, netti, evidenti, inoppugnabili. Noi continuiamo a smentire un famoso motto di Giulio Andreotti, il quale sosteneva: “A pensar male è peccato, ma a volte ci si azzecca…”
Ed invece abbiamo la consapevolezza che Rizzoli ieri sera non era in perfetta forma; anche i suoi assistenti più che assistere agli eventuali falli commessi dentro l’area hanno preferito assistere alla partita da semplici spettatori.
A rompere l’equilibrio ci ha pensato un giocatore che Allegri preferisce solitamente lasciare in panchina; quel Quadrado che ha trovato il tiro della sua vita che alla fine si è rivelato decisivo.
Il secondo tempo è stato quello che hanno visto tutti. Ci si aspettava una reazione maggiore dell’Inter che in realtà non c’è stata. E poi, inutile nasconderlo, hanno comandato gli oltre 200 milioni di euro spesi in più dalla Juve rispetto all’Inter. Hanno fatto una timida differenza.
L’espulsione di Perisic, giustiziere dell’andata, è stata la conferma che ieri sera Rizzoli non era al massimo della forma.
E’ andata così. L’Inter, seppur sconfitta, come conferma tutta la stampa italiana stamattina, non ha fatto brutta figura; anzi, nel primo tempo ha tenuto in ansia Juventus e juventini per buoni 40 minuti.
Comunque, contrariamente alle previsioni estive, il campionato rimane aperto, nonostante già più della metà sia andato via e la Juve, visti i valori, avrebbe dovuto chiuderlo già a gennaio, senza storia per nessuno.
Certo, l’obiettivo primario per la Juventus rimane la coppa dei campioni che ormai manca da tantissimo tempo e non si può vivere solo di ricordi troppo, troppo lontani.
Già una mano l’ha data il calendario. L’avversario di turno sarà il Porto, squadra certamente non irresistibile e notevolmente inferiore rispetto ad altre compagini che, ahimè, purtroppo, la Juve prima o poi dovrà incontrare.
Ma la Juve è la Juve, soprattutto quella di questo anno. Non ci meravigliamo più di tanto se oggi sono gli avversari blasonati a temere di incontrare la squadra di Allegri. Il potenziale che ha mette davvero paura a tutti.
Siamo italiani e almeno in Europa dobbiamo dimostrarlo. Aspettiamo con ansia che la Juve di Allegri questo anno sia quello buono e riesca a vincere il titolo più importante d’Europa. E si spera anche, visto il calibro, che riesca a vincerlo alla grande, mostrando gioco, grandezza e soprattutto superiorità.
Da italiani dimenticare in fretta come ha vinto le due coppe in bacheca. Una ai rigori, l’altra, nell’85, con un rigore…
In bocca al lupo, Juve!

Ad Agrigento si manifesta e si protesta. Giovedì prossimo 9 febbraio la piazzola antistante l’ Ufficio scolastico provinciale, ex Provveditorato agli Studi, sarà affollata. Dalle ore 9 in poi i lavoratori ex socialmente utili nelle scuole manifesteranno e invocheranno un incontro con il dirigente del Provveditorato, Raffaele Zarbo. E poi proseguiranno in marcia, lungo il Viale della Vittoria, fino alla Prefettura, dove inviteranno il prefetto Nicola Diomede ad incontrarsi con loro, insieme ai sindacati, che hanno organizzato l’ iniziativa e scritto una lettera al capo del Governo, Gentiloni, al Questore di Agrigento, Finocchiaro, e allo stesso Raffaele Zarbo. La vertenza ruota intorno alle prospettive dei lavoratori ex Lsu impegnati nella pulizia e nella manutenzione delle scuole. Sono stati stabilizzati nel 2001 con contratto a tempo indeterminato, part – time a 35 ore alla settimana. Ebbene, secondo i sindacati di categoria, le risorse finanziarie stanziate dal Governo non sarebbero sufficienti nemmeno a pagare il mese di febbraio. Al ministero della Pubblica istruzione è stata avviata una trattativa, ma si sarebbe arenata perché non si conosce alcun esito. L’epilogo tracciato dalla Cgil Filcams è l’esubero dei lavoratori, e senza ammortizzatori sociali: un volo nel vuoto senza paracadute. Infatti, nella provincia agrigentina, nelle scuole, lavorano 207 ex Lsu con soli 118 posti accantonati. 207 meno 118 uguale 89, che sarebbero in esubero. Il dirigente agrigentino Cgil Filcams, Franco Castronovo, auspica: “Per evitare che la vertenza degeneri e diventi problema sociale, chiediamo che si apra un confronto immediato e serio con le parti sociali. Adesso è il momento di razionalizzare ed utilizzare al meglio le risorse, non sicuramente facendo appalti e sub appalti che creano immense dispersioni di denaro pubblico. Questa categoria di lavoratori ha subito mortificazioni, ingiustizie sociali e declassamenti illegittimi. Occorre dare serenità con una giusta stabilizzazione, utilizzando contratti di diritto privato negli organici delle scuole, anche a copertura di tutti i posti accantonati attribuendo ad essi oltre l’incarico di pulire, anche quello di svolgere altre mansioni come custodia e ausiliariato, sapendo benissimo che le scuole senza il loro giornaliero lavoro, non potrebbero continuare le proprie attività.”
fonte teleacras

Si facciano scelte responsabili. Non è più accettabile rimanere spettatori inerti dinnanzi ad una ormai perenne emergenza rifiuti nell’agrigentino. Ricordiamo che la chiusura della discarica di Siculiana mette ben 25 comuni a rischio emergenza ed ormai la notizia della riapertura, prevista per domani, non può più bastare a rassicurarci in assenza di un’azione decisa e risolutiva del problema”.
Ad intervenire ancora una volta, dopo l’ennesima chiusura della discarica di Siculiana, è  il Vice Segretario Provinciale di Sicilia Futura, Nuccia Palermo, che dell’annoso problema rifiuti si è già interessata altre volte.“Abbiamo trascorso un 2016 terribile a causa dell’emergenza rifiuti e non possiamo dimenticare certo il picco dell’ allarme durante la stagione estiva dell’anno scorso. Non è concepibile continuare a convivere con il problema. Un problema – afferma il Vice Segretario Provinciale di S.F. , Palermo – che non comporta solo i noti disagi per gli operatori del settore e di conseguenza per i cittadini, sui quali cade inesorabilmente il peso dei costi maggiorati, ma soprattutto mette a rischio la provincia sul proliferarsi di possibili malattie infettive”.“A questo punto – insiste in una nota Nuccia Palermo – si deve ingranare la marcia poichè non sono più ammissibili ulteriori ritardi. Si rispettino, dunque, le ultime ordinanze del Presidente della Regione e dell’Assessorato all’energia con il passaggio definitivo delle competenze, delle funzioni e del personale fra Ato rifiuti ed SRR in modo da attivare subito i piani d’ambito ed i piani di intervento al fine di rispettare gli standard e le linee guida regionali ed europee ”.“Ad avere un ruolo principe è proprio la differenziata che, in fase operativa sia del piano regionale che dei piani d’ambito e nelle more di una possibile ed eventuale realizzazione di mini termovalorizzatori, deve divenire la regola e non l’eccezione”.“I risultati ci danno ragione. – commenta ancora il Vice Segretario, Nuccia Palermo – I comuni di Realmonte, Porto Empedocle e Raffadali che hanno adottato una politica non frazionata della differenzia hanno ottenuto un aumento esponenziale dei risultati. Deludente, purtroppo, l’esperienza del comune Capoluogo di provincia. Ad Agrigento  la percentuale non riesce a superare il 7,7 %”.“Non possiamo non mettere l’accento su un risultato scadente che cozza con le aspettative derivanti dal grande prestigio che precede il nome dell’Assessore del Comune di Agrigento, Mimmo Fontana. Da una figura di così tanto pregio, qual è quella dell’ambientalista prima ed assessore dopo, Mimmo Fontana ci aspettavamo molto ma molto di più.  Invece, ad oggi Agrigento e di conseguenza l’assessore al ramo rimangono fermi al palo dinnanzi a Comuni che dimostrano un’attitudine all’operatività migliore della nostra”.“Come Vice Coordinatore di S. F. – conclude Nuccia Palermo – seguirò la vicenda che riguarda cittadini, territorio e un ciclo integrato dei rifiuti che ha l’obbligo di portare giovamento attraverso un’azione netta e decisa della politica. Dall’emergenza rifiuti dobbiamo uscirne, senza se e senza ma, con un’assunzione di responsabilità a tutti i livelli”.

Tre immigrati – due del Gambia ed uno della Guinea – sono stati arrestati di carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Agrigento e militari della stazione di Montaperto, con il supporto dell’unità cinofila della compagnia della Guardia di finanza per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
Durante un controllo finalizzato alla repressione di reati concernenti lo spaccio di sostanze stupefacenti effettuato, all’interno di un appartamento sito in Via Gallo, Abdallah Abubakar, 33 anni, della Guinea; Bagilo Suso, 26 anni del Gambia ed Ebrima Sedibama, 19 anni, pure lui del Gambia, sono stati trovati in possesso di grammi 169 di hashish, suddivisa in diversi involucri di cellophane,  3,04 grammi di marijuana, 2 bilancini di precisione, 2 coltelli da cucina anneriti e imbrattati di sostanza resinosa.
I primi due immigrati, da un controllo al terminale, sono risultati essere anche destinatari di provvedimenti di espulsione dal territorio nazionale non ottemperati.   Al termine delle attività, i cittadini extracomunitari sono stati associati nelle camere di sicurezza a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
Il materiale utilizzato per il confezionamento e le sostanze stupefacenti sono state sottoposte a sequestro.

Colpo grosso in un ufficio postale dell’agrigentino. Una rapina è stata compiuta venerdì scorso, intorno alle ore 20.00, presso gli uffici della Posta di via Roosvelt, a Ravanusa. Due uomini, armati e col volto coperto da passamontagna, sono entrati dentro i locali e hanno costretto i dipendenti a consegnare loro l’incasso della giornata. Una volta arraffato il bottino, pare di circa 50 mila euro, i due malviventi sono fuggiti, probabilmente attesi da un complice a bordo di una vettura. Sul posto sono giunti i carabinieri della locale Stazione e quelli della Compagnia di Licata che hanno immediatamente setacciato la zona istituendo posti di blocco ma dei malfattori nessuna traccia.

Un mezzo pesante si è ribaltato, ieri sera intorno alle ore 19,30, mentre stava procedendo sulla S.S. 115, all’altezza dello svincolo per il ponte Verdura, nel riberese. Il mezzo pesante, che era carico di arance, per cause in fase di accertamento si è letteralmente coricato sul suo lato destro. Nessuna conseguenza per l’autista che è sceso dal mezzo con le sue gambe e chiamato i soccorsi. Sul posto sono giunti i vigili del fuco e i carabinieri della Compagnia di Sciacca che hanno effettuato i rilievi e regolamentato il traffico che è andato letteralmente in tilt.

Ancora musica troppo alta nelle vie dei locali della movida di Agrigentol Almeno per i residenti di una arteria, dove è sito un noto locale frequentato sopratutto nel week end, che si sono rivolti alla Polizia. Una pattuglia della sezione Volanti si è recata sul posto ed ha constatato come effettivamente la musica del locale superasse, in decibile, i limiti consenti dalle ordinanze attualmente vigenti. A quel punto per il titolare è scattata una sanzione amministrativa. Lo stesso, nel caso di recidività, rischia la chiusura temporanea dell’esercizio pubblico.