Home / 2017 / Febbraio (Pagina 76)

Carlo Baldassano, a Capo del Movimento Europeo per la giustizia, sostiene fortemente il lavoro della Dia di Agrigento, con il suo massimo rappresentante Cilona, nel combattere ogni giorno l’illegalità che dilaga nel nostro territorio.
Baldassano, invita sua Eccellenza il Prefetto Diomede, di convocare in Prefettura, una riunione con la presenza delle massime istituzioni cittadine e movimenti autorevoli che si occupano di giustizia, costituendo l’osservatorio della legalità, che punti a dare strumenti e risposte forti in un momento particolarmente  difficile dal punto di vista della criminalità organizzata e corruzione.
Il Presidente del Movimento Europeo per la giustizia in Provincia, precisa che la fattiva collaborazione di tutti, è fondamentale per lo sviluppo sociale e culturale del nostro paese.
Baldassano, si appella altresì, al Ministro degli Interni, a fare una visita in Provincia di Agrigento, per analizzare con cura la situazione provinciale, potenziando una presenza maggiore e più capillare nel territorio a tutela dei cittadini.
La segreteria del Movimento Europeo per la giustizia

20170208-133554.jpg
Riportiamo la drammatica e lucida lettera di un giovane precario e disoccupato di 30 anni che ha scelto di andarsene. Non servono grandi commenti se non esprimere la rabbia che provoca in tutti noi l’indifferenza e l’ipocrisia. Non si deve rimanere soli, dobbiamo lottare insieme contro la precarietà e contro chi ti costringe alla fame per riempire i soliti portafogli: questa è l’unica alternativa alla solitudine e alla disperazione di questi anni.Essere coscienti che questi drammi, questa disoccupazione, questa precarietà e questa miseria sono il frutto del capitalismo e che questo è il nemico da battere e da abbattere. di Michele: “Ho vissuto (male) per trent’anni, qualcuno dirà che è troppo poco. Quel qualcuno non è in grado di stabilire quali sono i limiti di sopportazione, perché sono soggettivi, non oggettivi.Ho cercato di essere una brava persona, ho commessi molti errori, ho fatto molti tentativi, ho cercato di darmi un senso e uno scopo usando le mie risorse, di fare del malessere un’arte.Ma le domande non finiscono mai, e io di sentirne sono stufo. E sono stufo anche di pormene. Sono stufo di fare sforzi senza ottenere risultati, stufo di critiche, stufo di colloqui di lavoro come grafico inutili, stufo di sprecare sentimenti e desideri per l’altro genere (che evidentemente non ha bisogno di me), stufo di invidiare, stufo di chiedermi cosa si prova a vincere, di dover giustificare la mia esistenza senza averla determinata, stufo di dover rispondere alle aspettative di tutti senza aver mai visto soddisfatte le mie, stufo di fare buon viso a pessima sorte, di fingere interesse, di illudermi, di essere preso in giro, di essere messo da parte e di sentirmi dire che la sensibilità è una grande qualità.Tutte balle. Se la sensibilità fosse davvero una grande qualità, sarebbe oggetto di ricerca. Non lo è mai stata e mai lo sarà, perché questa è la realtà sbagliata, è una dimensione dove conta la praticità che non premia i talenti, le alternative, sbeffeggia le ambizioni, insulta i sogni e qualunque cosa non si possa inquadrare nella cosiddetta normalità. Non la posso riconoscere come mia.Da questa realtà non si può pretendere niente. Non si può pretendere un lavoro, non si può pretendere di essere amati, non si possono pretendere riconoscimenti, non si può pretendere di pretendere la sicurezza, non si può pretendere un ambiente stabile.A quest’ultimo proposito, le cose per voi si metteranno talmente male che tra un po’ non potrete pretendere nemmeno cibo, elettricità o acqua corrente, ma ovviamente non è più un mio problema. Il futuro sarà un disastro a cui non voglio assistere, e nemmeno partecipare. Buona fortuna a chi se la sente di affrontarlo.Non è assolutamente questo il mondo che mi doveva essere consegnato, e nessuno mi può costringere a continuare a farne parte. È un incubo di problemi, privo di identità, privo di garanzie, privo di punti di riferimento, e privo ormai anche di prospettive.Non ci sono le condizioni per impormi, e io non ho i poteri o i mezzi per crearle. Non sono rappresentato da niente di ciò che vedo e non gli attribuisco nessun senso: io non c’entro nulla con tutto questo. Non posso passare la vita a combattere solo per sopravvivere, per avere lo spazio che sarebbe dovuto, o quello che spetta di diritto, cercando di cavare il meglio dal peggio che si sia mai visto per avere il minimo possibile. Io non me ne faccio niente del minimo, volevo il massimo, ma il massimo non è a mia disposizione.Di no come risposta non si vive, di no si muore, e non c’è mai stato posto qui per ciò che volevo, quindi in realtà, non sono mai esistito. Io non ho tradito, io mi sento tradito, da un’epoca che si permette di accantonarmi, invece di accogliermi come sarebbe suo dovere fare.Lo stato generale delle cose per me è inaccettabile, non intendo più farmene carico e penso che sia giusto che ogni tanto qualcuno ricordi a tutti che siamo liberi, che esiste l’alternativa al soffrire: smettere. Se vivere non può essere un piacere, allora non può nemmeno diventare un obbligo, e io l’ho dimostrato. Mi rendo conto di fare del male e di darvi un enorme dolore, ma la mia rabbia ormai è tale che se non faccio questo, finirà ancora peggio, e di altro odio non c’è davvero bisogno.Sono entrato in questo mondo da persona libera, e da persona libera ne sono uscito, perché non mi piaceva nemmeno un po’. Basta con le ipocrisie.Non mi faccio ricattare dal fatto che è l’unico possibile, io modello unico non funziona. Siete voi che fate i conti con me, non io con voi. Io sono un anticonformista, da sempre, e ho il diritto di dire ciò che penso, di fare la mia scelta, a qualsiasi costo. Non esiste niente che non si possa separare, la morte è solo lo strumento. Il libero arbitrio obbedisce all’individuo, non ai comodi degli altri.Io lo so che questa cosa vi sembra una follia, ma non lo è. È solo delusione. Mi è passata la voglia: non qui e non ora. Non posso imporre la mia essenza, ma la mia assenza si, e il nulla assoluto è sempre meglio di un tutto dove non puoi essere felice facendo il tuo destino.Perdonatemi, mamma e papà, se potete, ma ora sono di nuovo a casa. Sto bene.Dentro di me non c’era caos. Dentro di me c’era ordine. Questa generazione si vendica di un furto, il furto della felicità. Chiedo scusa a tutti i miei amici. Non odiatemi. Grazie per i bei momenti insieme, siete tutti migliori di me. Questo non è un insulto alle mie origini, ma un’accusa di alto tradimento”.
Aldo Mucci



Sarà presentato a Roma il 22 febbraio prossimo presso l’Ateneo Pontificio “Regina Apostolorum”, il primo gruppo che in Italia a livello scientifico promuove e monitora il complesso sistema dei Fondi Europei. E’ stato infatti stilato a tal riguardo un protocollo di intesa tra l’Osservatorio Romano sui Fondi Europei , l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, l’ Università Europea e l’Istituto di Etica Economica  e Sociale Fidelis dell’Ateneo. Il Presidente dell’Osservatore Romano sui Fondi Europei, il siracusano Santi Tomaselli, professore di Economia Internazionale sui Fondi Europei per lo stesso Ateneo Pontificio  e Direttore del nascente Master di Economia Internazionale sui Fondi Europei, esprime soddisfazione per l’iniziativa considerato che “in Italia si assiste da troppi anni con miopia e sordità all’inefficacia dell’uso dei Fondi Europei dinnanzi ad un imbarazzante silenzio di tutti gli attori Istituzionali di fronte, tra l’altro, ad una disoccupazione dilagante e ad  una mortalità crescente delle PMI specie nel Sud Italia”.

Era accusato di aver ricattato una donna che aveva conosciuto su Facebook. Un agrigentino, di 41 anni, ha chiesto e ottenuto il patteggiamento a una condanna a 2 anni e 8 mesi dopo che lo stesso era finito a processo perchè accusato di aver chiesto del denaro ad una donna che aveva conosciuto sul famoso social network e col quale aveva avuto una relazione minacciandola di pubblicare foto “osè” se non gli avesse dato dei soldi. La donna per una volta a pagato ma poi viste le ripetute richieste dell’uomo si era rivolta alle forze dell’ordine. Ora la condanna.

Il Tribunale di Agrigento, ha disposto l’archiviazione del procedimento contro Raffaele Piazza, 33 anni, di Favara, e Pietro Capraro, 36 anni, di Agrigento, coinvolti in una operazione delle forze dell’ordine che nel 2012 portò al fermo, nel porto di Porto Empedocle, di un camion con a bordo un grosso quantitativo di droga che doveva essere imbarcato sulla nave-traghetto per Lampedusa. Il camion era di una ditta di trasporti e su di esso i carabinieri trovarono 13 chili di marijuana. Al momento del controllo sul mezzo vi era il solo Piazza che fu arrestato con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Il gup Stevano Zammuto ha disposto l’archiviazione per entrambi gli uomini.

I Carabinieri della Stazione di Naro, nella serata di ieri  nel corso di un servizio di controllo del territorio, arrestavano in flagranza di reato P. G., classe 1942, bracciante agricolo di Palma di Montechiaro, poiché resosi responsabile dei reati di atti persecutori e induzione alla prostituzione.
In particolare i Militari dell’Arma, in seguito ad una mirata attività info-investigativa, accertavano che il 75enne palmese, verosimilmente dal mese di giugno 2016 ad oggi, molestava a mezzo telefono una casalinga di Naro, con continue pressioni psicologiche, cagionandole un perdurante stato d’ansia e paura, nonché inducendola a prostituirsi e a consumare rapporti sessuali con lui stesso e con soggetti terzi in cambio di una somma di denaro.
L’arrestato, espletate le formalità di rito, veniva condotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida, così come disposto dall’Autorità Giudiziaria.


Annamaria Martorana
Tutto, purtroppo, come previsto, questa mattina alla discarica di Siculiana dove conferiscono, fra gli altri, 25 comuni della provincia di Agrigento, capoluogo compreso. L’impianto della Catanzaro Costruzioni, ha infatti chiuso i cancelli alle 9.45 dopo avere raggiunto la capacità giornaliera di rifiuti che si aggira intorno alle 500 tonnellate. Gli autocompattatori in fila dal giorno precedente infatti, hanno iniziato a scaricare alle 6 di questa mattina e ben presto la quantità di spazzatura che l’impianto può trattare attraverso un impianto mobile di biostabilizzazione, è stata raggiunta. Tutti gli altri sono già in fila per doma mattina. Una situazione complicata causata dalla chiusura improvvisa dell’impianto, verificatasi venerdì scorso che sta avendo come conseguenza, un rallentamento sostanziale nel servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti in tutti i comuni interessati. Ad Agrigento ad esempio, i cassonetti stamattina erano pieni e solo in queste ore, i mezzi delle imprese Iseda e Sea, una volta svuotati, possono effettuare il servizio. Mezzi che una volta riempiti ripartiranno per Siculiana in attesa di potere scaricare, quando ciò sarà possibile.

E’ giunto, presso lo scalo aeroportuale di Fiumicino, scortato da personale del servizio per la cooperazione internazionale della polizia, il cittadino eritreo Fitiwi Negash, proveniente da Francoforte, consegnato dalle autorita’ tedesche. Nei confronti dello stesso, investigatori della polizia di stato hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i reati di associazione per delinquere, nonche’ di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e della permanenza di stranieri irregolari, aggravati dal carattere transnazionale del sodalizio malavitoso. L’uomo e’ stato indagato nella nota inchiesta Glauco II, coordinata dalla procura distrettuale di Palermo, che, nel mese di aprile 2015, aveva consentito di disarticolare un sodalizio criminale, con l’esecuzione di un provvedimento restrittivo eseguito nei confronti di 24 cittadini eritrei, etiopi, ivoriani, guineani e ghanesi. La pericolosa consorteria, che aveva favorito, traendone ingenti profitti economici, l’immigrazione illegale di diverse centinaia di migranti, operava attraverso cellule presenti in diversi Paesi africani ed europei, tra cui l’Italia, contattando i migranti interessati ad entrare clandestinamente in Europa e organizzando tutte le fasi del loro trasferimento dai villaggi di origine, alle coste libiche, in prossimita’ di Tripoli e Zuwarah, fino alle destinazioni finali. Le indagini, svolte dalle squadre mobili di Agrigento e Palermo e dal servizio centrale operativo, avevano consentito di individuare la ‘cellula’ italiana del network criminale che, in modo complementare a quella operante nel territorio africano, agiva, in particolare, nelle province di Agrigento, Catania, Roma e Milano, favorendo la permanenza illegale dei clandestini sul territorio nazionale e agevolandone il successivo espatrio verso altri Paesi dell²Unione Europea, tra cui la Germania, la Norvegia e la Svezia. In particolare, Negash e’ apparso particolarmente attivo, sul territorio siciliano, nel promuovere, organizzare ed effettuare il trasferimento di clandestini verso vari Paesi del Nord Europa. Il cittadino eritreo, tra le altre cose, e’ stato inserito anche nel progetto Hydra, iniziativa globale del Segretariato generale Interpol di Lione sui soggetti latitanti piu’ pericolosi, attivi nell’ambito del traffico di migranti, volta alla localizzazione dei latitanti – ritenuti di maggior rilievo – coinvolti in attivita’ criminali connesse al traffico attraverso il Mediterraneo ed i Balcani.

Crolla un edificio a Campobello di Mazara, piccolo centro del trapanese, dove almeno due persone sarebbero rimaste sotto le macerie. Le notizie, al momento, sono molto frammentarie. Si tratta di un vecchio cinema in ristrutturazione.
Tre persone sono state stratte vive dalle macerie: sono feriti lievemente e in stato di shock ma, fortunatamente, nulla di più.
A Palermo e’ partito il gruppo cinofilo dei Vigili del fuoco per assicurarsi che non ci siano altre persone nell’area del crollo, ma pare si tratti di una eventualita’ remota.

Un video su Facebook sta diventando virale. Si tratta del filmato che riprende l’acqua che sgorga da una fontanella di Canicattì. L’acqua esce color caffè e suscita i commenti sarcastici dei presenti. Il sindaco della cittadina agrigentina si difende dicendo che l’acqua ha quel colore per via della ruggine nelle tubature e per il fatto che la fontanella è stata riaperta da poco. “La diffusione di un video che mostra una fontanella erogare un liquido di color marrone, mi consente di cogliere l’occasione per comunicare che dopo diversi anni le fontanelle pubbliche sono state riattivate. Ovviamente, come tutte le tubature metalliche a lungo inutilizzate, nei primi istanti l’ acqua è rugginosa, ma dopo poco tempo è ritornata limpida. Prego i miei concittadini a farne buon uso e a vigilare affinché non venga sprecata”. Queste le parole del Sindaco di Canicattì, Di Ventura.
Video: