Home / 2017 / Febbraio (Pagina 72)

Ha rubato il borsello al cliente di un bar, ma la scena e’ stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza del locale e nel giro di mezz’ora il ladro e’ stato rintracciato e denunciato dalla Polizia di Stato. E’ successo ieri mattina in via Mazzini, periferia di Bologna. Nei guai e’ finito un 25enne di Agrigento, gia’ conosciuto agli agenti, che una decina di giorni fa lo avevano denunciato per un furto su un’auto. Ieri ha derubato un 72enne che stava prendendo un caffe’ nei tavolini esterni di un bar. Quando l’uomo si e’ allontanato un momento per aiutare una signora anziana a salire su un taxi, il ragazzo ne ha approfittato per afferrare il borsello, con dentro un tablet e altri effetti personali, rimasto su uno sgabello. Esaminando i filmati della videosorveglianza, la Polizia ha riconosciuto il 25enne che e’ stato rintracciato, poco dopo, in un altro bar lungo la stessa via, ancora in possesso del marsupio che e’ stato cosi’ recuperato

Un nubifragio si e’ abbattuto su Palermo. Dalle prime ore del giorno una violenta pioggia ha interessato la citta’ provocando allagamenti e disagi. Particolarmente interessati i sottopassaggi delle principali arterie di collegamento. Decine di chiamate ai vigili del fuoco, spiega la centrale operativa, soprattutto da automobilisti rimasti impantanati in via Ugo La Malfa. Diverse chiamate hanno riguardato alberi pericolanti e rami caduti.

Guai per un giovane di 25 anni, di Agrigento, residente a Villaseta. Il ragazzo è stato fermato da una pattuglia della sezione Volanti della Questura della Città dei Templi e a seguito di un controllo gli agenti hanno scoperto che il motorino su cui viaggiava era di provenienza furtiva in quanto rubato qualche giorno prima. Per il giovane è scattata la denuncia, a piede libero, alla Procura, per l’ipotesi di reato di riciclaggio.

I Carabinieri della Stazione di Naro, nel corso di un servizio di pattuglia effettuato nella serata di ieri, hanno arrestato in flagranza di reato Giuseppe Brunco, pregiudicato classe 1982, disoccupato di Camastra,  domiciliato a Naro, in atto sottoposto alla pena alternativa della detenzione domiciliare poiché resosi responsabile del reato di evasione.
In particolare i Militari dell’Arma, nel corso di un servizio di controllo del territorio, sorprendevano il 35enne di Camastra mentre si trovava a piedi fuori dalla propria abitazione, violando con tale condotta la misura cautelare cui era sottoposto.
A quel punto i Carabinieri bloccavano ed ammanettavano il soggetto per condurlo presso la Caserma di Naro.
L’arrestato, espletate le formalità di rito, veniva condotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida, così come disposto dall’Autorità Giudiziaria.

L’italcementi ha da sempre rappresentato per il territorio una grande risorsa in termini occupazionali.
Purtroppo però, come tutti oramai sappiamo,  l’azienda ha drasticamente ridotto l’operatività dell’impianto empedoclino. Ne sono derivate due enormi problematiche: la perdita del lavoro per la quasi totalità dei dipendenti e l’esigenza di salvaguardia del territorio e dell’ambiente. In questi ultimi mesi mi ècapitato tante volte di ascoltare le storie di padri di famiglia sprofondati in un limbo di incertezza e disperazione per l’assenza di concrete soluzioni. Ricordiamo che tra dipendenti effettivi e l’indotto che ne derivava, l’azienda garantiva lavoro ad oltre 250 persone. L’impianto continua ad essere ancora parzialmente attivo ed include nel proprio ciclo produttivo circa 20 unità. La mancanza di una totale chiusura è sicuramente un auspicio per il futuro. La ripresa del mercato potrebbe favorire il rilancio dello stabilimento. Ma la semplice speranza purtroppo non può consentire di far fronte ai bisogni di intere famiglie rimaste senza sostentamento economico. Con la riduzione del ciclo produttivo dell’impianto un altro aspetto di non poca importanza da considerare e di cui discutere riguarda la tutela del territorio. È necessario infatti constatare che se da un lato l’azienda ha fornito negli anni importanti livelli occupazionali, dall’altro l’insediamento industriale ha notevolmente “appesantito” il nostro paese sotto l’aspettopaesaggistico ed ambientale. Riteniamo che questa comunità, i lavoratori, le rappresentanze istituzionali e politiche del territorio debbano conoscere nello specifico la destinazione che l’azienda intenderà dare ai 700 ettari che occupa sul territorio. Ebbene, il nostro Comune non poteva certamente rimanere insensibile ed inerte. È questa la ragione per cui è stato convocato un Consiglio Comunale Straordinario, che si terrà lunedí 13 febbraio, per discutere di queste problematiche con la partecipazione di tutta la compagine consiliare, alla presenza dell’amministrazione e di rappresentanze del mondo istituzionale e politico regionale. É fondamentale mantenere alta l’attenzione da parte di tutti noi, sia per cercare di trovare possibili soluzioni ma anche per fornire il giusto supporto e quella solidarietà istituzionale che il Comune di Porto Empedocle non dovrà mai far mancare ai propri concittadini, che versano in una situazione di grande difficoltà.

Presidente del Consiglio
Dott.ssa Marilù Caci

Incidente tra due auto, questa mattina, sulla S.S. 189, che collega Palermo ad Agrigento, al km. 27. Ad impatttare, per cause in fase di accertamento, due vetture con alla guida rispettivamente  un uomo e una donna. Entrambi i coinvolti sono rimasti feriti e sono stati trasportati in ambulanza all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento.  Sul posto sono intervenuti la Polizia Stradale e i Carabinieri per i rilievi utili all’accertamento di eventuali responsabilittà

Gino Mendola, di Porto Empedocle, e Andrea Castellino, di Cattolica Eraclea, entrambi di 27 anni, arrestati dagli agenti del Commissariato Frontiera poiché resisi, secondo l’accusa, responsabili dei reati di resistenza a pubblico ufficiale, fabbricazione, detenzione e porto in luogo pubblico di arma clandestina e detenzione illegale di munizioni per arma comune da sparo, restano in carcere. . Lo ha deciso il Gip Alfonso Malato, che ha convalidato gli arresti.
Nel corso di una vasta operazione di controllo straordinario del territorio disposta dal questore di Agrigento nella città marinara, il personale della “Squadra volante” del locale Commissariato di P.s., procedeva al controllo di un’autovettura condotta da Gino Mendola, già noto alle forze dell’ordine. Mendola, noncurante dell’intimazione “alt polizia”, si dava a precipitosa fuga con direzione di marcia verso il centro abitato.
Durante le fasi dell’inseguimento, in pieno centro urbano, gli agenti notavano che dall’autovettura, a bordo del quale viaggiava anche un altro individuo, veniva lanciato un oggetto in metallo, percepito immediatamente come un’arma a canna lunga. Quindi, i poliziotti riuscivano a bloccare il mezzo da cui uscivano repentinamente il Mendola e l’altro soggetto, successivamente identificato per Castellino, che tentavano la fuga, dirigendosi verso la vicina spiaggia. Il Castellino, che nel frangente aveva gettato 6 cartucce calibro 16 da caccia, prontamente recuperate,
Veniva poco dopo bloccato dagli agenti, mentre Mendola proseguiva il suo tentativo di fuga. Sul posto sopraggiungeva  altro personale del Commissariato di che, poco dopo, rintracciava il fuggitivo, che si era nascosto dietro gli scogli situati a ridosso del muro di cinta della vicina centrale Enel. Il successivo sopralluogo nel luogo ove gli agenti, durante le fasi dell’inseguimento, avevano visto lanciare l’arma, consentiva di rinvenire un fucile a canna mozza artigianale, che veniva posto sotto sequestro.
Inoltre, la successiva perquisizione domiciliare effettuata presso l’abitazione di Cattolica Eraclea del Castellino, permetteva di rinvenire e sequestrare, abilmente occultate, 16 cartucce cal. 16, una pistola a salve calibro 8 mm, priva di tappo rosso, ed  un machete.
Ad entrambi gli arrestati viene, altresì, contestata la violazione delle prescrizioni inerenti la misura cautelare dell’obbligo di dimora in Cattolica Eraclea  a cui erano sottoposti per altro procedimento penale ed, al solo Castellino, anche la violazione delle prescrizioni della sorveglianza speciale di P.s. a cui è sottoposto.