Home / 2017 / Febbraio (Pagina 61)

La Società Akragas Città dei Templi comunica che in occasione di Akragas – Catania, in programma domenica 12 febbraio alle ore 14.30, le biglietterie dei due botteghini dello stadio Esseneto di Agrigento, posti dinanzi la via Toniolo (lato curva Nord) e accanto il palasport Pippo Nicosia (lato curva Sud), anticiperanno l’apertura rispetto a quanto precedentemente comunicato. I botteghini saranno quindi già operativi a partire dalle ore 10, anziché dalle ore 11. Vista la prevista alta affluenza di pubblico, la Società Akragas Città dei Templi, coglie l’occasione per consigliare a tifosi ed appassionati, se possibile, di acquistare il proprio biglietto in prevendita nei vari punti vendita della città, e comunque di non recarsi alla biglietteria all’ultimo momento, onde evitare code e spiacevoli ritardi nell’ingresso allo stadio Esseneto.

20170210-213042.jpg

“La piena del “fiume Akragas” ha lasciato evidenti tracce del suo passaggio”
Rifiuti di ogni genere, frigoriferi, copertoni e, perfino, la carcassa di una mucca. E’ questo lo scenario che si presenta nei pressi della foce del fiume Akragas.

L’associazione ambientalista “MareAmico” ha provveduto a chiamare gli organi preposti per lo spostamento della carcassa.

20170211-133426.jpg
La sig.ra M.R. di settantacinque anni, nata a Lampedusa, è proprietaria di un’area sita in contrada cala croce nell’isola di Lampedusa ; la stessa aveva presentato al comune di Lampedusa una richiesta tendente al rilascio di un permesso di costruire sulla predetta area per la realizzazione di un fabbricato da destinare a civile abitazione per uso turistico. Durante la fase istruttoria del procedimento venivano acquisiti i pareri favorevoli della Soprintendenza ai beni culturali di Agrigento, dell’Ispettorato delle foreste, dell’ASP di Palermo; pertanto il Comune assentiva la richiesta avanzata. Successivamente al rilascio del permesso di costruire la Sig.ra M.R. chiedeva al Comune di Lampedusa l’approvazione di una variante al permesso di costruire ; per la realizzazione della variante venivano parimenti acquisiti i pareri favorevoli da parte della Soprintendenza , dell’Ispettorato delle foreste e dell’ASP di Palermo. Ma l’Amministrazione comunale restava silente, nonostante la notifica di una atto di messa in mora; da qua la determinazione della signora lampedusana di proporre un ricorso davanti al TAR Sicilia, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Leonardo Cucchiara, per l’annullamento del silenzio-inadempimento formatosi sulla richiesta di variante.Il Tar accoglieva il predetto ricorso, e ordinava al Comune di Lampedusa di adottare entro trenta giorni un provvedimento espresso sulla richiesta di variante; a questo punto il comune di Lampedusa comunicava alla richiedente l’avvio del procedimento di annullamento d’ufficio del permesso di costruire , nonchè il preavviso di rigetto della richiesta di variante. La richiedente presentava una memoria procedimentale, corredata da apposita relazione tecnica, ma l’amministrazione Comunale, senza tenere conto delle osservazioni tecniche presentate, annullava in autotutela il permesso di costruire e rigettava il progetto di variante; da qua la determinazione della signora lampedusana di proporre un nuovo ricorso davanti al TAR Sicilia, sempre con il patrocinio degli avvocati Rubino e Cucchiara, per l’annullamento dei nuovi provvedimenti , gravemente lesivi, adottati dal comune. In particolare gli avvocati Rubino e Cucchiara hanno censurato i provvedimenti impugnati sotto molteplici profili, sia perchè il Comune non aveva adeguatamente motivato il mancato accoglimento delle osservazioni presentate, sia perchè il comune non aveva valutato il legittimo affidamento ingenerato in capo alla ricorrente in relazione al titolo edilizio rilasciato da lungo tempo. Il Tar Sicilia,Palermo, Sezione prima, Presidente il dr. Calogero Ferlisi, Relatore la Dr.ssa Caterina Criscenti, ha ritenuto fondate le censure formulate dagli avvocati Rubino e Cucchiara, ed ha accolto il ricorso, condannando anche il Comune di Lampedusa al pagamento delle spese giudiziali, liquidate in euro duemila oltre accessori. Pertanto, per effetto della sentenza resa dal TAR riacquista efficacia il titolo edilizio rilasciato alla signora lampedusana mentre il comune di Lampedusa e Linosa dovrà pagare le spese giudiziali.

20170211-115917.jpg
Sviluppi nella vicenda processuale scaturita dall’inchiesta denominata “La carica delle 104″. Le persone che dovranno affrontare il processo sono 69 ma 15 di loro hanno chiesto il patteggiamento della pena. Meòòa A confermarlo il pm Andrea Maggioni secondo cui “per almeno quindici posizioni l’accordo tra Procura e avvocati difensori è sostanzialmente raggiunto”. Intanto, ieri mattina, il perito Giuseppe Rinzivillo ha conegnato le 770 trascrizioni relative alle intercettazioni telefoniche. Tutte le conversazioni sono state acquisite agli atti.

20170211-115645.jpg
Un ulteriore colpo al patrimonio riconducibile a Matteo Messina Denaro e alla famiglia mafiosa di Campobello di Mazara e’ stato inferto dai carabinieri del Ros e del comando provinciale di Trapani, che hanno proceduto alla confisca dei beni per un valore complessivo di circa 13 milioni di euro a carico degli imprenditori Filippo Greco, Antonino Moceri e Antonino Francesco Tancredi, anche se assolti lo scorso anno dalla corte di appello di Palermo nel processo “campus belli”. I tre erano infatti stati arrestati nell’ambito dell’operazione disposta dalla procura distrettuale antimafia di Palermo nel 2011, per concorso esterno in associazione mafiosa e fittizia intestazione di beni aggravata dall’art. 7 della legge 203/91, unitamente ad altri indagati, tra cui Simone Mangiaracina, di 76 anni, e Cataldo La Rosa, di 48, considerati il braccio operativo dell’anziano boss di Campobello di Mazara Leonardo Bonafede. Il tribunale di Trapani – si legge in una nota – ha infatti evidenziato la sussistenza dei presupposti alla base dell’originario provvedimento di sequestro, disponendo la confisca di 108 immobili (tra cui ville, abitazioni, fabbricati industriali, autorimesse, negozi, magazzini, laboratori e terreni), 4 societa’ operanti nel settore dell’olivicoltura, 11 veicoli e numerosi rapporti bancari.

20170211-114914.jpg
Ancora un rinvio nel processo riguardante la vicenda di Giuseppe Lena, lo studente universitario di Cammarata morto nel dicembre del 2013 mentre si alleneva in una palestra di Palermo. Il giudice nominato, che doveva presiedere il processo, infatti, avendo seguito in precedenza alcune fasi dello stesso è risultato incompatibile, pertanto si dovrà attendere una nuova nomina. A distanza di tre anni dal tragico evento la famiglia aspetta ancora di conoscere la verità. Nel processo sono coinvolte tre presone in veste di imputato.

AGRICOLTURA. Currò e Lauricella (PD), Governo aggiorni piano nazionale rilancio coltura nocciolo.
“Aggiornare e rilanciare il piano nazionale del 2010 per lo sviluppo e la coltura del nocciolo. Lo chiedono i deputati Pd Tommaso Currò e Giuseppe Lauricella in un’interrogazione al presidente del Consiglio dei ministri e ai ministri di Politiche agricole, Salute, Ambiente, Istruzione, Università e Ricerca, Sviluppo economico, Affari regionali”.
L’interrogazione è un primo atto promosso dai parlamentari per accendere i riflettori sul settore, aggiornare lo stato di attuazione del Piano nazionale corilicolo stilato nel 2010 e comprensivo di molteplici discipline normative . Un’azione politica congiunta – nata dai parlamentari siciliani e condivisa in commissione agricoltura con i deputati Oliverio, Palma, Capozzolo, Fiorio, Terrosi, cofirmatari – che mira ad una strategia volta a fare rete e sostenere i produttori in un settore che punta anche all’industria di trasformazione oltre che all’attuazione di misure di contrasto alle problematiche presenti in alcuni territori specifici. “La coltura del nocciolo – spiegano Currò e Lauricella – vive una fase di particolare fortuna, spinta dall’industria di trasformazione. E’ un settore di grande interesse e brand italiano, di grandi prospettive”. L’Italia d’altra parte  è uno dei maggiori produttori mondiali di nocciole insieme a Turchia , Spagna e Stati Uniti ed il più importante tra i paesi dell’Unione. “Con quest’atto desideriamo promuovere azioni efficaci ed adeguate nell’affrontare le problematiche di una coltura di rilevante interesse nel panorama agricolo nazionale, al fine di tutelarne lo sviluppo e risolverne le criticità”. Il Piano del 2010 – si legge nell’interrogazione parlamentare – affrontava principalmente la concorrenza turca. L’ingresso nel mercato comunitario di nocciole estere di dubbia qualità ed a prezzi inferiori rispetto al prodotto italiano rendeva necessario un intervento nazionale da parte del MIPAAF per il coordinamento delle politiche regionali. “Oggi – aggiungono Currò e Lauricella – oltre ad essere competitivi sul mercato internazionale bisogna garantire redditività aziendale, sviluppo sociale e stabilità economica in varie aree agricole del Paese”. Nello specifico l’interrogazione a prima firma Currò richiede ai ministeri competenti, di avviare una sollecita verifica sul Piano in merito allo stato complessivo di attuazione, anche in riferimento alle azioni poste in essere fino ad oggi. Viene inoltre richiesto al Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali  di fornire  riscontro agli interroganti  circa la volontà di prosecuzione o di ripresa politico programmatica del Piano sul breve e medio termine, avendo cura di aggiornare i dati delle criticità del settore all’anno in corso ed aggiornare di conseguenza le strategie.

20170211-114540.jpg
Si invitano pertanto i cittadini e gli stakeholder (3° settore, associazioni, consulte comitati di cittadini, rappresentanti sindacali e di categoria, qualunque soggetto portatore di interessi diffusi) al fine di esprimere la loro preferenza per l’utilizzo della somma di € 55.944,00 tra le azioni/progetto di interesse comune:
Parco Giochi bambini al Villaggio Mosè
Area Fitness lungomare Falcone e Borsellino
Interventi Arredo urbano varie aree cittadine
Promozione Agrigento capitale della Cultura 2020
Sostegno alla povertà

Un 35enne rumeno per futili motivi veniva sorpreso dai carabinieri a brandire un bastone in legno di cm 68 circa in questa Corso Umberto I, a Canicattì, contro autovetture di passaggio provocando liei danni ad una di esse (il cui proprietario non ha inteso sporgere querela), per tanto veniva deferito per porto abusivo di oggetto atto ad offendere.