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Tragico incidente stradale lungo la strada provinciale 121, in territorio di Paternò.Il bilancio è di un morto. A perdere la vita u un ragazzo di 24 anni.  A quanto pare la vittima, che era bordo di una Alfa Romeo, avrebbe perso il controllo del mezzo e si è andata poi a schiantare contro le barriere di protezione che si trovano lungo la strada. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 ed i vigili del fuoco che hanno estratto dalle lamiere dell’auto il corpo del giovane. L’automobilista sarebbe morto sul colpo. Sull’episodio indagano i carabinieri di Paternò.

Parapiglia ieri, in pieno centro città, ad Agrigento. Una lite tra coniugi che è stata sedata dagli agenti della Sezione Volanti della Questura di Agrigento, intervenuti in via Gioeni, dopo una segnalazione. Sembra che il motivo del contendere tra marito e moglie sia la volontà di quest’ultima di porre fine al loro matrimonio. L’uomo non è d’accordo e da tempo sta cercando di convincere la consorte a recedere dai suoi intenti ricordandone che la religione che professano non provedere il divorzio. I due, extracomunitari, ieri si sono incontrati per strada e ne è nata un’accesa discussione davanti a decine di passanti, alcuni dei quali, preoccupati della piega che stava per prendere il tutto, hanno deciso di far intervenire i poliziotti che hanno riportato la calma tra i due.

Lunedì 13 febbraio si terrà, presso la società Srr Ato4 Ag Est e presso l’Ato Gesa Ag2, società in liquidazione, l’aggiornamento della riunione già svoltasi lo scorso 7 febbraio con le organizzazioni sindacali.

In atto vi una controversa e contestata applicazione delle modalità e dei termini riguardanti il transito alla Srr dei lavoratori in forza agli Ato in liquidazione con l’accelerazione imposta dall’ordinanza del Presidente della Regione n. 2 del 2 febbraio di quest’anno. Tutto ciò in relazione a quanto stabilito dalla legge n. 9/2010, nei suoi vari commi, in applicazione altresì dell’accordo quadro stipulato con i sindacati regionali in data 6 agosto 2013 e in daa 19 settembre 2013 e successive integrazioni. Proprio l’accordo quatro stipulato costituisce motivo di forte e preoccupata apprensione da parte di centinaia di lavoratori e delle loro famiglie.

Dopo quattro anni e mezzo il colonnello Massimo Sobrà, comandante provinciale della Guardia di finanza di Agrigento, lascia la città e viene trasferito a Palermo, al comando regionale “Sicilia”. L’ufficiale prenderà il posto del colonnello Vincenzo Raffo, già comandante delle Fiamme gialle del Comando provinciale di Agrigento.
Cinquant’anni, nativo di Torino, il colonnello Sobrà, è giunto in città nell’estate del 2012. La sua
è una lunga carriera: nel 1986 aveva assunto il primo incarico a Monfalcone in provincia di Gorizia,
poi quattro anni a Forlì, quattro a Marsala, una parentesi al Comando Generale, prima del trasferimento a Palermo, dove per 7 anni è stato a capo del Nucleo speciale di Polizia valutaria
della Guardia di finanza del capoluogo siciliano. Poi  l’arrivo ad Agrigento.
Lunedì prossimo nella sede del comando provinciale della Guardia di Finanza, conferenza stampa di commiato e saluti.

Un poliziotto ha tentato di togliersi la vita in via Ernesto Basile a PALERMO. L’agente del reparto prevenzione crimine si e’ sparato un colpo alla tempia. Il poliziotto di 47 anni fino a ieri in servizio non aveva mai dato segni di squilibrio. E’ arrivato all’altezza della Facolta’ di Architettura a bordo di una Fiat Panda celestina. Ha estratto la pistola e ha fatto fuoco. Il colpo e’ entrato ed uscito. Non si sa quali danni cerebrali abbia provocato. Il ferito e’ stato portato in Rianimazione all’ospedale Civico di PALERMO. La strada e’ stata chiusa al traffico. Sono intervenute diverse volanti, il personale della Scientifica e la polizia municipale. Il traffico in zona e’ andato in tilt.

La Corte di Cassazione ha assolto definitivamente, senza rinvio, 9 persone che erano accusate di abuso d’ufficio nella nomina del Consiglio di Amministrazione del Consorzio Asi di Agrigento. Queste, secondo i giudici della Suprema Corte, sono state fatte senza alcuna violazione dei termini di legge. Finisce nel migliore dei modi la vicenda che ha visto coinvolti nello specifico, Salvatore Lo Dico, ex sindaco di Joppolo Giancaxio, l’ex assessore comunale di Racalmuto, Calogero Morgante e altre 7 persone, tutti scagionati dalla Corte di Cassazinoe.

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Quanto casino per una patata! Diciamolo chiaramente: quando si parla di patate le più prelibate e le più protette sembrano essere proprio quelle grilline.
Poco importa se a confermarlo sia uno dei più grandi sessisti dell’intera Nazione che adesso da potente incendiario vuol diventare a tutti i costi il pompiere per eccellenza (che nulla c’entra con la patata, si perché oramai ogni vocabolo deve essere specificato e spiegato nei dettagli). I risultati, però, nella casella coerenza sono assai bassi.
Quel Beppe Grillo che grazie alla sua inseparabile rete ha spifferato in tutto il mondo un nuovo modo di guardare e soprattutto giudicare le donne; le altre, però, non quelle iscritte al movimento.
E qui entra in scena una straordinaria frase di Crozza; ospite di Sanremo ha detto che per Beppe Grillo la Raggi non è una donna ma una grillina! Mai frase è stata così perfetta e incastonata in una vicenda davvero squallida e ricca di miseria.
Il vaffanculo di Grillo gridato a destra e a manca, ormai assume i contorni quasi liturgici, visto e considerato che nel corso di questi anni ha vituperato, offeso e vilipeso una buona parte del gentil sesso.
Ne ha pianto le conseguenze persino la “povera” Rita Levi Montalcini, premio Nobel, divenuta senatrice a vita nel 2001 e che il comico genovese non esitò un solo istante a definirla una “vecchia puttana”.
Quel titolo di ieri di Vittorio Feltri (questo giornale è solidale con il direttore di Libero) non ci voleva proprio; quella patata bollente ha scatenato le ire di buontemponi e perbenisti, ma solo perché a finire sotto il doppio senso di una frase è finita le pentastellata sindaca romana.
A dire il vero, però, la patata bollente di ieri ha avuto anche un ruolo determinante e fondamentale a favore del mondo grillino, perché almeno per 48 ore si son spenti i riflettori su polizze vita, “motivi affettivi”, stipendi triplicati, capi di segreteria arrestati per corruzione, assessori dimissionari e chi a bagnomaria e lo sfascio totale in cui versa Roma e i suoi cittadini, tanto che ieri attraverso un comunicato stampa si sono fatti sentire i commercianti romani che hanno sottolineato come “mentre loro litigano per le patate noi commercianti stiamo affossando…”
Oggi, Grillo e non solo, grida allo scandalo, accusa Feltri di essere un sessista spregiudicato. Il pulpito, oggettivamente, è il meno adatto. Grillo, da parte sua, ha dimostrato in mille modi di essere un sessista, purchè le donne non siano iscritte al movimento. Quelle non si toccano, niente allusioni e niente patate; che siano bollenti, fritte, cotte o al forno.
Ne ricordiamo qualcuna, tanto per far emergere la coerenza della premiata ditta grillo&grillo. Una volta il comico con un post su facebook si chiedeva e chiedeva agli italiani “cosa succederebbe se ti trovassi la Boldrini in macchina?”
Ovviamente, il post di cui sopra, ha scatenato (come più o meno accade anche dalle nostre parti) l’ira dei commentatori più o meno sovrastati da frustrazioni incurabili e che trovano sfogo dietro un monitor, i quali si scatenarono senza pietà contro la presidente della Camera. Un commento, tra i più “gentili” è stato il seguente: “ La porterei in un campo rom e la farei trombare con il capo villaggio…”.
Alla faccia del sessismo! Una Boldrini, a dire il vero, assai distratta se si considera che ieri è intervenuta attraverso un tweet mostrando “piena solidarietà alla sindaca Raggi per le volgarità sessista del quotidiano Libero…”. La stessa Boldrini che il movimento ha querelato per diffamazione perché la presidente della Camera aveva definito gli interventi sul blog di Grillo degni di “potenziali stupratori”. La politica, oggi, fa anche questi scherzi. Certamente non è un momento magico sia per il movimento sia per il PD del quale, una buona parte dei cocci che rimangono, ha mostrato illimitata solidarietà alla Raggi; in tempi di magra tutto fa brodo, anche un eventuale inciucio. Miracoli della patata!
Non risulta esente dal sessismo non casto né puro di Beppe Grillo nemmeno la graziosa Maria Elena Boschi, la quale, secondo il comico, il vero lavoro della ministra era “battere sulla strada” o ritrovarsi in tangenziale con la Pina…”.
Anche Debora Serracchiani ha avuto la sua “gloria”; Grillo, per i suoi tanti incarichi, la definì “Serracchiani mille mani” (meno male, come sostiene Vittorio Feltri, che almeno in questo caso Grillo ha avuto la decenza di non specificare che cosa facesse con quelle mani), ma si “limitò” a definirla una “bugiarda che doveva stuprarsi le orecchie…”. Mah…
Non sarà bella come la Boschi, ma nel tritacarne di bassissimo gusto portato avanti da Grillo in fatto di “sessismo” entrò senza pietà anche Rosy Bindi da lui definita “sessuofobica nonché una povera sfigata che non aveva mai conosciuto i piaceri della carne…”. Speriamo, almeno, che la Bindi, nel corso della sua vita, abbia avuto la possibilità di poter gustare il piacere delle…patate!
E che dire di quel fotomontaggio di infimo ordine (c’era Berlusconi di mezzo…) che immortalava Mara Carfagna, Ruby e Nicole Minetti mentre si toccavano le parti basse con un Gad Lerner pronto a trastullare i propri gioielli? Il tutto per dimostrare agli italiani che in politica non serve la gavetta. La foto che pubblichiamo è emblematica.
Questo, a nostro modo di vedere, basta e avanza. Incoerenza, sessismo e schifezze di ogni genere emergono allo stato puro.
Non c’è alcun dubbio: la patata grillina, bollente o non bollente, è sempre più buona.
Basta tagliarla a 5 punte…

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Il processo è noto ormai con il nome “la cricca” che per la Procura della Repubblica di Agrigento vuol dire associazione a delinquere che avrebbe agito a Lampedusa e avrebbe commesso i reati di corruzione, falso, la truffa, abuso di ufficio, turbativa d’asta e abusivismo edilizio, Oltre che di associazione per delinquere, appunto. Il tutto condito da speculazioni edilizie (presunte, per ora), pagamento di tangenti (presento, per ora) e molto altro.
Gli imputati sono 25 tra cui l’ex sindaco di Lampedusa Bernardino De Rubeis, ritenuto il capo e promotore, l’ingegnere Giuseppe Gabriele, già capo dell’ufficio tecnico dell’isola e il consulente Gioacchino Giancone, architetto.
Ieri, davanti ai giudici del Tribunale (presidente, Giuseppe Miceli, a latere Rosanna Croce ed Enzo Ricotta) c’è stato un colpo di scena. Il Pubblico ministero, Salvatore Vella, ritenendo importante la circostanza, ha depositato le convocazioni via email di riunioni in loggia massonica riguardanti non solo Gabriele e Giancone ma anche due avvocati agrigentini, uno dei quali impegnato proprio in questo processo dato che assiste uno degli imputati.

Al termine dell’allenamento di rifinitura, il tecnico dell’Akragas, Raffaele Di Napoli, ha reso noto l’elenco dei giocatori convocati per la partita di domani, domenica 12 febbraio alle ore 14.30, all’Esseneto, contro il Catania.
Ecco la lista suddivisa per reparto e con i relativi numeri di maglia dei calciatori convocati:
Portieri: 22 Pane 1 Addario
Difensori: 2 Tardo, 6 Mileto, 15 Palmiero, 33 Petrucci, 34 Mazza, 14 Riggio, 19 Sepe
Centrocampisti: 20 Coppola, 5 Pezzella, 30 Privitera, 26 Rotulo, 4 Bramati, 27 Caternicchia
Attaccanti: 29 Cochis, 9 Klaric, 17 Longo, 24 Leveque, 36 Sicurella, 7 Salvemini, 10 Cocuzza.
Indisponibili: 16 Thiago, 3 Russo.

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AGRIGENTO, FURTI NELL’AREA INDUSTRIALE: UN DANNO NON SOLO PER LE IMPRESE MA PER LA COLLETTIVITÀ
Agrigento, 11 febbraio 2017 – “I furti a danno delle attività economiche costituiscono un ulteriore elemento per rendere le nostre aree meno competitive e attrattive”. Lo afferma Antonio Siracusa, delegato di Sicindustria Agrigento, a proposito degli avvenimenti denunciati ieri da due imprenditori presenti nell’area industriale di Agrigento. “Si tratta – aggiunge Siracusa – di danni che non incidono solo in capo alle imprese interessate, ma all’intera collettività. Investire in un’area economicamente depressa non è semplice e chi lo fa non può sopportare ulteriori costi aggiuntivi. Abbiamo apprezzato le attenzioni del Prefetto di Agrigento Diomede che ieri ha incontrato una delegazione di imprenditori di Sicindustria, assicurando una presa di posizione immediata per incrementare la sicurezza all’interno dell’area industriale. Diamo atto che, proprio per assicurare alle imprese di produrre benessere sociale, il vicepresidente della Regione, Mariella Lo Bello, e il commissario dell’Irsap, Mariagrazia Brandara, hanno anticipato azioni finalizzate ad incrementare la sicurezza, d’intesa con la Prefettura”.