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Il giudice del Tribunale di Agrigento, Croce, ha disposto la convalida dell’arresto e la scarcerazione per l’uomo di 64 anni arrestato nei gironi scorsi perchè accusato di furto di energia elettrica. L’uomo era finito nei guai perchè a seguito di un controllo i carabinieri della Stazione di Grotte avevano trovato, nella sua dimora, un allaccio abusivo alla rete elettrica. L’uomo si è difeso dicendo di averlo fatto perchè impossibilitato a pagare la bolletta dato la sua precaria condizione economica.

A San Cataldo, in provincia di Caltanissetta, una silenziosa strage sta uccidendo cani e gatti domestici, ma anche randagi e animali selvatici (volpi e altri predatori). Lo denuncia il Wwf, spiegando come alla periferia della città alcuni residenti abbiano segnalato la morte, tra atroci sofferenze, dei propri animali. Il sindaco, Giampiero Modaffari, si è attivato dando disposizioni alla Polizia municipale per indagare sul fenomeno e avvertire la popolazione del rischio. Nelle strade di San Cataldo, infatti, sono stati sistemati alcuni cartelli che avvisano i cittadini della “sospetta presenza di esche avvelenate potenzialmente nocive per gli animali”. “Non è la prima volta che a San Cataldo si registrano simili gesti criminali – dice il presidente del Wwf Sicilia centrale, Ennio Bonfanti -. In quelle stesse contrade, per esempio, già nel 2013 furono rinvenuti diversi animali morti a causa dell’ingestione di sostanze tossiche. Facciamo appello ai cittadini – prosegue – affinché ci aiutino a individuare i criminali che stanno avvelenando le nostre campagne. In caso di individui o auto sospette che spargono polpette o altri alimenti, occorre chiamare immediatamente le forze di polizia e, se possibile, filmare col proprio telefono cellulare la scena alla quale si assiste”. Anche le Guardie zoofile e ambientali del Wwf di Caltanissetta sono a disposizione del Comune e delle altre autorità competenti per collaborare nelle azioni di contrasto al fenomeno.

Ass.Lo Bello: furti aree industriali chiederemo a prefetti, forze dell’ordine e MISE, misure straordinarie per la sicurezza.
il mio essere qui presso l’impianto dei fratelli Vella ad Agrigento, è simbolo di una presenza del governo del Presidente Crocetta verso le imprese, la Seap per il furto del camion, altre per i furti di rame e attrezzature. Vogliamo dire siamo
qui e siamo al fianco di quegli imprenditori che si sono ribellati al racket eal malaffare.

Lo afferma il Vice Presidente della Regione Siciliana Mariella Lo Bello e Assessore Regionale delle Attività Produttive, dopo essersi recata in visita presso la zona industriale di Agrigento, per fornire sostegno all’impresa Vella e a tutte quelle che in questi ultimi mesi hanno subito furti ad opera della criminalità organizzata.
” Se  per un momento la ribellione alle vessazioni della criminalità organizzata da parte di queste imprese coraggiose, ci aveva fatto pensare ad un nuovo corso, quello che è accaduto nei giorni e anche nei mesi scorsi,non dico che ci faccia tornare indietro, ma ci preoccupa. Purtroppo il furto dell’autocarro e del rame a due imprese sono solo gli ultimi di una serie di atti delinquenziali, per questo – continua Mariella Lo Bello- rappresenterò al Prefetto e alle forze dell’ ordine e chiederemo al MISE, misure straordinarie finalizzate alla sicurezza delle aree industriali.
Siamo consapevoli
– conclude –che queste ultime, unitamente ad agricoltura e turismo rappresentano il futuro della nostra terra, per questo, ed ecco il senso della mia presenza qui, non possiamo lasciare sole le imprese, e gli imprenditori coraggiosi. “

Periodo di attesa e soprattutto di speranza per tanti forestali che cercano di riprendere la propria situazione e posizione lavorativa in un’articolazione di precarietà maggiore di quella che per tanti anni li ha visti soccombere alle decisioni di altri. In questo periodo i lavoratori sono impegnati in convegni e processi di battaglie legali improntate verso un reclamo generale che va dalla posizione in classifica, al rimborso chilometrico, e a tante altri reclami all’interno di una riforma forestale che stenta a decollare e che certamente rimane il nodo alla gola di un sistema di cambiamento che fino ad oggi ha fatto cilecca seppur l’Assessore Cracolici abbia tentato di portare avanti interpellando posticipatamente i sindacati e mettendoli di fronte all’evidenza dei fatti compiuti.
Forestali intrappolati nella lentezza burocratica e nell’immobilità degli stessi con un’indifferenza e nello stesso tempo d’inoperosità tale da sfiduciare chi vorrebbe reagire a lottare e portare avanti giustamente la battaglia per il proprio posto di lavoro. A oggi solo parole e promesse dalla classe politica regionale che intende cambiare a data da destinarsi, e che arriverà a tempi tali da ricattare i lavoratori durante la prossima campagna regionale, tenendoli ancor di più al guinzaglio e promettendo quello che poi non si può mantenere per mancanze di progetti e non di fondi, poiché fortunatamente ancora la Comunità Europea crede in un qualcosa di costruttivo ad attuativo, soprattutto in progetti di dissesto idrogeologico, canale forte da poter sfruttare con la manodopera forestale. Mancanza non di luminari all’interno delle Ragione, ma di gente che deve solo svolgere un lavoro per cui è pagato e lavoro invece che non sa mettere in campo, anche perché tante sedie sono coperte da incompetenti e inabili a sviluppare un progetto semplice e conciso.
L’operaio cerca da sempre quell’identità perduta e quella serenità che lo porti a lavorare serenamente in una situazione reale e non di critica collettiva, rimarcando continuamente le intenzioni di mettere in campo una produttività che manca con un’autostima che si è affievolita durante tutti questi anni. Chiodo fisso di una politica che ha lasciato sempre a desiderare e non ha trovato i giusti interpreti in quei ruoli chiave e sostanzialmente giusti per proseguire per un progetto comune che li liberi da occhi indiscreti dei media e di chi vede le colpe nell’operaio che si abbandona in compiti che non gli competono.

Forestali, tra speranze e realtà dei fatti !
Periodo di attesa e soprattutto di speranza per tanti forestali che cercano di riprendere la propria situazione e posizione lavorativa in un’articolazione di precarietà maggiore di quella che per tanti anni li ha visti soccombere alle decisioni di altri. In questo periodo i lavoratori sono impegnati in convegni e processi di battaglie legali improntate verso un reclamo generale che va dalla posizione in classifica, al rimborso chilometrico, e a tante altri reclami all’interno di una riforma forestale che stenta a decollare e che certamente rimane il nodo alla gola di un sistema di cambiamento che fino ad oggi ha fatto cilecca seppur l’Assessore Cracolici abbia tentato di portare avanti interpellando posticipatamente i sindacati e mettendoli di fronte all’evidenza dei fatti compiuti.Forestali intrappolati nella lentezza burocratica e nell’immobilità degli stessi con un’indifferenza e nello stesso tempo d’inoperosità tale da sfiduciare chi vorrebbe reagire a lottare e portare avanti giustamente la battaglia per il proprio posto di lavoro. A oggi solo parole e promesse dalla classe politica regionale che intende cambiare a data da destinarsi, e che arriverà a tempi tali da ricattare i lavoratori durante la prossima campagna regionale, tenendoli ancor di più al guinzaglio e promettendo quello che poi non si può mantenere per mancanze di progetti e non di fondi, poiché fortunatamente ancora la Comunità Europea crede in un qualcosa di costruttivo ad attuativo, soprattutto in progetti di dissesto idrogeologico, canale forte da poter sfruttare con la manodopera forestale. Mancanza non di luminari all’interno delle Ragione, ma di gente che deve solo svolgere un lavoro per cui è pagato e lavoro invece che non sa mettere in campo, anche perché tante sedie sono coperte da incompetenti e inabili a sviluppare un progetto semplice e conciso.L’operaio cerca da sempre quell’identità perduta e quella serenità che lo porti a lavorare serenamente in una situazione reale e non di critica collettiva, rimarcando continuamente le intenzioni di mettere in campo una produttività che manca con un’autostima che si è affievolita durante tutti questi anni. Chiodo fisso di una politica che ha lasciato sempre a desiderare e non ha trovato i giusti interpreti in quei ruoli chiave e sostanzialmente giusti per proseguire per un progetto comune che li liberi da occhi indiscreti dei media e di chi vede le colpe nell’operaio che si abbandona in compiti che non gli competono.

Campobello di Licata (Agrigento) – “Navigare in rete- Consigli per vivere il web come un’opportunità e non un pericolo” è questo il tema di una conferenza organizzata dall’Istituto Comprensivo “San Giovanni Bosco” di Campobello di Licata mercoledì 15 febbraio 2017 alle 9,30 presso il Centro Polivalente. Ad aprire e coordinare i lavori sarà il Dirigente Scolastico della scuola secondaria di primo grado, il professor Michele Di Pasquali. Relatori il professor Francesco Pira, sociologo, docente di comunicazione presso l’Università degli Studi di Messina e il capitano Marco Currao, Comandante dei Carabinieri della Compagnia di Licata.
L’evento vedrà la presenza degli alunni delle seconde e terze medie del plesso nell’ambito delle iniziative per il Safer Internet Day.

Altri 3 punti conquistati dalla Pallamano Girgenti di Mr. Camilleri nel parquet di San Cataldo.
Gara svoltasi nei primi 10  minuti  di gioco con vantaggio netto degli azzurri marcando un netto 6 a 0 agli avversari del San Cataldo. Piccolo sbandamento ed ecco i padroni di casa che iniziano a segnare rimettendosi in carreggiata e riducendo lo svantaggio precedente, infatti  al 20° il risultato di 10 a 13 dimezzava il vantaggio e cosi fino al fischio del primo tempo parziale dove il risultato di 15 a 12  manteneva a quota 3 la differenza delle reti a favore degli scatenati agrigentini.
Ritiro negli spogliatoi e Mr. Camilleri imponeva ai suoi atleti che quella gara si doveva vincere a tutti i costi, cambio di qualche fase in attacco e difesa più aggressiva doveva essere la soluzione definitiva.  Rientro in campo e già la grinta trasmessa dall’allenatore si faceva presente. Si notava in campo l’aggressività di Francesco Cirasa che accompagnata dalla perseveranza di  Vincenzo Pace,  Alessio Vaiana e  Davide Dalli Cardillo , permetteva agli azzurri di portarsi in vantaggio assicurando così la vittoria quasi certa nei confronti dei padroni di casa. Buona la performance anche di Angelo Cumbo, Andrei Podariu e di Antonio  Zambito.
Utile anche la collaborazione del portiere Matteo Mirotta e Giuseppe Cacciatore,  di Mattia Proietto e Leandro Camilleri. Debutto anche per il portiere Carlo Sotgia, che da qualche giorno milita nella Pallamano Girgenti. Ultimi 15 minuti di gioco e il risultato di 15 a 29 permetteva a Mr. Camilleri di piazzare in campo due atleti degli under 16 allenati da Mr. Lillo Gelo, il pivot Andrea Decaro e il centrale Joachim Gelo . Anche loro si sono distinti per la gara svolta. Infatti arriva  prima la rete  di Andrea Decaro e nei minuti a seguire di Joachim Gelo, permettendo così alla squadra di allungare il distacco. Fischio finale e il risultato finale di 25 a 38 fa esultare tutti per l’ottima gara svolta.
La Pallamano Girgenti adesso si trova in vetta alla classifica del campionato nazionale di serie “B” con pari punti  dell’l’Haenna, ma con una gara in meno che sarà recuperata   mercoledì 15 Febbraio presso lo Sport Village di Agrigento con fischio iniziale alle ore 19,00 e che in caso di vittoria si troverebbe da sola a comandare la classifica.
Tabellini :
Pallamano Girgenti: Cirasa 6, Pace 8, Vaiana 6, Dalli Cardillo 6, Cumbo 5, Zambito 2, Podariu 3, Decaro A. 1, Gelo J.1, Proietto, Camilleri, Mirotta, Sotgia,Cacciatore, All. Maurizio Camilleri.
HAndball San Cataldo: Meli 1, Scarlata,, Bellomo 5, Oddo 6,Giunta M. 6, Giunta C. 5, Mirasola 1, Pignatone 1,Burcheri,Macaluso, Di Vita, Falzone. All. A. Bellanca

LA PALLAMANO GIRGENTI ACCIUFFA I CAPOLISTI DELL’HAENNA Altri 3 punti conquistati dalla Pallamano Girgenti di Mr. Camilleri nel parquet di San Cataldo. Gara svoltasi nei primi 10  minuti  di gioco con vantaggio netto degli azzurri marcando un netto 6 a 0 agli avversari del San Cataldo. Piccolo sbandamento ed ecco i padroni di casa che iniziano a segnare rimettendosi in carreggiata e riducendo lo svantaggio precedente, infatti  al 20° il risultato di 10 a 13 dimezzava il vantaggio e cosi fino al fischio del primo tempo parziale dove il risultato di 15 a 12  manteneva a quota 3 la differenza delle reti a favore degli scatenati agrigentini. Ritiro negli spogliatoi e Mr. Camilleri imponeva ai suoi atleti che quella gara si doveva vincere a tutti i costi, cambio di qualche fase in attacco e difesa più aggressiva doveva essere la soluzione definitiva.  Rientro in campo e già la grinta trasmessa dall’allenatore si faceva presente. Si notava in campo l’aggressività di Francesco Cirasa che accompagnata dalla perseveranza di  Vincenzo Pace,  Alessio Vaiana e  Davide Dalli Cardillo , permetteva agli azzurri di portarsi in vantaggio assicurando così la vittoria quasi certa nei confronti dei padroni di casa. Buona la performance anche di Angelo Cumbo, Andrei Podariu e di Antonio  Zambito. Utile anche la collaborazione del portiere Matteo Mirotta e Giuseppe Cacciatore,  di Mattia Proietto e Leandro Camilleri. Debutto anche per il portiere Carlo Sotgia, che da qualche giorno milita nella Pallamano Girgenti. Ultimi 15 minuti di gioco e il risultato di 15 a 29 permetteva a Mr. Camilleri di piazzare in campo due atleti degli under 16 allenati da Mr. Lillo Gelo, il pivot Andrea Decaro e il centrale Joachim Gelo . Anche loro si sono distinti per la gara svolta. Infatti arriva  prima la rete  di Andrea Decaro e nei minuti a seguire di Joachim Gelo, permettendo così alla squadra di allungare il distacco. Fischio finale e il risultato finale di 25 a 38 fa esultare tutti per l’ottima gara svolta.La Pallamano Girgenti adesso si trova in vetta alla classifica del campionato nazionale di serie “B” con pari punti  dell’l’Haenna, ma con una gara in meno che sarà recuperata   mercoledì 15 Febbraio presso lo Sport Village di Agrigento con fischio iniziale alle ore 19,00 e che in caso di vittoria si troverebbe da sola a comandare la classifica.Tabellini :Pallamano Girgenti: Cirasa 6, Pace 8, Vaiana 6, Dalli Cardillo 6, Cumbo 5, Zambito 2, Podariu 3, Decaro A. 1, Gelo J.1, Proietto, Camilleri, Mirotta, Sotgia,Cacciatore, All. Maurizio Camilleri.HAndball San Cataldo: Meli 1, Scarlata,, Bellomo 5, Oddo 6,Giunta M. 6, Giunta C. 5, Mirasola 1, Pignatone 1,Burcheri,Macaluso, Di Vita, Falzone. All. A. Bellanca

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Nel mio precedente articolo avevo descritto il parco dell’Addolorata, ormai divenuto ricettacolo di immondizie e abitazione di cani randagi.
Ma, sorpresa! Alcuni giorni dopo l’uscita dell’articolo le poltrone e i divani sono scomparsi, sono rimasti invece depositati alcuni motori, cumuli di sacchi pieni di spazzatura, e mucchi di eternit, che tutti sanno quanto sia pericoloso lasciato così all’aria aperta.
A onore della verità qualcosa è stata fatta: è stata ridipinta tutta l’inferriata che circonda il suddetto Parco.
Inoltre, nelle mie ultime passeggiate per la città, mi sono accorta che finalmente c’è una nuova segnaletica!
Naturalmente solo per i monumenti e per le vie principali.
Nelle vie secondarie non occorre installarli, tanto i cittadini sanno dove abitano ! (sic)
Comunque è una cosa fatta che va a beneficio della città.
Oggi vorrei sottolineare il problema traffico che è ingovernato e ingovernabile in tutta la città, per numerosi motivi, primo fra tutti l’assenza di Vigili Urbani.
Un esempio per tutti lo scomposto traffico che, ogni giorno, a qualunque ora, si dipana nel piazzale che costeggia la via Ugo La Malfa.
Infatti tutti coloro i quali devono recarsi presso i negozi, la banca, il fioraio, la farmacia che sono sul lato sinistro della carreggiata, nonostante la grande piazza a disposizione, parcheggiano scompostamente: in doppia, tripla fila e anche oltre.
Chi percorre la via Ugo la Malfa con la macchina è costretto a zizagare tra le auto parcheggiate e i malcapitati pedoni rischiano di essere falciati.
I pedoni infatti attraversano timorosi perché non c’è neanche l’ombra di una striscia pedonale.
Nelle giornate in cui, nello stesso piazzale, si svolgono i mercatini “cosiddetti biologici”, non c’è spazio neanche per una formichina.
Per carità i mercatini sono una bellissima realtà e novità, sia per chi compra che per chi vende, ma un poco di ordine non farebbe male a nessuno.
Insomma ci vorrebbe il solito e unico Vigile Urbano.
Qualche giorno fa recandomi al mercatino del venerdì, che si svolge sempre nel piazzale che costeggia via Ugo La Malfa, ho guardato attentamente lo scheletro del “Nuovo” palazzetto dello sport, sito in via Petrarca.
Per decenni è stato lasciato con le gradinate a cielo aperto. Oggetto, se non erro, anche di un servizio della Rai o delle Iene.
Dopo decenni le gradinate sono state finalmente coperte da una enorme solaio “a botte”(mi pare che il termine tecnico sia questo, ma io non sono un architetto, pertanto chiedo scusa agli esperti)
che svetta nel cielo per diversi metri in altezza, di un materiale indecifrabile ad un occhio inesperto.
Finalmente il palazzetto poteva dirsi in via di definizione. Ma che? Sono trascorsi non so quanti altri anni ed il palazzetto è rimasto così: con il tetto megagalattico che lascia aperto il campetto aperto in due lati e le gradinate in cemento ricoperte da erbacce, esposte alle intemperie e agli eventuali sciacalli che possono portare via, a piene mani, i materiali che una volta vi erano depositati all’interno.
Saranno finiti i fondi anche per questa struttura?
Non è dato sapere. Misteri della nostra amata Agrigento.
Se la passeggiata si sposta verso le zone limitrofe della città per esempio la cosiddetta Zona Industriale, dove per altro c’è l’ ospedale “San Giovanni di Dio”, è una vera disdetta.
L’ho percorsa tutta una di queste sere, è veramente una iattura: centinaia di enormi buche e fessure, che mettono seriamente a repentaglio le vetture che per necessità la percorrono.
Oppure mettono in serio pericolo il malcapitato che deve attraversare, per sua disgrazia, a piedi
Quella sera aveva piovuto tanto e le buche erano diventate veri e propri laghetti.
Così: la strada buia, le buche, l’acqua delle pozzanghere, per chi deve raggiungere l’ospedale, anche di corsa, è un vero inferno.
Lasciamo la zona industriale per recarci nel quartiere di Monserrato.
Andando a destra, percorrendo tutto il Vicolo Punta Bianca, fino a monte della Chiesa, il primo biglietto da visita, alla sinistra, sono alcuni cassonetti della spazzatura stracolmi.
La spazzatura viene gettata, puntualmente, anche fuori dai contenitori, forse perché non sono sufficienti rispetto al numero degli abitanti e, naturalmente, mai nessuno controlla che si getti negli orari e nei giorni prescritti.
Oltre la normale spazzatura, naturalmente, vi si gettano lavatrici, frigoriferi in disuso, poltrone sedie e quant’altro non si può tenere più in casa propria!
Continuando verso la chiesa la strada è una vera pena: ci sono avvallamenti di almeno 50 cm, per fortuna opportunamente segnalate, buche sparse ovunque, una in particolare, davanti l’oratorio è così grande che quando piove diventa una piscinetta, purtroppo diventa pericolosa perché è proprio di fronte all’uscita dove i bambini studiano per il catechismo.
Ancora oggi tutti i tombini fuoriescono dal manto stradale di almeno 20 cm, immaginatevi come devono percorrere questo tratto di strada gli abitanti del quartiere o coloro i quali si recano in chiesa per qualunque manifestazione.
Ai lati delle strade le solite erbacce la fanno da padrone.
Più di dieci anni fa la strada era ancora sterrata, quando gli abitanti del quartiere hanno visto passare il “velo” di bitume hanno fatto salti di gioia perché credevano che la strada fosse finalmente in via di definizione. Invece è rimasta così fino ad oggi.
Unica nota positiva in quell’occasione fu l’installazione di una foresta di pali per l’illuminazione stradale, positiva per carità , ma esagerata!
All’interno del Vicolo Punta Bianca vi è una specie di boschetto ( di proprietà demaniale) che viene mantenuto pulito e abbellito solo dalla e per la buona volontà degli abitanti.
Perché mi chiedo, e se lo chiedono anche gli abitanti di quel quartiere, dopo più di dieci anni la strada non può essere completata? Fa sempre parte dei misteri akragantini?
Monserrato è un quartiere molto popolato, quindi dovrebbe essere tra i pensieri di qualcuno che sta più in alto e che se ne ricorda sempre in periodo elettorale!.
Lodi vanno invece al sacerdote che, con forza di volontà, abnegazione, caparbietà e spirito altruistico riuscì ad ottenere, con l’aiuto degli abitanti del quartiere, uno spazio attiguo alla chiesa, rendendolo gradevole all’aspetto ed alla fruizione della comunità.
Spazio dove i bambini possono giocare senza correre pericoli e, d’estate, la comunità si riunisce puntualmente a divertirsi, con poco, cucinando per tutti i convenuti e facendo del teatro amatoriale o spettacoli canori a premi, molto graditi dai bambini.
Finalmente un’altra nota positiva: la piscina coperta (comunale) ha riaperto i battenti.
Ringraziamo chi si è speso per il ripristino e l’organizzazione della medesima, spazio sportivo fondamentale per una città che non offre molti spazi sportivi comunali.
Speriamo non richiuda subito i battenti!
Andando verso ovest incontriamo il grande quartiere limitrofo ( anche se ormai non è più un quartiere, ma un doppione della città):Il Villaggio Mosè.
Un’unica strada, con marciapiedi rabberciati con una parvenza di abbellimento fatta di alberelli di mandarini e aranci abbandonati a se stessi, che si dipana in migliaia di viottoli, stradine e rivoli
sconosciuti ai più, senza indicazioni, senza luce, senza canalette per fare refluire l’acqua piovana, infatti quando piove tutti sanno che il Villaggio diviene un pantano.
Le case, molte delle quali lo sappiamo sono abusive, addossate le une alle altre, come se non ci fosse stato dello spazio per costruire più decorosamente.
Palazzine che, originariamente, erano a due piani si sono, miracolosamente, sviluppate in altezza in 3,4, 5 piani e oltre.
Molte senza finiture esterne, terrazze coperte in qualunque modo e stile, che sono un pugno allo stomaco. I Vigili Urbani dov’erano?
Ovviamente la causa prevalente è l’assenza di vigilanza e controllo degli Enti preposti, l’assenza di un piano regolatore adeguato, almeno al tempo della nascita del Villaggio.
La via dei Fiumi in questi giorni è assurta agli onori della cronaca perché nelle case l’acqua corrente arrivava mista all’acqua della fognatura.
Sono stati fatti diversi sondaggi, in diverse zone della via dei Fiumi, senza risultato.
Il problema non pare ancora risolto e l’approvvigionamento dell’acqua potabile, a quanto pare, viene effettuato con le autobotti.
Non sarebbe stato più semplice, forse meno dispendioso, scavare lungo tutto il perimetro e mettere una nuova tubatura parallela alla prima, allacciata all’acqua corrente, si sarebbe evitato anche il pericolo di eventuali epidemie. Mistero!
Mi chiedo ancora: perché le istanze dei cittadini non vengono mai recepite da chi di dovere.
Ad esempio le vie Graceffo e Gaglio sono costellate di buche e di erbacce, spesso grossi topi scorazzano per le vie.
Da almeno 20 anni gli abitanti del quartiere hanno fatto petizioni, raccolto firme e hanno inviato numerose istanze per aver bitumata la strada, ma nessun segno positivo è pervenuto agli astanti.
Inoltre in uno dei magazzini sottostanti le palazzine di via Graceffo è stata installata, credo contemporaneamente alla costruzione delle medesime, una cabina elettrica dell’Enel.
Gli abitanti hanno fatto richiesta di rimuovere la stessa quando, qualche anno fa, dalla cabina fuoriuscivano effluvi maleodoranti e fiamme.
Infatti dopo il pronto intervento dei vigili del fuoco, questi hanno fatto evacuare gli abitanti di due palazzi.
A questo punto i cittadini hanno avanzato istanza formale a tutti gli Enti possibili : Protezione Civile, Istituto Autonomo Case Popolari, Comune, Vigili del fuoco, Enel, e tutti hanno risposto che la competenza non apparteneva loro perchè la cabina è di proprietà dell’Enel.
Naturalmente l’Enel non ne vuole sapere di rimuovere la cabina in questione.
Secondo la mia opinione l’installazione di una cabina elettrica, in zona abitata, rappresenta un costante pericolo e nessuno, come al solito, se ne cura. Forse si attende che ci scappi il morto?
Intanto la cabina è ancora là funzionante.
Infine , desidero evidenziare che le mie non sono esternazioni di una persona che non ha da fare ma, vogliono essere espressione di un malessere serpeggiante di chi alla propria città ci tiene e la ama e la vorrebbe quasi perfetta.
Le mie non sono solo declinazioni di elenchi di cose che non funzionano, ma girando per la città, svolgendo le attività che una persona normale svolge quotidianamente, incontro gente ascolto le lamentele e le rimostranze che ognuno vorrebbe fare, ma le istanze vengono scoraggiate sul nascere, perché la risposta è sempre la stessa : non è di nostra competenza, non ci sono fondi etc… Non tutti hanno la forza e la voglia i continuare a lottare, perché forse sono stanchi di lottare contro i Mulini a vento.
E poi non scordiamoci dell’accidia taciturna di cui siamo malati noi agrigentini!
Io ho scelto di rimanere in questa città perché è solo rimanendo che si possono affrontare i problemi, specie per chi è molto legato alle proprie radici. Il nemico si combatte dall’interno.!
Ho sentito che nel 2020 Agrigento sarà probabilmente dichiarata capitale della cultura.
Ricordiamoci, qualora fosse vero, che la città non è solo la Valle dei Templi.
La città di Agrigento ha tanti gioielli nascosti che dovrebbero essere sistemati, ripuliti per incastonarli, come gemme preziose, nell’ambito di luoghi più accoglienti e più fruibili per offrirli decorosamente all’utenza che questo evento particolare dovrebbe portare in città.
Mariangela Arancio

“Volontà di predisporre insieme a Governo e Prefetto un piano a tutela della sicurezza delle imprese”
AGRIGENTO. “Era nostro dovere essere presenti – ha detto il commissario straordinario Irsap Sicilia Maria Grazia Brandara, nel corso del sopralluogo presso l’area industriale di Agrigento, in contrada dove qualche giorno fa si è consumato un furto ai danni di due aziende, fra cui il Gruppo Seap di Sergio Vella, che si occupa di smaltimento e trattamento rifiuti – . La zavorra della criminalità organizzata rappresenta un freno per la crescita di questa terra, e va eliminata con ogni mezzo. Studieremo di’intesa con la Prefettura misure di sicurezza per le aree industriali per garantire gli imprenditori esistenti e a quelli che vorranno investire nell’area. Anche con il contributo del Governo regionale con in testa il suo presidente Rosario Crocetta, che ha manifestato tutta la volontà di predisporre un piano a tutela della sicurezza delle imprese”

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La vicenda dei 250 ASU sospesi dal dirigente generale, Maria Antonietta Bullara, a causa del mancato rinnovo della convenzione tra Ministero e Regione scaduta a fine 2016, è l’ennesimo esempio della cattiva gestione delle varie problematiche legate ai lavoratori siciliani da parte dell’Assessorato regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro, guidato dall’On. Gianluca Miccichè.
Difatti, la vertenza relativa a tali precari non è stata oggetto di discussione nella Conferenza Stato-Regione e pertanto, non è stata rinnovata la convenzione tra Ministero e Regione con la grave conseguenza che gli stessi si trovano sospesi in attesa di una qualche decisione.
Come ribadito dall’ On. Cascio, penso che l’assessore Miccichè dovrebbe impegnarsi di più a trovare soluzioni alle vertenze relative al suo Assessorato piuttosto che scontrarsi inutilmente con l’Assessore Baccei. Più che passare la palla relativa ai suoi errori ad altri, dovrebbe passare la mano e dimettersi.

Il ritorno ad Agrigento ed all’Esseneto di Pino Rigoli dopo la splendida cavalcata dello scorso anno alla guida del’Akragas; la sconfitta casalinga del Catania dell’andata che ancora grida vendetta; la situazione difficilissima sia tecnica che societaria.
Insomma, lo spettacolo è assicurato e entrambi gli allenatori, Rigoli e Di Napoli, hanno già dichiarato di voler vincere. Tuttavia i pronostici propendono per la formazione catanese.
L’Akragas deve rispondere agli acuti di ieri di vibonese e Taranto, entrambe vittoriose. Agrigentini – che sulla carta sono dati per sfavoriti – dovranno tirar fuori una prestazione gettando il cuore oltre l’ostacolo.
Intanto la città e lo stadio sono stati presi d’assedio dai tifosi etnei che sono davvero tanti, oltre 700 con un brutto episodio già raccontato qui sl nostro giornale
Catania in vanataggio  al  ddcimo con un rigore di Mazzarani, nella ripresa si scatena l’akragas  e ribalta prima con un eurogol di pezzella e pi con il rigore di Salvemini
Allo scadere il Catania fallisce il pareggio con un rigore dato .
Reti: Mazzarani al 10 (rig); Pezzella al 48′; Salvemini (r) al 73′.
Formazioni:
Akragas: Pane, Mileto, Riggio, Sepe, Bramati, Pezzella, Coppola, Palmiero, Longo, Salvemini, Cochis. All. Raffaele Di Napoli.
Catania ( 3 – 5 – 2 ): Pisseri; Gil Drausio, Scoppa, Bergamelli, Marchese; Parisi, Di Grazia, Biagianti, Mazzarani; Pozzebon, Tavares. All. Pino Rigoli.