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Interrogazione del Consigliere Gibilaro sull’istallazione della filodiffusione in via Atenea.
Il Consigliere comunale Gerlando Gibilaro, nell’esercizio delle funzioni di sindacato e di controllo che interessano l’attività dell’Ente e la collettività, ha presentato al Sindaco del Comune di Agrigento, una richiesta di informazioni, inerente “La filodiffusione in via Atenea”.
Nella interrogazione presentata il Consigliere Gibilaro chiede all’Amministrazione comunale di conoscere, con risposta chiara e precisa, quale atto formale politico e/o amministrativo sia stato prodotto, con cui è stata autorizzata l’istallazione dell’impianto di filodiffusione. In via Atenea.

Tre uomini di Favara, accusati di aver rapinato una moto e di averne chiesto il riscatto per la restituzione, sono stati condannati dal gup del Tribunale di Agrigento, Alfonso Malato che però ha riqualificato uno dei reati contestati loro. I condannati sono nello specifico: Antonio Sanfilippo, 22 anni, Alessandro Sguali, 42 anni, e Walter Bosco; a tutti è stata inflitta la pena di un anno e sei mesi. Assolti gli altri due imputati della vicenda: Giuseppe Bosco, 24 anni e Aurelio Sanfilippo. Tutti gli accusati hanno sempre respinto le accuse. Il gup ha riqualificato l’accusa di richiesta di riscatto in esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza, mentre per l’ipotesi di reato di estorsione gli imputati sono stati tutti assolti. La vicenda a quale si riferisce il processo è del 2015.

Il Tribunale di Agrigento ha condannato Giuseppe Fanara, di 27 anni, di Favara, alla pena di sei anni di carcere per l’accusa di tentato omicidio, lesioni personali e porto illegale d’arma da fuoco. L’uomo era finito a processo per una vicenda legata al pagamento di un lavoro a due extracomunitari, uno dei quali fu ferito, lavoro che consisteva nel raccogliere balle di fieno in un terreno agricolo nei pressi della cittadina agrigentina. L’altro, invece, sempre secondo l’accusa, fu picchiato. Fanara, che fu arrestato il 26 maggio dello scorso anno, è stato condannato a risarcire la vittima del tentato omcidio con 7 mila euro.

Un empedoclino è stato condannato oggi a due anni di reclusione per maltrattamenti. E’ stato il giudice monocratico Gianfranca Claudia Infantino ad emettere sentenza dopo la denuncia della moglie dell’uomo  che  ha raccontato di essere stata picchiata e, in alcuni casi, costretta ad avere rapporti sessuali contro la sua volontà.
Il Pubblico ministero Salvatore Caradonna, al termine della requisitoria, aveva chiesto due anni di reclusione.

Ladri “sfortunati” a Canicattì. Ignoti avevano effettuato un colpo in una delle residente di contrada Petrillo, nelle campagne limitrofe al “paese dell’uva Italia”, ma ad un certo punto, proprio quando stavano andando via, hanno lasciato la vettura abbandonandola con tutta la refurtiva a bordo. Il motivo la foratura di una gomma.

Intimidazione la scorsa notte a Palermo nei confronti del presidente di Forza Nuova Massimiliano Ursino. Qualcuno la scorsa notte ha cercato di appiccare le fiamme al suo Studio di Tatuaggi che si trova in via Guglielmo Marconi. Ursino ha detto ai poliziotti che indagano di avere avuto la notizia da un suo amico mentre si mentre si trovava nella sede del partito, in via Villa Florio nel corso di una riunione con altri esponenti del partito stesso. Durante la riunione, tra l’altro, 20 minuti prima circa, qualcuno ha lanciato una bomba carta in direzione della porta d’ingresso provocando l’annerimento di parte della porta d’ingresso senza provocare feriti. Nessun danno all’interno dell’esercizio commerciale, le fiamme hanno interessato solo la saracinesca.

A Palermo la droga come il pronto pizza, “ok, sì, arrivo”. Nottetempo la Squadra Mobile ha arrestato 5 giovani spacciatori, perché avrebbero imbastito un servizio di vendita di droga al dettaglio e a domicilio su ordinazione. 24 ore su 24. Ecco perché il blitz è stato intitolato “H 24”. Una telefonata ai cellulari, loro sempre presenti a turno, e avrebbero puntualmente risposto: “Stiamo arrivando”, come il candidato consigliere provinciale di Agrigento, Giovanni Bivona, nel suo spot elettorale, “Stiamo arrivando”. La base operativa sarebbe stata il centro cittadino, e tra i clienti vi sarebbero stati anche avvocati, commercianti, e un assistente di volo, come riscontrato dai poliziotti della Narcotici capitanati da Rodolfo Ruperti e coordinati dal sostituto procuratore Maurizio Agnello. Le indagini hanno svelato un business stupefacente tra la “Palermo bene” e i 5 pusher, divisi in 2 gruppi, e dotati di un call center da oltre 800 telefonate al giorno di media, per più di 900 clienti. E in 2 mesi le telefonate contate sarebbero state 35mila. Quasi un chilo di cocaina sarebbe stato venduto ogni mese, con una media di 60 grammi al giorno, per un volume di affari di circa 300mila euro. E la droga, come accertato dalle analisi della Polizia scientifica, è stata pura e raffinata, “roba” con un principio attivo almeno dell’80 per cento. La Polizia ha anche intercettato la compravendita della cocaina, e in appena 2 mesi sono stati sequestrati 2 chili di cocaina. Immancabili tra cliente e spacciatori sono state le frasi in codice per depistare, come, ad esempio: “Vediamoci al tennis”, oppure, trattandosi di un avvocato all’interno del suo studio legale, “Sali per leggere il fascicolo”, e il fascicolo sarebbe stata la cocaina. Prezzi competitivi: 2 dosi 50 euro, e spesso ne sono state acquistate più di 2 come scorta per il fine settimana. “Difficoltà di pagamento? Non ti preoccupare, paga a rate” – sempre con gentilezza e cortesia, perché il cliente è prezioso. Poi, altre intercettazioni, e le parole tra spacciatore e un professionista sono: “Ciao caro, come stai?”, “Tutto bene gioia, domani ne prendo un altro pezzo, proprio per stare super super sereni.”
fonte teleacras

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Si è tenuto lunedì 13 febbraio presso il Campo Sportivo di Fontanelle Agrigento, il quadrangolare di calcio tra la squadra della Polizia penitenziaria, la squadra dell’I.T.C. Michele Foderà, quella dell’ITC “Sciascia” e del “Brunelleschi”. La manifestazione, rientra nel progetto “Legalità…un gioco da ragazzi”, promossa dell’Aics Provinciale di Agrigento in collaborazione col Gruppo di Volontariato Vincenziano di Aragona presieduto da Gabriella Giacco, già responsabile regionale del G.V.V. e con l’Organizzazione Nazionale di Volontariato Giubbe d’Italia di Cattolica Eraclea presieduto da Vito Salvo, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Per la cronaca, la squadra del “Foderà” ha vinto il torneo, battendo in finale il Brunelleschi. La squadra vincitrice è composta da Montana Lampo, Lo Verde, Lentini, Sciarrabba, Douadi, Giarrusso, Alba, Agnello, Raneri, Scifo,Cosentino, Ruggieri, Piraneo, Dalli Cardillo, Moncada, Ferrigno e Lamrafeh. Presenti alla manifestazione, i rappresentanti delle Forze dell’Ordine e anche il Presidente Provinciale dell’AICS di Agrigento Giuseppe Petix, il quale dichiara che “lo sport è uno strumento di riscatto, di aggregazione e di integrazione sociale e pertanto sono sicuro che il responsabile provinciale del calcio, Daniele Calandrino e tutto lo staff nuovo del dipartimento sport con in testa il neo eletto dirigente, Dott.essa Angela Zaffuto, sapranno tenere in altissima considerazione questi momenti e riproporli ogni qualvolta l’occasione richiede”.