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Ripristinata la fornitura idrica nei Comuni di Casteltermini, Canicattì, Campobello di Licata e Ravanusa
Girgenti Acque comunica, che nei Comuni di Casteltermini, Canicattì, Campobello di Licata e Ravanusa, è stata ripristinata la fornitura idrica, i cui turni di distribuzione sono in fase di normalizzazione.
La sospensione si è resa necessaria affinché i tecnici di Siciliacque potessero effettuare gli interventi di riparazione all’Acquedotto Fanaco.

Un avviso di conclusione delle indagini è stato notificato dalla Procura della Repubblica di Agrigento a Giovanni Tuttolomondo, 47 anni, pescivendolo di Porto Empedocle, accusato di aver sparato 8 colpi di pistola verso il cognato, Libertino Vasile Cozzo, 41 anni, che riuscì miracolosamente a salvarsi gettandosi per terra sotto un furgone. L’agguato avvenne in una notte d’aprile del 2013 su una banchina del porto empedoclino. I motivi dell’agguato di cui è accusato Tuttolomondo sarebbero di natura passionale. Tuttolomondo è accusato di tentato omicidio.

Crollo delle sanzioni amministrative legate all’accesso alla Ztl di Via Atenea ad Agrigento. Il fatto sarebbe legato principalmente all’installazione del semaforo che regola l’accesso in maniera semplice: rosso divieto, con le dovute eccezioni per chi ha i permessi, verde via libera. Prima dell’installazione del semaforo erano numerosissime le contravvenzioni per accesso nella centralissima arteria in orari non consentiti. Solo 131 le multe comminate nel mese di dicembre contro diverse decine di centinaia applicate nello stesso mese del 2016.

Otto persone arrestate (7 in carcere, una ai domiciliari), per associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di droga ad Adrano, dal Norm della Compagnia carabinieri di Giarre, coordinati dalla Procura di Catania. Fermato un fiorente traffico di cocaina, marijuana ed eroina nella zona di Giarre, realizzato anche con l’utilizzo di minori pusher; definiti la struttura, le posizioni di vertice e i ruoli del gruppo attivo a Giarre; ricostruito il sistema con cui il clan gestiva l’attivita’ di spaccio, individuando le modalita’ di approvvigionamento, custodia e cessione della sostanza stupefacente, la cassa comune e i depositi a cui attingere quotidianamente; arrestare, finora, 11 persone e denunciate altre 6 per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, sequestrati nel complesso 21 chili di marijuana, 100 grammi di cocaina, 14 di eroina e individuati 40 assuntori segnalati al Prefetto. I criminali, diretti da un elemento di spicco della criminalita’ giarrese, avevano ruoli ben precisi e alimentavano la cassa comune con i proventi dello spaccio attingendo quotidianamente da vari depositi. Si avvalevano anche di minorenni, intimando ai pusher al dettaglio di commettere rapine per ripianare i debiti connessi allo smercio illecito o dovuti ai sequestri.

Il pm della Procura di Agrigento, Alessandro Macaluso, ha chiesto, nell’udienza del processo “Parcometro” tenutasi ieri in Tribunale, la condanna per quattro persone accusate di falsa testimonianza. Si tratta di quattro parcheggiatori abusivi che, secondo l’accusa, avrebbero dichiarato il falso per timore di alcuni estortori. Il pm ha chiesto la condanna a 3 anni e 6 mesi per Calogero Meli, 50 anni, di Agrigento, 2 anni per Vincenzo Melilli, 54 anni, Antonino Perna, 36 anni, e Giuseppe Stagno, 41 anni, tutti agrigentini. La vicenda scaturisce dall’inchiesta denominata “Parcometro” che ha visto alla sbarra due presunti affiliati a Cosa Nostra.

Nel gennaio 2016 due fratelli palermitani colpiti da tetraplegia spastica, invalidi al cento per cento, lanciarono un disperato appello: abbiamo bisogno di aiuto. L’assessore regionale alle Politiche sociali, Gianluca Miccichè, promise di intervenire entro marzo.
A distanza di un anno, nulla è stato fatto e l’assessore non ha neanche voluto ricevere i due fratelli accompagnati da una troupe della trasmissione Le Iene (rivedi QUI il servizio). È quanto raccontato in una puntata andata in onda ieri sera che ha già fatto il giro del web scatenando l’indignazione popolare. Il profilo Facebook dell’assessore è stato preso d’assalto da tanta gente che ha chiesto le dimissioni immediate costringendo l’assessore e il suo staff, in serata, a cancellare la pagina.
Questa è la storia di Alessio e Gianluca Pellegrino, di 24 e 34 anni, che vivono sulla sedia a rotelle, da soli, con pochissimi soldi a disposizione. Nonostante la legge sia dalla loro parte, la Regione non prevede fondi per una maggiore assistenza e nemmeno un lavoro. I due fratelli si sono rivolti alla trasmissione che lo scorso anno aveva strappato una promessa a Miccichè. Nulla però è stato fatto.
L’inviato delle Iene, Cristiano Pasca, si è recato di nuovo presso la sede dell’assessorato assieme ai due fratelli chiedendo di incontrare l’assessore. Ma dopo una lunghissima attesa, Miccichè è riuscito a lasciare l’immobile senza passare di fronte alle telecamere, fuggendo via in auto. Alla troupe delle Iene e ai fratelli Pellegrino non è rimasto altro che tornare a casa. In rete è però scoppiata la protesta. Centinaia i commenti di utenti che hanno chiesto le dimissioni.

La testa mozzata di un cane è quanto avrebbe rinvenuto il titolare di una imprese agrigentina, la Beton Calcestruzzi, alcuni giorni addietro. Lo riporta il quotidiano La Sicilia in un articolo di questa mattina. La pista più probabile sarebbe quella di una intimidazione.
La Beton Calcestruzzi s.a.s. è una impresa edile – con sede a Porto Empedocle. Gli imprenditori Salvatore Guarragi e Gerlando Gibilaro, proprietari della ditta, in passato sono stati coinvolti nell’inchiesta antimafia “Nuova Cupola”. I due, erano stati accusati dai titolari di un’altra impresa edile, di estorsioni aggravate dall’appartenenza all’associazione mafiosa.
Gibilaro e Guarragi furono assolti con formula piena e ammessi come parte civile nell’udienza preliminare a carico dei loro accusatori.

Aveva accoltellato un amministratore di condominio ed era stato condannato a 4 anni e 10 mesi. Ora arriva il verdetto della Corte d’Appello di Palermo, dopo il rinvio della Cassazione, che sconta la pena all’agrigentino Angelo Spataro, 70 anni, riducendola a 3 anni. Spataro era stato arrestato nel 2009 con l’accusa di aver accoltellato un’amministratore di codominio che aveva provveduto al pignoramento, nei confronti dell’anziano, di una somma di 100 euro per questioni legate ad una bolletta idrica che non avrebbe pagato.

Un furto di cavi elettrici, circa 2 chilometri, è stato compiuto, probabilmente, nella notte tra domenica e lunedì a Licata. Il fatto è avvenuto in contrada Sant’Oliva e ha portato all’oscuramento della zona. Numerose le abitazioni e gli esercizi commerciali “colpiti” dalla mancanza dell’energia elettrica. Del fatto si stanno occupando i Carabinieri della locale Compagnia. Sul posto sono giunti anche i tecnici dell’Enel per la stima dei danni e per il ripristino dell’alimentazione elettrica.

Incendio, ieri pomeriggio, a San Giovanni Gemini. Ad andare a fuoco l’utilitaria di proprietà di un uomo del luogo che si è ustionato nel tentativo, peraltro vano, di spegnere le fiamme. L’uomo è stato trasferito al pronto soccorso per le bruciature riportate. Sul posto i vigili del fuoco e i carabinieri. Possibile che il rogo sia stato originato da un corto circuito.