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Un incendio ha distrutto totalmente la vettura di proprietà di un bracciante agricolo di Campobello di Licata, di 46 anni, e semidistrutto la vettura del figlio dello stesso, di 20 anni, che aveva lasciato la propria auto accanto a quella del padre. Il rogo si è verificato in via Bologna dove il nucleo familiare risiede. Sul posto i vigili del fuoco che hanno domato le fiamme e i carabinieri della locale stazione che hanno effettuato i rilievi di rito utili all’accertamento delle cause che hanno originato il rogo.

Omicidio, nel pomeriggio, nel palermitano. Un delitto maturato tra le mura domestiche.
Giuseppe Alù, 41 anni, è stato ucciso, secondo i primi accertamenti, dal padre Antonino, di 61 anni, che ora è indagato per omicidio.
L’uomo è stato strangolato con una corda al termine di una lite familiare questo pomeriggio ad Alimena. La rissa sarebbe scoppiata per motivi di natura economica.
Giuseppe Alù, la vittima, si trovava agli arresti domiciliari perchè coinvolto in un’indagine sullo spaccio di droga nelle Madonie. Oggi, alla fine dell’ennesima discussione, il padre avrebbe preso una cinghia e, secondo gli investigatori, l’avrebbe stretta al collo del figlio uccidendolo.
Giuseppe Alù, secondo una prima ricostruzione, era uscito per festeggiare la scarcerazione, si sarebbe ubriacato e al ritorno a casa avrebbe picchiato selvaggiamente i suoi tre figli piccoli. I nonni, intervenuti per bloccarlo, sono riusciti a legarlo ad una sedia, ma poi il padre avrebbe chiesto alla moglie di passargli una cinghia e lo avrebbe strangolato.
La lite è scoppiata in una abitazione di contrada Pasciocavalli alla periferia del paese che sorge ai margini delle Madonie.
Le indagini sull’omicidio sono condotte dai carabinieri gruppo di Monreale e coordinate dalla Procura di Termini Imerese.

Sarà presa il prossimo primo marzo la decisione di ammettere nuove prove o meno nell’ambito del processo a carico di sette empedoclini accusati di di trafficare in droga all’ombra della mafia.
Almeno questo sostiene il procuratore generale Rita Fulantelli che sostiene l’accusa davanti la Corte d’Appello di Palermo e per questo ha chiesto condanne pesanti per i coinvolti nell’inchiesta Hardom 2, ossia Fabrizio Messina, 41 anni, attualmente in carcere, Raimondo Macannuco, 35 anni (per entrambi richiesta a 16 anni di carcere),
Dieci anni e otto mesi per Bruno Pagliaro, 26 anni; otto anni ciascuno per Salvatore Lombardo, 28 anni, Giancarlo Buti, 28 anni, Giuseppe Antonio Patti, 39 anni, e Calogero Noto, 36 anni.

Un grave episodio si è verificato nella notte tra venerdì e sabato ai danni di un commerciante di Agrigento. Tre colpi di pistola sono stati esplosi contro l’autovettura dello stesso, un uomo di 34 anni, originario della città dei Templi sembra con precedenti penali per droga. Il fatto è accaduto nella zona dello stadio Esseneto dove il mezzo, una Freemont Fiat, era parcheggiato. Sul posto ì, precisamente in via Toniolo, si sono recati gli agenti della sezione volanti della Questura di Agrigento e i poliziotti della Scientifica. Massimo riserbo degli investigatori.

Un incendio e’ divampato nella sala macchine del traghetto Snav Toscana, ormeggiato nel porto di Palermo. Sul posto stanno intervenendo numerose squadre dei vigili del fuoco. Al momento non si sa se ci sono passeggeri a bordo. Nelle operazioni di spegnimento sono impegnati anche gli uomini della Capitaneria di Porto, i carabinieri e la polizia.
L’incendio si e’ sviluppato a bordo del traghetto Snav Toscana, in servizio tra Napoli e Palermo, quando il traghetto era a un miglio dal porto. In questo momento la nave, che non e’ ancora ormeggiata, sta facendo manovra per entrare nello scalo. A bordo vi sono 113 passeggeri, che sono stati fatti radunare nei ponti di riunione come prevede in questo caso il protocollo di emergenza, e 75 uomini d’equipaggio. Il comandante della nave ha comunicato alla Capitaneria di porto che nono vi sono feriti e che la situazione e’ “sotto controllo”.

Nella mattinata di ieri, i Carabinieri della Compagnia di Licata, con l’intervento dell’elicottero del 9° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Palermo, hanno effettuato un servizio coordinato di controllo del territorio e di aerocooperazione sul territorio dei Comuni di Licata e Palma di Montechiaro, al fine di mettere sotto la lente di ingrandimento il territorio della giurisdizione, nonché di garantire un maggiore sicurezza reale e percepita dai cittadini.
In particolare i Militari dell’Arma hanno garantito la presenza nei centri cittadini e nelle zone rurali anche con più pattuglie automontate, posizionate nelle principali arterie stradali di Licata, e Palma di Montechiaro.

Una lite si sarebbe verificata nel quartiere del Campo sportivo a sud della centro abitato di Agrigento. Protagoniste due famiglie del luogo che prima siarebbero insultato e poi sarebbero arrivata addirittura a tirarsi addosso oggetti e che sia volato quelche ceffone. Allarmati, i residenti hanno chiamato la Polizia. Gli agenti sarebbero intervenuti e gli animi si sarebbero placati. Sembra che la lite sia scoppiata per questioni di vicinato.


[ 26ª Giornata ]
VIBONESE – JUVE STABIA 0-1
FRANCAVILLA – COSENZA 1-0 (Ayina 49°)
SIRACUSA – MELFI 3-1 (Scardina 19°, Marano 50°, De Respinsi 90°)
PAGANESE – MESSINA 2-0 (Arcibaldo 30°, Firenze 42°)
FONDI – MONOPOLI 1-0 (Tiscione 59°)
CATANIA – TARANTO 0-0
CATANZARO – AKRAGAS 1-0 (Giovinco 90°)
REGGINA – LECCE 1-2 (Marconi 22°, Coralli 29°)
FIDELIS ANDRIA – CASERTANA (20.30)
FOGGIA – MATERA (20.30)

Abbiamo assistito ieri sera per l’ennesima volta ad un aspetto increscioso a cui il popolo forestale rimane vittima su un aspetto ripetitivo e che certamente dovrebbe essere ripreso ma soprattutto difeso dalla classe politica siciliana. Nella trasmissione Mediaset di Rete 4 ma anche in altre trasmissioni della Rai, il bersaglio mediatico nei confronti della Sicilia è sempre è solo il comparto forestale. Aspetti che sono messi in risalto invitando un esponente della Lega Nord e politici di vario genere, o una famiglia bisognosa che non sa come vivere e sotto sfratto, per umiliare ancor di più i forestali come se con 6 mila euro annuo possono vivere degnamente o meglio della povera famiglia. Il dibattito certamente qsi infiamma quando c’è da parlare di Sicilia, di sperpero e truffa, e sui conti della Regione si invita sempre Crocetta, e nonostante si difende abbastanza bene, ci si scaglia impietosamente su argomenti che dovrebbero essere completati degnamente per capire o dare risposte consone all’argomento.
Guardando l’aspetto Siciliano, sappiamo che le colpe sono da accollare a Crocetta e alla politica siciliana che da anni non ha dato un’impronta vera e reale al progetto che giorno dopo giorno diventa più importante, visto l’attività che i lavoratori svolgono e possono incrementarla con altre attività che sono di vitale interesse , ma certamente ora che ci si avvia ad una prossima campagna politica regionale, qualcosa di buono il Governatore la farà , andando a cercare voti in cambio con qualche nuova normativa in materia o qualche contentino provvisorio a favore dei lavoratori.
Seppur i sindacati collegati da Catania, abbiano tentato di spiegare le situazioni di rito, i pareri contrari erano diretti sempre in un’unica situazione di fatto, senza arrivare a spiegazioni o conclusioni ragionevoli. Da capire giustamente che il problema è grave e reale, e la situazione non è tollerabile nel fatto che, non si può attaccare a senso unico, ma capire che il problema deve essere analizzato e studiato per un bene comune, con i dovuti costi. Tutti bravi a parlare e a far la voce grossa più degli altri, abili ed esperti nei conti delle tasche degli altri, pur non trovando mai un qualcuno che ammetta la propria colpa, ma si cerca in tuti i modi di farsi una ragione che purtroppo…..non tutti hanno o abbiamo !
Antonio David


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ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
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GRUPPO PARLAMENTARE
SICILIA FUTURA
COMUNICATO STAMPA del 18 febbraio 2017
SICILIA; FINANZIARIA: CIMINO (SICILIA FUTURA), FINANZIARIA DEL GOVERNO
CROCETTA AVEVA TROPPI LIMITI, CON PROROGA ESERCIZIO PROVVISORIO C’È
L’OPPORTUNITÀ DI DARE RISPOSTE CONCRETE AI SICILIANI
PALERMO – “La proroga dell’esercizio provvisorio è il male minore. Il
governo regionale ora recuperi ai tempi supplementari rispetto ad una
finanziaria che aveva troppi limiti e non dava risposte alla emergenze
della Sicilia. Occorre trovare il modo per affrontare temi come il
precariato, lo sviluppo e l’occupazione nella legge finanziaria. C’è
il tempo per riscriverla meglio e consentire ai siciliani di averne
benefici diretti. Anche le imprese meritano l’attenzione che finora
non hanno avuto”. Lo afferma Michele Cimino, portavoce di Sicilia
Futura e deputato all’Assemblea regionale siciliana.
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