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Ieri trasferta a Licata  per i più piccoli di mr. Lillo Gelo. Fischi d’inizio e dopo un paio di minuto gli azzurri della Valle dei Templi si portano in vantaggio. La reazione dei padroni di casa che agganciano il risultato prima portandosi in pareggio e con il  trascorrere dei minuti passano in vantaggio.
Mr. Gelo richiama l’attenzione ed ecco che le cose cambiano. Diverse penetrazioni in area fino a riacciuffare la squadra locale del Licata. La partita prosegue con andatura costante, ora rete dei padroni di casa , ora rete del sette azzurro. Trascorrono i minuti e si giunge al fischio del primo tempo con un punteggio di 9 a 9.
Ritiro negli spogliatoi , alcune indicazioni dell’allenatore agrigentino  e fischio iniziale del secondo tempo. La gara procede bene per i primi minuti di gioco. Qualche fallo di troppo fischiato dalla terna arbitrale ed ecco che inizia il nervosismo in campo.
Si inizia a sbagliare e poche volte si riesce ad affondare, sicuramente l’instabilità psicologica ha giocato brutti scherzi agli agrigentini. Un doppio due minuti fischiato ad un atleta  azzurro ed ecco che si perde piede minuto dopo minuto.  Morale  sotto lo zero. Ne approfittano le maglie gialle del Licata che iniziano a staccare gli avversari sempre più.  Ultimi 5 minuti di gioco e risultato a favore dei padroni di casa.
Si tenta il tutto per tutto anche se con la squadra ridotta. L’allungo prevedibile dei padroni di casa che in diversi contropiedi penetrano e mettono in rete. Fischio finale e il risultato di 26 a 20 chiude la partita. Buona la prestazione della Pallamano Girgenti .
Mr. Gelo nonostante il risultato si complimenta con i suoi atleti  e ricordando che i buoni risultati si vedono con la partecipazione costante agli allenamenti.
Tabellini:
PALLAMANO GIRGENTI: Decaro A. 4, Gelo j. 7, Cumbo C. 4, Tahiri H. 4, Giuffre D., Oussif M.1, Chiarenza F.,,Dalfino G., La Mattina G., All. Calogero Gelo.

Si arricchisce di un nuovo episodio, la contrapposizione giudiziaria che vede protagonisti da un lato la Congregazione Femminile Serve dei Poveri che gestiva il Boccone del Povero di Favara ed i lavoratori, dipendenti della predetta Congregazione.
Il Giudice del Lavoro del Tribunale di Agrigento, infatti, dopo la precedente pronuncia con la quale sanciva il diritto dei lavoratori, rappresentati dall’Avv. Domenico Schembri,  a ricevere un’indennità per l’illegittimità del licenziamento, ha nuovamente dato ragione agli stessi  lavoratori i quali , stavolta, sostenevano che, in pendenza del rapporto di lavoro, la Congregazione aveva illegittimamente effettuato delle trattenute sulla retribuzione dei medesimi sulla scorta di una presunta fruizione di “permessi” dal lavoro.
I lavoratori, rappresentati nuovamente dall’Avv. Domenico Schembri, nonostante il fatto che tra la Congregazione ed i lavoratori medesimi fosse intervenuto un accordo sindacale di rinuncia a qualsivoglia rivendicazione economica, sono riusciti a dimostrare non soltanto che i permessi non erano stati mai né richiesti né fruiti, ma anche che l’accordo sindacale intervenuto, non riguardava le somme trattenute a titolo di permessi.
Con quest’ultima pronuncia, quindi, la Congregazione è stata condannata  dal Tribunale di Agrigento a restituire ai lavoratori tutte le somme ingiustamente trattenute sulla retribuzione dal Gennaio ad Aprile 2015.


Lunedì 20 febbraio ore 15.00 presso cantiere “Pian del Molo”
Il commissario straordinario Maria Grazia Brandara: “Restituiamo ad Agrigento una struttura fondamentale per la viabilità costiera al servizio delle imprese”
PORTO EMPEDOCLE. Parte ufficialmente il cantiere dei lavori per la realizzazione dell’asse stradale che migliorerà la direttrice costiera est-ovest della Sicilia e consentirà la viabilità dell’asse viario e una migliore accessibilità del porto. Terminata la fase di esame di tutti gli adempimenti burocratico-amministrativi avviata lo scorso settembre, da domani la ditta appaltatrice riprenderà i lavori dopo 4 anni di sospensione (dal 1 giugno 2012) per un importo da contratto di 5.207.666,38 euro per realizzazione della continuazione del viadotto Pian del Molo (come mostrato nella foto satellitare allegata).
Alla riapertura dell’attività del cantiere Lunedì 20 febbraio alle ore 15.00 presso il ‘Pian del Molo’ a Porto Empedocle, saranno presenti  il Commissario straordinario Mariagrazia Brandara, il Vice direttore generale dell’Irsap Sicilia Carmelo Viavattene, l’ingegnere Salvatore Callari, Commissario ad Acta del Consorzio e RUP dei lavori, il direttore dei lavori, Vincenzo RizzoRossella Palumbo Piccionello, nella qualità di rappresentante legale della Del Sole Società Cooperativa.
“Abbiamo superato le criticità burocratiche e fatto le dovute verifiche,  e adesso siamo nelle condizioni di  riavviare l’attività del cantiere per far sì che Agrigento abbia un’incompiuta in meno – dice il commissario Maria Grazia Brandara – e un’infrastruttura in più al servizio delle aree industriali, portuali e turistiche di Porto Empedocle che agevoli la viabilità costiera  e l’accessibilità al porto”.

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Nonostante i tentativi per evitare ciò che si è ritenuto fosse evitabile, l’esercizio provvisorio del bilancio della Regione a marzo oltre la scadenza del 28 febbraio si è rivelato non evitabile. Un colpo di falce ha tagliato tanti emendamenti che avrebbero ostacolato il cammino verso la rapida approvazione entro febbraio, ma, ancora una volta, tra i meandri non esplorabili della politica, il martello martellato nei palazzi dei Normanni e d’Orleans ha reso vana la falciatura, confermando il passo di lumaca della legislatura che, sempre più appesantita da fardelli irrisolti, volge al termine. La Commissione Bilancio ha lavorato strenuamente, e poi è stata costretta a issare bandiera bianca, arrendendosi. Il collegio, presieduto da Vincenzo Vinciullo, ha votato: l’esercizio provvisorio a marzo? E 6 deputati componenti della Commissione hanno risposto col voto sì. Altri 4, tra Pd e Movimento 5 Stelle, invece no. E Vinciullo tenta di metabolizzare la resa, che è una sconfitta, e commenta: “Vista l’impossibilità di raggiungere una soluzione condivisa sul documento, e vista la difficoltà di interpretare le conclusioni della Conferenza dei capigruppo, il collega Di Giacinto ha proposto la proroga dell’esercizio provvisorio e l’abbiamo messa al voto.” Ovviamente il cielo sereno dell’approvazione entro febbraio è stato subito offuscato dal temporale del rinvio a marzo, e l’assessore regionale all’Agricoltura, del Partito Democratico, Antonello Cracolici, scatena la pioggia delle reazioni e tuona: “Qualcuno pensa che l’unico modo di fare politica è rinviare i problemi. Questi meccanismi finiscono per allontanare la gente.” E Alice Anselmo, capogruppo del Pd a Sala d’Ercole, coglie la palla lanciata da Cracolici e la rilancia così: “Prorogare l’esercizio provvisorio, dopo giorni di lavoro durante i quali erano stati portati avanti temi importanti quali quelli a favore di sportellisti, precari Asu, forestali, assistenza ai disabili ed esenzione ticket per i non occupati e per le famiglie affidatarie, è un atto irresponsabile. Esercizio provvisorio vuol dire bloccare i finanziamenti che avrebbero potuto dare ossigeno alle casse dei Comuni e fermare la possibilità di investimento. E’ un atto grave, portato avanti da pezzi della maggioranza e pezzi della minoranza e che rischia di ricadere pesantemente sulle categorie più deboli della nostra Regione.”
Fonte teleacras

Primo allenamento settimanale, oggi pomeriggio, per i biancoazzurri in vista della partita contro il Foggia, di sabato 25 febbraio, alle ore 14.30, all’ “Esseneto”. Agli ordini di mister Raffaele Di Napoli e del suo staff, i giocatori dell’Akragas hanno svolto un’intensa seduta atletica sul manto erboso dello stadio agrigentino.
L’allenamento si è basato principalmente sulla resistenza e sulla velocità. La squadra ha lavorato anche con il pallone. La seduta si è conclusa con una serie di partitelle a tema a campo ridotto. Tutti presenti all’allenamento tranne l’esterno offensivo, Lorenzo Longo, a riposo precauzionale per un lieve fastidio agli adduttori.
Domani, martedì 21 febbraio, è previsto un nuovo allenamento  con inizio alle ore 15.

Gero Acquisto, segretario provinciale della Uil Cst, interviene sulla reale situazione della cementeria empedoclina per fare un’operazione verità alla luce di quanto è accaduto e dopo che qualcuno vuol fare speculazioni di basso profilo.
“In merito alla vicenda Italcementi di Porto Empedocle la Uil di Agrigento interviene per ristabilire la verità sulla vicenda che sta portando a una piega sbagliata.
La crisi della cementeria va innanzi tutto contestualizzata ed ha un’origine che parte dal lontano 2009/2010 con la flessione del mercato del cemento che ha investito l’edilizia pubblica,con il crollo degli appalti pubblici e l’edilizia privata che ha segnato picchi negativi.
Il tutto è stato aggravato dall’incapacità della classe politica a tutti i livelli:nazionali,regionali,provinciali e degli enti locali .Ci lasciano infatti sgomenti le dichiarazioni tardive e dal sapore demagogico di campagna elettorale di parlamentari regionali del territorio o di alcuni illuminati sindacalisti 2.0 che alimentano il clima da campagna elettorale sbagliando modalità,tempistica e obiettivi.
Infatti se avessero voluto fare qualcosa e dare uno scossone, lo avrebbero potuto fare a tempo debito.Prova ne sia la bassissima utilizzazione dei fondi comunitari,il Fers già nella programmazione 2007/2013 e in quella in corso 2014/2020,risorse economiche mai adottate in pieno che hanno di fatto desertificato non solo la Sicilia,ma soprattutto il territorio provinciale,costringendo molte aziende a dichiarare il fallimento o a delocalizzare la propria attività per sfuggire alla crisi.In questo quadro si innesta e innesca non solo il cupio dissolvi di Italcementi ma anche quelle di altre realtà industriali ed economiche,impegnate nel settore edile e commerciale.
Per evitare che sulla vicenda Italcementi si continuino a fare speculazioni demagogiche e populiste dal sapore amaro,da presa in giro,la Uil di Agrigento non presta il fianco a soluzioni fantasiose e impraticabili a breve termine e per onore di verità.Ecco gli step della crisi:nel 2012 l’azienda Italcementi nel cuore della crisi aveva iniziato una serie di riduzioni a livello nazionale degli impianti produttivi a causa di una forte riduzione del mercato e della vendita del cemento comunicando prima la chiusura del sito produttivo dell’impianto empedoclino.
Successivamente grazie a una battaglia sindacale senza sconti, il mantenimento dell’impianto a regime ridotto è entrato nel cono d’ombra della crisi. Infine la trasformazione del sito in centro di macinazione che vista l’importanza strategica del sito e la vicinanza del Porto marinaro avrebbe potuto dare un risveglio dell’economia e il mantenimento della forza lavoro ha purtroppo portato ai licenziamenti.A oggi sono in costanza di lavoro solo 31 unità su 100,per onor del vero la stessa azienda ha attivato procedure di prepensionamento e ha seguito la strada del trasferimento del personale che purtroppo non ha potuto soddisfare tutte le maestranze.La situazione vede a oggi circa 20 lavoratori licenziati nel 2012 che vedono approssimarsi la fine degli ammortizzatori sociali,in alcuni casi sono già terminati.Inoltre dagli accordi sottoscritti tra azienda e organizzazioni sindacali nel 2012 sono state attivate le procedure per ricollocare il personale in altri siti del gruppo,che potrebbero concretizzarsi per alcune professionalità che sono a oggi fuori dalla filiera produttiva.La Uil tiene a sottolineare ,a differenza di posizioni illogiche e impraticabili,che il Sindaco di Porto Empedocle Ida Carmina ha  avuto la capacità di evitare soluzioni inapplicabili o deleterie come la chiusura immediata o la bonifica del sito,che porterebbe solo ad altra disoccupazione.Infatti apprezziamo la sua posizione nell’individuare soggetti economici interessati ad eventuali insediamenti nella parte di sedime non utilizzato da Italcementi e messo in sicurezza,attraverso una serie di misure incentivanti come Zfu o la Zes che deve mettere assieme i soggetti deputati:Regione Sicilia,Azienda e comune di Porto Empedocle.Naturalmente questa soluzione non può essere infinita e bisogna lavorare alacremente,onde evitare che la crisi della Italcementi,della laterizi Fauci,della Moncada,della Italkali uniche realtà industriali presenti nel nostro territorio spariscano per sempre.La Uil di Agrigento si pone in questi termini per un’azione propositiva a difesa del lavoro e del futuro dell’industria e dell’economia per ridare ossigeno e sviluppo alla nostra provincia.

Il supermercato Eurospin di via Palma a Licata è stato poco dopo le 20.Due persone  – volto coperto ed armati di coltello – sono entrati in azione creando panico nonchè hanno puntato il coltello alla gola di una delle cassiere e si sono fatti consegnare tutti i soldi che c’erano in cassa. Arraffato il denaro – pare 500 euro – i due sono subito fuggiti.
Scattato l’allarme, in via Palma si sono precipitati i carabinieri. E’ stata effettuata una prima, sommaria, ricostruzione dell’accaduto e subito è stata avviata la perlustrazione del territorio. Controlli e ricerche che, al momento, non avrebbero prodotto alcun risultato. A quanto pare i due sarebbero riusciti facilmente a scappare grazie ad uno scooter lasciato a pochi passi del supermercato.

E’ stata disposta l’autopsia sul cadavere di una donna, di 72 anni, morta nella sua abitazione a Niscemi. La Procura di Caltanissetta vuole vederci chiaro sulle cause del decesso dell’anziana che sarebbe morta nel sonno mentre in casa vi era il figlio di 44 anni. Proprio quest’ultimo invece di chiamare i soccorsi avrebbe iniziato le pulizie dell’appartamento rivolgendosi alle onoranze funebri solo dopo qualche ora. Questo il motivo che ha determinato la decisione della Procura.

Attimi di preoccupazione, ieri in via Imera, per via della caduta di una parte di un soffitto di una abitazione di un edificio della trafficata arteria di Agrigento. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno provveduto ad una serie di controlli interni ed esterni di un edificio dove vivono due donne, madre e figlia, che non hanno riportato conseguenze.

Una vasta area nei pressi di Palma di Montechiaro sarebbe stata sottoposta a sequestro, su disposizione della Procura della Repubblica di Agrigento, perchè sede di una vasta discarica di rifiuti interrati. Dal terreno oggetto dell’attenzione degli investigatori emergerebbero sacchi con rifiuti speciali.