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Immobili e denaro per mezzo milione di euro sottratti a un anziano che si era messo nelle mani di una coppia di coniugi di Vittoria e delle loro sedute spiritiche. Adesso e’ scattata la denuncia dei finanzieri del Comando provinciale di Ragusa, a carico di un avvocato di 53 anni, e della moglie di 45, per truffa e circonvenzione di incapace. L’indagine e’ nata dalla segnalazione di uno dei parenti destinatario di lettere di sofferenza del malcapitato, il quale, solo dopo anni di “pressioni” subite, si sarebbe reso conto di avere regalato immobili e denaro a questa coppia di vittoriesi senza scrupoli. Il professionista era soggetto noto alla Guardia di finanza iblea in quanto gia’ denunciato a seguito di una verifica fiscale da cui erano emerse varie irregolarita’. In particolare dal 2012, pur esercitando la professione forense, non aveva mai presentato alcuna dichiarazione dei redditi. Contestualmente, e’ stato accertato dai finanzieri, che con la collaborazione della moglie (che si spacciava per essere una medium in grado di contattare con poteri esoterici l’aldila’), e’ riuscito a farsi consegnare oltre 500 mila euro tra denaro contante e quattri appartamenti di proprieta’ dell’anziano vedovo, sfruttandone la fragilita’ psicologica. Dalla perquisizione presso lo studio del professionista, sono emerse decine di fogli manoscritti contenenti indicazioni e consigli su come e a chi regalare gli averi che hanno indotto il malcapitato, credendo di compiere la volonta’ dei suoi cari estinti, a dilapidare l’intero patrimonio.

Ancora una vettura in fiamme a Ribera, dopo gli episodi dei giorni scorsi. Questa volta ad essere distrutta dal rogo una Fiat Palio parcheggiata in via Campania, nel centro crispino. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco che hanno spento le fiamme e i carabinieri della locale stazione che hanno effettuato i rilievi utili all’accertamento della causa che ha sprigionato l’incendio. Non si esclude alcuna pista anche se la più probabile pare quella dell’autocombustione.

Ieri ore 05.30 circa via Vittorio Emanuele, nei pressi del Supercinema, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile per far fronte al fenomeno dei reati predatori, giunti nei pressi di un’abitazione ove erano in atto lavori di ristrutturazione, udivano alcuni rumori sospetti dall’interno, i militari prontamente con ausilio di altra pattuglia, cinturano il civico, notando che il portone d’ingresso presentava evidenti segni di effrazione, una volta entrati, sorprendevano un soggetto di sesso maschile che aveva appena finito di smontare il verricello elettrico dal montacarichi ed un’idrovora elettrica, nel tentativo di scenderli sul retro dell’abitazione.
Prontamente bloccato veniva identificato in un cittadino tunisino 33enne domiciliato a Canicattì da diversi anni, pregiudicato per reati specifici. Una volta condotto pressi gli uffici del Comando Compagnia veniva dichiarato in stato di arresto per il reato di furto aggravato e sottoposto alla misura cautelare degli Arresti Domiciliari, in attesa di essere condotto d’innanzi all’A.G. per il rito direttissimo. Gli elettroutensili venivano restituiti al titolare della ditta che stava effettuando i lavori di ristrutturazione.

Irruzione in uno studio legale in via Scina’, nel quartiere Borgo vecchio, a Palermo. Qualcuno e’ entrato negli uffici, forse da una finestra di un magazzino adiacente perche’ il portone d’ingresso non sarebbe stato forzato. Dallo studio Machi’, dove lavorano due avvocati civilisti molto noti in citta’, sono stati prelevati tre computer portatili pieni di dati e informazioni, ma non e’ stato toccato il denaro che si trovava in alcuni cassetti, circa 700 euro. Circostanza questa al vaglio degli investigatori. A scoprire il furto e’ stato uno dei due avvocati. E’ stata avvertita la polizia, che ha girato il caso ai carabinieri, i quali hanno raccolto la denuncia dei due legali.

La promessa è stata mantenuta: il Consiglio dei ministri, che ha assunto i compiti del Commissario dello Stato, non ha impugnato la legge della Regione Sicilia, approvata lo scorso 31 dicembre insieme all’esercizio provvisorio del bilancio, per le proroghe e le stabilizzazioni dei precari in servizio negli Enti locali. Dunque, è semaforo verde ai sindaci siciliani per avviare le assunzioni entro il 2018 con i fondi della Regione. Secondo il procedimento progettato, innanzitutto un’ampia parte del personale in esubero nelle ex Province sarà trasferito nei Comuni, dopodiché i Comuni assumeranno seguendo il criterio dell’anzianità di servizio. E poi, dei posti a disposizione in pianta organica, il 50% sarà riservato ai precari, e a ciò sono interessati almeno 14mila lavoratori. E per l’altra metà si svolgeranno i concorsi. Le amministrazioni comunali che non procedono alle stabilizzazioni saranno castigate: gli saranno vietate nuovi contratti a tempo determinato, e poi, come se fosse una rappresaglia, tagli ai trasferimenti riducendoli in proporzione al numero dei lavoratori non assunti. Secondo i progettisti, così procedendo saranno stabilizzati circa 7 mila dei precari storici dei Comuni, quindi la metà degli aspiranti. Gli altri, che entro il 31 dicembre 2018 non saranno assunti, transiteranno in altri Enti regionali. E qualora non intendano attendere fino alla scadenza, hanno facoltà di scegliere di essere assunti subito dalla società “contenitore” Resais. Quanto costa tutto ciò alla Regione Sicilia? 227 milioni di euro all’anno. E il Sottosegretario alla Sanità, Davide Faraone, che è tra i progettisti delle opere in itinere, commenta: “È un risultato importante perché ci permette di chiudere con la stagione delle clientele e dei ricatti, e di aprire una nuova stagione dei diritti. Nell’arco di due anni si potrà procedere alla stabilizzazione di tutti i lavoratori precari siciliani lasciandoci alle spalle questa triste pagina di amministrazione dell’isola. Ai lavoratori possiamo e dobbiamo chiedere impegno nello svolgimento dei loro compiti, servizi efficaci ed efficienti per i cittadini e serietà e di contro daremo loro certezza sottraendoli al ricatto della scadenza e del rinnovo. Adesso la Regione deve avviare con immediatezza il processo di stabilizzazione. Non ci sono più motivi ostativi di alcun tipo e si può procedere alle stabilizzazioni.”
fonte teleacras

Novità in vista per i pendolari siciliani ed esattamente per coloro che percorrono la A19  Palermo- Catania e non solo.  Il parlamento siciliano a breve sarà chiamato ad approvare l’emendamento finanziario che ha introdotto la norma per la trasformazione del Cas (Consorzio Autostrade Siciliane) in società per azioni e conseguente fusione con l’ANAS, quindi con approvazione finale entro giugno 2017 di tale norma.
Quindi autostrade gestite con un pagamento di pedaggio a cui faranno capo quelle che ancor oggi erano sprovviste e percorse gratuitamente, un percorso lungo 700 Km di cui 400 sono già gestiti dall’Anas e a cui ora si aggiungeranno oltre alla A19 anche quelli della Palermo-Mazara del Vallo e la diramazione di Alcamo-Trapani che possono far parte del pagamento una volta terminato e stabilito il sistema di gestione.
Per il presidente dell’Unione dei consumatori Manlio Arnone: “Si tratta dell’ennesima tegola sulla testa degli utenti, i cittadini dopo averne pagato la costruzione si vedranno costretti a pagare il pedaggio per percorrere strade costruite con soldi pubblici, non si può ricorrere continuamente alla privatizzazione quale soluzione per rimpinguare le casse pubbliche, noi come Unione dei Consumatori abbiamo deciso di non restare in silenzio e assumere una chiara posizione a tutela di tutti i cittadini utenti monitorando ogni passaggio e pronti a intraprendere un’azione collettiva”
Antonio David

PICCHIATO DA UN GRUPPO DI RAGAZZINI, MUORE POCHI GIORNI DOPO
Sabato l’autopsia per chiarire le cause del decesso, a Modica, di Angelo Partenza:
indagati per omicidio preterintenzionale un 15enne e un 16enne

Si saprà dopodomani, sabato 25 febbraio 2017, attraverso l’esame autoptico (finalmente) disposto dalla Procura di Catania, se la morte di un64enne di Modica sia stata effettivamente determinata, come si teme, dai postumi di un pestaggio subito da alcuni ragazzini tra i 15 e i 16 anni: un episodio già di per sé di una gravità inaudita che potrebbe però trasformarsi in omicidio preterintenzionale, l’ipotesi di reato profilata dal Tribunale dei Minori che ha iscritto nel registro degli indagati due giovanissimi.
Angelo Partenza, che abitava da solo, è stato trovato senza vita nella sua abitazione il 3 febbraio: a dare l’allarme la sorella, che non lo sentiva da un paio di giorni e che, preoccupata, ha avvertito i carabinieri i quali, entrati con i vigili del fuoco, hanno fatto la macabra scoperta.
Dalle indagini è però emerso che l’uomo era rimasto vittima di una brutale aggressione per mano di alcuni ragazzi pochi giorni prima. A raccontare i fatti, dei quali peraltro vi sono numerosi testimoni, è la stesso Angelo Partenza nella querela presentata subito dopo presso la stazione dei carabinieri di Modica. Il signor Angelo spiegava di essere stato da tempo nel mirino di un appena 15enne che abita nella sua stessa via e di un gruppetto di suoi amici e coetanei, tutti di Modica, che definire “i bulli del quartiere” è un eufemismo e che non perdevano occasione per infastidirlo, prenderlo in giro e ingiuriarlo a tutte le ore, visto che non vanno a scuola né lavorano. La situazione era arrivata al punto tale che il malcapitato era stato costretto a cambiare le sue abitudini e ad uscire di casa solo quando la banda non presidiava la zona.
Il 19 gennaio, a mezzogiorno, tuttavia, il 64enne e il ragazzino vicino di casa, che era assieme ad altri due amici, si sono casualmente ritrovati faccia a faccia nella piazzetta della chiesa di Santa Maria. Un accenno di rimprovero da parte dell’uomo è bastato per scatenare l’ira dei piccoli delinquenti. In particolare, l’amico 16enne l’ha strattonato e gettato per terra facendogli sbattere la testa: Partenza è rimasto intontito e in balia della furia del giovane, che ha continuato a colpirlo selvaggiamente con calci e pugni in faccia finché alcuni passanti, tra cui quattro operatori ecologici, sono intervenuti in sua difesa mettendo fine al pestaggio. In preda a forti dolori al volto e in tutto il corpo, il signor Angelo si è quindi rivolto dal suo medico di famiglia che l’ha invitato a recarsi al pronto soccorso dell’ospedale cittadino, dove i sanitari gli hanno riscontrato una brutta frattura della parete anteriore laterale, mediale e superiore del seno mascellare destro, a conferma di come i suoi aguzzini si fossero accaniti proprio sulla sua testa, per una prognosi di trenta giorni salvo complicazioni.
A fronte di questo antecedente così ravvicinato, la sorella della vittima, per fare luce sui fatti, chiarire le cause del prematuro decesso del fratello e ottenere giustizia, attraverso il consulente personale Salvatore Agosta, si è rivolta ai patrocinatori stragiudiziali di Studio 3A, società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni genere di sinistro. Messa al corrente dei fatti, la Procura di Ragusa ha iscritto nel registro degli indagati per il reato di omicidio preterintenzionale il 15enne vicino di casa della vittima e l’amico 16enne principale responsabile del pestaggio e ha trasmesso il fascicolo al competente Tribunale dei Minorenni di Catania (a Ragusa non c’è), il che ha comportato diversi giorni di attesa che hanno ulteriormente acuito il dolore dei familiari di Partenza. Finalmente, il sostituto procuratore dott.ssa Silvia Vassallo ha disposto l’esame autoptico sulla salma, che si trova ancora nell’obitorio dell’ospedale di Modica, incaricando a tal fine un proprio consulente tecnico medico legale, il dott. Giuseppe Iuvara. Il conferimento dell’incarico è avvenuto quest’oggi, 23 febbraio, al tribunale dei Minori di Catania, mentre l’autopsia che dovrà chiarire le cause della morte e definire i contorni di questa gran brutta storia, sarà effettuata sabato, alle ore 10, presso l’ospedale di Modica.


Monta la rabbia e lo sgomento dei tanti lavoratori forestali siciliani che tutt’oggi si sentono delusi e presi in giro per l’ennesima volta dal governo regionale che non riesce a dare risposte serie e fattibili a migliaia di lavoratori. Nonostante i preannunciati scioperi e manifestazioni poi ritirate, i forestali attendono l’evolversi della situazione che non porta adesso a nessuna conclusione. I sindacati hanno ritirato lo sciopero di venerdì 24 per incontrare il governo nei primi giorni di marzo in una doppia seduta per capire le reali intensioni su tanti punti che ormai aumentano di giorno in giorno, visto le attuale difficoltà che si hanno avuto in questi anni di perenne agonia, con stipendi arretrati, contratti scaduti,sentenze da valutare e sopratutto capire cosa sarà del comparto forestale.
Operai che cercano di captare notizie e capire come muoversi a situazione che possono nascere  e valutare il comportamento da intraprendere , visto che se si continua solo ad interloquire, non si arriverà a nessuna conclusione. Abbiamo assistito alla manifestazione pacifica in primo atto dei tassisti di Roma , che a tale mancata risposta hanno sfociato la manifestazione in guerriglia, ottenendo alla fine risultati per la loro categoria. Non scendendo nella meschinità di giustificare tale atto di “violenza o guerriglia” a volte vien da dire ingiustamente o meno, che la  forza può portare a risultati specialmente quando ci si culla su promesse,convegni e riunioni…. Tanta gente si scaglia contro i sindacati che per l’ennesima volta perdono tempo e si lasciano abbindolare dalle parole del governo regionale e non riescono a reagire e battere i pugni su situazioni che hanno portato ad arrivare dopo tanti anni ancora ad una situazione di precarietà di oltre 30 anni. Un sindacato non più credibile per tanti aspetti che rimarcano i pochi successi ottenuti negli anni e tutt’ora cercano di divincolarsi in comunicati che lasciano il tempo che trovano.
Questa è la voce del popolo forestale che sui social,nelle piazze e in ogni angolo dei paesi, confluiscono ad una univoca voce comune. Un riordino che sarà discusso giorno 6 Marzo e che dovrebbe dare risposte al futuro lavorativo di tante persone, oltre nell’avere risposte sulla Finanziaria che deve trovare una parte dei soldi, le graduatorie da verificare ed elaborare, in tutti i suoi aspetti e capire se i due settori si divideranno e come si svolgerà lo scorrimento dell’antincendio e tanto bla-bla-bla che ormai tutti sanno a memoria !
Antonio David

L’Arcivescovo di Agrigento, card. Francesco Montenegro, è lieto di annunciare la riapertura della Curia diocesana nei locali rinnovati del Collegio dei Ss. Agostino e Tommaso, attiguo al Seminario Arcivescovile.
La benedizione dei nuovi locali, avrà luogo venerdì 24 febbraio alle ore 12, vigilia della solennità di S. Gerlando, Patrono dell’Arcidiocesi.
La Curia Diocesana è il complesso degli organismi e delle persone, ecclesiastiche e laiche, che prestano la loro opera al Vescovo in modo stabile nel governo dell’intera Diocesi. La collaborazione si svolge soprattutto in quattro settori: pastorale, amministrativo, ministeriale e giudiziale.
Secondo le nuove disposizioni del Codice di Diritto Canonico, la Curia non ha un funzione puramente burocratica o semplicemente amministrativa, ma eminentemente pastorale nel suo contenuto e nelle sue finalità.
Oltre alla struttura essenziale – costituita dal Vicario Generale, dai Vicari Episcopali di settore e dal Cancelliere – la nostra Curia Diocesana è suddivisa in quattro Dipartimenti, che corrispondono ai quattro settori menzionati sopra e contano al loro interno Centri, Uffici e Servizi vari.
I tre piani del Collegio dei Ss. Agostino e Tommaso che ospitano la Curia Diocesana sono così ripartiti:

  1. Piano terra: Ufficio dell’Arcivescovo, URP (ufficio relazioni con il pubblico); Centro per la Missione e Ufficio per le Pontificie Opere Missionarie; Ufficio di Pastorale Sociale e del Lavoro, di Pastorale della Salute, Migrantes, Servizi per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso e per la Lettura del territorio; Archivi.
  2. Primo piano: Vicario Generale; Cancelleria; Ufficio Matrimoni; Vicario per la Pastorale; Centri per l’Evangelizzazione e la Catechesi, per la Carità e per i Giovani; Tribunale Ecclesiastico con relativa Cancelleria.
  3. Secondo piano: Vicari per l’Amministrazione e per la Ministerialità; Economato e Ragioneria; Ufficio BB.CC.EE., edilizia di culto e Ufficio tecnico; Istituto Sostentamento Clero; Servizio per i legati e le pie fondazioni.

Gli orari di apertura degli uffici e i relativi contatti (telefono, fax, e-mail) sono indicati nel sito web dell’Arcidiocesi (www.diocesiag.it).


Il M5S all’Ars non ci sta, le grandi e affrettatissime manovre in corso per le nomine dei direttori generali nel pianeta sanità avrebbero un solo scopo: blindare le poltrone che contano per i prossimi tre anni, impedendo di fatto al governo che succederà a quello in carica di individuare nuove figure per i vertici delle aziende ospedaliere.
Da qui la contromossa dei deputati 5stelle: la convocazione dell’assessore Gucciardi in commissione antimafia, cosa che dovrebbe arrivare a stretto giro di posta.
Non abbiamo ancora la data – dice Stefano Zito – ma ho già fatto richiesta al presidente Musumeci, che l’ha accolta verbalmente. Vogliamo tutte le spiegazioni del caso, ma sia chiaro, non tollereremo alcuna speculazione, né deroghe alle regole”.
Per questo il Movimento 5 Stelle segue con attenzione le “oscure mosse del governo”, pronto ad inviare le carte in Procura.
La fretta – dice Francesco Cappello – è determinata solo da un fatto: evitare di incappare nel semestre bianco, quando le designazioni sono di fatto inibite. In soldoni, sulle designazioni il governo non vuole lasciare carta bianca al prossimo esecutivo, che, verosimilmente, non sarà più a trazione Pd. La necessita di bruciare le tappe, però, potrebbe causare una serie di problemi: da un lato si anticiperebbe irrazionalmente la valutazione dell’operato di manager prima della scadenza naturale del loro mandato, dall’altro si andrebbero a pescare i nomi dei manager da un albo di idonei vecchio di quattro anni, quando, invece, si potrebbe procedere alla nomina di commissari in attesa del nuovo elenco”.
Per Cappello Il governo sta mettendo in campo tutte le strategie possibili per poter piazzare uomini di sua fiducia, ricorrendo anche ad armi di distrazioni di massa.
Ne sono un esempio – dice – i decreti del cosiddetto piano risparmi. La coincidenza dei tempi è quantomeno singolare. Di certo c’è che con questa mossa sono riusciti ad attirare l’attenzione dei media, gettando un cono d’ombra sulla vicenda delle designazioni. Vorrà dire che su quest’ultimo versante cercheremo noi di tenere accesi i riflettori e, se sarà il caso, come già detto, cercheremo di farli accendere anche alla magistratura”.