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Agrigento, requisitoria del Pm: chiesti 5 anni per l’avvocato Picone

 

Davanti al Gup del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, stamani sono comparse come imputate l’avvocato Francesca Picone, 42 anni, e per la sorella Concetta Picone, 44 anni, accusate estorsione e tentata estorsione.
E’ la ormai nota vicenda che ha catturato anche l’attenzione della trasmissione televisiva di Italia Uno “Le Iene” e che, quale antefatto, ha provocato l’arresto, poi annullato, dell’avvocato Giuseppe Arnone.
Le due imputate vengono giudicate con il rito abbreviato ed oggi è stata la PROCURA della Repubblica, attraverso il Pm Alessandra Russo, ad essere protagonista con l’attesa requisitoria.
Il magistrato stamani, piuttosto che esporre il suo atto di accusa ha preferito depositare una memoria di 14 pagine contenente l’illustrazione delle ragioni per le quali si è chiesta la condanna delle due imputate. Per Francesca Picone, con riduzione di un terzo per la scelta del rito, la richiesta è pari a cinque anni di reclusione e 2800 euro di multa ; per la sorella Concetta la richiesta è pari ad un anno e quattro mesi di reclusione e 1000 euro di multa.
Due gli episodi secondo cui le vittime (Cinzia Barbiere e il figlio minore ; e Pasquale Schembri, disabile e la moglie Carmela Arcuri) sarebbero state state minacciata se non avessero pagato una somma ulteriore rispetto all’onorario della professionista.
Il processo riprenderà il prossimo 4 aprile per chiudersi il successivo 14 aprile con la sentenza
Sull’udienza odierna è intervenuto con una dichiarazione l’avvocato Totò Pennica, difensore di parte civile: “Rispetto la scelta della Procura di rinunciare alla requisitoria e non dire una parola su un tema sociale. Prendo atto che il Pm di udienza ha depositato memoria scritta e ha difeso l’operato del suo ufficio ritenendolo esente da rilievi. Quello che penso lo dirò nell’arringa assumendomi le mie responsabilità perché in questo processo bisogna che qualcuno dia voce a chi non ha voce: i diversamente abili”.

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