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Cara ministra ti scrivo

 


Alla ministra della Pubblica Istruzione Valeria Fedeli
Valeria,
raccontarti cosa è accaduto ed accade dietro il “meraviglioso” “progetto Scuolebelle”tanto decantato dai politici di turno, (ultimo in ordine di tempo-Davide Faraone) –ha esordito così,incontrando a Palazzo Chigi una nostra delegazione-  è assai difficile. Potrei paragonarlo al poema allegorico della Divina Commedia,solo che a differenza dell’originale,diviso in tre “cantiche” (inferno purgatorio e paradiso) a questo,manca la parte finale,il paradiso.
Il progetto Scuolebelle, un capitolo che riguarda gli interventi di piccola manutenzione, decoro e ripristino funzionale degli edifici scolastici,il piano di edilizia scolastica, fortemente voluto dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, fin dal suo discorso di fiducia alle Camere del 24 febbraio 2014 si è rivelato, dopo “appena” 20 anni, un fallimento.Non ti elenco gli importi mostruosi “distribuiti” A iosa.Non ti racconto del “cartello” (Consorzio Nazionale Servizi e altri) che si è spartito una torta di oltre un miliardo e mezzo di euro di soldi pubblici, alle spalle dello Stato che con la gara Consip avrebbe dovuto risparmiare (Il Fatto Quotidiano ndr). Episodio finito con una max multa alle aziende.Consentimi di dirti che personalmente non me ne frega pù di tanto della maxi multa per le aziende coinvolte, mi preoccupano i lavoratori,ai quali è rimasto l’amaro in bocca,ai quali è proibito aprire le porte di quel girone dantesco. Da una parte, montagne di denaro pubblico e dall’altra sempre loro, gli ex lsu ata ancora una volta al centro di un disincanto                   che non vuole saperne di cambiare. Il mese scorso ho scritto una lettera al Dott.Raffaele Cantone,(ANAC)raccontando 25 anni di “sfruttamento fisico”, di “degrado delle regole”, di “mortificazione economica” dei lavoratori chiamati impropriamente Lsu, lavoratori facilmente ”scaricabili”,quando non servono più,da un’azienda all’altra.Cara Valeria,voglio fortissimamente voglio,comprendere perché il silenzio del governo,del ministero che dirigi,-da qualche mese-. Chi ha fatto e fa SINDACATO,quello vero,come il sottoscritto,come Tu del resto: ricordo la Filctem,il comitato etc- non può rimanere insensibile a quanto sta accadendo.
Ci sono sempre due scelte nella vita,accettare le condizioni in cui viviamo o assumersi  la responsabilità di cambiarle. Mi sono assunto la responsabilità di cercare di cambiare le “condizioni” di questi lavoratori i quali sono in grande difficoltà,ed è per questo che Ti chiedo di convocarmi presso il ministero per ascoltare il dramma di chi silenziosamente,giorno dopo giorno “muore”.
Aldo Mucci

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