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Prosegue nell’ agrigentino il progetto di cucina archeologica Archeo Cuisine, dell’associazione The Phoenicians di Agrigento. Sabato prossimo, 7 gennaio, a Licata, nell’aula capitolare del Comune, si svolgerà, dalle ore 17 in poi,  l’ incontro intitolato “A tavola con i Sicelioti”, sull’ alimentazione di ieri e di oggi, del mangiare antico e sani, insieme ai promotori del progetto Archeo Cuisine, Daniele Leone e Alessandra Conti, archeologi e nutrizionisti. A seguire sarà proposta una degustazione con ricette di Archeo Cuisine e pani di grani antichi siciliani, organizzata in collaborazione col negozio licatese Biotipico. Infoormazioni alla pagina Facebook di Archeo Cuisine o nella pagina dell’evento “A tavola con i Sicelioti” .

Basta agli spostamenti fuori provincia per effettuare le indagini diagnostiche di broncoscopia ed un deciso stop ai fastidi per i pazienti che, in svariati casi, si trovano in condizioni di sofferenza. L’ottimizzazione delle risorse esistenti e l’acquisto di un nuovo broncoscopio rende finalmente possibile effettuare le indagini nel territorio dell’azienda sanitaria provinciale di Agrigento. Il risultato, fortemente voluto dalla Direzione strategica Asp, è da mettere in relazione anche al recente insediamento del nuovo primario di chirurgia generale, endoscopia e laparoscopia dell’ospedale di Agrigento, il dottor Carmelo Sciumé. Dallo scorso 10 ottobre, data in cui il dottor Sciumè, professore associato di chirurgia generale presso l’Università di Palermo, ha assunto, in convezione, la direzione del reparto, la quantità e la qualità della gamma di prestazioni offerte si sono decisamente incrementate. L’acquisto della nuova attrezzatura e l’avvio di nuove metodiche operative, rendono oggi possibili ad Agrigento le broncoscopie, gli esami endoscopici che consentono un attento esame della trachea, dei bronchi principali e delle loro diramazioni per patologie che riguardano l’apparato respiratorio. In particolare è possibile accertare precocemente la presenza e la natura di tumori o stenosi ma anche appurare la necessità di manovre di disostruzione, le biopsie ed il cosiddetto B.A.L. ossia il lavaggio bronco-alveolare per esame citologico. Presso l’Unità operativa di chirurgia generale sono inoltre possibili gli esami di E.R.C.P. cioè le colangiopancreatografie retrograde perendoscopiche che si rendono prevalentemente utili nei casi di pazienti con ittero.

Apprendiamo con sgomento la notizia, riportata dal ilFattopopolare.it , che è stato ritrovata una carcassa di cane, in avanzato stato di decomposizione, dietro la colonna votiva del DiXmude nel viale delle Terme.
In questa città siamo abituati a molte “azioni” al limite della stupidità e dell’incomprensibile ma ad un episodio di questa gravità ed efferatezza non siamo certamente abituati. Cosa si possa nascondere dietro questo atto criminale attuato  nei confronti di un animale fatto  a pezzi ? Perché è stato fatto e con quali finalità ?
Qualcuno può ricondurre questo gesto ad una sorta di rito “satanico” o è semplicemente un atto di completa imbecillità umana?
Noi siamo stupefatti  che nessuno ( visto lo stato di decomposizione dell’animale) si sia accorto del fatto o, peggio ancora, che qualcuno se ne sia accorto e non abbia sentito il dovere di avvisare le autorità e i media.
E i turisti, che ancora oggi soggiornano a Sciacca, che idea si sono fatti di questa città? Cosa avranno pensato se malauguratamente  si fossero imbattuti in questo orrendo spettacolo?
Ci accodiamo alla richiesta rivolta al Sindaco e alle forze di polizia per un’immediata bonifica del luogo e un tempestivo accertamento  dei fatti per tentare di risalire agli autori di questo ignobile atto, che offende non solo gli “animalisti” o i benpensanti , ma l’intera città  di Sciacca !!!

MIGRANTI. PAGANO (LEGA): “PERICOLOSO TUNISINO ESPULSO NEL SIRACUSANO, PERCHE’ IL GOVERNO NON LO RIMPATRIA?”
“Il Governo provveda immediatamente al rimpatrio del tunisino verso cui oggi la prefettura di Siracusa ha disposto un provvedimento di espulsione per questioni di sicurezza nazionale, in quanto facente parte ‘di un sodalizio ispirato al radicalismo islamico, di fondata pericolosità’. Il tunisino non è stato formalmente cacciato dall’Italia come si vuol far credere, ma si trova ancora nel nostro Paese presso il Cie di Caltanissetta. Ci troviamo di fronte alla stessa dinamica che riguardò Amri, il killer di Berlino. Non vorremmo, perciò, ritrovare questo tunisino tra un anno libero di andare in giro per l’Italia e l’Europa e a commettere una nuova strage di innocenti. Il ministro Minniti, che ieri è stato proprio in Tunisia, passi ai fatti. Se non provvede al rimpatrio immediato, abbiamo la prova provata che il Pd e i governi Renzi/Gentiloni non vogliono risolvere questo prioritario problema per la sicurezza del Paese”. Lo dichiara il deputato nazionale della Lega dei Popoli-Noi con Salvini, Alessandro Pagano. “Per il prefetto di Siracusa il migrante farebbe parte di una cellula islamista, ‘di un sodalizio ispirato al radicalismo islamico, di fondata pericolosità’. Dai Cie in teoria non si potrebbe uscire, ma qualora fosse non si commetterebbe alcun reato: si tratta infatti di una forma di detenzione amministrativa. Potenzialmente, dunque, abbiamo migliaia di nuovi Amri, radicalizzati, pronti a colpire. Servono interventi urgenti da parte del governo, attraverso decreti legge, per bloccare le navi e gli arrivi e provvedere concretamente alle espulsioni e ai rimpatri. La Lega ha le idee chiare”.

TRASFERIMENTI AI COMUNI, ANCI SICILIA: “SI FACCIA CHIAREZZA SULLE RISORSE CHE DOVRANNO ESSERE DESTINATE NEL  2017”



“E’ indispensabile che si faccia chiarezza sulle  risorse  complessive che la Regione siciliana intende  destinare ai comuni nel 2017”. Hanno dichiarato Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale di Anci Sicilia.
“Il Governo regionale dia tempestivamente garanzie alle Autonomie locali – Continuano Orlando e Alvano  –  in merito ai 36 milioni che, da notizie di stampa, sembrerebbero essere stati prelevati dalle risorse previste a titolo di compartecipazione IRPEF per i Comuni e che dovrebbero essere reintegrati nel capitolo di bilancio”.
“Siamo certi e  convinti   che questo non possa che  essere il   frutto   di un assestamento di bilancio regionale – ha dichiarato Luca Cannata, vice presidente vicario di Anci Sicilia con delega al bilancio e alle politiche finanziarie – che  non può   penalizzare  i   comuni, i quali  devono   avere contezza dei trasferimenti in quanto dovranno chiudere i bilanci entro il 31 marzo e  la consideriamo  una leggerezza alla quale sarà presto posto rimedio”.
“Fare chiarezza sulle risorse è fondamentale – concludono Orlando e Alvano – per rendere possibile una attività di  programmazione   degli   Enti  locali  ed  evitare   che, come nel 2016,  si intervenga con provvedimenti a fine anno”.

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Sposami rivoluziona la propria Area Eventi per dare maggiore spazio allo show e ospitare le sfilate delle collezioni 2017/2018
E “si fa in tre”: aggiunge un piano all’esposizione, più stand, più proposte, più idee, più opportunità. Il “Wedding Taste” la grande novità

Succulento e prelibato è il “Menù di nozze” che la 13° edizione di Sposami offrirà ai futuri sposi. Il Salone del Matrimonio e della Casa de Le Ciminiere di Catania, in programma dal 14 al 22 gennaio, ha in serbo tante “pietanze” nuove e ricercate.
Sposami “si fa in tre”. Come le più maestose wedding cake il Salone ha ampliato i propri spazi, aggiungendo un piano  all’esposizione: oltre al PIANO TERRA e al PRIMO PIANO con tutti i fornitori e i professionisti per l’organizzazione del matrimonio, dalle aziende di arredamento con gli ‪‎architetti e i progettisti a disposizione per immaginare il focolare domestico dove far crescere  la famiglia. Nasce il SECONDO PIANO con nuovi ed elegantissimi stand: l’Area dei giochi a premio e degli spettacoli, show, sfilate, proiezioni, degustazioni.
La nuova AREA EVENTI sarà il luogo perfetto per quelle coppie alla ricerca di ispirazione per l’arredo casa e l’organizzazione delle nozze. Più grande, suggestiva, tecnologica, nella passerella di Sposami le coppie  potranno concretamente ammirare, sotto forma di show, tutte le anteprime dal settore wedding e del design.  E soprattutto le sfilate! Sul palco le collezioni sposa, sposo e cerimonia 2017/2018. Smartphone alla mano, l’imperativo è godersi  le “fashion week” siciliane a Sposami.
Il “Wedding taste” è una delle grandi novità del Salone della Sposa organizzato dalla Expo di Barbara Mirabella. E’ il primo “meeting in fiera” dedicato alle eccellenze del gusto e alla cultura del cibo di qualità dove uditori privilegiati saranno le coppie ma anche il sempre più vasto e appassionato pubblico dei wedding foodies alla ricerca crescente di qualità ed unicità. Un viaggio attraverso i sensi e le idee, alla scoperta delle tante e spesso nuove modalità in cui oggi si esprime e si sperimenta il banchetto di nozze: tra tradizione e innovazione, tendenze e scuole di pensiero, attrezzature e tecniche professionali, food & kitchen design. Nato dalla collaborazione di Expo con Blu Lab Academy,  il Wedding Taste andrà in scena in una tecnologica sala degustazione attrezzata per l’occasione presso la nuova area eventi del Salone, al 2° piano, con uno spazio speciale al termine del percorso dove fermarsi a chiacchierare con lo chef cominciando a delineare le prime idee di menù.
Questi e altri gli ingredienti di Sposami che, come sempre viaggerà in parallelo tra i Social Network e in diretta streaming. Chicche, curiosità, aggiornamenti  in tempo reale dalla Fiera, possibilità di scaricare l’invito omaggio per entrare gratis … tutto tramite il sito www.sposamiexpo.it.
Barbara Mirabella: “Sposami farà vincere, tornerà a stupire, divertire, emozionare,. E’ stato sempre così in 12  anni di successi in cui 275.000 futuri sposi hanno scelto le aziende del Salone per il loro ‘giorno più importante’; 12  anni in cui si sono succeduti i protagonisti del mondo della moda e del wedding style; 12 anni di eccitanti eventi dai quali sono emerse mode e tendenze; 12  anni in cui migliaia di coppie si sono portate a casa premi strabilianti utili per il giorno del Sì; la prima ed unica Fiera tra le siciliane ad essere andata in diretta streaming, a coinvolgere blogger straniere e ad avere un’anima spiccatamente ‘Social’”.
In attesa di svelare il programma eventi della 13° edizione, in occasione della Conferenza Stampa (martedì 10 gennaio), Sposami sarà ancora una volta un evento da sempre piacevolmente legato alla tradizione nella patria mondiale dei matrimoni che è la Sicilia.
La Fiera si potrà visitare tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dalle ore 16.00 alle 21.00 e sabato e domenica dalle ore 10.00 alle 22.00. Inaugurazione Sabato 14 Gennaio ore 16.30. Ingresso da piazzale Rocco Chinnici (già piazzale  Asia.)

La denuncia viene lanciata da una signora del paese su Facebook che posta le macabre foto di cani randagi uccisi, collocati all’interno di buste per la spesa e abbandonati in un terreno di proprietà del demanio.
Cani morti, ammazzati e gettati per terra come spazzatura. E’ quanto successo nelle ultime ore  a Bivona, piccolo paese dell’agrigentino circondato dai monti Sicani. La quiete di una tranquilla comunità come quella bivonese è stata, dunque, squarciata dal macabro ritrovamento delle carcasse di cani, tutti impacchettati e gettati all’interno di un feudo di proprietà del demanio.
Il fatto è stato denunciato da una signora residente nel paese agrigentino che, sul suo profilo Facebook, ha postato una serie di immagini che testimoniano lo sterminio dei poveri cani: si vedono dei sacchi di plastica strappati, dai quali fuoriescono cadaveri di cani in decomposizione. Altre salme si intravedono sparse per il terreno, altre ancora tra i cespugli.
«La colpa di tre o quattro imbecilli non può ricadere sulla città di Bivona, ma sicuramente l’indifferenza o l’omertà ricade su tutti voi. – si legge in uno dei tanti commenti su Facebook in risposta al post della signora che ha denunciato –  Di certo i cuccioli non si infilano da soli dentro i sacchi».
La Polizia Municipale, l’organo competente per casi del genere, fa sapere di aver appreso la  notizia su Facebook  e di non aver ricevuto alcuna segnalazione, fattore essenziale per effettuare le opportune verifiche. Anche perché – spiegano – la zona in questione è recintata in quanto di proprietà del demanio forestale, e per accedere bisogna richiedere l’autorizzazione allegando la denuncia».
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Al fenomeno del randagismo, che rappresenta una problematica importante soprattutto in una provincia, come quella di Agrigento, in cui strutture e servizi del genere sono praticamente assenti del tutto o, in alcuni casi, deficitari, va immediatamente trovata una soluzione che sia duratura nel tempo e non un provvedimento tampone.
Difatti, l’odierno caso di Bivona è solamente l’ultimo, in ordine di tempo. Neppure dodici mesi fa, in piena Valle dei Templi, scoppiò il caso dell’avvelenamento di numerosi meticci che, uno dopo l’altro, venivano fatti fuori con il veleno per lumache. Quella volta, per far fronte all’emergenza, fu costituita una task force composta da volontari, veterinari e famiglie.
Oggi,di fronte ad un nuovo, ennesimo, allarme, occorrono soluzioni concrete e definitive.

Una forte perturbazione, con previsione di un brusco abbassamento delle temperature, è in arrivo sulla nostra provincia. Temperature al di sotto dello zero e precipitazioni nevose sono previste nella zona montana, mettendo a rischio la percorribilità di alcune strade provinciali interne dei comparti centro-nord e ovest. Per questo motivo, pur garantendo la costante presenza di personale stradale reperibile, il Settore Infrastrutture Stradali del Libero Consorzio Comunale raccomanda la massima prudenza agli automobilisti in transito su queste strade, a forte rischio di ghiaccio o neve in inverno. Si ricorda, inoltre, che dal 15 novembre al 15 aprile, giusta ordinanza n. 15/2015 del Direttore del Settore Infrastrutture Stradali, è obbligatorio tenere le apposite catene da neve a bordo degli autoveicoli, e in particolare sulle seguenti strade provinciali: SP n. 36 Bivio Verdura-S.Anna e SP n. 37 Sciacca-Caltabellotta; SP n. 24A – Tratto Stazione Cammarata–Cammarata, SP n. 24 B – Tratto Cammarata – S. Stefano di Quisquina; SP n. 25 – Soria – Mussomeli (attualmente soggetta a forti limitazioni di transito e di velocità; SP n. 26 C – S. Stefano Quisquina – Confine Palermo; SP n. 26 D – Borgo Pasquale – Valledolmo; SPC n. 31 – Ex Consortile Cammarata verso Casteltermini; SPC n. 39 – Ex Consortile Soria Casalicchio; S.P.C. n. 40 – Ex Consortile Salina – Menta. Si ricorda anche che sulle stesse strade, in presenza di neve o ghiaccio, è vietato il transito a ciclomotori e motocicli.
Si raccomanda, comunque, in caso di nevicata, di mettersi in viaggio solo in caso di assoluta necessità, considerato anche lo stato non ottimale delle sedi stradali.

Neve in serata lungo la 640 come dimostra questa foto

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Le date, le ricorrenze, quel potere forte che hanno le date di nascita, ma anche di morte, quando si ricordano uomini che sono vissuti come eroi ma senza saperlo, eroi come uomini tra gli uomini, come piccole macchine da guerra alimentate a dignità, verità, rispetto della giustizia, e coraggio.
Peppino Impastato vive nelle scelte di chi – così come fece lui – prende le distanze dal mondo mafioso, promuove attività culturali e musicali, in chi crede nel valore dell’informazione fatta senza omertà, senza servilismi, sfidando i poteri forti della mafia.
Peppino Impastato vive negli uomini e nelle donne che ancora sanno stupirsi, che non si arrendono all’abitudine e che non si rassegnano, perché rassegnarsi è come morire lentamente di stenti emotivi, mentre si ingurgitano bocconi amari di realtà irrancidita e andata a male, fatta di speculazione e di orrore.
Sembra facile raccontare Peppino Impastato, ma non lo è. Si può facilmente raccontare la sua vita, ma ci vuole forza e coraggio per raccontare come ha vissuto, cosa gli si muoveva dentro in quelli che furono anni particolari e crudi.
Gli toccò morire nello stesso giorno in cui fu ritrovato il cadavere di Aldo Moro, e il suo assassinio fu praticamente oscurato da quell’accadimento.
Un giornalista, siciliano, ucciso nella notte tra l’8 e il 9 di maggio del 1978 Il suo cadavere venne fatto poi saltare sui binari della tratta Palermo-Trapani.
I depistaggi sulla sua morte fecero scandalo, ma solo molto tempo dopo. Fu la mamma di Peppino, che fece emergere la matrice mafiosa circa la morte di colui che fu un uomo che combatté la mafia perché la conosceva da vicino, proveniva da una famiglia mafiosa.
Nella vita lo “salvò” – sembra quasi un eufemismo dirlo – la curiosità, la scoperta della dimensione dell’impegno politico, le battaglie di carattere sociale intraprese, e poi ancora l’esperienza derivante dalla cultura e dalla musica, il sostegno alla libertà delle donne, tutti valori ed esperienze che anche oggi, potrebbero “salvare” le nuove generazioni, tirandole fuori dall’imbruttimento di chi non si meraviglia più di nulla, di chi cerca scorciatoie, di chi resta a guardare.
Un destino segnato, il suo. Il destino di chi per la prima volta fa nomi e cognomi, senza reticenze, rompendo il tabù dell’intoccabilità dei mafiosi in un paese dove la gente si inchinava ancora al passaggio dei boss e che sapeva che non era prudente, pronunciare determinati nomi.
Il cinema, la musica si sono ispirati alla vita di quel piccolo grande uomo, simbolo di chi ha ideali e per quelli lotta.
Non nasce un Peppino Impastato proprio tutti i giorni, e di questi tempi  ce ne sarebbe davvero bisogno di persone che abbiano il coraggio e la voglia di resistere, di lottare e di gridare che la mafia “é una montagna di merda”.
Il 5 gennaio è un giorno sacro, nel quale ricordare colui che vivendo ci insegnò che “nessuno ci vendicherà, perché la nostra pena non ha testimoni“.
Simona Stammelluti

Si informa che la Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Porto Empedocle ha disposto la seguente chiamata d’imbarco:
–          Venerdì  06/01/2017 –  ore 12,00: 1 marittimo con la qualifica di “Marò”, per completare l’equipaggio del  motopesca “DESTRIERO.” Matr 1PE972 in arrivo nello scalo di Licata.
I marittimi interessati possono rivolgersi per ulteriori informazioni, prima della chiamata d’imbarco, alla Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di   Porto Empedocle e Licata.