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Come previsto, intense precipitazioni nevose si sono abbattute e continuano tuttora nella zona alto collinare e montana. Al momento il Settore Infrastrutture Stradali del Libero Consorzio, che sta monitorando con la massima attenzione tutti i tracciati, non ha emesso ordinanze di chiusura riguardanti le strade provinciali interne, ma sconsiglia vivamente di mettersi in viaggio, ricordando inoltre che è obbligatorio l’uso delle catene, che un’ordinanza (la 15 del 2015) rende comunque obbligatorie dal 15 novembre al 15 aprile su diverse strade dei comparti centro-nord e ovest (SP n. 36 Bivio Verdura-S.Anna e SP n. 37 Sciacca-Caltabellotta; SP n. 24A – Tratto Stazione Cammarata–Cammarata, SP n. 24 B – Tratto Cammarata – S. Stefano di Quisquina; SP n. 25 – Soria – Mussomeli (attualmente soggetta a forti limitazioni di transito e di velocità; SP n. 26 C – S. Stefano Quisquina – Confine Palermo; SP n. 26 D – Borgo Pasquale – Valledolmo; SPC n. 31 – Ex Consortile Cammarata verso Casteltermini; SPC n. 39 – Ex Consortile Soria Casalicchio; S.P.C. n. 40 – Ex Consortile Salina – Menta). Ovviamente è anche vietato il transito a ciclomotori e motocicli. Squadre di pronto intervento di cantonieri e personale dell’impresa aggiudicataria dell’accordo quadro per la manutenzione stradale sono già allertate per far fronte ad eventuali emergenze, in particolare nei territori di Caltabellotta, Cammarata, S. Giovanni Gemini, S. Stefano Quisquina e Casteltermini..
Anche in caso di effettiva necessità e con le catene montate si consiglia, comunque, di procedere con la massima cautela.

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I poliziotti della Stradale di Agrigento, capitanati dal vice questore aggiunto, Andrea Morreale, hanno denunciato alla Procura un uomo di 24 anni di Favara, sorpreso, in territorio di Favara, al volante della propria automobile dopo avere assunto cocaina. Il passeggero è stato invece sorpreso in possesso di meno di 2 grammi di marijuana ed è stato segnalato alla Prefettura come consumatore. Il conducente è stato sottoposto ai controlli per accertare l’eventuale alterazione dello stato psicofisico, provocata dall’ abuso di sostanze stupefacenti o alcoliche. Ebbene, l’esito dell’ esame ha rilevato la recente assunzione di cocaina.

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A Canicattì la Polizia ha arrestato Vincenzo Curto, 30 anni, già sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla ex moglie. Curto è stato sorpreso dai Poliziotti intento ad abbattere l’ ingresso della casa della donna con calci e pugni, innanzi ai 3 figli piccoli di 5, 8 anni e 10 mesi. La donna, a seguito dell’ aggressione, è stata ferita ed è stata subito accompagnata al pronto soccorso. L’ex marito, adesso recluso nel carcere Petrusa ad Agrigento, risponderà di maltrattamenti in famiglia, danneggiamento aggravato, minacce gravi e lesioni personali a danno della donna.

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Ad Agrigento l’ associazione ambientalista MareAmico, coordinata da Claudio Lombardo (nella foto), ha diffuso un video (in onda oggi venerdì 6 gennaio al Videogiornale di Teleacras) appena registrato nei pressi del porticciolo Cesco Tedesco a San Leone, che testimonia la presenza di ampie chiazze schiumose. Lo stesso Claudio Lombardo commenta : “ Quello che si è visto presso il porticciolo turistico di san leone “Cesco Tedesco” è un fenomeno che di tanto in tanto accade, allorquando si è in presenza di forti mareggiate di ponente. Ciò si verifica per la costante presenza di sostanze inquinanti alla foce del fiume Akragas, come i fosfati, l’ammoniaca e i prodotti contenenti carbonio. Le sostanze in questione causano un aumento della produzione di fitoplancton che, durante le mareggiate, a causa delle forti correnti e del moto ondoso, producono montagne di schiuma. Poi la presenza di tensioattivi provenienti dagli scarichi domestici, immessi illegalmente nel fiume Akragas, fa il resto. Infine, il cattivo odore presente sempre durante questi fenomeni è dato dalla movimentazione dei fondali che per mesi accolgono le acque ed i sedimenti inquinati provenienti dal fiume Akragas”.

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Roma Gennaio 2017. Avremmo voluto parlare di assunzioni LSU, di disposizioni incentivanti per gli enti, avremmo voluto tutti poter scrivere la parola fine precariato, ma la finanziaria e l’ultimo decreto Milleproroghe, spacciato quale ancora di salvezza per i precari pubblici, non lo consentono.
Mai come in questo inizio d’anno i precari lsu fanno i conti con un Ministero del Lavoro, ancora a guida Poletti, incapace di assumersi le responsabilità di sostenere per legge assunzioni vere negli enti locali e di autorizzare l’INPS ad anticipare gli assegni di gennaio e febbraio, demandando vigliaccamente alle Regioni l’onere di prorogare, ognuna per sé, le attività in corso, in assenza di convenzioni firmate. Ma anche quando le Regioni intervenissero, come stanno già facendo con delibere di proroga a cadenza mensile, chi pagherà i lavoratori e con quale tempistica?
Il Ministero del Lavoro non intende prorogare il rinnovo se non dopo l’approvazione della Corte dei Conti (che ricordiamo, lo scorso anno per il Lazio ha determinato lo slittamento del pagamento delle mensilità di 3 mesi) che significa lasciare migliaia di persone senza reddito e certezze. Vergognosamente impone alle regioni programmi di riduzione del bacino, condizione posta dalla Corte dei Conti per il rinnovo delle convenzioni, sapendo già che senza alcun intervento normativo e finanziario centrale a favore degli enti locali, lo svuotamento si ottiene solo cacciando i lavoratori, prima con induzione incentivata alla fuoriuscita poi con lo stop alle convenzioni e alle attività.
USB già nel corso del 2016 aveva allertato i lavoratori sui rilievi della CdC (anche giusti) prevedendo il rischio di un possibile arretramento se il Governo non avesse adottato misure adeguate per facilitare le assunzioni. Oggi purtroppo, questa è una drammatica realtà. Sarebbe bastato un emendamento all’art 17 del decreto sugli enti locali del 2016 per consentire l’assunzione a tempo indeterminato di migliaia di precari LSU e ASU, compresi i 5000 calabresi con contratto a tempo determinato, ma nè la Madia né Poletti e tutto il cucuzzaro Gentiloni hanno voluto approvare la norma necessaria che USB ha proposto.
Inoltre i comuni che hanno deliberato a seguito di nota regionale, troveranno chiuso il portale di Italia Lavoro (nel frattempo passata nell’Agenzia Nazionale Anpal) e non potranno inserire i dati del monitoraggio, Questo lascia presagire un allungamento imprevedibile dei tempi di pagamento.
Non ci sono mai piaciute le proroghe della condizione di precarietà, tuttavia necessarie per raggiungere l’obiettivo delle assunzioni nei servizi ricoperti da 20 anni e garantire un reddito minimo ai lavoratori, ma oggi con graduatorie regionali approvate e vigenti, per le quali abbiamo lottato duramente e insieme ai lavoratori per anni, non possiamo permettere la sospensione delle attività e degli assegni mensili, tantomeno la stabilizzazione prevista dalla legge!!!
La mobilitazione è d’obbligo e possiamo farla solo noi.​
​ p.USB Enti Locali
​​​​ Elisabetta Callari
p.USB LSU Sicilia
Aldo Mucci

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La segreteria provinciale della Confael esprime solidarieta’ ai lavoratori precari della polizia municipale del Comune di Agrigento nella vertenza avviatasi per rivendicare legittimamente la conversione dei contratti di lavoro da part time a full time ed a tempo indeterminato.
La Confael, afferma Manlio Cardella Segretario Provinciale, condivide pienamente il merito delle rivendicazioni dei precari della polizia urbana tutte tese a richiedere sia la nullità dei termini apposti a contratti e proroghe che la validazione della piena sussistenza dei rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato.
I lavoratori precari del comune di Agrigento, similmente a tutti quelli degli enti regionali, liberi consorzi e comuni siciliani, precisa Cardella, si trovano oramai manifestamente in netto contrasto con le scelte operate da amministratori pubblici e sindacati confederali CGIL CISL UIL , di abbandonare i precari al loro destino e cioè a stabilizzazioni forzate a tappetto ed a ridotto numero di ore, con pesanti ripercussioni salariali, contributive e previdenziali.
La Confael auspica che il Sindaco Firetto apra immediatamente un tavolo di confronto sul precariato comunale senza esclusioni alcune, e nel contempo possa ancora valutare attentamente la scelta di costituirsi in giudizio presso la sezione lavoro del Tribunale di Agrigento contro i lavoratori aventi diritto.
I lavoratori precari della polizia urbana, continua il sindacalista Manlio Cardella, non saranno più lasciati soli a combattere senza alcuna vera tutela sindacale che ad oggi li costringe ad inseguire in tribunale l’amministrazione comunale, in una lotta impari, facendovi ricorso con proprie risorse economiche, aggravando ulteriormente così situazioni anche familiari.
Proprio dal Comune di Agrigento, conclude il segretario provinciale della Confael, deve elevarsi un forte richiamo al governo nazionale e regionale affinchè congiuntamente adottino un piano finanziario straordinario capace di soddisfare definitivamente le legittime aspettative di migliaia di precari siciliani che in tutti questi lunghi anni hanno già dato sacrificando la propria posizione salariale e previdenziale

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Dopo la giornata di ieri dedicata alla solidarietà, durante la quale Nino Amato, papà del Presepe Vivente di Montaperto e l’assessore Gerlando Riolo, hanno accolto i diversamente abili, segno che l’amore per il prossimo è una priorità per tutto lo staff, oggi sarà un’altra giornata speciale. L’antico borgo agrigentino accoglierà i Re Magi che giungeranno alla caratteristica grotta dove ad attenderli sarà presente la Sacra Famiglia. Il sito in cui sorge il presepe sembra essere fermo nel tempo, un agglomerato di case che hanno preso magicamente vita per mostrare gli antichi mestieri: “U vardiddraru”, “U Scuparu”, “A Lavannara” ecc tutto strettamente legato alla vecchia tradizione rurale agrigentina, così come le degustazioni. Moltissimi i visitatori, non ultima la nutrita comitiva che ieri è giunta da Salemi, che ha potuto apprezzare questo accurato percorso tra memoria, sacralità e arte grazie alle performance degli artisti Peppe Cammarata, Valeria Micciché, Graziana Lo Brutto, Luigi Corbino, perfettamente incastonati nei cortili del presepe per regalare momenti di riflessione, teatro, musica. Appuntamento dunque stasera per accogliere i tre Magi dalle 17.30 in poi. Sarà possibile visitare il Presepe anche domenica 8 gennaio, giorno i cui ci sarà la grande chiusura di questa IX edizione.

Dopo la giornata di ieri dedicata alla solidarietà, durante la quale Nino Amato, papà del Presepe Vivente di Montaperto e l’assessore Gerlando Riolo, hanno accolto i diversamente abili, segno che l’amore per il prossimo è una priorità per tutto lo staff, oggi sarà un’altra giornata speciale. L’antico borgo agrigentino accoglierà i Re Magi che giungeranno alla caratteristica grotta dove ad attenderli sarà presente la Sacra Famiglia. Il sito in cui sorge il presepe sembra essere fermo nel tempo, un agglomerato di case che hanno preso magicamente vita per mostrare gli antichi mestieri: “U vardiddraru”, “U Scuparu”, “A Lavannara” ecc tutto strettamente legato alla vecchia tradizione rurale agrigentina, così come le degustazioni. Moltissimi i visitatori, non ultima la nutrita comitiva che ieri è giunta da Salemi, che ha potuto apprezzare questo accurato percorso tra memoria, sacralità e arte grazie alle performance degli artisti Peppe Cammarata, Valeria Micciché, Graziana Lo Brutto, Luigi Corbino, perfettamente incastonati nei cortili del presepe per regalare momenti di riflessione, teatro, musica. Appuntamento dunque stasera per accogliere i tre Magi dalle 17.30 in poi. Sarà possibile visitare il Presepe anche domenica 8 gennaio, giorno i cui ci sarà la grande chiusura di questa IX edizione.

Un’Epifania nel rispetto dello spirito altruistico di questo periodo per il Kiwanis di Agrigento. Il club service, nel giorno della Befana, ha voluto dare il proprio contributo all’associazione Volontari di Strada la quale, da diversi anni, si occupa dei più bisognosi procurando loro generi di prima necessità.
Il club Kiwanis, che si propone prevalentemente di aiutare i bambini disagiati, ha voluto donare a questi “Angeli di Strada” una “calza della Befana” con generi di prima necessità, da distribuire alle famiglie più indigenti della nostra città, a cui verranno forniti pannolini, omogeneizzati, latte e biscotti. Un piccolo gesto che fa la differenza soprattutto in un periodo socio-economico poco felice come quello che stiamo vivendo.

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