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I Carabinieri della stazione di Ravanusa hanno arrestato Lucia Alessi, 75 anni, casalinga, di Ravanusa, e il figlio di lei, Giuseppe Burgio, 46 anni, pastore, per violenza, resistenza e lesioni personali a Pubblico Ufficiale. Ad un posto di blocco, l’ automobile condotta dalla Alessi con a bordo il figlio non ha obbedito all’alt e ha tentato la fuga, ma è stata inseguita e bloccata. L’automobile, una “Volkswagen Golf”, è risultata priva di copertura assicurativa. E la donna senza patente di guida perché mai conseguita. Madre e figlio si sono scagliati contro i militari, costringendoli a ricorrere al soccorso della Guardia Medica. L’ automobile è stata sequestrata. Lucia Alessi e Giuseppe Burgio sono ristretti ai domiciliari.


L’ associazione ambientalista MareAmico, coordinata da Claudio Lombardo, lancia l’allarme cedimento del lungomare a Cannatello, frazione marina di Agrigento. Lo stesso Claudio Lombardo, che allega delle fotografie testimonianza (in onda oggi lunedì 9 gennaio al Videogiornale di Teleacras), spiega : “Il rischio crollo incombe a causa dell’ erosione marina. MareAmico è da un anno che documenta e denuncia il problema. Lo scorso anno sarebbero bastate poche migliaia di euro di pietre per frenare il fenomeno. Invece, appena crollerà la strada, il costo sarà ben più elevato. E ciò sarà segnalato nei prossimi giorni anche alla Corte dei Conti, per l’evidente danno all’ Erario.

Lo scorso 26 aprile Matteo Messina Denaro ha compiuto 54 anni di età. E lo stesso giorno, ironia della sorte, il cugino acquisito, perché ha sposato una sua cugina, Lorenzo Cimarosa, è rientrato a Castelvetrano. E Cimarosa non è solo un cugino di Matteo e basta. E’ il primo della famiglia del capo di Cosa nostra ad avere saltato il fosso. Lui, Cimarosa, imprenditore edile, è morto la notte tra sabato 7 e domenica 8 gennaio, a 56 anni di età, e più volte, in vita, ha ripetuto : “Non sono un pentito di mafia, perché non sono mai stato mafioso. Sono esasperato dalla pressione delle forze dell’ ordine e della magistratura”. A Cimarosa sono stati concessi gli arresti domiciliari a Castelvetrano in ragione dell’aggravarsi della malattia che si è rivelata mortale. Lorenzo Cimarosa è stato arrestato il 13 dicembre 2013, il giorno della prima retata antimafia cosiddetta “Eden”. E pochi giorni dopo gli sono state sganciate le manette, innanzi al tavolo dei magistrati della Procura di Palermo che hanno registrato le sue dichiarazioni. Nel frattempo è stato condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione, da scontare ai domiciliari, nonostante il pool della procuratore aggiunto, Teresa Principato, gli avesse offerto un programma di protezione e, quindi, la scorta e il trasferimento da libero in una località segreta. Il cugino di Messina Denaro ha risposto “no grazie”. E così anche i suoi familiari, e suo figlio, Giuseppe, ha pubblicamente dichiarato : “Non dobbiamo essere noi ad andar via, ma i mafiosi. Mio padre ha trovato il coraggio di dire basta”. E il padre, il defunto Lorenzo Cimarosa, ha spiegato : “Con i Messina Denaro non ci siamo parlati per 20 anni, poi quando nel 2010 sono stati arrestati i Filardo, tra cui Giovanni Filardo, mio cognato, e cugino prediletto di Matteo Messina Denaro, c’è stato un avvicinamento. Io non volevo avere a che fare con queste cose, con la mafia e con i mafiosi. Ma ho sbagliato e devo pagare”. Lorenzo Cimarosa ha raccontato, tra l’altro, dei soldi destinati al cugino latitante, i suoi interessi nel settore dell’ energia alternativa, i suoi presunti fiancheggiatori, come gli imprenditori Antonino Lo Sciuto, e, da ultimo, Saro Firenze, arrestato poco meno di un mese addietro. Lo scorso 23 ottobre, lei, Rosa Filardo, infermiera, cugina di Matteo Messina Denaro, perché la madre di Rosa, Rosa Santangelo, e la madre di Matteo sono sorelle, ha rinnegato pubblicamente la mafia. E Rosa Filardo è la moglie, adesso vedova, di Lorenzo Cimarosa. Le parole di Rosa Filardo, in esclusiva al Tg1 Rai, furono : “Basta con la mafia, la mafia non porta né sviluppo, né ricchezza. Con la mafia, la popolazione e i giovani non hanno futuro. Proteggiamoli i nostri giovani. Chi ha paura cammina a testa alta. Quanta ipocrisia a Castelvetrano. Da una parte ti sussurrano che hai fatto la scelta migliore, poi ti isolano. Matteo non lo vedo da 35 anni. E’ un fantasma che aleggia su Castelvetrano”.
fonte teleacras

Per alcuni comuni è passata l’emergenza altri, invece, sono ancora nel pieno. E’ quanto sta accadendo in provincia di Agrigento alle prese con i postumi della cosiddetta “Bufera dell’Epifania”, l’ondata di maltempo che ha investito il centro-sud dell’Italia e che non ha risparmiato nemmeno la Sicilia e l’agrigentino. Accade dunque che alcuni centri più interni come Cammarata, Santo Stefano di Quisquina e Casteltermini, siano ancora alle prese con una situazione resa difficile dai cumuli di neve e che, nei suddetti comuni, i rispettivi sindaci abbiano firmato l’ordinanza di chiusura delle scuole di ogni ordine e grado per la giornata di domani. A Canicattì invece si è registrato un intervento di soccorso nei confronti di alcune famiglie che era rimaste isolate, così come a Santo Stefano di Quisquina dove sono entrati in azione gli uomini della Protezione Civile provinciale.

Ancora lavoro nelle ore tardo serali per tecnici e cantonieri del Libero Consorzio nel tentativo di liberare almeno una parte della SP 25 Soria-Mussomeli, lato Tumarrano, per cercare di fornire almeno una via di accesso all’ospedale di Mussomeli. Attualmente si sta lavorando con enormi difficoltà per rimuovere le enormi quantità di neve che hanno bloccato completamente la strada, lungo la quale sono ubicate diverse aziende agro zootecniche e agrituristiche. Alla luce delle fotoelettriche, gli operai  ed il potente mezzo della stessa impresa che gestisce la manutenzione delle strade del comparto centro-nord stanno cercando di aprire una pista spostando impressionanti cumuli di neve per consentire almeno il transito di fuoristrada e mezzi dotati di catene, ma ha ripreso a nevicare e come nel caso della SP 24 risulta difficoltoso pure il rifornimento di carburante per i mezzi utilizzati in questo pesante lavoro.
I lavori proseguiranno comunque finchè le condizioni meteo e di temperature (molto rigide) lo consentiranno, sperando che domattina si possa quantomeno iniziare a spargere il sale per evitare la formazione di ghiaccio.  Interventi ancora da compiere invece sulle strade consortili del comprensorio cammaratese, ovvero le SPC  n. 25, n. 36, 37, 38, 39 e 40, sulle quali alcune aziende agricole sono riuscite ad aprire piste con i propri trattori.

Lavorando ininterrottamente anche per tutta la giornata di oggi, i cantonieri del Libero Consorzio di Agrigento sono riusciti a liberare il tracciato della SP n. 24 Cammarata-Santo Stefano di Quisquina, ripristinando il collegamento tra i due versanti della zona montana. La strada è percorribile in ogni caso solo ed esclusivamente con catene montate, e si raccomanda di non mettersi in viaggio nelle ore notturne per il concreto pericolo di ghiaccio sulla carreggiata, mentre solo domattina sarà possibile spargere il sale per evitare ulteriore formazione di ghiaccio.
Nelle ore serali invece i cantonieri provvederanno ad aprire una pista lungo la SP n. 25 Soria-Mussomeli, in modo da ripristinare il collegamento del comprensorio montano con l’ospedale del comune nisseno. Anche in questo caso la strada è percorribile solo con  catene. Rimangono ancora invase in buona parte dalla neve le consortili ed ex regionali di tutta la zona, con disagi per le aziende agro zootecniche, ma purtroppo, come già specificato, il Settore Infrastrutture Stradali dispone di un unico mezzo spalaneve con il quale si dovrebbe garantire il transito di numerose strade attualmente bloccate dall’abbondante neve caduta nelle ultime 48 ore.


La Società Akragas Città dei Templi comunica che il centrocampista, Francesco Salandria, non è più un giocatore dell’Akragas.
Il calciatore oggi ha svolto regolarmente l’ultimo allenamento e domani mattina lascerà Agrigento per trasferirsi al Matera, formazione del campionato di Lega Pro, girone C.
Tutto l’entourage, ringrazia Francesco Salandria per l’impegno profuso e la professionalità dimostrata nelle due stagioni di permanenza all’Akragas ed augura allo stesso un futuro ricco di soddisfazioni, e le migliori fortune personali e professionali.
Francesco Salandria dichiara: “Ci tengo a ringraziare tutti gli agrigentini e i tifosi in particolare per l’affetto che mi hanno dimostrato in questo tempo. Grazie anche ai presidenti Giavarini e Alessi, all’amministratore delegato Peppino Tirri, alla società, al mister Di Napoli e il suo staff, e naturalmente anche a tutti i miei ex compagni. Vi ricorderò sempre”.

Con l’allenamento pomeridiano si è conclusa la prima e intensa giornata di preparazione per l’Akragas dopo le ferie natalizie. I biancoazzurri hanno svolto due ore di lavoro sul manto erboso dello stadio Esseneto. I giocatori, agli ordini di mister Di Napoli e del suo staff, hanno svolto un allenamento basato principalmente sulla tecnica con numerose partitelle a tema.
All’allenamento hanno partecipato tutti i giocatori della prima squadra, tranne il centrocampista Marco Privitera, e alcuni giovani delle formazioni Berretti e Allievi.
Gli allenamenti proseguiranno per l’intera settimana sia al mattino che al pomeriggio. L’obiettivo è quello di arrivare al meglio della condizione fisica per la prima gara del 2017, del 21 gennaio, sul campo della Reggina.

Il movimento di Salvini si insedia anche ad Agrigento. Sabato mattina si è svolta nella città la presentazione del nuovo direttivo provinciale. A presiederlo in qualità di commissario straordinario è Alessandro Pagano, deputato nazionale, coordinatore e delegato da Salvini alle organizzazioni del partito nella Sicilia occidentale.
“Si chiama Lega dei Popoli-Noi con Salvini – ha spiegato Pagano – proprio perché il valore della identità e dell’autonomia è alla base di questo progetto che da anni Matteo Salvini sta costruendo in tutta Italia. Vogliamo mettere in risalto le specificità dei singoli territori e dei popoli e difenderli dalla tecnocrazia di Bruxelles”. All’incontro hanno preso parte decine di esponenti locali del nuovo movimento.
“Stiamo portando avanti – ha proseguito Pagano – la volontà di rafforzare i nostri principi e i nostri ideali. Che sono: rispetto della persona, difesa della famiglia, formata da un uomo e una donna, e della sacralità della vita; stop all’invasione dei clandestini, studiata a tavolino da parte di chi vuole farci diventare provincia di una nuova dittatura islamica e che costa ai cittadini 4,5 miliardi di euro l’anno. E ancora, sovranità monetaria, via dall’euro, No a questa Europa tecnocratica che sta uccidendo il ceto medio e le piccole e medie imprese, facendo letteralmente scomparire ad esempio gli agricoltori e i pescatori, il tutto nel silenzio del governatore Crocetta; meno tasse con una flat tax al 15 per cento”.
Pagano ha quindi spiegato il ruolo che la Lega, fuori dai territori tradizionali, intende assumere aggiungendo che un occhio di riguardo è destinato “ai giovani, il nostro capitale umano che è stato dilapidato per colpa di miopia e politiche scellerate da parte dei vari governi eterodiretti: ogni anno 110mila italiani, di cui molti giovani e laureati, vanno all’estero. In compenso ci sono 60mila nati in meno, quanto la città di Agrigento, e facciamo arrivare 500 mila migranti per il 90% clandestini. La Sicilia è diventata terra di conquista dello straniero, terra di povertà, con la disoccupazione giovanile alle stelle, il reddito pro capite la metà della Lombardia nonostante i falsi proclami del Pd”.
In questa sfida Pagano ha chiamato a rappresentare il partito ad Agrigento persone della società civile che quotidianemente svolgono la loro attività come consulenti, avvocati, commercianti, imprenditori professionisti, studenti, “tutte persone – ha sottolineato il neo commissario provinciale della Lega – che hanno dimostrato di avere successo, nei loro settori, personaggi di spessore e che nel nuovo ruolo sociale vogliono contribuire a far risvegliare il popolo e farlo reagire rispetto alle volontà di quei poteri forti nazionali e internazionali che hanno deciso per sporchi interessi personali di uccidere la nostra economia, la nostra identità il nostro futuro. Grazie alla Lega e a Salvini riparte alla speranza. Tutto il popolo è chiamato. Stiamo preparando le classi dirigenti di chi ci deve rappresentare nei prossimi difficili anni. Nessuno si tiri indietro”.
Ad affiancare il commissario straordinario On. Alessandro Pagano è stato nominato un direttivo provinciale. In questa prima fase e in maniera assolutamente aperta anche ad altri esponenti che vorranno aderire sono stati chiamati: Andrea Buongiorno; Salvatore Picciotto; Raffaele Sanso; Angelo Di Naro; Sergio Burgio; Salvo Nicolosi; Vincenzo Graci; Stefano Soldano; Angelo Nicastro; Vincenzo Piscopo; Mari Buzzetta; Alfonso Varchica; Giuseppe Palermo, Salvatore Leotta.

E’ ripresa questa mattina la preparazione dell’Akragas di Raffaele Di Napoli. Gruppo biancoazzurro nuovamente in campo dopo la lunga pausa per le festività natalizie e di fine anno. Biancoazzurri a lavoro sul prato dell’Esseneto di Agrigento per il primo allenamento settimanale, incentrato soprattutto sulla parte atletica; nel pomeriggio Gomez e compagni scenderanno nuovamente in campo per la seconda seduta di giornata. L’allenamento pomeridiano comincerà alle ore 14.30 ed è aperto ai tifosi. Nel mirino dell’Akragas c’è la sfida del prossimo 21 gennaio in trasferta contro la Reggina, una diretta concorrente per la salvezza, primo impegno del nuovo anno.
All’allenamento di questa mattina hanno partecipato tutti i giocatori della prima squadra e alcuni giovani della formazione Berretti. Hanno ripreso a pieno regime anche il capitano Daniele Marino, l’esterno offensivo Matteo Zanini e l’attaccante Francesco Salvemini. I tre giocatori sono pienamente recuperati.
Ad assistere agli allenamenti l’amministratore delegato Peppino Tirri che si è intrattenuto a lungo con l’allenatore Di Napoli per discutere anche di mercato.