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REPLICA AL SINDACO RUVOLO E APPELLO A FORZA ITALIA (E TUTTO IL CENTRODESTRA).

Dispiace dover intervenire nella vicenda “Alzheimer”, ma essendo stato citato dal Sindaco durante la sua conferenza stampa si rende doveroso un mio chiarimento.
E’ vero che insieme al collega Angelo Failla, proprio per fugare ogni dubbio su eventuali casi di incompatibilità, potenziali conflitti di interesse ed obbligo di astensione, incertezze sulla legittimità dell’operato generale del Sindaco e degli Assessori, avevamo formalmente scritto all’Autorità Nazionale Anticorruzione, all’Assessorato Regionale alle Autonomie locali e al Segretario Generale del Comune (che ad abundantiam abbiamo anche risentito giorni fa insieme ad altri colleghi Consiglieri).
Fummo rassicurati dalle Autorità competenti che tutto si stava svolgendo nella piena trasparenza e legittimità, per cui se prima di scrivere Forza Italia avesse accolto il mio invito ad un dibattito interno, se il mio partito mi avesse dato la possibilità di parlare e mi avesse preventivamente coinvolto ed ascoltato, avrebbe evitato brutte figure, incomprensioni, e sterili polemiche che stanno minando la serenità di lavoratori, malati e loro famiglie.
Il dibattito interno che mi si continua a negare, non coinvolgendomi (non si capisce perché) nelle decisioni ed iniziative di partito, avrebbe anche evitato spaccature e polemiche all’interno del centrodestra, che a mio avviso non può permettersi di escludere Consiglieri come me ed i colleghi Adornetto, Failla, Favata, Bruzzaniti, Ricotta ed altri sol perché qualcuno fuori dal Consiglio Comunale vorrebbe probabilmente imporre la propria leadership.
Se il centrodestra vuole ritornare a vincere deve invece includere tutti, non possiamo permetterci esclusioni,  spaccature, liti interne e fughe in avanti. In quel modo stiamo infatti perdendo quel poco di credibilità che ci rimane, a tutto vantaggio del centrosinistra che sta gestendo male il Comune.
Per cui invito tutto il centrodestra, ed in primis Forza Italia, a stare unito e a concordare con tutti ogni singola iniziativa che si vorrà portare avanti per il bene di Caltanissetta. Ribadisco per tanto la mia disponibilità al dialogo, e alla coesione, con chiunque voglia dialogare con lealtà nell’interesse della Città.

Caso assunzioni Asp Agrigento. M5S porta caso in Ars: “Chiarezza subito”

I deputati regionali Francesco Cappello e Matteo Mangiacavallo chiedono audizione urgente dell’Assessore Gucciardi: “Si faccia subito chiarezza sull’accaduto. Commissione sia in diretta video”

Palermo 14 gennaio 2017 – Il caso delle assunzioni all’ASP di Agrigento, descritto dalla trasmissione “La Gabbia Open” di La7, sarà oggetto di una specifica audizione richiesta dal gruppo parlamentare del M5S presso la VI Commissione Sanità dell’ARS. I deputati regionali del M5S Francesco Cappello e Matteo Mangiacavallo hanno chiesto infatti di sentire il direttore generale dell’ASP e l’assessore Gucciardi per ottenere un chiarimento, specificando che la seduta andrebbe trasmessa in streaming attraverso i canali istituzionali.

“E’ una brutta pagina per la la sanità regionale ed in particolare per quella della ex provincia di Agrigento – dichiara Francesco Cappello. Su tutti i risvolti bisogna fare chiarezza. Occorre conoscere in che modo si è diffuso il prestampato col quale i precari rinunciano ai propri diritti proprio in vista del rinnovo del contratto, e poi prendere gli opportuni provvedimenti“. Il direttore Ficarra si è già dichiarato estraneo alla vicenda.

“Se non è stata un’iniziativa della direzione generale e, mi auguro, neppure dei direttori sanitari – afferma Matteo Mangiacavallo – rimane in piedi l’ipotesi paradossale che sia partita in maniera spontanea dagli stessi dipendenti. Parafrasando le espressioni del dott. Ficarra, siamo di fronte ad un episodio che danneggia l’immagine della sanità agrigentina e siamo pronti a difenderla nelle sedi opportune”.

“Chiederemo all’ASP di Agrigento e all’Assessore alla Sanità – dichiarano i due parlamentari del M5S – di provvedere alla revisione delle clausole contrattuali relative a dette rinunce. Occorre fugare ogni minimo dubbio che i dipendenti dell’azienda siano stati oggetto di un vile ricatto. Circostanza che non vogliamo neppure immaginare”.

Presso il tribunale di Agrigento, la requisitoria del pm Santo Fornasier circa il processo scaturito dall’inchiesta antidroca denominata “Ballarò”.
Sono 38 le persone coinvolte e imputate, a vario titolo, in una vicenda che all’epoca del blitz, nel 2010, portò a 56 provvedimenti, tra arresti e misure minori.
L’accusa ipotizza un giro di droga con un gruppo di licatesi che andavano a rifornirsi di sostanze stupefacenti, perlopiù hashish, marijuana e cocaina, nel quartiere palermitano di Ballarò per poi piazzarla nella cittadina agrigentina. Nelle ultime due udienze il pm Fornasier ha chiesto 4 condanne e 12 proscioglimenti.
La requisitoria del pm continuerà nella prossima udienza.


Girgenti Acque, pur confermando lo stato di crisi idrica generale, che si sta ripercuotendo sulla distribuzione, con l’allungamento dei turni per tutti gli utenti, già in più occasioni resa nota, tiene a precisare che non sono stati registrati picchi di 25 giorni nella distribuzione idrica nel Comune di Canicattì né sono pervenute note di protesta da parte dell’Amministrazione Comunale di Canicattì, al contrario, nello spirito della massima collaborazione nella giornata di oggi è stato fatto un incontro fra i Vertici della Girgenti Acque con alcune Amministrazioni Comunali della Provincia di Agrigento, fra i quali il Sindaco di Canicattì Ettore Di Ventura, il Sindaco di Racalmuto Emilio Messana, il Presidente del Consiglio Comunale di Ravanusa Vito Ciotta, alla presenza dell’Onorevole Angelo Capodicasa.
Sono stati posti sul tavolo i problemi del territorio e la Girgenti Acque ha esposto le possibili soluzioni:
la gestione efficiente delle fonti e dell’acquedotto Tre Sorgenti, l’utilizzo dei pozzi, ed ovviamente in ultimo la gestione unitaria dell’intero ambito ottimale territoriale che renderebbe più efficiente ed equa la ripartizione delle risorse idriche disponibili tra tutti i Comuni della Provincia.

A Sciacca la Polizia marittima della Guardia costiera ha sequestrato 1.500 chili di pesce sciabola e 250 chili di gambero rosa, il tutto sorpreso in un furgone frigo, privo della prevista etichettatura con le informazioni generali utili alla tracciabilità. Sono stati multati, per complessivi 3mila euro, il titolare del furgone e il titolare del peschereccio che non ha apposto le etichette sulle cassette all’atto dello sbarco e della vendita del pescato.

Il deputato regionale saccense interviene su avviso interno scaduto da oltre tre mesi: “Chiediamo risposta al direttore generale”


Palermo 14 gennaio 2017 – Era stato pubblicato dall’ASP di Agrigento, in data 22/09/2016,  l’avviso interno per il conferimento incarico di sostituzione, ex art. 18, del primario del Pronto Soccorso di Sciacca, dott. Michele Carlino, andato in pensione. Bando scaduto da oltre tre mesi e al quale hanno manifestato il loro interesse sei dirigenti medici degli Ospedali riuniti di Sciacca e Ribera: Angelo Di Rosa, Gaspare Marinello, Giuseppe Spallino, Ida Oliviero, Umberto Marsala e Vincenzo Bonomo.

Della questione si è interessato il deputato regionale Matteo Mangiacavallo che più volte, in questi mesi, ha interpellato l’ASP di Agrigento per ottenere notizie in merito. Con l’ultima risposta datata 21/11/2016, il direttore generale, dott. Lucio Ficarra, faceva sapere che ai curricula pervenuti, e dunque in fase di valutazione, se n’era aggiunto un settimo, quello del dott. Ignazio Galizia, giunto da Palermo al Pronto Soccorso di Sciacca e addirittura accreditato dalla stampa come primario in pectore. Notizia mai confermata, tant’è che dal 23 settembre tali funzioni vengono svolte dal direttore sanitario Dott. Gaetano Migliazzo.
“La situazione è chiara, chiarissima – afferma Matteo Mangiacavallo – e non capiamo il motivo per cui il direttore generale non abbiamo ancora scelto. O forse si, perché a pensar male, diceva qualcuno, si fa peccato ma spesso ci si azzecca”.
“Abbiamo fatto presente all’ASP – continua il deputato saccense – che non esiste un settimo candidato. L’ultimo arrivato non ha partecipato all’avviso interno e non è un medico già in servizio. Motivo per il quale la scelta deve ricadere tra i sei dirigenti che hanno manifestato interesse a ricoprire quel ruolo e che ad oggi vedono mortificata la loro legittima aspettativa”.
“Purtroppo siamo alle solite – conclude Mangiacavallo – anche se siamo sicuri che la nomina arriverà presto, pur se in ritardo, e su base meritocratica. E’ un obiettivo del Movimento 5 Stelle, far sì che non prevalgano scelte parentocratiche o partitocratiche, a partire proprio dalle nomine dei direttori generali delle ASP”.

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“Rimaniamo notevolmente perplessi rispetto all’incontro con i capigruppo, richiesto dall’Assessore Amico e avvenuto venerdì pomeriggio al Comune di Agrigento, avente come oggetto un’ipotetica apertura all’intero consiglio rispetto alla formulazione del documento di giunta contenente le misure correttive ”.
Ad esprimere più di qualche perplessità è il Capogruppo di Sicilia Futura, Nuccia Palermo, che durante la riunione ha sottolineato all’Assessore al Bilancio come sia assurdo chiedere al consiglio una mano sulla formulazione delle famose misure correttive quando lo stesso consiglio viene lasciato all’oscuro sulle problematiche che l’ Ente, sotto l’aspetto amministrativo, vive.
“Nello specifico – sottolinea il Capogruppo Palermo – non intendiamo prestare il fianco ad una sorta di mera passerella il cui intento sembra essere solo quello di imbavagliare la possibile critica politica stipulando un qualcosa di approssimato e poco efficace”.
“Per apportare delle correzioni così come richiesto dalla Corte dei Conti – insiste ancora Nuccia Palermo – bisogna entrare all’interno di quelle che sono le problematiche. Bisogna con minuziosa attenzione capire quali meccanismi nocivi, ormai da anni diventati consuetudine, devono essere combattuti e corretti. I compiti per casa, dati dall’Assessore Amico ai capigruppo presenti, ai nostri occhi appaiono come un modo per lavarsene le mani e per spalmare sul consiglio la responsabilità di un piano contenente aria fritta”.
“Teniamo a precisare che allo stesso Amico abbiamo chiesto di illustrare quali sono le problematiche che ha riscontrato in questi quasi due anni ma lo stesso ha rinviato la risposta ad un prossimo incontro. Inutile sottolineare come la non risposta non sia stata da noi gradita poiché il rinvio, ovviamente, vanifica l’incontro stesso che per quanto ci riguarda è rimasto una perdita di tempo”.
“Invitiamo l’Assessore Amico ad invitarci nuovamente ad un tavolo, da lui stesso definito tecnico, solo ed esclusivamente quando avrà le idee chiare e sarà nelle condizioni di rispondere dettagliatamente alle domande relative all’argomento. Fino a tal giorno preghiamo l’Assessore di studiare di più la materia– conclude il Capogruppo di Sicilia Futura – ed intanto ci dispiace constatare come durante questi mesi, evidentemente e come lo stesso Amico ci comunica, nessuna misura correttiva, se non un mero e semplice atto d’indirizzo agli uffici, questa amministrazione ha posto in essere”.
Il Capogruppo di Sicilia Futura

Il Tribunale di Agrigento ha scarcerato e ha disposto l’ espulsione dal territorio nazionale, perché senza documenti, del marocchino di 20 anni residente a Favara, Youssef Es Safssafi, arrestato dai Carabinieri perché in via Vittorio Emanuele ha rubato una borsa posta sul sedile passeggero di un’automobile. L’ africano, difeso dall’ avvocato Daniele Re (nella foto), sarà giudicato in abbreviato il prossimo 8 febbraio.

I titolari di due laboratori di analisi cliniche di Palma di Montechiaro e di Aragona avevano impugnato davanti al TAR Sicilia, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Lucia Alfieri, il decreto dell’Assessore Regionale della Salute avente ad oggetto la disciplina del sistema di aggregazione dei laboratori di analisi in Sicilia , contenente una  previsione di decadenza automatica dell’accreditamento nell’ipotesi di omessa presentazione , entro il termine di giorni sessanta dalla data di pubblicazione del decreto medesimo, di formale istanza di aggregazione , al fine di raggiungere una soglia minima di prestazioni. Gli avvocati Rubino e Alfieri nell’ambito dell’impugnazione hanno citato numerosi precedenti giurisprudenziali afferenti sia  l’illegittimità di una previsione temporale assai ristretta al fine di realizzare l’aggregazione tra laboratori per il raggiungimento di una soglia minima di prestazioni, sia  l’illegittimità della sanzione della automatica decadenza dell’accreditamento di ogni singola struttura nell’ipotesi di esito negativo del procedimento di accreditamento dell’aggregato. I difensori hanno altresì censurato la violazione dei principi comunitari in materia di concorrenza e di autonomia privata, atteso che il sistema di accorpamento tra le strutture, oltre a comportare un’evidente alterazione della libera concorrenza, determina una vera e propria posizione dominante delle strutture più forti , con conseguente pregiudizio per i consumatori. Si è costituito in giudizio l’Assessorato regionale della salute, in persona dell’Assessore pro tempore, rappresentato e difeso dall’avvocatura distrettuale dello stato di palermo, per chiedere il rigetto del ricorso, previa reiezione della richiesta cautelare di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato. Già il Presidente della Terza sezione del TAR Sicilia, dottoressa Solveig Cogliani, visti i presupposti di gravità ed urgenza scaturenti dall’eventuale interruzione dell’attività dei laboratori di analisi, aveva accolto la richiesta di misure cautelari monocratiche avanzata dai difensori , sospendendo l’efficacia della sanzione automatica della decadenza dall’accreditamento contenuta nel decreto assessoriale impugnato. Da ultimo il Tar Sicilia sezione terza, presidente la dr.ssa Solveig Cogliani, relatore la Dr.ssa Maria Cappellano, condividendo le censure formulate dagli avvocati Rubino e Alfieri, ha accolto la richiesta cautelare di sospensione dell’efficacia del decreto assessoriale impugnato, condannando l’assessorato regionale della salute anche al pagamento delle spese giudiziali afferenti la fase cautelare. Pertanto, per effetto delle pronunzia resa dal Tar, i laboratori di analisi non dovranno aggregarsi al fine di raggiungere una soglia minima di prestazioni mentre l’assessorato regionale della salute pagherà le spese giudiziali .