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L’ assessore comunale di Agrigento, Beniamino Biondi, annuncia che sono stati conclusi i lavori di recupero dell’ area esterna delle scuole Giovanni Paolo secondo e Santa Chiara in via dei Fiumi al Villaggio Mosè. E lo stesso Biondi afferma : “La nuova pavimentazione consente adesso di potere usufruire di tale importante spazio di socialità e di didattica per tutti i ragazzi, nelle condizioni necessarie di sicurezza e di decoro. Dopo lamentele e disagi durati per troppi anni, siamo riusciti a risolvere in modo definitivo il problema della sostanziale interdizione dell’area esterna della scuola ai bambini. Adesso sarà possibile vivere appieno questo spazio di gioco, prima impraticabile e poco sicuro, con grande soddisfazione dei bambini e dei genitori, anche per la serenità conquistata in termini di sicurezza e igiene, proseguendo così l’ intenso lavoro che stiamo portando avanti sui temi della edilizia scolastica e della manutenzione straordinaria degli immobili”.

A Naro una donna di 86 anni è stato scoperta morta in casa, in via Armando Diaz. Da 3 giorni circa non vi è stata traccia di lei, e i vicini di casa, allarmati, hanno telefonato ai Vigili del fuoco che, entrati all’ interno dell’ abitazione, si sono imbattuti nella donna morta. Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri e il medico legale per l’ ispezione cadaverica. Nessun dubbio sulla morte per cause naturali dell’ anziana.

Sono 11 i Comuni agrigentini al voto in primavera per il rinnovo dei sindaci e dei consigli comunali. A maggio si vota ad Aragona, Bivona, Campobello di Licata, Casteltermini, Cattolica Eraclea, Comitini, Lampedusa e Linosa, Montallegro, Santa Margherita Belice, Sciacca e Villafranca Sicula. Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa, insegue la riconferma, e afferma : “Mi ricandido perché voglio completare il mio lavoro, abbiamo fatto cose importanti”.

Ancora errori nei nuovi cartelli stradali e turistici ad Agrigento. Dopo Basilicata dell’ Immacolata, dopo le delezioni dei cani, adesso anche cruascotto anziché cruscotto, in un cartello che indica il divieto di transito e di sosta nella piazza Santo Spirito. In proposito, il sindaco, Calogero Firetto, spiega : “Ciò non c’entra affatto con la cartellonistica turistica. E’ un cartello con un refuso della ditta che l’ha fatto stampare, acquistato dal comando di Polizia municipale. Sarà sostituito a cura e spese della ditta”.

Nuova emergenza neve sulle strade provinciali dell’area montana. I tecnici e i cantonieri del Libero Consorzio Comunale di Agrigento segnalano già almeno 15 cm di neve lungo la SP n. 24 B S.Giovanni Gemini- Santo Stefano di Quisquina, a partire dal Ristorante “Filici”. Su questa tratta sono già all’opera lo spalaneve e il mezzo spargisale, adoperato anche sulla SP n. 26 A Cammarata-Castronovo di Sicilia per prevenire la formazione di ghiaccio lungo la carreggiata.
L’intensificarsi della perturbazione atmosferica che da oltre 24 ore si è abbattuta sulla nostra provincia, dunque, unitamente al progressivo abbassarsi delle temperature, sta causando nuovamente problemi alla viabilità interna, e nel raccomandare agli automobilisti la massima prudenza e di mettersi in viaggio solo se strettamente necessario, il  Settore Infrastrutture Stradali ricorda l’obbligo di procedere con le catene montate, catene che in ogni caso vanno obbligatoriamente  tenute a bordo sino al 15 aprile (vedi Ordinanza n. 15/2015 del Direttore del Settore Infrastrutture Stradali riguardante le SP n. 36, n. 37, n. 24 A 24 B, n. 25, n. 26 C,  n. 26 D, e le SPC n. 31, n. 39 e n. 40, con divieto assoluto di transito  a ciclomotori e motocicli in presenza di neve o ghiaccio).
Già da ieri tecnici e cantonieri del Libero Consorzio Comunale stanno monitorando con la massima attenzione queste e le altre strade interne, nelle scorse settimane invase e danneggiate dalle abbondanti nevicate. Allertato anche l’Ufficio Provinciale di Protezione Civile, pronto ad intervenire, come nei giorni scorsi, in caso di peggioramento delle condizioni meteo.

Il teatro è un mondo meraviglioso capace di divenire magico se solo lo si guarda con gli occhi dei bambini, anche se si è adulti. E incuriosire ed appassionare i più giovani è una delle sfide più significative per chi di teatro vive, per chi lo ama e lo sostiene malgrado i periodi difficili per il settore.

Eppure la compagnia del Teatro dell’Acquario di Cosenza guidata da Antonello Antonante e da Dora Ricca, è sempre pronta a nuove sfide, che mettono al centro proprio i giovani e le famiglie, ospiti d’onore di iniziative e spettacoli teatrali come quello in scena in questi giorni al Teatro Morelli di Cosenza dal titolo “Odissea“, liberamente ispirato all’omonima opera omerica, e riadattata proprio per un pubblico giovane, che ha delle precise necessità quando approccia alle opere teatrali, che dunque devono avere non solo un linguaggio comprensibile, ma anche efficace ed accattivante.

In scena due attori giovani e talentuosi, Noemi Caruso (che ha curato anche le coreografie) e Francesco Pupa, entrambi dotati di ottima presenza scenica, di una dizione impeccabile e di versatilità espressiva, che da soli sul palco riescono a raccontare il poema nei suoi tratti più essenziali, con una grande energia e con la giusta intenzione.

La storia di chi vaga, dopo una guerra per far ritorno a casa è molto più attuale di quanto si possa immaginare; tanti moderni Ulisse tutti i giorni provano a raggiungere luoghi, solcando mari, alla ricerca di qualcosa più che con l’intento di tornare a casa. E chi non ha mai usato l’espressione: “è stato proprio un’odissea!”

Eppure la storia – così come viene raccontata nello spettacolo in scena la Teatro Morelli per i ragazzi della scuola primaria e secondaria di I grado – è coinvolgente, perché punta l’attenzione sulle avventure di Ulisse, sulle sfide che deve affrontare, sull’aspetto eroico dello stesso ma smorzando molto i toni epici, ed è proprio questo modo di raccontare la storia di Odisseo che i due attori catalizzano l’attenzione dei giovani presenti in platea.

L’efficacia dello spettacolo a mio avviso sta nella capacità di realizzare un’opera teatrale significativa con pochi mezzi, che però riescono a regalare al pubblico degli effetti “speciali” originali e a tratti sorprendenti.  Un telone sullo sfondo, che è allo stesso tempo vela di nave e porta magica che separa il protagonista e il suo equipaggio dalla narrazione, che mette in contatto Ulisse con le sue sfide estreme ed avvincenti. E così nulla di supertecnologico è messo a disposizione dei ragazzi, ma la tecnica delle ombre, dei giochi di luce e di effetti sonori che coinvolgono e trascinano lo spettatore lì, accanto al protagonista e al suo compagno di viaggio che è quasi un alter ego capace di divenire compagno di avventura e poi ancora colei che attende, che non si lascia sciupare dal tempo e dalla nostalgia.

La struttura narrativa ovviamente è stata ridotta e riadattata ma in maniera esemplare, consentendo sia a chi conosce già l’opera che a chi approccia ad essa per la prima volta di comprenderne i dettagli, di riconoscerne eventualmente i temi trattati e di coglierne soprattutto quei particolari che rendono la storia una opportunità di riflessione ed è proprio in questo che vince, chi l’ha pensata per i ragazzi. Il tema del viaggio, della curiosità che spinge a conoscere il mondo, l’accoglienza verso lo straniero ma soprattutto la tenacia del sopravvivere e il desiderio di far ritorno a casa.

Nessun videogioco potrebbe dare ai giovani le stesse emozioni provate in teatro nel vedere un affascinante Ulisse alle prese con Poseidone, Polifemo, Eolo, la Maga Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, e poi ancora trasformato in mendicante dalla dea Atena. Un intreccio della storia che appare fluida ed appagante.

Un’ora di spettacolo, un ottimo esempio di come si possa fare il teatro con professionalità e competenza e se questo esperimento – perché il teatro è anche questo – è servito a mettere in circolo nuove passioni e voglia di tornare, allora a vincere è l’arte, la cultura, la voglia di non lasciarsi travolgere dallo sterile scorrere del tempo che prova a cancellare il talento. Si potrebbe fare molto, sostenendo iniziative come queste, ma fin quando ci saranno da una parte chi fa e propone, e dall’altro chi accoglie, allora l’arte del teatro sarà salva.

Mi aggrappai ad un pezzo di legno, come alla vita” – Ulisse

Simona Stammelluti

Il teatro è un mondo meraviglioso capace di divenire magico se solo lo si guarda con gli occhi dei bambini, anche se si è adulti. E incuriosire ed appassionare i più giovani è una delle sfide più significative per chi di teatro vive, per chi lo ama e lo sostiene malgrado i periodi difficili per il settore.

Eppure la compagnia del Teatro dell’Acquario di Cosenza guidata da Antonello Antonante e da Dora Ricca, è sempre pronta a nuove sfide, che mettono al centro proprio i giovani e le famiglie, ospiti d’onore di iniziative e spettacoli teatrali come quello in scena in questi giorni al Teatro Morelli di Cosenza dal titolo “Odissea“, liberamente ispirato all’omonima opera omerica, e riadattata proprio per un pubblico giovane, che ha delle precise necessità quando approccia alle opere teatrali, che dunque devono avere non solo un linguaggio comprensibile, ma anche efficace ed accattivante.
In scena due attori giovani e talentuosi, Noemi Caruso (che ha curato anche le coreografie) e Francesco Pupa, entrambi dotati di ottima presenza scenica, di una dizione impeccabile e di versatilità espressiva, che da soli sul palco riescono a raccontare il poema nei suoi tratti più essenziali, con una grande energia e con la giusta intenzione.

La storia di chi vaga, dopo una guerra per far ritorno a casa è molto più attuale di quanto si possa immaginare; tanti moderni Ulisse tutti i giorni provano a raggiungere luoghi, solcando mari, alla ricerca di qualcosa più che con l’intento di tornare a casa. E chi non ha mai usato l’espressione: “è stato proprio un’odissea!”
Eppure la storia – così come viene raccontata nello spettacolo in scena la Teatro Morelli per i ragazzi della scuola primaria e secondaria di I grado – è coinvolgente, perché punta l’attenzione sulle avventure di Ulisse, sulle sfide che deve affrontare, sull’aspetto eroico dello stesso ma smorzando molto i toni epici, ed è proprio questo modo di raccontare la storia di Odisseo che i due attori catalizzano l’attenzione dei giovani presenti in platea.
L’efficacia dello spettacolo a mio avviso sta nella capacità di realizzare un’opera teatrale significativa con pochi mezzi, che però riescono a regalare al pubblico degli effetti “speciali” originali e a tratti sorprendenti.  Un telone sullo sfondo, che è allo stesso tempo vela di nave e porta magica che separa il protagonista e il suo equipaggio dalla narrazione, che mette in contatto Ulisse con le sue sfide estreme ed avvincenti. E così nulla di supertecnologico è messo a disposizione dei ragazzi, ma la tecnica delle ombre, dei giochi di luce e di effetti sonori che coinvolgono e trascinano lo spettatore lì, accanto al protagonista e al suo compagno di viaggio che è quasi un alter ego capace di divenire compagno di avventura e poi ancora colei che attende, che non si lascia sciupare dal tempo e dalla nostalgia.

La struttura narrativa ovviamente è stata ridotta e riadattata ma in maniera esemplare, consentendo sia a chi conosce già l’opera che a chi approccia ad essa per la prima volta di comprenderne i dettagli, di riconoscerne eventualmente i temi trattati e di coglierne soprattutto quei particolari che rendono la storia una opportunità di riflessione ed è proprio in questo che vince, chi l’ha pensata per i ragazzi. Il tema del viaggio, della curiosità che spinge a conoscere il mondo, l’accoglienza verso lo straniero ma soprattutto la tenacia del sopravvivere e il desiderio di far ritorno a casa.
Nessun videogioco potrebbe dare ai giovani le stesse emozioni provate in teatro nel vedere un affascinante Ulisse alle prese con Poseidone, Polifemo, Eolo, la Maga Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, e poi ancora trasformato in mendicante dalla dea Atena. Un intreccio della storia che appare fluida ed appagante.

Un’ora di spettacolo, un ottimo esempio di come si possa fare il teatro con professionalità e competenza e se questo esperimento – perché il teatro è anche questo – è servito a mettere in circolo nuove passioni e voglia di tornare, allora a vincere è l’arte, la cultura, la voglia di non lasciarsi travolgere dallo sterile scorrere del tempo che prova a cancellare il talento. Si potrebbe fare molto, sostenendo iniziative come queste, ma fin quando ci saranno da una parte chi fa e propone, e dall’altro chi accoglie, allora l’arte del teatro sarà salva.
Mi aggrappai ad un pezzo di legno, come alla vita” – Ulisse

Simona Stammelluti

RACALMUTO: Al via il Progetto “Obiettivo Giovani”. Coinvolti giovani disoccupati dai 18 ai 35 anni.
Prende il via oggi il progetto “Obiettivo Giovani” promosso dall’assessorato ai servizi sociali del Comune di Racalmuto e rivolto alla fascia giovane della comunità.
Il progetto ha coinvolto 36 giovani racalmutesi dai 18 ai 35 anni, disoccupati/inoccupati che dedicheranno due mesi della propria vita a favore di un impegno di utilità collettiva. Per i giovani coinvolti, dichiara l’assessore ai servizi sociali dott.ssa Carmela Matteliano: “ il servizio civico può essere un’importante occasione di crescita personale per i giovani alla ricerca di un lavoro. Favorisce l’integrazione sociale e costituisce oltre che un’esperienza di collaborazione, un’opportunità educativa e formativa”.
Nello specifico, le azioni di intervento attivate, grazie al coinvolgimento dei giovani sono:
1) un servizio di supporto organizzativo per alunni svantaggiati (supporto ai docenti nelle attività di igiene, di alimentazione e in quelle ludico-ricreative) per gli alunni frequentanti le sezioni infanzia del plesso “Lauricella” e del plesso “Agazzi” dell’istituto Comprensivo Statale Leonardo Sciascia;
2) un servizio di piccola manutenzione e pulizia di strutture pubbliche ed in particolare scuole, teatro ecc..
Tutti i giovani partecipanti sono stati sottoposti a visita medica e formati attraverso un corso specifico organizzato dal comune.
“Ancora una volta Scuola e Comune si trovano a condividere un’altra bella esperienza progettuale – dichiara il sindaco Emilio Messana. L’intesa tra i due enti permette di migliorare e rafforzare i servizi e di offrire ai nostri giovani concittadini un ambiente socializzante e protetto dove sviluppare le proprie competenze. Già lo scorso anno la scuola ha offerto la possibilità a 10 cittadini disoccupati di poter svolgere la loro esperienza di borsa lavoro. Adesso entrano nelle scuole i giovani, grazie ad una misura specifica per la loro valorizzazione.”
Il servizio civico comunale costituisce una forma di assistenza alternativa all’assegno economico ed è rivolto prioritariamente a coloro che sono privi di occupazione.
Ciascun giovane sarà impegnato sei ore alla settimana per otto settimane e avrà diritto ad un compenso di 280 euro.

situazione di forte degrado presso la Villa Comunale “Mini-Zoo Ecologico al Villaggio Bellavista” ; Il sottoscritto, Salvatore Bartolotta, Consigliere Comunale, nell’esercizio del proprio mandato elettorale, intende interrogare la S.V. su quanto segue. Premesso Che sono pervenute allo scrivente molte segnalazioni da parte di privati cittadini, soprattutto genitori che frequentavano con i loro bambini la Villa Comunale di cui all’oggetto, sul degrado e lo stato di abbandono in cui versa la stessa; Che a tal proposito e al fine di denunciare lo stato di degrado, si allegano una serie di immagini dalle quali emerge chiaramente lo stato di abbandono di tutto lo spazio ed, in particolar modo, la parte dove sono allocate varie attrezzature ludiche e giochi per i bambini; Che la villetta si trova in completo stato di abbandono con pavimentazione sconnessa e divelta in più punti; con sterpaglie e verde non curato; con le giostrine evidentemente danneggiate e potenzialmente pericolose per i cittadini; con i cestini e i terreni confinanti stracolmi di rifiuti e privi della pulizia quotidiana o periodica; Considerato Che la villetta in questione è stata ed è una delle poche occasioni di svago per i bambini di Porto Empedocle, dove poter trascorrere il proprio tempo libero ed un punto di incontro e di riferimento per tanti bambini della comunità Empedoclina. Che il perdurare di tale stato di degrado trasforma la villetta comunale in un luogo poco sicuro ed estremamente pericoloso per chi decidesse di frequentarla; Nel richiedere un intervento urgente da parte dell’ Amministrazione comunale in carica, si interroga la stessa, con risposta scritta, affinché spieghi le motivazioni per le quali non si è intervenuti, le determinazioni ed i provvedimenti che intendono prendere e la tempistica di intervento.