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Sulla vicenda che ha interessato la Calcestruzzi Belice, dopo aver  partecipato al consiglio comunale aperto del Comune di Montevago, contattato il capo segreteria del viceministro all’Interno e verificata la situazione con il Prefetto Postiglione, il deputato nazionale del Pd Tonino Moscatt, dopo la partecipazione alla fiaccolata a fianco dei lavoratori rimasti senza occupazione, ha presentato un’interrogazione al ministro competente.
“La Calcestruzzi Belice è stata dichiarata fallita per un debito che ammonta a 30 mila euro nei confronti dell’Eni. Debito, che era in fase di accertamento da parte di altro tribunale. A causa di questo ‘corto circuito istituzionale’ l’azienda è stata chiusa ed i dipendenti licenziati. Senza voler fare la caccia alle streghe – ha spiegato Moscatt – ho chiesto come il governo si stia adoperando per verificare le responsabilità soggettive che hanno causato tale corto circuito con conseguente licenziamento del personale e la chiusura di tutte le attività connesse all’azienda in questione. Ho chiesto, altresì, come l’Esecutivo intende intervenire per aiutare il personale licenziato, conclude Tonino Moscatt”.

I parlamentari nazionali del PD , Angelo Capodicasa e Maria Iacono, hanno presentato una interpellanza al Presidente del Consiglio Gentiloni e al Ministro dell’Interno  Minniti, sul caso della  società “Calcestruzzi Belice s.r.l” di Montevago (Agrigento), attualmente in confisca definitiva dei beni e con gli amministratori diffidati a compiere ogni attività aziendale.
Per Capodicasa : “Undici lavoratori verranno a perdere il loro posto di lavoro per motivi che, ad uno sguardo superficiale, non appaiono essere insormontabili.L’eventuale chiusura definitiva dell’attività della Calcestruzzi Belice, oltre a comportare un serio danno all’economia della zona, sancirebbe l’ennesimo episodio di sconfitta dello Stato nella gestione dei Beni sequestrati alla criminalità organizzata con ripercussioni notevoli anche sul fronte della lotta alla mafia che non può tradursi in danno alle popolazioni ed ai lavoratori indirettamente interessati.
Infatti, la disponibilità del Cardinale Montenegro, vescovo di Agrigento, di intervenire con le già sparute risorse della Curia insieme a Don Ciotti per conto dell’associazione “Libera”, per ripianare, come atto di solidarietà, il debito di circa trentamila euro con l’Eni,se da una parte  dimostra ed esalta la sensibilità sociale della Chiesa agrigentina e di “Libera”, dall’altra suona come monito e critica severa alle Istituzioni dello Stato per l’incapacità a risolvere un problema, che pur nella modestia delle cifre, ha risvolti sociali pesanti per la piccola comunità di Montevago e refluenze importanti per l’immagine dell’azione di contrasto alla mafia condotta dallo Stato.
Il  Governo deve affrontare direttamente il problema e  prendere iniziative immediate per  scongiurare la chiusura della Calcestruzzi e salvare così posti di lavoro e risorse economiche per l’area della Valle del Belice e garantire la credibilità della lotta alla mafia come lotta, al contempo, di legalità e di sviluppo.

Le considerazioni sulla nomina del primario per l’Area di emergenza dell’ospedale di Sciacca espresse di recente dal capogruppo all’Ars del Movimento Cinquestelle, Matteo Mangiacavallo, e diffuse a mezzo stampa, spingono la Direzione generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento a formulare alcune doverose ed opportune precisazioni. “Va detto innanzitutto – afferma il dottor Salvatore Lucio Ficarra – che l’Asp di Agrigento non ha indetto nessun concorso di primario di Pronto soccorso per il ‘Giovanni Paolo II’ vigendo, come è noto, il divieto di dar corso a procedure di assunzione. E’ un sicuro intendimento aziendale quello indire la relativa selezione pubblica ma, ovviamente, solo a seguito dello sblocco generale dei concorsi di reclutamento del personale da parte degli enti superiori. Quanto alle sostituzioni si procederà sulla base di protocolli aziendali che, come da prassi, seguono precise valutazioni e non possono essere influenzate (appare quasi superfluo ribadirlo) né dalle continue e pressanti azioni dell’onorevole Mangiacavallo né da nessun altro suo pari”.
Nel sottolineare che la proroga degli incarichi in azienda è stata portata a termine per tutte le figure professionali, il direttore Ficarra conclude affermando che: “appare utile evidenziare, nell’interesse pubblico e nel rispetto della trasparenza, che le dichiarazioni dell’onorevole Mangiacavallo sono probabilmente influenzate dalla segnalazione fatta all’autorità giudiziaria nei suoi riguardi dallo scrivente”.

Le considerazioni sulla nomina del primario per l’Area di emergenza dell’ospedale di Sciacca espresse di recente dal capogruppo all’Ars del Movimento Cinquestelle, Matteo Mangiacavallo, e diffuse a mezzo stampa, spingono la Direzione generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento a formulare alcune doverose ed opportune precisazioni. “Va detto innanzitutto – afferma il dottor Salvatore Lucio Ficarra – che l’Asp di Agrigento non ha indetto nessun concorso di primario di Pronto soccorso per il ‘Giovanni Paolo II’ vigendo, come è noto, il divieto di dar corso a procedure di assunzione. E’ un sicuro intendimento aziendale quello indire la relativa selezione pubblica ma, ovviamente, solo a seguito dello sblocco generale dei concorsi di reclutamento del personale da parte degli enti superiori. Quanto alle sostituzioni si procederà sulla base di protocolli aziendali che, come da prassi, seguono precise valutazioni e non possono essere influenzate (appare quasi superfluo ribadirlo) né dalle continue e pressanti azioni dell’onorevole Mangiacavallo né da nessun altro suo pari”.Nel sottolineare che la proroga degli incarichi in azienda è stata portata a termine per tutte le figure professionali, il direttore Ficarra conclude affermando che: “appare utile evidenziare, nell’interesse pubblico e nel rispetto della trasparenza, che le dichiarazioni dell’onorevole Mangiacavallo sono probabilmente influenzate dalla segnalazione fatta all’autorità giudiziaria nei suoi riguardi dallo scrivente”.

Conferenza del docente dell’Università di Messina ai giovani studenti delle medie
Favara, il sociologo Pira agli alunni dell’Istituto “Bersagliere Urso”: “Il cyber bullismo non è un nemico invincibile”
Ha introdotto i lavori la Dirigente Scolastica, Brigida Lombardi. Presenti alcuni genitori
Favara (16 gennaio 2017)- “Il cyber bullismo non è un nemico invincibile. Insieme studenti, docenti, famiglie, istituzioni e associazioni possiamo vincere questa battaglia”. Lo ha detto questa mattina il sociologo Francesco Pira, docente di comunicazione all’Università di Messina nel corso di una conferenza all’Istituto Comprensivo  “Bers. Urso-Mendola” di Favara incontrando studenti e genitori. Alunni di seconda e terza media dell’Istituto che ha portato avanti con successo progetti dedicati alla pace ed alla legalità ed ha strutturato classi ipertecnologiche con l’ausilio di LIM  e di tablet, si sono confrontati per quasi due ore con l’esperto di nuove tecnologie. Tantissime le domande, non soltanto delle studentesse e degli studenti, ma anche dei genitori.
La Dirigente professoressa Brigida Lombardi, introducendo i lavori e presentando l’ospite, si è detta soddisfatta per la presenza del professor Pira. Presente ai lavori il Presidente del Consiglio d’Istituto, avvocato Antonello Milia.
Quest’ultimo con l’ausilio di video ed immagini ha parlato delle potenzialità della rete ma anche dei pericoli. Si è appellato ad un uso consapevole. Ha dato consigli pratici.
Pira si è soffermato su come spessissimo ormai la cronaca racconta casi di cyber bullismo e sexting. “Non possiamo rimanere a guardare – ha rilevato il docente- dobbiamo impegnarci con tutte le nostre forze per evitare devianze che possono a volte risultare fatali, indurre al suicidio”.
“Una mattinata intensa per rafforzare il patto educativo con le famiglie” ha giustamente commentato la Dirigente Lombardi . Ad organizzare l’incontro la docente di lettere professoressa Silvia Nicoletta Tesè (referente per il  contrasto al bullismo) che ha lavorato con gli alunni sul tema. Due studentesse Maria Martina e Aurora Campione della 3B hanno preparato un interessante video mostrato al professor Pira e ai genitori presenti sull’argomento. Al termine della relazione del professor Pira, il presidente del Consiglio d’Istituto, avvocato Milia ha spiegato anche alcuni risvolti legali sul cyber bullismo.

Il 5 settembre dello scorso anno noi de L’AltraSciacca abbiamo chiesto chiarimenti all’Amministrazione comunale circa l’illuminazione pubblica di alcune strade private (vedi link). In particolare, supportate da un dettagliata relazione storica, descrittiva e fotografica, abbiamo elencato alcune vie o strade in cui risultano presenti corpi illuminanti del servizio pubblico e abbiamo rivolto le seguenti domande via pec al Sindaco, Fabrizio Di Paola, all’Assessore ai Servizi a Rete, Gaetano Cognata, e al Dirigente del Sesto Settore, Aldo Misuraca:
1 – Come mai non è stato dato seguito alla disposizione che l’assessore Leonte sosteneva di avere impartito agli uffici comunali competenti per il distacco e la rimozione della pubblica illuminazione dalla Via Corrao? Esistono delle responsabilità a carico di qualcuno?
2 – L’Amministrazione comunale e i responsabili degli uffici competenti intendono procedere con la soppressione dei punti luce della pubblica illuminazione presenti nelle predette aree private oppure intendono continuare a far pagare a tutti i Saccensi un servizio destinato solo ad alcuni privati privilegiati?
3 – Poiché riteniamo che l’elenco qui riportato delle aree individuate da noi casualmente non è affatto esaustivo, anzi alquanto incompleto, l’Amministrazione comunale ha intenzione di dare mandato all’ufficio competente di ricercare tutti i casi di illuminazione pubblica di aree private e di procedere al relativo distacco dalla rete pubblica, ottenendo un risparmio economico ed eliminando stupidi privilegi e disparità tra cittadini?
In aggiunta abbiamo espresso dubbi circa la natura privata della Via Corrao, fornita di tutto punto di servizi pubblici, tra cui il moderno impianto di illuminazione a led, ma chiusa da un cancello privato. Secondo noi, così come previsto da assodata giurisprudenza, le strade su cui sono stati effettuati investimenti di natura pubblica (in questo caso l’installazione e la manutenzione dell’illuminazione pubblica, e non solo), anche se private, sono da considerarsi a tutti gli effetti asservite all’uso pubblico e quindi non è possibile limitarne l’accesso con cancelli. Quindi se quella strada è privata non si giustifica la presenza di ben tre corpi illuminanti dell’impianto di illuminazione pubblica, se invece deve essere adibita ad uso pubblico non si giustifica la presenza del cancello che ne ostruisce l’accesso.
Fulminea ci è giunta la reazione del Sindaco Di Paola che il giorno successivo, 6 settembre 2016, ci comunicava, in riferimento a quanto da noi evidenziato mediante pec prot. 23250 del 5 settembre 2016, di aver invitato il Dirigente del Sesto Settore, Aldo Misuraca, e il Dirigente del Settimo Settore, Francesco Calia, ognuno per la parte di rispettiva competenza, a volere predisporre sopralluogo al fine di verificare quanto segnalato e relazionare direttamente alla sua persona.
Altrettanto tempestivamente, l’8 settembre 2016, il consigliere comunale Simone Di Paola ha formulato un’interrogazione comunale avente come oggetto “Illuminazione pubblica in strade private: com’è possibile?” rivolta al Sindaco e all’Assessore di riferimento.
Nonostante la rapidità con cui il Sindaco ha messo in azione i dirigenti comunali Misuraca e Calia, ad oggi, dopo oltre quattro mesi, la nostra Associazione non ha ricevuto alcuna risposta, né sembra siano stati presi i provvedimenti richiesti. Tanto meno sappiamo di risposte fornite in Consiglio comunale all’interrogazione presentata dal consigliere Di Paola. Poiché l’unica informazione a noi pervenuta è la repentina comunicazione del nostro primo cittadino, possiamo formulare alcune ipotesi sulle possibili cause di questo ritardo nel fornire una risposta alla Città, come ad esempio l’inefficienza degli uffici comunali coinvolti o la pressione o l’ostruzionismo da parte di qualcuno che vuole continuare a tutelare un suo privilegio ai danni della collettività. Ci poniamo pertanto le seguenti legittime domande:
1 – I Dirigenti Misuraca e Calia hanno svolto il loro compito consegnando una relazione dettagliata al Sindaco?
2 – Se non lo hanno fatto, perché è accaduto? Come si vuole procedere perché accada nel più breve tempo possibile?
3 – Se lo hanno fatto, la relazione è stata esaminata dal Sindaco? Quali decisioni ne sono scaturite?
4 – E’ legittimo portare a conoscenza non solo L’AltraSciacca ma tutti i cittadini sulle azioni che verranno intraprese e sul tempo necessario per renderle esecutive?
Restiamo in attesa di ricevere risposte esaustive non solo ai punti sollevati mediante pec, di cui al prot. 23250 del 5 settembre 2016, ma anche alle nuove domande sopra formulate, sperando che stavolta giungano e in tempi ragionevoli.

Gioacchino Mongitore, 63 anni, è stato ritrovato cadavere questa mattina, intorno alle 7.30, rannicchiato sotto una panchina della centralissima Via Vespri, a Canicattì.
Ad allertare il personale del 118 e le forze dell’ordine sono stati alcuni cittadini che, vedendo un uomo in evidente stato di incoscienza, hanno chiamato l’ambulanza.
I medici dell’ospedale Barone Lombardo di Canicattì hanno tentato di rianimare Mongitore ma per il clochard, in stato di ipotermia, non c’è stato nulla da fare.
Ettore Di Ventura, primo cittadino di Canicattì, dichiara: “Ci sentiamo tutti responsabili di questa morte che deve essere il punto di inizio per cercare di evitare altre simili tragedie. Il mio appello è alle associazioni di volontariato e alle parrocchie. State più in giro e aiutate soprattutto chi è in evidente stato di disagio ma non ve lo chiede».

Domani martedì 17 gennaio alle ore 16 e 30 nei locali della Biblioteca Comunale Franco La Rocca, l’Amministrazione Comunale conferisce un attestato di riconoscimento ai 50 lettori più assidui della biblioteca per avere valorizzato con la loro frequenza e ancora usufruendo del servizio di prestito librario questo importante spazio culturale della città. I primi tre lettori saranno premiati con un omaggio in libri donati dalla libreria Il Mercante di Libri. “Una iniziativa che intende porsi come un primo momento di condivisione fra l’Amministrazione e i cittadini che frequentano lo spazio della Biblioteca Comunale – afferma l’assessore Beniamino Biondi – riconoscendo il loro merito di lettori che per la prima volta si premia con un dono in libri e con un attestato di ringraziamento da parte della città. La biblioteca comunale è uno spazio culturale di grande valore che custodisce un patrimonio ricchissimo di testi e documenti, e chiunque frequenta questo luogo di fatto lo valorizza e lo custodisce, ed è bene che questo impegno assiduo venga riconosciuto pubblicamente”.

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Migranti: Pagano (Lega), follia lavoro a clandestini
(ANSA) – ROMA, 16 GEN – “Ecco la nuova ‘genialata’ del governo Pd e dei
centristi: vogliono dare lavoro ai clandestini, magari con qualche
ricompensa, invece di pensare di chiudere i rubinetti degli ingressi dei
migranti e di dare lavoro ai milioni di disoccupati italiani e risposte alle
famiglie in poverta’ assoluta. Siamo alla follia. Qua si continua ad andare
avanti con i paraocchi, con la tipica ipocrisia della sinistra. La questione
e’ che oltre il 90 per cento dei richiedenti asilo e’ illegale, lo sa bene
Gentiloni. Tra i quali emerge sempre di piu’ la presenza di filo terroristi
islamici. Invece di accelerare sulle espulsioni e sui rimpatri, di
prevederne la custodia cautelare, proprio in quanto illegali, il Governo
Renzi/Gentiloni continua a sostenerli, con pasti e alloggi riscaldati e
adesso anche il lavoro, quale garanzia per un futuro permesso di rifugiato.
Ma in questo caso non sarebbe un rifugiato, ma un’altra cosa. Si conferma un
Governo complice e che favorisce l’illegalita’. Vogliono fare il gioco delle
tre carte e continuare a prendere in giro gli italiani. Ma presto saranno
loro ad essere espulsi dalla politica”. Cosi’ il deputato della Lega dei
Popoli-Noi con Salvini, Alessandro Pagano.

L’Akragas questo pomeriggio si è allenato presso l’impianto di gioco di Fontanelle in vista della partita di sabato pomeriggio, alle ore 16.30, contro la Reggina, allo stadio “Granillo” di Reggio Calabria. La partita è valida per la terza giornata di ritorno del campionato di Lega Pro, girone C.
I biancoazzurri, agli ordini di mister Di Napoli e del suo staff, hanno svolto un lavoro tecnico – tattico in campo concludendo la seduta con una partita.
Domani mattina altra seduta d’allenamento.

Due mostre che presentano due giovani, due creativi: Federico Severino, Valerio Valino. I due artisti dialogano tra loro affrontando il tema del paesaggio nelle sue molteplici variabili cromatiche.
A Palermo allo XXS/aperto al contemporaneo (Virginia Glorioso, curatore del progetto CAMERA DOPPIA, ormai alla seconda edizione); e ad Agrigento allo Spazio Espositivo di Francesco Siracusa. “La mostra mette in luce di F.Severino e di V. Valino, la loro ricerca artistica, formalmente differente, partendo da un motivo comune: l’analisi del paesaggio attraverso l’uso del colore.” Afferma l’ideatore e curatore dello Spazio Espositivo, Francesco Siracusa.

Federico Severino, (Vizzolo Predabissi -Mi-, 1990) vive e studia a Catania. Disegna frammenti di paesaggio in cui ritorna ciclicamente con la mente. Luoghi, questi, su cui ha compiuto un atto esperienziale e che traduce con una personale visione creando diversi punti di osservazione. Dà vita, così, ad una dimensione ideale di paesaggio, uno spazio aperto, fruibile da chiunque. Questo continuo ricercare, coinvolge inevitabilmente il suo corpo attraverso un agire non consequenziale, non descrittivo, dove la gestualità data dalla mano, ed il tocco repentino dato con il pastello, è imprevedibile ed automatico. “L’arte, per me, è un veicolo, mai un fine! L’artista non deve mai smettere di ricercare la propria voce per poterla poi dipingere.”

Nella ricerca pittorica di Valerio Valino, (Catania, 1989) è visibile la necessità di reinventare un linguaggio pittorico ampio, che coniughi materiali e significanti contrastanti e di difficile convivenza fra loro. Al centro della sua ricerca c’è la volontà di creare nuovi dialoghi tra tonalità e materiali pop con tonalità atmosferiche o materiali “organici”. Nuovi dialoghi anche, tra materie forti, sonore e incontrollate con materie quasi eteree o geometricamente tenute e cadenzate da linee elementari. La superficie del lavoro dà così origine ad un campo pittorico dove tutto è possibile. “Da uno spazio comune, dipartono due punti di vista, due esperienze di vita, due emozionalità, (quella mia e quella di Federico), attraverso un canale espressivo congeniale ad entrambi, la pittura.. La pittura è un canale espressivo immortale!”

Dal paesaggio, il colore : Federico Severino | Valerio Valino in mostra dal 7 gennaio al 28 febbraio 2017 ad Agrigento allo Spazio Espositivo di Francesco Siracusa, in via Papa Luciani, 52. info@spazioespositivo.net +39 348 3931303