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Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, la pubblico ministero, Brunella Sardoni, a conclusione della requisitoria, ha chiesto, al giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Alfonso Malato, la condanna di 4 imputati di Favara : 2 anni e 8 mesi di reclusione a carico di Alessandro Sguali, 2 anni e 4 mesi ciascuno per Antonio Sanfilippo e Walter Bosco, 1 anno e 4 mesi per Giuseppe Bosco. E poi l’ assoluzione di Aurelio Sanfilippo. I 5, a vario titolo, rispondono di rapina aggravata in concorso ad Agrigento lo scorso 31 luglio 2015, e di estorsione aggravata in concorso compiuta a Favara l’11 agosto 2015. E poi per un episodio di tentata estorsione aggravata, compiuto a Favara il 2 agosto scorso. Alcuni degli imputati avrebbero concordato l’ acquisto di un motociclo per 4mila euro. Tale somma sarebbe stata ritenuta troppo elevata, e allora avrebbero raggiunto il venditore al Villaggio Mosè e gli avrebbero rapinato il motociclo, accusandolo di aver tentato di vendere un mezzo che al massimo sarebbe valso 2mila euro. E non solo : gli stessi arrestati, per punire la vittima del tentativo di vendere ad un prezzo troppo elevato il motociclo, ne avrebbero preteso la vendita senza versare alcuna somma alla vittima.

Partita la differenziata a Porto Empedocle
Ieri elevate alcune multe a chi ha abbandonato i rifiuti per strada
Oggi giornata formativa sulla differenziata alla scuola media Rizzo

Secondo giorno di raccolta differenziata oggi a Porto Empedocle, dopo l’avvio di ieri, caratterizzato anche da alcuni comportamenti poco consoni al vivere civile con alcune multe elevate dai vigili urbani in borghese a persone che hanno lasciato i sacchetti della spazzatura per terra, laddove fino a qualche giorno addietro c’erano i cassonetti.
“Siamo sicuri – spiega l’amministratore delegato di Iseda Giancarlo Alongi – che si tratti di accadimenti fisiologici che possono, purtroppo, verificarsi quando si fanno i conti con cambiamenti importanti nelle abitudini consolidate delle persone.  Siamo certi che la popolazione empedoclina risponderà con senso civico e rispetto dell’ambiente a questo nuovo importante servizio così come hanno fatto i cittadini di Realmonte dove il servizio è partito da circa un mese”
I cittadini della Zona A, dovranno esporre i contenitori di plastica di colore diverso a seconda del materiale differenziato, all’esterno delle proprie abitazioni o dei condomini tutti le sere a partire dalle ore 20 e fino alle 6 del mattino. Il martedì il giovedì e il sabato verrà raccolto l’organico, il mercoledì plastica, metalli e il vetro, la domenica carta e cartone e il lunedì e il venerdì il residuo secco. A tutti i cittadini che ne hanno fatto richiesta, è stato consegnato il materiale informativo che serve da guida per differenziare i rifiuti, i contenitori di diverso colore e i calendari giornalieri cui attenersi. Questa prima fase del progetto dell’Aro Vigata – Scala dei Turchi, riguarderà le utenze domestiche e commerciali di contrada Bellavista, contrada Ciuccafa, contrada Pero, Lido Azzurro, contrada Marinella, contrada Caliato,  Zona Bassa da zona Cannelle a zona Stazione, Salita Spinola e Zona Vincenzella. Gli operatori ecologici, con degli appositi mezzi meccanici, nei giorni scorsi hanno proceduto allo smontaggio e alla rimozione dei circa 250 contenitori che per anni, sono serviti per il deposito dei rifiuti solidi urbani. per tutti i cittadini che si avvicinano per la prima volta alla raccolta differenziata, è stato realizzato un nuovo sito web: www.differenziatavigata-scaladeiturchi.it a disposizione di chiunque voglia informazioni e chiarimenti sia sul servizio porta a porta, che sulle modalità di conferimento delle varie tipologie di rifiuti.  Intanto, questa mattina alle 11.30. il personale della società Achab che si occupa della campagna formativa del progetto “Da domani uscite separati”, spiegherà la differenziata al personale docente e agli assistenti delle scuole Pirandello e Rizzo di Porto Empedocle nella sede di quest’ultimo istituto.

“Il governo intervenga per sostenere e rilanciare il comparto della produzione di olio di oliva duramente colpito negli ultimi due anni.
I cambiamenti climatici uniti ad una straordinaria proliferazione di tignola hanno duramente colpito un settore fondamentale per la nostra economia che garantisce lavoro e redditi a migliaia di imprenditori, lavoratori e famiglie.
La crisi ha colpito tutto il Paese e in particolar modo il Meridione da sempre eccellenza e grande produttore di olio.
A questo punto si rende indispensabile e urgente l’intervento del governo a sostegno dell’intero comparto al fine di non compromettere un’eccellenza che tutto il mondo ci invidia”. Lo chiede in un’interrogazione parlamentare Nino Bosco, deputato di Ap-Ncd.

Ha ripreso a nevicare nelle ore notturne, sulla n. 24-B S.Giovanni Gemini-Santo Stefano di Quisquina, vanificando il lavoro eseguito ieri dai cantonieri e mezzi del ibero Consorzio per rendere transitabile questa importante via di comunicazione tra i due versanti opposti di Monte Cammarata. Stamani sono stati segnalati tra i 15 e i 20 cm di neve su quasi tutto il tragitto, che renderanno necessario un nuovo intervento per liberare la carreggiata con lo spalaneve e il successivo spargimento di sale per evitare la formazione di ghiaccio. Permane il pericolo di slittamento, pertanto è obbligatorio l’uso di catene e consigliabile in ogni caso l’uso di veicoli con trazione integrale. Strada libera invece da San Giovanni Gemini sino al bivio Tumarrano, mentre non desta al momento preoccupazioni la neve caduta sulla SP n. 26-A Cammarata-Castronovo di Sicilia, sulla quale ieri era stato effettuato lo spargimento del sale.
Neve e pioggia stanno mettendo dunque a dura prova l’organico del Settore Infrastrutture Stradali, contestualmente impegnato nelle ultime operazioni di rimozione dei detriti da diverse strade provinciali del comparto orientale danneggiate dalle forti precipitazione dello scorso novembre. Una situazione che comunque viene attentamente monitorata, anche in previsione di un ulteriore peggioramento delle condizioni meteo.

Ancora neve sulla SP 24 B in direzione S. Stefano di Quisquina: transito consentito con catene. Agrigento, 17 gennaio 2017 Ha ripreso a nevicare nelle ore notturne, sulla n. 24-B S.Giovanni Gemini-Santo Stefano di Quisquina, vanificando il lavoro eseguito ieri dai cantonieri e mezzi del ibero Consorzio per rendere transitabile questa importante via di comunicazione tra i due versanti opposti di Monte Cammarata. Stamani sono stati segnalati tra i 15 e i 20 cm di neve su quasi tutto il tragitto, che renderanno necessario un nuovo intervento per liberare la carreggiata con lo spalaneve e il successivo spargimento di sale per evitare la formazione di ghiaccio. Permane il pericolo di slittamento, pertanto è obbligatorio l’uso di catene e consigliabile in ogni caso l’uso di veicoli con trazione integrale. Strada libera invece da San Giovanni Gemini sino al bivio Tumarrano, mentre non desta al momento preoccupazioni la neve caduta sulla SP n. 26-A Cammarata-Castronovo di Sicilia, sulla quale ieri era stato effettuato lo spargimento del sale.  Neve e pioggia stanno mettendo dunque a dura prova l’organico del Settore Infrastrutture Stradali, contestualmente impegnato nelle ultime operazioni di rimozione dei detriti da diverse strade provinciali del comparto orientale danneggiate dalle forti precipitazione dello scorso novembre. Una situazione che comunque viene attentamente monitorata, anche in previsione di un ulteriore peggioramento delle condizioni meteo.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo, accogliendo la richiesta dei pubblici ministeri della Direzione distrettuale antimafia, Alessia Sinatra e Maria Teresa Maligno, ha disposto il giudizio immediato a carico di 5 imputati nell’ambito dell’inchiesta antimafia nell’ agrigentino, sostenuta dalla Squadra Mobile, cosiddetta “Vultur”. La prima udienza è in calendario il 22 febbraio innanzi alla seconda sezione penale del Tribunale di Agrigento. Gli imputati sono Rosario Meli, 68 anni, di Camastra, il figlio Vincenzo, 46 anni, poi Calogero Piombo, 65 anni, anche lui di Camastra, Calogero Di Caro, 70 anni, di Canicattì, e Angelo Prato, 38 anni, di Canicattì.

A Caltanissetta ricorre un secondo caso di meningite in un mese. All’ospedale “Sant’Elia” è stato ricoverato un uomo di 60 anni di San Cataldo, affetto da sintomi di meningite batterica, che è la forma più grave rispetto alla virale. Il sessantenne presenta i classici sintomi: rigidità alla nuca, febbre alta e stato di agitazione. Gli esami clinici hanno confermato che si tratta di meningite. I medici hanno già avviato la profilassi prevista in tali casi, e per il paziente è stato disposto il ricovero nella divisione di malattie infettive dell’ospedale nisseno. La prognosi al momento è riservata. Lo scorso 22 dicembre si è registrato un altro caso di meningite, quando fu ricoverato un uomo di 70 anni, poi dichiarato fuori pericolo.

Il Partito Democratico, forse, rinuncerà al simbolo del partito, e si affiancherà a Leoluca Orlando nella corsa alla riconferma a sindaco di Palermo. Davide Faraone, sottosegretario alla Pubblica istruzione con Renzi e adesso alla Sanità con Gentiloni, lavora in terra di Sicilia in prossimità delle Amministrative. La sua è stata battezzata come una “Leopolda” permanente, dal nome della stazione fiorentina dove si celebra annualmente il congresso renziano. E a Palermo Faraone ha appena inaugurato la sua sede, intitolata “Cambiamenti”. E, in occasione dell’ evento, ha spiegato : “Non mi interessano i simboli. I simboli non saranno un elemento che rappresenteranno rottura e divisione rispetto a un percorso di alleanza unitaria all’interno del centrosinistra”. E si tratta di parole difficilmente equivocabili, che svelano il progetto “faraonico” di uno schieramento largo, in cui il baricentro è Orlando, e intorno vi sono, oltre al Pd, anche Nuovo centrodestra e Udc. Il tutto scremato dai simboli di partito. Ed una sola riserva : se le Amministrative in primavera coincideranno con il voto anticipato per le Politiche, il simbolo del Partito Democratico sarà irrinunciabile. Diversamente da tale tracciato, quindi la coalizione compatta con Orlando candidato, si scatenerebbe il caos. Ciò Faraone lo ha compreso e lo ribadisce : “Se dovessi affidarmi alle dichiarazioni dei leader politici, rischieremmo di presentarci con 3 candidati del centrosinistra e uno solo del Movimento 5 Stelle e uno del centrodestra. Non possiamo permetterlo, non possiamo ripetere gli errori di Torino e Roma. A Palermo dobbiamo vincere, e deve essere una vittoria apripista per le elezioni regionali e nazionali. Per fare questo devono essere messi in campo i necessari compromessi” – conclude Faraone, sollevando la rabbia dell’ assessore regionale Antonello Cracolici, che non è d’accordo, e spiega perché : “Faraone voleva la rottamazione nel Pd, ora sta direttamente rottamando il Pd. Pensare sostanzialmente di sciogliere il partito, nella quinta città d’Italia, lo ritengo un gravissimo atto di miopia. Il rischio è quello di lasciare un deserto politico in questa città”. E Carmelo Greco e Antonio Ferrante, componenti della segreteria regionale, Silvia Licata, segretaria Pd di Agrigento, e Maria Concetta Serse, componente della direzione regionale, rilanciano quanto affermato da Cracolici e ribattono : “Il Pd a Palermo, come nelle grandi città chiamate al voto nella prossima primavera, dovrà presentarsi con il proprio simbolo, ed è un fatto grave che a propendere per soluzioni diverse siano illustri dirigenti nazionali nonché membri del governo”. E il segretario del Pd a Palermo, Carmelo Miceli, fedelissimo di Faraone, ripete : “La politica spesso è fatta di contraddizioni, ma immaginare di chiudere un accordo di centrosinistra nella quinta città d’Italia, capoluogo di Sicilia, senza simbolo, mi pare troppo”.
fonte teleacras

Palermo, 16 gen – “L’ultima posizione di Crocetta secondo le statistiche del Sole24Ore sul gradimento dei governatori non stupisce, è una non notizia. Purtroppo la Sicilia ha letteralmente buttato al vento cinque anni, con la complicità del Pd e dei centristi. Questo era chiaro sin dall’inizio, considerato che Crocetta è stato eletto con il solo consenso di circa il 15 per cento degli elettori. Ma la brama di poltrone e di potere della sinistra è prevalso sugli interessi dei siciliani, ed oggi sono aumentate la povertà, la disoccupazione, le disuguaglianze, il gap con il Nord, mentre agricoltori e pescatori sono in via di estinzione. Tra i sindaci emerge il flop della grillina Raggi. Di contro, tra i governatori ancora una volta viene premiato il buon governo della Lega di Salvini, una garanzia. Palermitani e siciliani tengano conto di tutto ciò”. Così il deputato della Lega dei Popoli-Noi con Salvini, Alessandro Pagano, coordinatore Sicilia occidentale.

Appello del Sindaco di Racalmuto al Presidente della Regione, agli Assessori Regionali delle Autonomie Locali e dell’Economia, ai Gruppi Parlamentari all’Ars, al Prefetto e alle Organizzazioni Sindacali per la proroga dei contratti con i precari.
La legge regionale ha previsto che i comuni in riequilibrio finanziario possano prorogare i contratti con riferimento ai rapporti in corso al 31/12/2014. A quella data, per effetto del piano di riequilibrio approvato, il Comune di Racalmuto aveva stipulato i contratti a 18 ore settimanali.
Già nel mese di ottobre il sindaco di Racalmuto aveva sollevato la disparità di trattamento rispetto ai comuni in dissesto, per i quali la Regione prevede la copertura integrale delle spese per i contrattisti.
Adesso, questa nuova norma rischia di discriminare anche i Comuni in riequilibrio finanziario, che, come Racalmuto, alla data del 31/12/2014 avevano approvato il piano di riequilibrio e ridotto le ore ai contrattisti.
“Siamo al paradosso – dichiara il Sindaco Messana – i comuni che non hanno risanato il bilancio e hanno dichiarato in dissesto hanno garantita la copertura dei costi per i precari al 100%, pertanto, nonostante il fallimento, possono mantenere i contratti a 24 ore. Racalmuto, che per risanare le casse comunali ha dovuto tagliare gli stipendi e ridurre le ore ai contrattisti, si trova costretta a dover prorogare i contratti a diciotto ore.”
Il fondo di compensazione assegnato dalla regione per gli anni 2014, 2015 e 2016 consentiva, senza oneri a carico del bilancio comunale, di stipulare contratti a venti ore.
“Soltanto alla data del 31/12/2014 i contratti erano a diciotto ore –  continua il sindaco Messana – perchè dovendo rispettare la misura del piano di riequilibrio, che imponeva di non spendere un euro delle risorse comunali per i precari, e non avendo certezza della proroga e dell’importo del fondo di compensazione regionale, i contratti che andavano in scadenza durante l’anno 2014 furono prorogati in via cautelativa a 18 ore e non più a 24.
“E’ necessario che l’Assessorato Enti Locali intervenga con una circolare per autorizzare quantomeno i Comuni in riequilibrio finanziario a poter prorogare i contratti con riferimento al monte ore complessivamente lavorato nel corso dell’anno 2014 e non al 31/12/2014.
“Altrimenti si intervenga in via legislativa in occasione dell’approvazione della Legge Finanziaria  per risolvere prima del 28 febbraio questa enorme, inaccettabile iniquità e autorizzare i comuni in riequilibrio finanziario a prorogare i contratti con i lavoratori precari per le ore previste alla data di adozione del piano di riequilibrio e ponendo i relativi oneri totalmente a carico del fondo di compensazione come previsto per i Comuni in dissesto finanziario.”
In allegato il testo della nota inoltrata al Presidente della Regione, agli Assessori Regionali agli Enti Locali e al Bilancio, ai Gruppi Parlamentari all’Ars, al Prefetto e alle Organizzazioni Sindacali.

Il Movimento Europeo per la Giustizia a sostegno delle iniziative sulla legalità promosse dal Sindacato Autonomo dei Giornalisti Italiani. Il Movimento, infatti, ha aderito al programma  del sindacato autonomo dei giornalisti per il 2017. Soddisfazione è stata espressa al riguardo da Carlo Baldassano, segretario provinciale il quale ha precisato che rimane prioritario per quanto riguarda la provincia agrigentina la costituzione di un Osservatorio della Legalità con che vede impegnati magistrati, avvocati, esponenti di tutte le forze dell’ordine, i comuni e i giornalisti.

Il Movimento Europeo per la Giustizia a sostegno delle iniziative sulla legalità promosse dal Sindacato Autonomo dei Giornalisti Italiani. Il Movimento, infatti, ha aderito al programma  del sindacato autonomo dei giornalisti per il 2017. Soddisfazione è stata espressa al riguardo da Carlo Baldassano, segretario provinciale il quale ha precisato che rimane prioritario per quanto riguarda la provincia agrigentina la costituzione di un Osservatorio della Legalità con che vede impegnati magistrati, avvocati, esponenti di tutte le forze dell’ordine, i comuni e i giornalisti.