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“PARLARE, DIALOGARE E SUONARE PER DIRE “NO” AL SILENZIO ISTITUZIONALE”
GIORNATA DEL MERITO 2017: DURO ATTO D’ACCUSA DI CLAUDIO ZARCONE A QUASI SETTE ANNI DALLA MORTE DI NORMAN

Tanti concerti, tanti dialoghi, tanti incontri per ricordare il giovane ricercatore

Palermo, 16 gennaio 2017 –  I silenzi da parte delle istituzioni, l’ipocrisia di Stato per un omicidio di Stato. Io e gli amici di Norman  grideremo contro il “silenzio di Stato”: un urlo dialogico e musicale affidato ai nostri libri, cd e dvd (che regaleremo ai presenti), alla nostra musica. Parleremogrideremo attraverso l’indisciplina delle nostre parole e il ritmo della nostra musica.
Vogliamo ribellarci civilmente – tuttavia osando ‘il dire’ – alle logiche imbalsamate di politici opportunisti e burocrati marpioni, telefoni istituzionali muti ed email senza risposta. Organizzare gli eventi in memoria di Norman mi fiacca e mi rattrista, perché – oltre a ricordare le mani di mio figlio sul pianoforte che suonano meravigliosamente l’intro di Firth of Fifth dei Genesis –  devo fare i conti con i ricordi, i rimpianti, come quello che non potrò mai vedere mio figlio giocare, suonare con i suoi nipoti. Mi manca l’odore di Norman, indosso i suoi vestiti per sentirlo addosso a me.
La fuliggine istituzionale messa come vernice dell’ipocrisia, troppe parole retoriche davanti alle telecamere e come summa tanti silenzi complici. Ho più volte scritto finanche al Presidente della Repubblica (sotto troverete il testo dell’ultima email).
Sbatto regolarmente contro la falsa coscienza di mestatori istituzionali e lacchè al loro seguito. Troppi falsi amici giocano con carte segnate, troppi pagliacci con gli abiti ingessati della domenica modificano la scena; troppi impostori della libertà di pensiero riconosco fra i legionari della meritocrazia gridata, mai veramente voluta, nemmeno mendicata. Allora saremo noi a gridare, giorno 18 gennaio, mercoledì, nel corso della “Giornata del Merito” istituita tre anni fa dal Comune di Palermo (vedi programma in calce) in memoria di Norman e del suo sacrificio per l’affermazione del merito come criterio di scelta e valutazione dentro e fuori il mondo dell’università. Noi grideremo sempre, io griderò irritualmente, se altri grideranno con noi i silenzi istituzionali deflagreranno.
Claudio Zarcone
335 6669171



PROGRAMMA DI MERCOLEDÌ 18 GENNAIO 2017
–        mercoledì 18 gennaio 2017 (ore 11,00), adunanza cittadina presso la Rotonda“Norman Zarcone” alla presenza del sig. Sindaco, Prof. Leoluca Orlando e delle Autorità, osservando un minuto di silenzio e deponendo una corona di fiori;
–        (ore 12,30) Mostra degli strumenti musicali di Norman comprendente pianoforte, diverse chitarre, due tastiere elettriche, violino, fisarmonica, batteria. Ascolto dei tre brani fondamentali scritti da Norman, registrati per la voce della madre dello stesso Norman: Un cielo senza stelle, Attimi, 285 (colonna sonora composta a quattro mani con Gabriele Confaloni). Presso la sede dell’Associazione Ennezeta di Palermo.
– (ore 16,00) presso cinema De Seta – Cantieri Culturali della Zisa, proiezione filmato su Norman, “Un cielo senza stelle”, realizzato dagli amici di Norman, che prende il titolo dall’omonima canzone scritta dallo stesso dottorando in memoria dei giudici Falcone e Borsellino e cantata dalla madre, Giusy Graziano: verranno omaggiate ai presenti copie del DVD, prima del concerto. Verranno omaggiate anche copie di alcuni cd e libri dedicati a Norman.
– a seguire dibattito dal titolo “La scelta” con lo psicologo Angelo Scuderi e il giornalista Claudio Zarcone, padre di Norman.
_  subito dopo, in versione “Non Stop”, concerto “PER NORMAN – PER IL MERITO”con ingresso libero presso cinema De Seta – Cantieri Culturali della Zisa.  Suoneranno artisti vari: il folksinger Pino MessinaManfredi Agnello e la sua band QoenetPalermo a mano armataGiovanni Confaloni chitarrista classico, Martina Pilato violinista, Antonino Argento chitarrista classico e camerista, la Norman Zarcone Rock Orchestra, nata per ricordare Norman: filosofo, giornalista, musicista di talento.



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TESTO DELLA LETTERA INVIATA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA:

Presidente,
Prof. Mattarella,
Le avrò scritto non so quante volte, così come ho scritto agli ultimi tre Presidenti del Consiglio. Letta mi ha dato un buffetto sulla guancia con una lettera stucchevole e falsa come una moneta da tre euro, mentre Monti e Renzi non si sono degnati neanche di un buffetto protocollare: silenzio istituzionale. Lei, Presidente, non ha mai voluto ascoltare la mia storia, quella di un talentuoso dottorando di ricerca morto suicida per gridare contro le baronie universitarie.
Non mi ha mai voluto incontrare, Presidente, ed io non sono il megalomane, l’ammalato di divismo, colui che vuole conoscere le persone importanti per arricchire un curriculum che in ogni caso non sarebbe presentato ad alcuno. Ho sessantun anni, la vita segnata. Godo di un emolumento mensile e non chiedo posti di lavoro. Le ho sempre chiesto giustizia per Norman, ma Lei, non mi ha mai ascoltato.
Eppure è il mio Presidente, la conosco di persona, mio padre – Giuseppe Zarcone – la conosceva di persona, in quanto da Lei nominato Commissario della D.C. per Settecannoli, a Palermo.
Le ho pure scritto della Norman Zarcone Rock Orchestra, un gruppo di musicisti che suona nel nome di Norman e Lei, mio Presidente, mi ha fatto sapere tramite la Prefetturache il Quirinale non può sostenere iniziative culturali di questo genere. Ciò non mi è dato sapere, ma mi è dato supporre che il Quirinale potrebbe “sponsorizzare” l’Orchestra – attraverso i suoi buoni uffici – presso Ministeri, Fondazioni, Enti ecc.
Presidente, nessuna giustizia finora, nessun aiuto per la causa di mio figlio, nessun interesse per un’idea culturale che ha sposato il nome di Norman: filosofo, musicista e giornalista.
Non smetterò mai di scrivere, Presidente; non smetterò mai di denunciare.
La mia famiglia è stata azzerata, la mia vita vale davvero poco e anche se so già che morirò dannato, senza giustizia ricevuta, le chiedo ancora in punta di piedi: vuole aiutarmi? Vuole ascoltarmi?
Cordialmente e nel rispetto istituzionale


Nevicata ancora in corso nella zona di Cammarata, con neve che supera in alcuni tratti anche i 30 centimetri, e mezzi e personale stradale del Libero Consorzio ancora all’opera lungo la n. 24-B San Giovanni Gemini-Santo Stefano di Quisquina, la SP n. 26-A Cammarata-Castronovo di Sicilia e le altre provinciali e consortili della zona. Sulla SP n. 25 Soria-Mussomeli invece la neve rende impossibile il transito a partire dal bivio dell’agriturismo Casalicchio verso il comune del Nisseno, e la strada è stata momentaneamente chiusa. Solo nel pomeriggio sarà possibile iniziare le operazioni di sgombero della carreggiata.
Il previsto peggioramento delle condizioni meteo rende comunque difficile il lavoro di tecnici e cantonieri del Settore Infrastrutture Stradali a causa degli scarsi mezzi a disposizione.

E’ in corso il rilascio controllato di acqua dalla diga Gammauta, sul fiume Sosio-Verdura, ad opera del Centro Funzionale Idro Sicilia della Regione a causa dei considerevoli apporti delle precipitazioni invernali e delle attuali condizioni meteo su tutto il bacino idrografico in questione. La manovra comporterà il rilascio costante di  1,5 metri cubi al secondo sino a cessato bisogno, e per tale motivo  il Gruppo Protezione Civile del Libero Consorzio ha organizzato un attento monitoraggio, unitamente al personale del Settore Infrastrutture Stradali, degli attraversamenti del fiume Sosio-Verdura sulle strade provinciali n. 47 S.Anna-Villafranca Sicula e n. 37 tratto Caltabellotta-San Carlo, a causa della possibilità di esondazione (interessate anche le Strade Statali n. 115 in corrispondenza del ponte sul Verdura e n. 386). Il Gruppo Protezione Civile si terrà in ogni caso in contatto con la sala operativa regionale (SORIS).
Si consiglia la massima prudenza agli automobilisti nel percorrere queste strade in corrispondenza degli attraversamenti e nei pressi dell’alveo del fiume Verdura.

L’ assessore regionale agli Enti locali, Luisa Lantieri, ha emanato il decreto di nomina con cui è stato istituito l’ufficio elettorale presso il Libero Consorzio Comunale di Agrigento in occasione delle elezioni dei nuovi organi di vertice dell’Ente in programma il prossimo 26 febbraio. Sono parte della Commissione elettorale il segretario comunale di Agrigento, Pietro Rizzo, che svolgerà le funzioni di presidente, Domenico Tuttolomondo Segretario Comunale di Canicattì, e Gabriele Pecoraro Segretario Comunale di Favara. Domenico Sinaguglia, funzionario del Comune di Agrigento, assumerà la carica di segretario. Si tratta della conferma dell’Ufficio elettorale che si è già insediato lo scorso ottobre. Nei prossimi giorni l’ufficio elettorale si riunirà nella sede del Libero Consorzio per le operazioni elettorali. Il primo impegno è la ricognizione dei Consiglieri e Sindaci dei comuni della provincia che costituiscono il corpo elettorale. La Commissione sarà assistita da una segreteria di supporto, costituita con personale del Libero Consorzio. Gli incarichi di presidente, componente e segretario dell’Ufficio elettorale sono a titolo gratuito e non comportano oneri a carico del bilancio dell’Amministrazione Regionale o dell’ ex Provincia, che dovrà provvedere alla stampa delle schede elettorali.

La vice presidente della Regione, Mariella Lo Bello, annuncia una ispezione straordinaria al Fanaco, a Girgenti Acque e al Consorzio Tre Sorgenti, e spiega : “La situazione nell’agrigentino in ordine alla gestione e distribuzione idrica non è più tollerabile, tra i disservizi nei turni di erogazione e gli elevati costi del servizio. So che da tempo l’ Assessorato al ramo sta monitorando la situazione, per la quale non si può consentire che in qualsivoglia paese civile l’acqua venga erogata con turni che , in molte zone, sfiorano i 10 o 15 giorni. Ed è proprio per questo che ho già pronta una nota ufficiale nella quale sollecito una ispezione, che possa appurare i passaggi, accertare eventuali freni, e adottare i conseguenti strumenti che mettano fine al forte disagio di turnazioni impossibili e costi esosi e non certamente adeguati al servizio offerto”.

Il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, interviene nel merito del caso della Calcestruzzi Belice a Montevago, già sotto amministrazione giudiziaria, e a rischio fallimento, con il licenziamento, già preavvisato, agli 11 dipendenti, per un debito con l’ Eni di 30mila euro. Montenegro, intervenendo a Montevago, ha affermato : “Mi sembra strano che 11 famiglie debbano affrontare una morte bianca per delle cifre che nel grande pentolone dei soldi sono irrisorie. Sono qui per dire a loro che non siete soli. E questa solidarietà la voglio dimostrare con un gesto che non ha niente di straordinario, ma mi sento in famiglia, uno di voi e con voi. Se tutto è soltanto per una cifra di 30 mila euro, io darò al sindaco questa cifra. Questo mio gesto è accompagnato anche dal gesto di don Ciotti, che ha pensato di dare la cifra per colmare il buco che c’è, e siamo rimasti che sia io che lui daremo la cifra per poter, se possibile, riprendere il cammino e togliere questo tam tam che occupa il cuore di queste famiglie e di questi lavoratori”.


La seconda Commissione consiliare nelle persone del Presidente Gabriella Battaglia e dei componenti Vincenzo Licata, William Giacalone e Nello Hamel, nella seduta di giovedì scorso 12 gennaio, ha stabilito di trattare nelle prossime sedute di Commissione, l’argomento relativo alla organizzazione del servizio per l’evasione delle pratiche di sanatoria edilizia del Comune di Agrigento.
La seconda Commissione ritiene improcrastinabile ed urgente affrontare tale  argomento al fine di definire tutte le pratiche di sanatoria edilizia ancora sospese, consideratane l’importanza  sia dal punto di vista urbanistico, economico che di organizzazione strutturale degli uffici tecnici del comune.

Ad Agrigento, la Polizia, allarmata da alcuni cittadini che hanno segnalato un andirivieni sospetto, ha scoperto e chiuso una casa di appuntamenti in via Imera, gestita da due donne di nazionalità cinese, di 49 e 39 anni. I poliziotti della Squadra Mobile, capitanati da Giovanni Minardi, hanno indagato e poi hanno organizzato e compiuto l’irruzione. Le due cinesi sono state accompagnate in un Cie, un Centro di identificazione ed espulsione, da dove saranno rimpatriate.

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“I ricchi non sono mai generosi. Se fossero generosi non sarebbero ricchi”. avrebbe mugugnato Paperon de Paperoni,no il ricco Vescovo romano ma il famoso personaggio dei fumetti Disney,nel leggere il rapporto Oxfam.I giornali giustamente riportano sempre con molto risalto gli studi che prendono in esame la suddivisione della ricchezza e del reddito a livello nazionale ed internazionale. Ora è la volta del Rapporto 2016 di Oxfam, dal titolo “Un’economia per il 99%” che ci racconta di otto super Paperoni che hanno la stessa ricchezza di metà dell’umanità: otto persone, otto gruppi economici e finanziari che possiedono la stessa ricchezza di oltre 3,6 miliardi di persone. Numeri e rapporti che fanno un certo effetto in questo mondo nel quale i più fortunati vivono sotto l’ombrello del dio mercato e del miraggio della globalizzazione e i più in statto di povertà. Come fa effetto sapere che i sette più ricchi in Italia posseggono la stessa ricchezza del 30% dei più poveri, che il 20% più ricco ha in tasca il 69,05% della ricchezza e che la ricchezza dell’1% più ricco è 70 volte la ricchezza del 30% più povero. Ma è ancor più interessante sapere che i dieci più ricchi in Italia nel 2007, cioè prima dell’inizio della crisi, possedevano da soli 61 miliardi di dollari che sono diventati 92,4 nel 2016, con un incremento del 51%.
Mentre la gente si impoveriva, non riusciva ad arrivare a fine mese, perdeva il lavoro e la casa,i Paperoni nostrani ingrassavano fregandosene della crisi, anzi utilizzando la crisi. Ma sin qui parliamo di ricchezza, cioè di quanto “accumulato”. Ma anche sul reddito, cioè su quanto si guadagna, le disuguaglianze aumentano in modo impressionante. Degli incrementi retributivi circa il 45%, è arrivato solo al 20% più ricco degli italiani e solo il 10% dei più ricchi ha visto salire la propria retribuzione in modo significativo. La cosa più sconvolgente è che però la maggioranza della gente, pur lamentandosi, non riesce a comprendere che questi non sono gli effetti del caso o i danni collaterali di un evento “positivo” come la globalizzazione o la liberalizzazione dei mercati. E’ il capitalismo che si adatta, si trasforma e continua ad assicurare proventi ed utili a pochi soggetti a prescindere dalle variazioni delle condizioni esterne. Indignarsi non basta più, non è sufficiente lamentarsi e gridare allo scandalo e non serve neanche pensare che si aggiusterebbe tutto combattendo corruzione e disonestà.Le disuguaglianze sociali sono insite nel capitalismo e soltanto rimettendo strutturalmente in discussione il sistema si combattono le ingiustizie: altre strade non esistono! Mi ritorna in mente una frase di Ettore Petrolini,attore e drammaturgo: “Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri,hanno poco,ma sono in tanti”.
Aldo Mucci