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I poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, coordinati da Giovanni Minardi (nella foto), hanno denunciato a piede libero T M, sono le iniziali del nome, 45 anni, di Ravanusa, per furto aggravato e ricettazione. L’ uomo è ritenuto responsabile del furto di un borsello, custodito dentro un’automobile in sosta all’interno di un parcheggio nei pressi della clinica Sant’Anna ad Agrigento. Il ravanusano è stato incastrato dalle immagini della video sorveglianza, e la Polizia, perquisendogli l’abitazione a Ravanusa, ha recuperato il contenuto del borsello, tra effetti personali, un orologio, e un elettrocardiografo del valore di oltre 1.300 euro.

L’Associazione Nazionale Antimafia, Antiracket e Antiusura “ In Movimento per la
Legalità” affida la Presidenza onoraria della stessa all’imprenditore Gianluca Calì. “
Comprendiamo l’amarezza e la sfiducia di Calì che ha denunciato di essere stato
lasciato da solo dallo Stato che a suo dire non l’ha sostenuto nelle sue denunce
nonostante con le sue testimonianze abbia fatto arrestare i propri estortori e dopo
essere stato minacciato più volte di morte. Al contempo, però – dichiara il presidente
dell’associazione Nino Randisi, lo invitiamo a desiste dal vendere in Sicilia la sua
attività”. “ L’imprenditore Calì rappresenta nel martoriato territorio siciliano
un’altro esempio di impegno concreto nella lotta al contrasto al racket delle
estorsioni e pertanto, conclude Randisi, saremo al suo fianco in questa dura lotta
alla criminalità organizzata”.

Presidenza onoraria dell’Associazione Nazionale Antimafia, Antiracket e
Antiusura all’imprenditore Gianluca Calì.
L’Associazione Nazionale Antimafia, Antiracket e Antiusura “ In Movimento per la
Legalità” affida la Presidenza onoraria della stessa all’imprenditore Gianluca Calì. “
Comprendiamo l’amarezza e la sfiducia di Calì che ha denunciato di essere stato
lasciato da solo dallo Stato che a suo dire non l’ha sostenuto nelle sue denunce
nonostante con le sue testimonianze abbia fatto arrestare i propri estortori e dopo
essere stato minacciato più volte di morte. Al contempo, però – dichiara il presidente
dell’associazione Nino Randisi, lo invitiamo a desiste dal vendere in Sicilia la sua
attività”. “ L’imprenditore Calì rappresenta nel martoriato territorio siciliano
un’altro esempio di impegno concreto nella lotta al contrasto al racket delle
estorsioni e pertanto, conclude Randisi, saremo al suo fianco in questa dura lotta
alla criminalità organizzata”.

La FILT CGIL con la presente nota del suo Segretario Generale, Giuseppe Donisi, vuole porre ulteriormente l’attenzione sulla problematica viaria all’interno dell’ospedale S. Giovanni di Dio di Agrigento. Si continuano ad ignorare le fasce più deboli, e cioè quei cittadini che per fortuna, o per sfortuna, hanno necessità di prendere il mezzo pubblico, e nella fattispecie i mezzi urbani di trasporto pubblico locale della TUA Srl, per recarsi all’ ospedale di Agrigento. Come è noto il mezzo pubblico da più di due anni non può entrare nell’area privata, in particolare nel vialetto che porta dall’ingresso dell’ospedale fino all’ex capolinea, unica via di accesso a senso unico di marcia, per l’insistente sosta di automobili,nonostante il divieto di sosta pena rimozione, impedendo di fatto il passaggio degli autobus con il conseguente blocco. La situazione diviene delicata se il transito viene impedito alle ambulanze. Ogni qualvolta i conducenti chiamavano le forze dell’ordine, questi rispondevano con esito negativo per la dichiarata incompetenza ad intervenire in area privata. Da allora i mezzi non transitano più all’interno del plesso. Ne consegue che i cittadini vengono lasciati dai mezzi pubblici davanti ai cancelli del nosocomio per prevenire situazioni di pericolo. La questione si fa più pesante quando si tratta di anziani, bambini e ancora di più persone che hanno problemi a deambulare. Questa è una situazione che ad oggi non trova soluzione da parte delle istituzioni, con annunci di convenzioni, dissuasori di parcheggio e quant’altro per risolvere un problema vergognoso che in altre città è la normalità.


I Consiglieri comunali Vincenzo Licata e Gabriella Battaglia esprimono soddisfazione per l’attività intrapresa dall’Ufficio Energia del Comune di Agrigento, in merito a tematiche relative all’istallazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile e ad iniziative finalizzate al risparmio energetico dell’Ente.
Si apprende infatti – scrivono in una nota stampa i Consiglieri Battaglia e Licata – che l’Ufficio Energia, costituitosi a seguito di richiesta avanzata dai componenti della seconda Commissione consiliare, per mezzo di apposita mozione ed a seguito del determinante interessamento dell’Amministrazione comunale nella figura dell’Assessore al ramo, Mimmo Fontana, si sta adoperando  per l’individuazione di strutture di proprietà comunale su cui intervenire con valutazioni di “audit energetici” finalizzate a fotografare lo stato attuale degli usi energetici degli edifici e ad individuare possibili interventi di sostituzione delle attuali tecnologie e di miglioramento dell’attuale gestione, con l’obiettivo di contenere quanto più possibile i consumi di combustibili fossili e di energia elettrica.
Tali interventi – concludono i Consiglieri Battaglia e Licata – realizzabili a costo zero per l’Ente, qualora si riuscisse ad interessare, ad esempio, apposite società di servizi energetici, avrebbero significative ripercussioni positive in termini economici per il Comune e contribuirebbero ad una gestione sostenibile del patrimonio immobiliare comunale.

I Carabinieri della Compagnia di Licata hanno denunciato a piede libero alla Procura R N, sono le iniziali del nome, 28 anni, originario di Castrofilippo, presunto responsabile della cosiddetta “truffa dello specchietto”, allorchè a Licata, in via Palma, alla guida della propria automobile, un’ Alfa Romeo 147, ha tentato di abbindolare e ottenere un risarcimento da un altro automobilista sostenendo con artifizi di avergli danneggiato lo specchietto dell’ auto.

La giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, ha rinviato a giudizio, all’ udienza del 23 marzo, 3 medici in servizio all’ ospedale “San Giovanni di Dio” ad Agrigento, imputati di omicidio colposo allorchè non avrebbero diagnosticato in tempo un infarto intestinale, che ha provocato la morte di Antonio Carlino, 48 anni, morto il 26 maggio del 2015, 3 giorni dopo il ricovero. L’inchiesta è stata avviata dopo un esposto dei familiari. (20.01.


A Naro i Carabinieri sono intervenuti in corso Vittorio Emanuele, dove ignoti hanno rapinato una gioielleria praticando un foro, forse con la fiamma ossidrica, sulla vetrina esterna, e arraffando gli oggetti preziosi esposti. I militari hanno scoperto anche tracce di sangue. Probabilmente un malvivente si sarà ferito col vetro. Il bottino, dati i pochi preziosi esposti, non sarebbe ingente, ed è in corso di quantificazione. Indagini in corso.

Il 29 giugno 2011, a conclusione del giudizio abbreviato, il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha condannato a 16 anni di reclusione il commerciante Calogero Arnone, 52 anni, di Favara, imputatio di concorso nell’omicidio di Francesco Gambacorta, commerciante, di Camastra, ucciso il 26 gennaio 2006 tra Agrigento e Favara, in contrada San Benedetto. Per lo stesso delitto, dal movente passionale, e’ gia’ stata condannata a 15 anni di reclusione, con sentenza definitiva, Giuseppina Attardo, 50 anni, di Favara. La sentenza a carico di Calogero Arnone è stata confermata il 12 settembre 2015 in Appello, e adesso anche dalla Cassazione. Pertanto, i Carabinieri della Tenenza di Favara lo hanno arrestato e tradotto in carcere.