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Avevamo lasciato Piazza stazione con l’albero di Natale ”un povero abete” ( o pino) sdradicato dal suo habitat.
Ebbene, in questi giorni, passando da Piazza Stazione vedo che alcuni operai stavano armeggiando attorno all’albero, già a terra, e mi accorgo che “LO STAVANO SEGANDO A PEZZI!” Orrore!
Mi ricordava la poesia “la quercia caduta” di Giovanni Pascoli, ed il dolore per quei rami sparsi a terra mi ricordavano il pianto lontano della capinera che non aveva più casa.
Come avevo detto nella prima parte : non era meglio un albero artificiale, ben addobbato.
Lo vogliamo capire che gli alberi sono importanti per tutti? E’ inutile che ogni anno facciamo celebrare, ai bambini a scuola, la festa degli alberi e il sindaco di turno va a piantare, in qualche giardino, un alberello, se poi si sdradica dal suo habitat un abete che alla fine delle feste natalizie finisce segato in pezzi, è una contraddizione in termini!
Dove sono in questi casi le associazioni ambientaliste? Tutti tacciono! E già dimenticavo “l’accidia taciturna” ritorna inesorabile.
Ma scendiamo verso la via Imera che è impraticabile, come al solito per il traffico, ed è diventata ricettacolo di immondizia specie nella parte sottostante che funge da parcheggio auto.
Continuiamo la nostra passeggiata verso la via Santo Stefano.
In quest’ultima fanno bella mostra di sé tante bancarelle di frutta e verdura, che possono essere anche piacevoli alla vista, un caleidoscopio di “ profumi e colori“, se non fosse che gli avventori parcheggiano in doppia, tripla fila proprio davanti alle bancarelle. Ciò non permette al traffico di scorrere agevolmente: “Di Vigili neanche l’Ombra”!
Se poi ci soffermiamo a guardare il manto stradale è una vera e propria groviera: buche dappertutto, lesioni nell’asfalto che fanno riflettere: i marciapiedi impraticabili, infatti non sono piastrellati e sono tutti dissestati.
Continuando la nostra passeggiata verso la fine della via Santo Stefano, di fronte al cinema Ciak, una stradina secondaria sulla destra, funge da parcheggio.
Ho provato anch’io una sera a parcheggiare, ma le erbacce, i grossi massi e le enormi buche ti fanno rischiare di bucare le quattro ruote, naturalmente è anche buio fitto.
Secondo me ci vorrebbero pochi soldi per asfaltare questo spazio e mettere anche un solo lampione per renderlo accessibile. Misteri della nostra città!
Dalla via Santo Stefano, una bretella attraversa il cosiddetto Parco dell’Addolorata, e si arriva alla via Dante.
Qui il traffico è veramente impossibile, specie in alcune ore del giorno, l’assenza di parcheggi consente ai cittadini di sostare in doppia e tripla fila.
Eppure vi sono degli spazi (due scarpate) dai quali si potrebbero ricavare dei parcheggi pluripiano, invece sono e rimangono ricettacolo di immondizia e tane per grossi topi che vi scorazzano anche in pieno giorno.” Di vigili neanche l’ombra”.
Continuiamo la nostra passeggiata verso la via Manzoni. La musica non cambia: manto stradale sconnesso, traffico intasatissimo, assenza totale di parcheggi decorosi: “ Di vigili neanche l’ombra”!
Mi rendo conto, essendo figlia di un atleta e arbitro, che quello che sto per scrivere non troverà il favore degli sportivi, ma da quando L’Akragas è passata in serie C gli abitanti delle vie Manzoni, Callicratide, Petrarca, Graceffo, Esseneto e zone limitrofe, nel giorno della partita sono prigionieri in casa.
Per fare 10 metri dalla via Gaglio alla via Graceffo (e sono veramente non più di 10 metri) si deve fare il giro della città. Non parliamo poi di chi deve prendere i figli alla scuola Esseneto (scuola elementare e materna!) o alla Castagnolo: proibito!
Tutto ciò perché le strutture sportive di Villaseta sono abbandonate da decenni e non funzionano. A mio avviso un campo sportivo che accoglie squadre di serie C ha necessità di una maggiore vigilanza e sicurezza, quindi non può stare in città, soprattutto vicino alle scuole dell’infanzia ed elementari.
Certo, si dirà le scuole sono nate dopo il campo sportivo, giusto, ma visto che ci sono problemi di sicurezza ripristiniamo e adeguiamo gli impianti sportivi di Villaseta.
Questo è un mio pensiero, ma credo anche di altri cittadini arrabbiati per i disagi.
Due o tre volte la settimana, per impegni personali, mi avvio per la scorciatoia che passa per il cosiddetto Parco dell’Addolorata per raggiungere lo scorrimento veloce per Palermo.
Scendendo appunto dal cosiddetto parco, alla prima curva, a sinistra fanno bella mostra di se alcune poltrone o divani squassati dal tempo e dalle intemperie.
Cumuli di sacchetti di spazzatura sparsi ovunque. I marciapiedi ricoperti da erbacce, divenuti rifugio di tanti poveri cani randagi a cui nessuno fa più caso.
Anche questo problema è conseguenza dell’assenza di un canile comunale ad Agrigento. Assurdo!.
Nessuno osa più portare i bambini a passeggiare nel cosiddetto Parco per il pericolo di siringhe, sparse ovunque.
Spesso qualcuno torna a parlare di restiling del Parco, ma subito dopo tutto ricade nel dimenticatoio, già : “mancano i soldi”, ci sono cose più importanti, il che risponde al vero, ma mi chiedo dal 1966 ad oggi non si è mai potuto avere un finanziamento per risanare questo benedetto Parco?. Ormai non ci crede più nessuno, questo è il guaio.!
Le ragioni delle incompiute o dello sfacelo della città sono sempre le stesse, sempre nascoste, mai chiare, si parla sempre e solo di fondi e mai di volontà politica, di ragioni che ci vengono riportate ad ogni campagna elettorale e poi cadono nel dimenticatoio.
Per il momento mi fermo qui, mi porto però il rammarico di una città che oltre alle bellezze naturali: il mare, le spiagge, le bellezze architettoniche, non solo quelle della Valle dei Templi, ma anche del centro storico, avrebbe un grande potenziale per diventare una città a “ vocazione turistica”, ma non come lo dicono i politici in campagna elettorale, ma come lo intendiamo noi cittadini: sfruttamento e fruizione del bene pubblico, per aumentare la ricchezza della città non solo in senso materiale, ma anche culturale.
Ma che dico! Noi siamo stati capaci di fare chiudere l’Università, unica fonte di arricchimento culturale che portava anche un poco di respiro economico alla città.
Il corso di archeologia, nato ad Agrigento e per Agrigento, trasferito a Palermo.
La cosa che mi disturba più di tutto è che la chiusura del corso di laurea è avvenuto tra l’assoluta indifferenza di tutti. E già “l’accidia taciturna” che non ci lascia in pace
Troppa burocrazia ferma i progetti dei giovani che vorrebbero rimanere ad Agrigento e che con le loro idee vorrebbero utilizzare le spiagge per renderle pulite e fruibili dai turisti.
Nel frattempo nessuno pensa a salvaguardare le stesse spiagge dalle intemperie e dalle mareggiate che, ogni anno, portano via i locali precari che sono collocati lungo le spiagge del viale delle Dune.
Non dimentichiamoci però che questi locali, belli o brutti che siano, rappresentano :”LAVORO” per tanti giovani e padri di famiglia.
Il mio non vuole essere uno sfogo contro qualcuno, come sono stata accusata la prima volta di qualunquismo e addirittura di stalinismo vecchio stampo, ma uno stimolo ed un grido di dolore , nella speranza che qualcuno leggendo queste parole le ascolti e agisca di conseguenza.
Ma forse sono troppo fiduciosa.
Aveva forse ragione mio nonno? Antonino Arancio, uomo di grande cultura, amante dell’arte, profondamente innamorato della sua città della cultura e della mitologia greca, ma non aveva molta fiducia negli uomini, infatti in un suo volumetto scrisse sulla distruzione dei templi:
NE ADE NE MINOSSE,
QUESTA TERRA E TEMPLI SCOSSE.
ICONOCLASTI FURONO I BIZANTINI
CHE DISTRUSSERO I TEMPLI DIVINI.
ADOPERANDOLI COME CAVE DI PIETRA,
IN OMAGGIO ALLA LORO IGNORANZA TETRA
Mariangela Arancio


In occasione della prossima seduta del Consiglio comunale di Agrigento sarà discusso il Regolamento per la definizione agevolata delle entrate comunali non riscosse a seguito della notifica di ingiunzioni di pagamento che consentirà ai cittadini di beneficiare della rottamazione delle cartelle esattoriali di diretta gestione comunale relative ai tributi locali. Così annuncia il sindaco Firetto, che spiega : “Il regolamento disciplina la definizione agevolata delle entrate comunali, anche tributarie, non riscosse a seguito di provvedimenti di ingiunzione di pagamento. L’attivazione della procedura per le entrate comunali consentirà ai debitori di estinguere il debito, rateizzandolo e senza corrispondere le sanzioni, versando le somme ingiunte a titolo di capitale ed interessi, e le spese relative alla riscossione coattiva, alla notifica dell’ingiunzione di pagamento e alle eventuali procedure cautelari o esecutive sostenute”.

Palermo, 23 gen – “Per la Lega dei Popoli-Noi con Salvini la candidatura di Francesco Greco era l’unica credibile, applaudita e salutata con grande favore anche alla nostra convention lo scorso 17 dicembre a Palermo. Dispiace molto il suo ritiro. È ovvio che adesso si aprono scenari nuovi. Va subito detto che noi sosterremo solo candidati sindaci che rispecchiano i nostri ideali e, con il massimo rispetto, Ferrandelli non ha chiaramente questo profilo. Allo stesso tempo, le fughe in avanti di Micciché sono la prova concreta che il suo partito non è rispettoso degli equilibri della coalizione: il commissario regionale di FI, così facendo, si assume la responsabilità di farla saltare. Tutto ciò è ovviamente inaccettabile. Libero di fare ciò c’è vuole, ma è chiaro che in tal caso Micciché rappresenta solo se stesso”. Lo dichiara il deputato della Lega dei Popoli-Noi con Salvini, Alessandro Pagano, coordinatore Sicilia occidentale.


Girgenti acque S.p.A. comunica di essere stata informata da Siciliacque S.p.A. in quanto:
–          E’ stata ridotta la fornitura idrica ai serbatoi del Comune di Agrigento ed al Partitore di Aragona, a causa di torbidità riscontrata nell’invaso dell’acquedotto Fanaco, con una consequenziale riduzione della portata idrica ai Comuni di Agrigento, Aragona, Comitini, Porto Empedocle, Favara, Canicattì, Campobello di Licata, Casteltermini, Ravanusa e San Giovanni Gemini;
–          E’ stato riscontrato un guasto sulla condotta dell’ acquedotto Fanaco e pertanto è stata sospesa la fornitura idrica nei Comuni di Canicattì, Campobello di Licata, Casteltermini e Ravanusa;
Nei Comuni di Agrigento (zone di Fontanelle, San Michele, Via Unità d’Italia e Zona Industriale), Aragona, Comitini, Porto Empedocle e Favara, tale problematica va ad aggiungersi a quella precedentemente indicata.
Per tali ragioni la turnazione idrica subirà delle limitazioni, e  quella prevista per i prossimi giorni degli slittamenti.
La distribuzione tornerà regolare non appena Siciliacque avrà ripristinato l’ordinaria fornitura idrica ai Comuni interessati, tenendo in considerazione che per la normalizzazione, saranno necessari dei tempi tecnici.

In Italia il maltempo sta causando gravi danni. Siamo
consapevoli che a causa della neve in alcune parti del paese si stanno
vivendo situazioni catastrofiche. Purtroppo, peró, anche in Sicilia ed
in provincia di Agrigento a partire da Sciacca, a causa di bombe
d’acqua e piogge intense, si sono verificati danni ingenti e si è
aperta una fase emergenziale che non cessa a terminare”.
A dirlo è il deputato nazionale del Partito democratico Tonino Moscatt,
che prosegue: “Il governo nazionale e regionale monitori la situazione e
non lasci sole le amministrazioni locali ed i cittadini. Inoltre stanzi
subito le risorse necessarie per il ripristino delle strade e il
risarcimento dei danni”, ha concluso l’esponente dem Moscatt”.

Il Libero Consorzio Comunale di Agrigento rafforza i controlli sulla qualità dei servizi erogati per migliorare la propria efficienza. A tale scopo è stato modificato dal Commissario Straordinario Roberto Barberi il regolamento dei “Controlli interni”, che sostituisce quello in vigore dal dicembre del 2012.

Il controllo sulla qualità dei servizi sarà finalizzato al monitoraggio della qualità percepita dagli utenti dei servizi e alla verifica del rispetto degli standard definiti nelle carte dei servizi o in sede di programmazione degli interventi. La rilevazione della soddisfazione degli utenti, finalizzata al superamento dell’auto-referenzialità dell’Ente, servirà a comprendere sempre meglio le esigenze dei destinatari delle attività del Libero Consorzio e a sviluppare l’ascolto e la partecipazione dei cittadini alla realizzazione delle politiche pubbliche. A completare la valutazione delle prestazioni saranno utilizzati gli indicatori di qualità, le cui caratteristiche in termini di efficienza ed economicità sono definite in via preventiva. Questi indicatori concorrono, nell’ambito del processo di programmazione e controllo, a ridefinire le caratteristiche dei servizi e delle prestazioni da erogare.

La qualità percepita dagli utenti dei servizi verrà rilevata in maniera sistematica con metodologie di ricerca sociale tramite indagini di gradimento, sia di tipo quantitativo che qualitativo. La qualità effettiva del servizio viene verificata in almeno quattro fattori: accessibilità, tempestività, trasparenza ed efficacia. L’accessibilità è intesa come disponibilità delle informazioni necessarie, accessibilità fisica e multicanale. La tempestività viene individuata come ragionevolezza del tempo intercorrente tra la richiesta e l’erogazione e rispetto dei tempi previsti. La trasparenza, invece, si connota come informazione sui criteri e i tempi di erogazione, sul responsabile del provvedimento e sui costi. L’efficacia è intesa come rispondenza a quanto il richiedente può aspettarsi, in termini di correttezza formale, affidabilità e compiutezza.

La verifica sulla qualità effettiva avverrà attraverso il sistema dei controlli interni, associati al ciclo di gestione della performance dell’ente e della performance organizzativa. La definizione degli standard idonei a rilevare la qualità effettiva dei servizi erogati nonché le metodologie per la misurazione della soddisfazione degli utenti sono stati definiti nel piano di Auditing “Controlli Interni”, approvato dal Segretario Generale/Direttore Generale lo scorso anno.

Girgenti Acque S.p.A. comunica che la condotta fognaria posta sull’arenile “mare nostrum” a San Leone è stata tempestivamente riparata.
Il problema è di tipo strutturale, e la condotta attiene al vecchio impianto di sollevamento fognario realizzato dal Comune di Agrigento.
Il progetto del grande depuratore, e della nuova rete fognaria della fascia costiera di San Leone, prevede l’eliminazione della condotta in questione.
Girgenti Acque effettua il monitoraggio della condotta costantemente per scongiurare il rischio dei versamenti, e provvede al rinterro della tubazione di frequente, tutte le volte che una mareggiata erode l’arenile.
L’unica soluzione, per evitare l’erosione delle mareggiate, sarebbe costruire una scogliera di protezione che Girgenti Acque non è autorizzata a realizzare.

Situazione molto difficile sulle strade provinciali in seguito alla nuova ondata di maltempo che si è abbattuta in questo fine settimana sulla nostra provincia, provocando numerosi problemi alla viabilità secondaria. Numerosi gli interventi del personale stradale del Libero Consorzio di Agrigento su diverse strade dei comparti ovest e centro-nord, con allagamenti e smottamenti di fango e detriti che hanno reso problematica la circolazione. Stamani i capicantonieri segnalano, in particolare, fango e detriti su SP n. 26-A Cammarata-Castronovo, all’altezza del ristorante “La Rustica”, SP n. 26-B in contrada Puzzillo e nei pressi del bivio Tumarrano-S.Giovanni Gemini, e su SP n. 20-A Stazione Acquaviva-Casteltermini all’altezza del bivio Lupo Nero, nonché su diverse ex consortili ed ex regionali della zona di Cammarata.
Nel comparto ovest diversi smottamenti di detriti sulla SP n. 37 Caltabellotta-San Carlo, pur in parte sgomberata nel tardo pomeriggio di ieri, e sulla SP n. 36 Bivio S.Anna-Caltabellotta dopo la parziale esondazione di un torrente e conseguente riversamento di materiale fangoso sulla carreggiata. Parzialmente percorribile invece, dopo l’allagamento di ieri, la NC n. 1 in territorio di Menfi. Più difficile la situazione sulla SP n. 34 Bivio Tamburello-Bivona (alcuni tratti già interdetti da tempo per frane), in particolare al km 14 ove un grosso smottamento di fango rende problematico il transito dei mezzi. E’ in corso comunque una ricognizione su tutti i comparti da parte di tecnici e cantonieri del Settore Infrastrutture Stradali, per pianificare gli interventi da eseguire non appena il maltempo darà una tregua (al momento, infatti, è possibile solo un parziale sgombero delle carreggiate).
Si consiglia sempre di procedere su queste strade, e in genere sull’intera rete viaria provinciale, con la massima prudenza e prestando attenzione alle condizioni dei tracciati.

Il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, è intervenuto con delle ordinanze a rimedio di alcune ostruzioni al deflusso delle acque in città. In particolare, lo stesso Firetto spiega : “Avrebbero modificato lo stato morfologico dei luoghi. In alcuni dei tratti dell’alveo, ricadente a valle del viale dei Giardini, sono state accertate delle ostruzioni. E la minaccia alla pubblica incolumità, visto che il deflusso delle acque piovane non sarebbe più agevole, è indubbia. Ho firmato 3 ordinanze a carico di 4 persone complessivamente. E’ necessario entro, e non oltre, 30 giorni ripristinare l’alveo noto con la denominazione di “Vallone Donna Cristina” o eseguire quelle opere necessarie a garantire la tutela di interessi pubblici connessi al libero deflusso delle acque, a salvaguardia della pubblica incolumità. In caso di inottemperanza sarà avvisata l’Autorità giudiziaria ed i lavori saranno effettuati dall’amministrazione comunale in danno dei privati”.

Il 25 marzo 2013 il parlamentare nazionale del Partito democratico, Francantonio Genovese, suo cognato, il deputato regionale all’ epoca del Partito Democratico, Franco Rinaldi, e altre 9 persone, tra loro familiari e collaboratori, furono destinatari di un avviso di garanzia emesso dalla Procura di Messina nell’ambito di un’inchiesta sui finanziamenti per la Formazione professionale regionale. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono associazione per delinquere, riciclaggio, frode fiscale, peculato e truffa. Poi, in seguito, Genovese, già segretario regionale del Partito Democratico, è stato arrestato, e con lui anche la moglie, Chiara Schirò. E la Polizia e la Guardia di Finanza hanno sequestrato beni per 5 milioni di euro nell’ambito della stessa inchiesta cosiddetta “Corsi d’oro”. Adesso il Tribunale di Messina, dopo 10 ore di camera di consiglio, ha inflitto 11 anni di reclusione a Francantonio Genovese, così come invocato dalla Procura, secondo cui il politico è stato a capo di un’ associazione per delinquere che per tanti anni ha drenato risorse finanziarie regionali per 60 milioni di euro destinati alla Formazione professionale. Sono stati riconosciuti colpevoli i 22 imputati, tra cui il cognato di Genovese, Franco Rinaldi, condannato a 2 anni e 6 mesi di reclusione, e che nel frattempo è transitato in Forza Italia dove è approdato anche Genovese. E poi 3 anni e 6 mesi alla moglie di Genovese, Chiara Schirò, e 6 anni e 6 mesi, a sua sorella, Elena Schirò, moglie di Genovese. Sia a Francantonio Genovese che a Franco Rinaldi è stata imposta l’interdizione dai pubblici uffici per tutto il periodo della condanna. Genovese paga inoltre una multa da 20mila euro e subisce la confisca dei beni già sequestrati come garanzia del risarcimento del danno, da liquidare in sede civile, alle parti civili tra cui la Regione siciliana e l’assessorato regionale alla Formazione. Il processo si è protratto due anni. E Genovese, dopo l’ autorizzazione da parte della Camera dei Deputati, è stato detenuto quasi un anno, tra carcere e domiciliari. A favore del suo arresto votò anche il Partito Democratico, ed ecco perché poi Francantonio Genovese ha restituito la tessera del partito. Fonte teleacras