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RISCHIO IDROGEOLOGICO E P.R.G. “BIVONA”: IL PASSATO NON HA INSEGNATO NULLA
Ci siamo sempre chiesti come fosse stato possibile, nel passato, sfregiare la bellezza della nostra città e del suo territorio costruendo interi quartieri sui letti dei torrenti e palazzi alti 10 piani in pieno centro storico. Ci siamo sempre chiesti come si sia potuto maltrattare così il paesaggio sotto la logica spietata del bene dei singoli e del profitto. Pensavamo, magari ingenuamente, che questi fossero errori che nessuno si sarebbe mai più permesso di commettere. Evidentemente ci sbagliavamo.
Con gli eventi tragici degli ultimi mesi, purtroppo per tutti, la natura ha presentato il suo conto nei modi che abbiamo imparato a conoscere. La domanda adesso è: quali strumenti deve mettere in campo la politica per evitare che eventi del genere possano mettere sistematicamente tutta la città in ginocchio? Una cosa è certa: a questa amministrazione e all’assessore a vita Ignazio Bivona il passato non ha insegnato nulla.
Nel nuovo P.R.G. adottato, infatti, è previsto ancora cemento, pronto a disturbare il sonno del Torrente Cansalamone che, abbiamo toccato con mano, prima o poi si riprende ciò che è suo. Parliamo delle nuove zone D.1.5 che permetteranno la realizzazione di edifici residenziali e commerciali nei pressi di via Dante, e delle zone B.5 che daranno alla luce altri palazzi sempre nella stessa zona. Nuove edificazioni proprio in quei luoghi che per ben due volte negli ultimi mesi sono stati teatro di disagi e di terrore. Ed ancora le zone D.2.2, ovvero l’insediamento turistico previsto in contrada Muciare, proprio sulla foce del torrente Bagni.
Ci domandiamo: si può continuare ad essere così irresponsabili?
Ed a questo si aggiunge quello che abbiamo più volte denunciato noi, e con noi gli ordini professionali: un P.R.G. basato sull’enorme bugia di un incremento demografico di 12.000 abitanti, che permetterà ulteriori edificazioni su un territorio che verrà reso ancora meno permeabile da piogge e bombe d’acqua.
Il P.R.G. è stato adottato, e a più di un anno dall’adozione stiamo ancora aspettando che quest’amministrazione si degni di inviare il tutto alla regione per l’ultimo passaggio che renderà attuativo lo strumento urbanistico.
Confidiamo in questo ultimo atto in modo da poter essere nelle condizioni, durante la prossima amministrazione finalmente libera da ingombranti assessori, di mettere in atto delle correzioni per sviluppare la nostra idea di città, per una Sciacca più sicura, che rispetti la naturalezza e bellezza del suo territorio.
E che la valorizzi, creando economie ed opportunità grazie ad essa.

Assegnati i nuovi incarichi dirigenziali di livello generale dell’Istituto
Il presidente Tito Boeri ha firmato ieri le determinazioni di conferimento degli incarichi dirigenziali di livello generale, proposti dal direttore generale Gabriella Di Michele.
Si è completato così il primo tassello della riorganizzazione in corso nell’Istituto che rivede drasticamente la struttura organizzativa dell’Ente. Le direzioni generali passano da 48 a 36, di cui 22 distribuite sul territorio.
I dirigenti inizieranno a ricoprire i rispettivi nuovi incarichi a partire dal 1 febbraio. Subito dopo partiranno gli interpelli per gli incarichi dirigenziali di seconda fascia.

Mi corre l’obbligo morale, nei confronti della città, di fare chiarezza in ordine alle recenti dichiarazioni dell’assessore allo Sport del Comune di Agrigento Giovanni Amico sulla carenza di documentazione, circostanza, che gli avrebbe impedito di far decollare la trattativa con il gruppo imprenditoriale romano “interessato” all’Akragas.
Voglio innanzitutto premettere che non è mia intenzione alimentare nessuna polemica, tantomeno con Giovanni Amico con il quale mi lega un profondo e sincero sentimento di amicizia e stima, e al quale va tutta la mia gratitudine per essere da sempre stato attento alle problematiche di questa società e sempre disponibile, e presente in prima persona, nel corso di questi anni.
Con l’assessore Amico, durante le festività natalizie, ci sono state delle interlocuzioni, durante le quali, viste le mie grida d’allarme, si è reso disponibile a riprendere e ad intavolare delle trattative con un gruppo imprenditoriale romano che si era detto potenzialmente interessato all’Akragas.
Nei primi giorni di gennaio, gli uffici amministrativi, hanno iniziato ad inoltrare, per il tramite dell’assessore Amico, la documentazione ufficiale che, lo scorso 22 novembre 2016, in occasione delle verifiche periodiche disposte dalla CO.VI.SO.C. (Commissione Vigilanza Società Calcistiche) era stata depositata presso il suddetto Organo Federale ovvero, il bilancio al 30 settembre 2016, il prospetto per la determinazione del rapporto RI (Ricavi-Indebitamento) e il prospetto per la determinazione degli indicatori di Fair Play Finanziario utile al calcolo: dell’indicatore di liquidità, dell’indicatore di indebitamento riferito all’esercizio in corso (1° semestre 2016) comparato con i dati risultanti dagli ultimi 3 bilanci approvati (2013-2014-2015) e dell’indicatore del costo del lavoro allargato.
Successivamente, l’assessore Amico, fece sapere, che il rappresentante del gruppo romano, che stava valutando la documentazione, avrebbe avanzato ulteriori richieste di approfondimento abbastanza impegnative da ultimo l’aggiornamento del bilancio sino alla chiusura dell’esercizio, oltre ad esaustivi chiarimenti in ordine alle voci più rappresentative e ad una dettagliata elencazione dei contratti passivi in essere riferiti  a calciatori e staff tecnico. Come atto di prontezza si è proceduto ad inviare il dettaglio mensile dei contratti con i tesserati, come risultante dal deposito in Lega, unitamente allo sviluppo del costo del lavoro complessivo (tesserati e personale dipendente) comprensivo degli oneri sociali e dei costi delle retribuzioni differite.
Purtroppo, se non ci sono stati i tempi a disposizione per attuare le operazioni di due diligence che tipicamente ricorrono in occasione di acquisizioni societarie, non è colpa di nessuno.
Ci tengo a ribadire e a sottolineare, a costo di apparire ridondante, che la società ha messo a disposizione tutta la documentazione ufficiale che ad oggi sussiste perché depositata presso gli organi federali, e si è unicamente astenuta dall’offrire in comunicazione, situazioni contabili di periodo provvisorie, suscettibili di potenziali oscillazioni delle voci di bilancio in formazione, che, come è ovvio, qualsiasi società compie nei primi mesi dell’anno successivo.
Se quindi la trattativa non è mai decollata allora il motivo, magari, deve ricondursi al fatto che, l’interessamento del gruppo imprenditoriale romano, sia sempre rimasto un interessamento in astratto, atteso che, dopo aver visionato la documentazione ufficiale, offerta in comunicazione (sebbene riferita al 30 settembre 2016 e precedenti) non c’è mai stata una richiesta di contatto nemmeno telefonica.
Ricordo a tutti che due anni addietro quando è andata in porto la trattativa con Marcello Giavarini, il suo rappresentante Peppino Tirri, è stato personalmente presente nel club visionando documenti, riportando informazioni all’investitore, dimostrando così l’interessamento in concreto che ha poi portato, in breve termine, all’acquisizione del pacchetto azionario di maggioranza e che inoltre si è svolto tutto nel mese di maggio/giugno quando già i bilanci erano stati depositati. Penso comunque che questo non sia il momento adatto a polemizzare o accusare, ma bisognerebbe stare uniti per potere risolvere, se possibile, il momento drammatico che sta attraversando questa società ed attivarsi per uscirne nel migliore modo possibile.
Il Presidente
Silvio Alessi



E’ certamente la prima volta che scriviamo un Filo di  Nota per essere smentiti.
Non solo, ma lo speriamo vivamente, altrimenti siamo costretti a scrivere ancora una volta le nefandezze e le contraddizioni dei pentastellati empedoclini con a capo la professoressa Ida Carmina, sindaco pro tempore di Porto Empedocle.
Hanno sempre gridato delle disfatte altrui; hanno sempre gridato allo scandalo perpetrato dagli altri; hanno sempre gridato contro Firetto che ha distrutto il Comune empedoclino; hanno sempre gridato contro la vecchia politica. E poi loro dimostrano di essere il più vecchio del vecchio della politica? Eh no caro sindaco e cara Giunta, non cazzeggiamo con le cose serie; qui c’è gente che non arriva a fine mese a mettere la pentola sopra un fornello a gas.
Oggi siamo in possesso di alcune tabelle remunerative che lasciano davvero con il fiato sospeso, amarezza e tanta, tanta tristezza.
Speriamo davvero di essere smentiti in questo Filo di Nota che scriviamo a notte tarda e aspettiamo con ansia la risposta dei “perfettissimi” componenti dei 5 stelle, con  la Carmina al timone empedoclino già ghettizzato dal dissesto finanziario a seguito dell’incapacità amministrativa del primo cittadino e di tutta la sua Giunta che pensa soltanto a beccarsi il massimo dei compensi previsti, nonostante le casse comunale siano rase a suolo senza pietà.
Dalle tabelle ufficiali, delle quali siamo in possesso, si evince come l’ex sindaco empedoclino Calogero Firetto, rappresentante unico della disfatta comunale empedoclina (per i 5 stelle) sia stato, al contrario di quello che sostengono i 5 stelle un pessimo amministratore. Firetto, almeno, ha avuto la bontà e ha ritenuto la necessità di dare almeno un segnale alla cittadinanza riducendo gli emolumenti di se stesso (già pagato dalla Regione) e della sua Giunta.
Ida Carmina, invece, predica bene e razzola con i piedi. Ed è per questo che chiediamo urgentemente di essere smentiti.
Le tabelle sono chiare ed evidenti a tutti; basta leggerle per notare la differenza esistente tra gli ultimi sei mesi di amministrazione Firetto e i primi sei mesi dell’amministrazione Carmina.
Un divario enorme che non rispetta e non rispecchia le chiacchiere inutili, demagogiche e dannose portate avanti dal movimento empedoclino.
Guardate bene le differenze economiche che ci sono state tra l’amministrazione Firetto e quelle della Carmina. Una differenza sostanziale che deve far molto riflettere gli elettori empedoclini che vedevano nella Carmina una sorta di Madre Teresa di Calcutta. Altro che miracolo, dissesto annunciato e messo in atto, ma senza nulla togliere dalle proprie tasche un solo centesimo. Inchia che campioni di legalità!!!
Giova ricordare che l’8 agosto scorso la Carmina dichiarava di essere in procinto di istituire un fondo dove andare a depositare il 30% degli emolumenti personali e di tutti gli assessori.
Con la scusa che il bilancio non è stato ancora approvato, i pentastellati continuano a cazzeggiare il popolo empedoclino e continuano inesorabilmente a mantenere i propri compensi previsti dalla legge. Il tutto, in attesa di sapere dove andrà a finire quel trenta per cento che hanno garantito dovrà essere devoluto.
Fino ad oggi  sindaco e Giunta non hanno devoluto una mazza, e su questo tema aspettiamo con ansia di essere smentiti.
Da apprezzare, al contrario, tutto il Consiglio comunale che ha ridotto a zero i propri emolumenti sia per quanto riguarda i gettoni di presenza delle sedute consiliari sia di quelle delle commissioni.
Ed in questo contesto assai distorto spiccano certamente i due consiglieri dei 5 stelle, in netto contrasto con i soldi arraffati e legalizzati dalla Carmina e company.
Hanno parlato di una devolution, ma ancora non hanno  spiegato dove e come; hanno parlato di un fondo cassa, ma si trincerano dietro la mancata approvazione del bilancio; ma cavolo, mettete da parte questo 30% anche in un classico “caruso” in attesa di destinarli a chissà quale opera pia a favore della comunità empedoclina.
Giova ricordare che nella tabella che leggete, nella voce presidente del Consiglio Marilù Caci manca il 30% che ha già devoluto ed è rimasto nelle casse comunali.
La professoressa Carmina e i componenti della sua Giunta facciano sapere al più presto che intenzioni hanno, che vogliono fare con questo ipotetico ribasso del 30% e lo dicano alla popolazione intera.
Fino ad oggi è giusto che il popolo che ha votato plebiscitariamente i pentastellati sia a conoscenza di quale fine fanno gli emolumenti previsti per sindaco ed assessori in un momento in cui nel Comune empedoclino non possono comprare nemmeno una penna bic. Che lo dicano la Carmina e il resto della Giunta.
Smentiscano le tabelle che abbiamo pubblicato, magari facendoci sapere se davvero hanno intenzione di rinunciare al 30% dedicandolo ad altre attività più formative ed eleganti invece di ingrossare i portafogli di sindaco e Giunta.
Altrimenti con quale faccia continuate a criticare gli altri se poi siete i primi ad arraffare tutto ciò, che ahimè, vi spetta?
Che bravi i pupazzi di Beppe Grillo…

Agricoltura. Cracolici: “avviate le attività per la difesa fitosanitaria del pistacchio”
Lo annuncia in una nota l’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici a margine di un tavolo tecnico con istituzioni scientifiche, esperti del Servizio Fitosanitario regionale e i rappresentanti dell’Associazione per la tutela del Pistacchio di Raffadali che si è riunito oggi in assessorato.
“ A seguito della richiesta di intervento avanzata dall’Associazione per la tutela del… Pistacchio di Raffadali, è stato avviato un programma di attività che prevede una prima fase di monitoraggio dei principali parassiti del pistacchio nel comprensorio di Agrigento.
Successivamente verrà predisposto un piano di difesa fitosanitaria nel rispetto della normativa nazionale – continua Cracolici.
Sulla base delle attuali conoscenze verranno inoltre stilate delle linee guida di supporto ai produttori.
L’obiettivo del piano è quello di tutelare e valorizzare questa coltura di grande pregio, legata alla storia e all’identità del comprensorio di Agrigento che interessa numerose aziende ricadenti in un bacino di circa 15 comuni su una superficie coltivata stimata intorno ai 500 ettari.”

Si setacciano documenti e si vagliano responsabilita’ dopo l’ondata di maltempo in Sicilia. La Procura di Termini Imerese ha aperto una indagine sulla morte di Giovanni Mazzara, il pensionato di 67 anni morto domenica sera, travolto da un torrente nei pressi di Castronovo di Sicilia, in provincia di Palermo. Al momento il fascicolo aperto dalla Procura guidata da Alfredo Morvillo e’ il cosiddetto “modello 45″, ovvero a carico di ignoti e senza alcuna ipotesi di reato. Gli inquirenti stanno allargando lo spettro delle indagini in particolare acquisendo atti e documentazioni finalizzate a verificare l’esistenza di segnalazioni relative ad interventi da effettuare proprio per scongiurare eventi del genere. Ma anche per verificare quando e se siano stati fatti lavori, chi e come siano stati eseguiti le eventuali responsabilita’ amministrative in casi come questo. Da una prima ricostruzione, infatti, Mazzara sarebbe morto per annegamento: mentre viaggiava con altre tre persone la sua auto sarebbe stata investita dalle acque esondate di un torrente, in seguito alle piogge insistenti. I tre passeggeri sono riusciti a salvarsi mentre per il pensionato sessantassettenne non c’e’ stato nulla da fare.

Terzo allenamento settimanale per l’Akragas in vista della sfida di sabato 28 gennaio, alle ore 14.30, allo stadio Esseneto di Agrigento, contro l’Unicusano Fondi per la quarta giornata di ritorno del campionato di Lega Pro, girone C.
I biancoazzurri, dopo il consueto riscaldamento, hanno dato vita ad una partita in famiglia a tutto campo.
Mister Di Napoli ha provato diverse soluzioni tattiche in vista del Fondi.
Non hanno preso parte all’allenamento ed hanno svolto un lavoro personalizzato gli attaccanti Cocuzza, Longo, Salvemini e il difensore Carillo.
Domani, giovedì 26 gennaio, nuova seduta di allenamento all’Esseneto.


Stasera gara tra Juve e Milan, per andare in semifinale di Coppa Italia e trovare il Napoli che ha superato ieri sera la Fiorentina al San Paolo. Allegri dopo le sconfitte con i rossoneri in campionato e nella finale di Supercoppa cerca la prima vittoria stagionale. Il Napoli di Sarri, ieri sera, batte 1-0 la Fiorentina con Callejon, ma lontano dai primi 20 minuti giocati nella partita del 21.01 con il Milan, (probabilmente perchè Sarri ha poi rinunciato sia a Mertens che alla regia di Jorginho.)
25.01.2017 allo Stadium ritmi lenti nei primissimi minuti di gioco.Poi il gol del 10’’ di Dybala e quello del raddoppio (al 21’’) di Pjanic, la Juve è in netto vantaggio.  A metà del primo tempo c’è un clima confuso tra i giocatori del Milan, che non riesce a rendersi pericoloso; la Juve fa un pressing asfissiante sui rossoneri che, pur avendo goduto per il 60% del possesso palla, non ha mai tirato in porta, ma si è limitata a lunghi e sterili palleggi! 45′-Finisce il primo tempo: bianconeri padroni del campo, soprattutto sulla sinistra, con Asamoah protagonista di una grande partita. Si apre il secondo tempo, e nessun cambio rispetto al primo tempo. La Juve è più rigida, ma reagiscono gli uomini di Montella, che prendono fiducia ed avanzano, ecco che arriva il primo gol: Bacca capitalizza con un dx al volo “imparabile” che sorprende persino Neto da distanza ravvicinata. Col colombiano il Milan recupera. 54’- Arriva il secondo giallo per Locatelli, lasciando i rossoneri con un uomo in meno. La partita/scontro (copiosa di falli, punizioni), si riapre. La Juve vanifica qualche buona azione (i passaggi al limite dell’area, due colpi di testa del croato Mandzukic al 58’ e al 61’ su cross di Asamoa) e si salva il Milan.  Tanti ammoniti, qualche punizione e un fuorigioco (di Alex Sandro Lobo Silva della Juve) .. all’80’ – esce Bacca, dentro il nuovo acquisto Deulofeu della casa rossonera. Quest’ultimo da subito difende, poi si infila in area, ma Neto è pronto a parare. 90’ – Tre minuti di recupero che presto passano e proclamano la superiorità della Juventus sul Milan per 2-1 in questa partita dei quarti di finale di Coppa Italia.
I bianconeri in certi momenti sono stati imbarazzanti (Inter-primo tempo con il Genoa-in parte con il Milan-primo tempo con la Fiorentina) ,ma in altri momenti hanno fatto molto bene, al di là della moda che la addita come “corrotta o fortunata” la Signora resta un esempio straordinario di calcio italiano e di programmazione di gioco.

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L’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato nella seduta di ieri sera il disegno di legge n. 1283/A, relativo alle “Norme transitorie in materia di elezione degli organi dei Liberi Consorzi comunali e delle Città metropolitane”. Il provvedimento differisce il termine delle nuove elezioni degli organi del Libero Consorzio ad una domenica tra il 1 dicembre e il 31 dicembre 2017. Originariamente il disegno di legge presentato il 13 gennaio prevedeva, invece, il limite temporale tra il 1 giugno e il 31 luglio 2017 per l’elezione dei vertici dei Liberi Consorzi. Questo termine sostituiva la data delle elezioni prevista il 26 febbraio e già pubblicata nella gazzetta ufficiale della Regione Siciliana. In sede di votazione, infatti, è stato approvato l’emendamento 1.2 all’articolo n.1 della legge che rinvia a dicembre lo svolgimento delle elezioni di secondo grado.
La nuova legge prevede altresì la proroga della gestione commissariale nelle more dell’insediamento degli organi degli enti di area vasta e comunque non oltre il 31 dicembre 2017. La nuova legge entrerà in vigore con la pubblicazione nella gazzetta ufficiale della Regione Siciliana.

COMUNICATO STAMPA

“Gabriella Cucchiara, Presidente provinciale FIPE Confcommercio, preso atto  che recentemente l’attuale amministrazione comunale di Agrigento ha proseguito  l’iter, iniziato da quella precedente, per dotare la città del “Piano Urbano della Mobilità”, interviene in difesa della categoria dei commercianti e dei pubblici esercizi contro l’approvazione di uno schema monco e miope che, se approvato dal Consiglio Comunale rischia seriamente di penalizzare ulteriormente una città già martoriata da gravi problemi sociali, economici e produttivi.
“Una attenta lettura del verbale di deliberazione della Giunta Comunale n. 108 del 01.08.2016 del c.d. “P.U.M.S.” dimostra che, alcune scelte operate dall’amministrazione comunale, che andranno ad influire sull’organizzazione della Città per i prossimi vent’anni, non siano state analizzate e valutate  attentamente per evitare  conseguenze negative che potrebbero causare al tessuto economico della Città.
E’ vero che Agrigento sconta un’arretratezza secolare e vive una modernità senza sviluppo, come più volte sostenuto ed evidenziato dagli ordini professionali ed anche dai liberi cittadini, ma manifestare un’ampia apertura sulla necessità di dotare la città di Agrigento di un Piano sostenibile dal punto di vista ambientale, non deve necessariamente compromettere lo sviluppo economico della città fino a distruggere ed affossare ulteriormente il tessuto sociale e produttivo.
In una città come la nostra dove la ripresa economica stenta a decollare, ancora una volta non vengono tenute in considerazione le difficoltà che gli operatori del settore affrontano quotidianamente per mandare avanti le proprie attività produttive.
Il PUMS è ricco di belle idee, come ad esempio l’utilizzo delle linee ferroviarie esistenti e sottoutilizzate per creare una mobilità alternativa all’utilizzo del mezzo di trasporto privato, una metropolitana di superficie tra Aragona-Agrigento Bassa-Agrigento Centrale-Porto Empedocle. Peccato però che il Piano in questione che si accinge ad essere approvato dal Consiglio Comunale nella prossima seduta del 26 gennaio prevede anche la pedonalizzazione e la chiusura totale al traffico di alcune arterie e strade di vitale importanza, come ad esempio la Via Passeggiata Archeologica,  che faranno confluire tutto il traffico cittadino (dal centro città verso San Leone e viceversa)  in una sola arteria e cioè la via Panoramica dei Templi (Bonamorone)”.
“Viene quindi da chiedersi”, continua la Presidente FIPE, “se effettivamente la chiusura di vie, finora percorse da cittadini e turisti per recarsi a San Leone e Villaggio Mosè, sia una scelta attentamente valutata, che necessariamente scaturirà in una forte congestione del traffico in Via Panoramica dei Templi.
Interessante è notare come la società di progettazione perugina Sintagma incaricata a redigere il piano PUMS abbia dimostrato carenze e scarse conoscenze del tessuto sociale ed economico della città di Agrigento. La società ha pensato bene di effettuare dei sondaggi a campione con interviste fatte a cittadini di Raffadali e Cammarata e poco o quasi niente ai cittadini di Agrigento e ai turisti che frequentano la Valle dei Templi o il Museo Archeologico o ai clienti di hotel o B&B. Non risultano interviste ai commercianti, né tantomeno sono state consultate le parti sociali in rappresentanza della categorie economiche ne chiesti  pareri direttamente agli operatori economici, pubblici esercizi, artigiani etc.
Tale provvedimento significa penalizzare ulteriormente gli esercizi commerciali del luogo e la chiusura di molte attività con gravi ripercussioni in termini occupazionali.
Considerato che il PUMS è il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile e con questo “strumento” si stia cercando di progettare ed organizzare la città per i prossimi venti anni, vista l’importanza del “guardiamo al futuro”, FIPE, rappresentante delle attività produttive, chiede la sospensione, la rettifica, la revisione, la correzione di alcuni importanti tematiche. Inoltre, poiché il progetto dovrà essere portato in aula per l’approvazione definitiva, facciamo appello ai Sigg. Consiglieri Comunali quali espressione popolare ed eletti democraticamente dai cittadini di votare lo strumento PUMS acquisendo maggiori informazioni su quanto si andrà a deliberare.”