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Uno spot pubblicitario ha l’obiettivo di entrare nelle case della gente, deve essere diretto ed immediato ma soprattutto deve poter rimbombare dentro la testa della gente come il ritornello di una canzone famosa.
In questo hanno egregiamente centrato l’obiettivo il marchio Barilla con il suo spot “dove c’è Barilla c’è casa” , Rowenta con “Rowenta per chi non si accontenta” , kodak con “ciribirì kodak” ed altri
Bene anche il nostro, “gli esperti siamo noi” ha lo stesso identico scopo, entrare in casa della gente e diventare il loro riferimento per l’elettronica ma ovviamente uno spot non basta se poi dietro ad esso non ci sono uomini e donne che rappresentano nel migliore dei modi  questo spot.
Ebbene il punto vendita Expert Pistone di Agrigento al villaggio mosè, ha fino ad adesso dimostrato di avere esperti del settore, che stanno riuscendo nell’impresa in così poco tempo,di fidelizzare il cliente, grazie all’entusiasmo con il quale ognuno di questi ragazzi e ragazze con la camicia arancione e la cravatta o foulard blu, offre competenze, servizio, cortesia ed infinita disponibilità. La percezione di tale fidelizzazione è chiara, in meno di due mesi dall’apertura la gente ritorna sul punto vendita Expert del Villaggio Mosè per acquistare altri prodotti chiedendo di poter essere seguito dal responsabile di settore che lo ha servito in precedenza ricordandosi nome e cognome e questo perché un vero esperto lascia il segno e rimbomba nella testa delle gente come lo spot pubblicitario più azzeccato . Questa è la gratificazione più grande che il lavoro può dare ad uomo ed una donna e questo infatti è il punto fermo di questa azienda, la mission che il punto vendita Expert Pistone di Agrigento non abbandonerà mai la soddisfazione del cliente.

Ad Agrigento a seguito delle rimostranze di parecchi commercianti regolari operanti in via Gioeni, un gruppo interforze, tra Polizia, Carabinieri Guardia di Finanza e Vigili Urbani, su iniziativa della Questura, è intervenuto nella zona e ha sanzionato e sgomberato i numerosi venditori ambulanti irregolari di merce verosimilmente contraffatta. I controlli saranno mantenuti costanti.

I Carabinieri della stazione di Palma di Montechiaro hanno arrestato Vasile Negoita, 34 anni, bracciante agricolo romeno domiciliato a Palma, e Mihaela Chiriac, 30 anni, romena, anche lei domiciliata a Palma. I due risponderanno in concorso di furto aggravato di energia elettrica perché hanno allacciato abusivamente la loro abitazione, in via Dino Grandi, alla rete elettrica pubblica. I due romeni sono ristretti ai domiciliari.

A seguito di una rapina in villa il 13 ottobre 2013 a danno di un imprenditore di Ribera, il 16 novembre 2013 i Carabinieri della Compagnia di Sciacca hanno arrestato 4 zingari di origine serbo-bosniaca, tra i 21 e i 39 anni, indagati a vario titolo di rapina in abitazione aggravata dall’uso delle armi e detenzione abusiva e ricettazione di arma comune da sparo. I 4, armati di pistola e bastone, irruppero nell’ abitazione dell’imprenditore, lo picchiarono, spararono colpi di pistola per intimidirlo, e rubarono una ingente quantità di oggetti preziosi. Ebbene, adesso, in Germania, a Rotenburg, i Carabinieri agrigentini, in collaborazione con la Polizia tedesca, hanno arrestato il quinto complice della banda criminale che ha imperversato a Ribera. Si tratta di Svetozar Damnjanovic, 33 anni. E sono stati già arrestati alcuni mesi addietro il palermitano Giorgio Mangano, 30 anni, presunto ricettatore di riferimento della banda criminale, e Zivan Todorovic, un altro rapinatore autore di numerosi furti in abitazione a Ribera, Caltanissetta, Racalmuto e Raffadali tra agosto e novembre 2013.

A Palermo, in Corte d’Appello, è stato assolto, per non avere commesso il fatto, l’agrigentino Nicolò Vasile, 35 anni, condannato il 29 settembre 2014 dal Tribunale di Agrigento a 7 anni e 2 mesi di reclusione nell’ ambito dell’ inchiesta cosiddetta “Parcometro”, perché avrebbe preteso il pagamento del pizzo da alcuni parcheggiatori abusivi a lavoro in città per sostenere le spese di alcuni affiliati a clan mafiosi. I Giudici di secondo grado hanno pertanto accolto il ricorso dei difensori di Vasile, gli avvocati Fabio Quattrocchi, Enrico Quattrocchi e Pietro Maragliano, ribaltando la sentenza del Tribunale agrigentino.

Dopo l’ interrogatorio in Procura a Palermo, Fabrizio Ferrandelli si è ripromesso di intervenire in conferenza, e così è stato. A fronte dell’ avviso di garanzia che gli è stato notificato perché indagato del reato di voto di scambio politico – mafioso, il candidato sindaco a Palermo alle Amministrative in primavera, e già deputato regionale del Partito Democratico, che poi si è dimesso fondando il movimento “I Coraggiosi”, rivendica innanzitutto il proprio impegno. E le sue parole, nel Comitato elettorale, sono : “Il clamore delle notizie riportate dalla stampa e di un delinquente che poi si è pentito possono fare più rumore di anni di storia e di impegno antimafia. Lo ribadisco a seguito delle accuse infamanti che un pentito mi ha rivolto, e ritengo che la mia figura non possa non ricordare la strada dalla quale provengo”. Poi, in riferimento alla corsa verso la poltrona di sindaco, Ferrandelli ha sottolineato : “Non sono in corsa per partecipare, ma per vincere. Ed è quello che ho intenzione di fare”. E sulle eventuali alleanze, tra il sostegno di Gianfranco Miccichè di Forza Italia e di Saverio Romano di Ala, Ferrandelli spiega : “Non potrà esserci il simbolo di Forza Italia, nè quello del Pd o grillino. Ci sono sensibilità in questa città che possono convergere sul mio progetto che è un progetto multi – identitario”. E a stretto giro di posta Gianfranco Miccichè ha replicato subito: “Dalla base di Forza Italia sta emergendo, chiaro e netto, un messaggio : dall’identità non si prescinde. Il simbolo non si discute. Noi siamo Forza Italia e lo rivendichiamo con orgoglio”. Poi, Fabrizio Ferrandelli è stato stimolato ad intervenire su Cuffaro, che si è espresso positivamente sulla sua candidatura, e ha risposto : “Io mi auguro, spero e credo che non ci possa essere correlazione fra la mia attività politica, l’attività giudiziaria e una dichiarazione di Cuffaro, perché lo riterrei allarmante. Quanto alle parole di Cuffaro non trovo nulla di strano: non è una persona che fa politica attiva, non ricopre una carica e non posso impedire a nessuno di fare valutazioni sulle persone. Dal punto di vista politico può fare solo piacere ricevere tanti apprezzamenti in maniera così plurale e trasversale. Questo conferma che stiamo lavorando sodo e che in tanti si stanno accorgendo che in questo momento di immobilismo della Sicilia c’è qualcuno che si sta muovendo. Non ho mai votato Cuffaro né sono mai stato un cuffariano. E Cuffaro non è un mio sponsor. La politica è in una fase liquida. C’è un cuffariano rispettato che una settimana fa ha fatto una dichiarazione di appoggio importante a Orlando, che è Cardinale. E nella giunta Crocetta ci sono stati molti cuffariani”. Poi, in conclusione, ancora sull’ inchiesta, Ferrandelli afferma : “Mi farei da parte solo se venissi condannato, ma io mi sento totalmente estraneo. Io vivo del mio lavoro. Sono andato dai magistrati sicuro del fatto mio. Fare politica in questa città è molto dura, lo sappiamo e chi decide di stare per strada rischia di avere anche degli incidenti come quelli che mi sono capitati in prima persona. Sono in possesso di tutti i bonifici di tutti i concerti e le iniziative realizzate durante la campagna elettorale del 2012 a Palermo, questa è la prova della nostra trasparenza”.
Fonte teleacras

“L’impegno assicurato da Antonello Cracolici rappresenta un ulteriore stimolo per l’intera filiera che ruota attorno alla produzione del pistacchio di Raffadali”. I vertici provinciali della Cna di Agrigento salutano positivamente la decisione dell’Assessore regionale all’Agricoltura, il quale, a margine di un tavolo tecnico, ha annunciato l’avvio delle attività per la difesa fitosanitaria di questo importante frutto. “L’intervento della Regione finalizzato a proteggere e salvaguardare il pistacchio – sottolineano Mimmo Randisi e Piero Guiglione –  è una risposta di grande responsabilità istituzionale alla pronta e opportuna richiesta avanzata  dall’Associazione di Raffadali, a cui la Cna offre il proprio contributo. La produzione, che è certamente di  eccellenza, muove una significativa fetta dell’economia agrigentina – evidenziano ancora Giglione e Randisi – apprezziamo quindi il provvedimento assunto dall’Assessore Cracolici e il proficuo lavoro che sta svolgendo, in sede territoriale,  Franco Nocera, in rappresentanza dell’Associazione a tutela del Pistacchio”.  Numerose sono  infatti le aziende del settore coinvolte, ricadenti in un bacino di circa 15 comuni su una superficie coltivata stimata intorno ai 500 ettari. Il programma di attività, messo a punto dalla Regione, prevede una prima fase di monitoraggio dei principali parassiti del pistacchio nel comprensorio agrigentino. Successivamente  verrà predisposto un piano di difesa fitosanitaria nel rispetto della normativa nazionale. Sulla base delle attuali conoscenze verranno inoltre stilate delle linee guida di supporto ai produttori.  L’obiettivo del piano, voluto dall’Assessore Cracolici, è quello di tutelare e  valorizzare questa coltura di grande pregio, legata alla storia e all’identità del territorio.

Venerdì 27 gennaio alle ore 18, nella sede dei volontari di strada, al viale della Vittoria 315 ad Agrigento, su iniziativa dell’Ente per l’educazione degli adulti si terrà un incontro-dibattito con tre psicologi agrigentini sul tema “Star bene con se stessi ad Agrigento”.
Interverranno Maria Giberto, consulente filosofico, Riccardo Pancucci psicoterapeuta esperto in musicoterapia e Renato Schembri psicoterapeuta.


(ANSA) – ROMA, 25 GEN – “Il rinvio dell’approdo in Aula del testo sul
testamento biologico e’ sicuramente positivo, il minimo sindacale per
approfondire tutti gli aspetti e per avere un confronto serio. Premesso che
per noi non ci possono essere compromessi o intermediazioni: la legge, di
cui si discute senza motivo in Parlamento, senza alcuna priorita’, e’ un
suicidio di Stato”. Lo afferma il deputato della Lega dei Popoli-Noi con
Salvini, Alessandro Pagano. “Per cui – aggiunge – se non vengono recepiti i
nostri emendamenti ci opporremo in tutti i modi. Tra le modifiche segnalate
dalla Lega, a mia prima firma, abbiamo proposto di introdurre il divieto di
eutanasia punendo chi la pratica, a seconda dei casi, con il reato di
omicidio, omicidio del consenziente, istigazione o aiuto al suicidio.
‘L’eutanasia, intesa come qualsiasi azione od omissione che – si legge
nell’emendamento – per la sua stessa natura, o nelle intenzioni di chi la
compie, procura la morte di un soggetto, allo scopo di eliminare i dolori
patiti dallo stesso, e’ vietata anche se praticata con il consenso del
soggetto stesso. Il divieto si estende sia all’eutanasia passiva che
all’eutanasia attiva’. Ci chiediamo sempre piu’ quanto i cattolici della
maggioranza saranno disposti a violentare i propri principi valoriali pur di
rimanere aggrappati alla poltrona o a ribellarsi a questa dittatura della
minoranza”.

“Avviate le attività preliminari per il piano di difesa fitosanitaria del pistacchio.”
Lo annuncia in una nota  l’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici  a margine di un tavolo tecnico con istituzioni scientifiche,  esperti del Servizio Fitosanitario regionale e i rappresentanti dell’Associazione per la tutela del pistacchio di Raffadali che si è riunito oggi in assessorato. Alla riunione erano presenti inoltre  il funzionario dell’Ufficio di gabinetto Salvatore Gazziano e il capo della segreteria tecnica dell’assessore Vito Sinatra.
“ A seguito della richiesta di intervento avanzata dall’Associazione per la tutela del Pistacchio di Raffadali,    è stato avviato un programma di attività che prevede una prima fase di monitoraggio dei principali parassiti del pistacchio nel comprensorio di Agrigento.
Successivamente  verrà predisposto un piano di difesa fitosanitaria nel rispetto della normativa nazionale – continua Cracolici.
Sulla base delle attuali conoscenze verranno inoltre stilate delle linee guida di supporto ai produttori.
L’obiettivo del piano è quello di tutelare e valorizzare questa coltura di grande pregio, legata alla storia e all’identità del comprensorio di Agrigento che interessa numerose aziende ricadenti in un bacino di circa 15 comuni su una superficie coltivata stimata intorno ai 500 ettari.”